Vai al contenuto

Cansiglio

Coordinate: 46°04′01.2″N 12°24′18″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Sottogruppo del Cavallo)
Piano del Cansiglio
Il Pian del Cansiglio
StatiItalia (bandiera) Italia
Regioni  Veneto   Friuli-Venezia Giulia
Province  Belluno   Treviso   Pordenone

Il Cansiglio (Canséi o Canséjo in veneto o Pian o Piano del Cansiglio) è un vasto altopiano delle Prealpi Bellunesi, circondato dall'omonima foresta, situato a cavallo di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, ad un'altitudine compresa tra i 900 m e 1.200 m s.l.m., nella regione storico-geografica dell'Alpago, principalmente nei territori dei comuni di Tambre, Alpago, Fregona, Caneva, Polcenigo, ed in parte anche nei comuni di Vittorio Veneto, Sarmede, Cordignano e Budoia.

La foresta del Cansiglio
La foresta in autunno: da notare la differenza tra i faggi, autoctoni, e le conifere, introdotte dall'uomo
Scorcio della faggeta

L'altopiano si eleva rapidamente dalla sottostante pianura veneto-friulana a oltre i 1.000 m d'altitudine: si tratta invero di una conca "coronata" da alcune cime rocciose: a sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, che lo dividono dalla Val Lapisina, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo. Sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e inghiottitoi: i più celebri sono il Bus de la Lum e il Bus della Genziana.

Il Bus della Genziana
L'imboccatura del Bus de la Lum

Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono nell'insieme il nome di bosco o Foresta del Cansiglio: predomina soprattutto la faggeta, autoctona, sviluppatasi su substrati carbonatici, ma sono presenti ampiamente specie non autoctone, come le aghifoglie (soprattutto abete rosso). Le particolarità climatiche della conca, inoltre, fanno sì che la distribuzione delle specie vegetali sia invertita, per cui piante tipiche degli ambienti più freddi si trovano a basse altitudini e viceversa. Di grande effetto visivo è la presenza in primavera di una estesa fioritura nemorale di anemone, sotto la faggeta. Vasti spazi, ubicati soprattutto nella conca, sono adibiti a pascolo e ancor oggi vi si pratica la pastorizia (ovini e bovini soprattutto).

L’altopiano del Cansiglio e le cime che lo circondano sono costituiti in massima parte da rocce carbonatiche giurassico-cretacee, in particolare da calcari, calcari marnosi e calcari dolomitici. Alcune zone dell’altopiano sono coperte da depositi di differenti origini, ad esempio le morene del ghiacciaio del Piave nella località Palughetto, oppure depositi di alluvioni antiche sul fondo della piana. Anticamente il Cansiglio era una scogliera corallina, quindi una zona di transizione tra un mare poco profondo (piattaforma friulana) e un mare più profondo (bacino bellunese). La piattaforma carbonatica friulana era il luogo dove si “produceva” il carbonato di calcio che poi attraverso frane sottomarine e correnti precipitava nel bacino bellunese. In questo periodo che va dal Giurassico alla fine del Cretaceo si ha la deposizione del Calcare del Cellina (ambiente di piattaforma interna), del Calcare del Monte Cavallo (scogliera) mentre nel bacino bellunese si deposero la Formazione di Soverzene, il Calcare del Vajont e il Calcare di Soccher. Alla fine del Cretaceo si è sedimentata in tutta l’area la Scaglia rossa, dei calcari marnosi con un aumento progressivo della frazione argillosa derivata dallo smantellamento dei primi rilievi emersi dall’orogenesi alpina in corso in quel periodo.

Formazioni rocciose affioranti nell’area:

  • Calcare del Monte Cavallo: Calcari bioclastici biancastri e nocciola, è la più rappresentativa delle formazioni presenti in Cansiglio, esso costituiva la scogliera della piattaforma carbonatica ed è ricca di fossili (Rudiste). Su questi calcari si sono formate molte cavità carsiche, ad esempio il “ Bus della Genziana ”.
  • Calcare del Cellina: Calcari grigio-nocciola fini, affiora nelle zone sud-orientali e orientali dell’altopiano, si è deposto in un ambiente di piattaforma più interna. Come il Calcare del Monte Cavallo è anch’essa molto carsificabile.
  • Calcare del Fadalto: Si è deposto in una zona di transizione tra la piattaforma e il bacino di Belluno e la sua potenza (spessore della formazione rocciosa) diminuisce man mano che ci si allontana dalla piattaforma in quanto è costituito dalla risedimentazione del Calcare del Monte Cavallo a seguito di frane e collassi del margine della piattaforma.
  • Calcare del Vajont: Calcari oolitici e dolomitici sedimentati nel bacino bellunese da torbiditi dalla scarpata della piattaforma, affiora in corrispondenza dei pendii che si affacciano sulla Val Lapisina.
  • Formazione di Soccher: Calcareniti, marne, calcari marnosi verdastri e selce; affiora nelle cime e pendii occidentali dell’altopiano.
  • Scaglia rossa: Calcari marnosi rossi e grigi; si è deposta su tutta l’area in questione, dopo il definitivo annegamento di questa parte della piattaforma friulana. Affiora in modo discontinuo in varie parti dell’altopiano.

A causa dell'alta permeabilità delle rocce, del carsismo e della morfologia del territorio, l’idrografia superficiale è quasi del tutto assente. Solamente in occasione di precipitazioni abbondanti si formano dei ruscelli o piccoli torrenti (ad esempio il vallone di Vallorch); questi, in genere, scompaiono abbastanza rapidamente nelle fessure, negli inghiottitoi e nelle cavità. Le acque che penetrano nel suolo riaffiorano successivamente ai piedi dell’altopiano e alimentano il lago di Santa Croce, il lago Morto e le sorgenti dei fiumi Livenza e Meschio.

Si può affermare che il carsismo sia uno degli elementi cardine che caratterizzano il Cansiglio: ha contribuito a definirne la morfologia e, di conseguenza, anche il clima, e ne condiziona anche la fauna e la flora. Il carsismo è un processo chimico di dissoluzione del carbonato di calcio ad opera dell’acqua nelle rocce carbonatiche. Tale fenomeno è più o meno diffuso in tutta l’area; In particolare, è più attivo nelle zone orientali dell’altopiano, in corrispondenza dei calcari di scogliera, che sono fratturati ed estremamente puri, il che ne favorisce la dissoluzione. La stessa piana è una grande conca carsica (polje). Le forme carsiche più tipiche sono le doline, ossia delle conche chiuse di varie dimensioni, ma anche pozzi e inghiottitoi. Nel tempo alcune doline si sono impermeabilizzate a causa dell’accumulo di materiale argilloso e non solubile, con un conseguente ristagno d’acqua: queste pozze sono chiamate “lame”. Le lame sono importanti in quanto sono l’unica fonte idrica a disposizione della fauna; alcune di esse sono diventate torbiere. Nel Cansiglio si verifica anche il carsismo profondo, sono infatti 200 le cavità conosciute, e 5 di esse raggiungono profondità superiori ai 100 metri. Le più conosciute e studiate sono il Bus della Genziana , profondo 587 metri e uno sviluppo di 12 km, il Bus de la Lum, profondo 182 metri, e l’Abisso del Col de la Rizza, profondo 870 metri. Il carsismo continua tuttora ad agire, formando nuove doline e cavità, e ampliando quelle esistenti.

Dal punto di vista della classificazione alpina il Cansiglio è inserito nelle Prealpi Bellunesi.

La SOIUSA lo vede come un sottogruppo alpino con la seguente classificazione:

La conformazione del Cansiglio "a catino" favorisce il ristagno dell'aria fredda nelle parti più basse della piana creando forti inversioni termiche. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle notti a ciel sereno, quando la temperatura nelle parti inferiori è di diversi gradi inferiore rispetto alle zone limitrofe poste ad altitudini superiori. L'elevato sky-view factor, caratteristica tipica degli altopiani carsici, rende non inusuale il raggiungimento di temperature inferiori ai -20 °C nelle notti più fredde. Nel 2005 è stata misurata la temperatura minima di -35,4 °C in località Valmenera all'altitudine di 905 metri s.l.m.[1]

Terreni agricoli a metà del XX secolo

Numerose punte di selce fanno risalire le prime presenze umane ad oltre 10.000 anni fa, quando l'altopiano era utilizzato come riserva di caccia.

Il Cansiglio non è citato né nei testi di età romana né in quelli altomedioevali. La prima menzione risale al 923: in un diploma, l'imperatore Berengario I donava al vescovo di Belluno alcuni territori nei dintorni del Cansillo. Nel 1185, invece, papa Lucio III ribadisce in una bolla i precedenti diritti, riferendosi anche al Campum silium. Sulla base di ciò, l'ipotesi più accreditata fa derivare il toponimo da campum, in riferimento ad uno spazio coltivato o adibito a pascolo, e concilium, termine latino medievale che indicava non solo un'assemblea locale, ma anche i terreni di uso comune. Si ritiene infatti che le risorse del Cansiglio fossero liberamente sfruttabili da tutta la comunità locale sin dall'epoca longobarda. Altre supposizioni, mantenendo la radice campum, lo mettono in relazione al latino silva (selva, bosco) o al nome di un personaggio di epoca romana di spicco, forse un proprietario terriero[2].

In seguito, il Cansiglio fu amministrato dalle regole d'Alpago e queste, nel 1404, passarono con Belluno alla Serenissima. Nel 1548 la Repubblica di Venezia vi insediò un Capitano Forestale che controllasse attentamente lo sfruttamento delle risorse boschive, utili soprattutto alla realizzazione di remi. La cosa ostacolò particolarmente le attività tradizionali, basate sulla pastorizia, e le continue lamentele dei locali portarono alla creazione del Mezzomiglio, un'area dove era permesso il pascolo. In seguito furono emanati provvedimenti sempre meno rigidi, cosa che tuttavia provocò il degrado della foresta.

A testimonianza dell'enorme importanza della zona boschiva per la Serenissima, di ogni albero veniva annotata l'età e la previsione di taglio, erano previste pene severe per i trasgressori ed era legislativamente statuito che la figlia del guardaboschi del Cansiglio, pur non appartenendo alla nobiltà, potesse maritarsi con l'aristocrazia veneziana.

Caduta Venezia, nel 1797, il bosco decadde ulteriormente perché del tutto indifeso e preda di abusi e sciacallaggi. Passato poi al Regno d'Italia, il Cansiglio divenne proprietà demaniale.

Seconda guerra mondiale: la resistenza partigiana

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Bus de la Lum.
Il monumento sul ciglio del Bus de la Lum

Il Cansiglio fu uno dei luoghi della resistenza durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1944, tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre, le truppe tedesche compirono un vasto rastrellamento contro le brigate partigiane che vi operavano, le quali tentarono una resistenza.

Il 10 settembre la situazione era compromessa e la gran parte dei gruppi riuscì a fuggire. Non trovando i partigiani, i nazisti colpirono la popolazione locale, incendiando malghe e casere.

La "battaglia", che tuttavia provocò un numero relativamente basso di perdite, fu vista allora come un'autentica sconfitta che suscitò sconforto e malumori tra le formazioni partigiane della zona, le quali riuscirono a riorganizzarsi solo la primavera successiva[3].

La comunità cimbra

[modifica | modifica wikitesto]

Sul Pian del Cansiglio sopravvive una minuscola isola linguistica cimbra. Fanno parte della stessa stirpe dei più antichi cimbri dell'Altopiano di Asiago, poiché i loro antenati si mossero dal villaggio di Roana. Essi raggiunsero per la prima volta il bosco nel 1707, prosperando grazie alle loro abilità di scatoleri (costruttori di scatoi, scatole generalmente in legno di faggio). Le migrazioni si fecero stabili dall'inizio dell'Ottocento, quando, con l'arrivo di Napoleone, la comunità cimbra dei Sette Comuni si trovò in difficoltà a causa della perdita degli antichi privilegi che, sin dal medioevo, le avevano garantito una certa autonomia. Attualmente il loro numero, dalle 280 unità censite nel 1877 (ma dovevano avere toccato un picco di oltre 500), è fortemente diminuito e la sopravvivenza della comunità è messa a repentaglio soprattutto a causa della scarsa tutela culturale.

I villaggi cimbri dell'altopiano sono Vallorch e Le Rotte nel comune di Fregona (TV), Val Bona, Pian dei Lovi, Canaie Vecio, e Pian Canaie nel comune di Tambre (BL), Campon, Pian Osteria e I Pich nel comune di Alpago (BL). Molti di questi villaggi sono costituiti da pochi fabbricati, talvolta ridotti allo stato di ruderi, e la maggior parte è abitata solo stagionalmente.

Infrastrutture e trasporti

[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla fitta viabilità silvo pastorale, vi sono solamente 2 strade provinciali che connettono il Cansiglio con la pianura e le altre zone montane circostanti:

  • dell'Alpago e del Cansiglio: È la principale arteria viaria del Cansiglio e lo collega con l’Alpago e il Bellunese verso nord attraverso Campon, mentre lo collega a Vittorio Veneto e il resto della pianura veneta verso sud attraverso il passo Crosetta.
  • del Cansiglio: si dirama dalla SP 422 poco più a sud della Crosetta, scende dal versante friulano del Cansiglio fino a Sarone dove si congiunge con la SP 29.

Vi fu un tempo in cui il Cansiglio era dotato di una ferrovia: questa, lunga circa 8 km, collegava la località di Val Bona (in Valmenera) e i Bech (estremità meridionale della piana) con Pian Osteria; oltre al tracciato principale vi erano anche delle diramazioni secondarie. La funzione della ferrovia era quella di velocizzare il trasporto di legname dalle zone di esbosco ai fondovalle e alla pianura, raggiungibili con un sistema di teleferiche. La ferrovia fu costruita nei primi anni del Novecento e fu operativa probabilmente fino alla metà degli anni ‘20, durante la costruzione, per definire il tracciato della linea ferroviaria, furono realizzate alcune opere come muretti e anche una galleria, lunga 22 metri. Fu utilizzata prima dagli italiani fino al 1917 e poi dagli austriaci durante l’occupazione nella Prima Guerra Mondiale, per il trasporto dei tronchi verso la pianura.

Il Cansiglio ha visto transitare il Giro d'Italia sette volte, quattro dal lato trevigiano e tre dal lato bellunese. Dal lato trevigiano fu affrontato durante le edizioni del Giro d'Italia 1933, nel corso della 15ª tappa da Udine a Bassano del Grappa, del Giro d'Italia 1962, nel corso della 13ª tappa da Lignano Sabbiadoro al Nevegal, e del Giro d'Italia 1978, nel corso della 15ª tappa da Treviso a Canazei. Un nuovo passaggio è avvenuto durante l'edizione del Giro d'Italia 2021, nel corso della 16ª tappa da Sacile a Cortina d'Ampezzo. Il Gran Premio della Montagna, considerato a quota 1127 m s.l.m. del Passo La Crosetta, ha visto scollinare per primo nel 1933 il grandissimo Alfredo Binda (che era anche Maglia Rosa), nel 1962 il "Cit" Nino Defilippis (con il belga Armand Desmet in Maglia Rosa), nel 1978 lo svizzero Ueli Sutter (con un altro belga Johan De Muynck in Maglia Rosa) e nel 2021 il francese Geoffrey Bouchard in maglia azzurra di miglior scalatore (con il colombiano Egan Bernal in Maglia Rosa).

Il lato bellunese, invece, fu affrontato durante le edizioni del Giro d'Italia 1934, nel corso della 16ª tappa da Trieste a Bassano del Grappa, del Giro d'Italia 1966, nel corso della 21ª tappa da Belluno a Vittorio Veneto, e del Giro d'Italia 1968, nel corso della 13ª tappa da Cortina d'Ampezzo a Vittorio Veneto. Il Gran Premio della Montagna, considerato a quota 1045 m s.l.m. della località Campon, ha visto scollinare per primo nel 1934 Remo Bertoni (con il grande Learco Guerra in Maglia Rosa), nel 1966 Pietro Scandelli, già primo sul Passo San Boldo e vincitore di quella tappa (con Gianni Motta in Maglia Rosa), e nel 1968 lo scalatore vicentino Lino Farisato, che era scattato sul Nevegal (con il belga Eddy Merckx in Maglia Rosa).

Anno Tappa Partenza/arrivo km versante GPM Vincitore di GPM Maglia Rosa
193315ªUdine - Bassano del Grappa213Versante trevigiano (Passo La Crosetta 1127m)Italia (bandiera) Alfredo BindaItalia (bandiera) Alfredo Binda
196213ªLignano Sabbiadoro - Nevegal173Versante trevigiano (Passo La Crosetta 1127m)Italia (bandiera) Nino DefilippisBelgio (bandiera) Armand Desmet
197815ªTreviso - Canazei234Versante trevigiano (Passo La Crosetta 1127m)Svizzera (bandiera) Ueli SutterBelgio (bandiera) Johan De Muynck
2021 16ª Sacile - Cortina d'Ampezzo 153 Versante trevigiano (Passo La Crosetta 1127m) Francia (bandiera) Geoffrey Bouchard Colombia (bandiera) Egan Bernal
193416ªTrieste - Bassano del Grappa273Versante bellunese (Campon 1045m)Italia (bandiera) Remo BertoniItalia (bandiera) Learco Guerra
196621ªBelluno - Vittorio Veneto181Versante bellunese (Campon 1045m)Italia (bandiera) Pietro ScandelliItalia (bandiera) Gianni Motta
196813ªCortina d'Ampezzo - Vittorio Veneto163Versante bellunese (Campon 1045m)Italia (bandiera) Lino FarisatoBelgio (bandiera) Eddy Merckx

Dal 2004, nel mese di settembre (terza domenica), l'altipiano era attraversato dall'Ecomaratona dei Cimbri, una gara nata per far conoscere il popolo cimbro ed il suo territorio. Oggi la gara, che si svolge a metà luglio, ha cambiato denominazione. Nell'ambito del Fregona Trail Fest vengono tracciati tre percorsi: il Trail del Pizzoc di 21 km, il Trail dei Cimbri di 45 km e l'Antico Troi degli Sciamani di circa 80 km.

  1. Depressioni fredde - Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (arpa.veneto.it)
  2. Pier Franco Uliana, "Cansiglio-Canséi. Radici del toponimo", Dario De Bastiani Editore, Vittorio Veneto 2005. Pier Franco Uliana, "Toponomastica cansigliese", Dario De Bastiani, Vittorio Veneto 2014
  3. Pier Paolo Brescancin, La resistenza nella memorialistica. Il rastrellamento del Cansiglio (1944) e le ragioni della sconfitta nella polemica Clocchiatti-Spagnol, in Il Flaminio, n. 13, luglio 2001, pp. 93-106. URL consultato il 12 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2005).

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 237333309