Silvio Benedetto

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Silvio Benedicto Benedetto

Silvio Benedicto Benedetto (Buenos Aires, 21 marzo 1938) è un pittore e scultore argentino naturalizzato italiano. Nasce in una famiglia di artisti di origine italiana. Il nonno Benito Caldarella era un fotografo, ritrattista di presidenti e artisti noti (aveva brevettato effetti speciali); la madre Adela Caldarella era pittrice, ceramista e attrice di prosa; il padre Juan Valente Benedetto era attore e giornalista, fondò la prima associazione di giornalisti a Buenos Aires. Dal 1961 Silvio Benedetto si trasferisce in Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Argentina dal 1950[modifica | modifica wikitesto]

Da giovanissimo svolge un'intensa attività in Argentina. Nel 1956, a soli diciotto anni, vince il Primo Premio alla 2º Biennale d'Arte Sacra Panamericana a Buenos Aires. Tra il 1957 e il 1961 realizza numerose mostre personali, tra le quali quelle al "Museo Provincial de Bellas Artes" (oggi Museo Provincial de Bellas Artes Timoteo Navarro) di Tucumán.

Italia dal 1961[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961 si trasferisce in Italia e realizza mostre personali in numerose gallerie (tra tante: "Penelope", "Zanini" e "Nuova Pesa" di Roma, "Bussola" di Torino, "De´ Foscherari" di Bologna, "Gianferrari" di Milano). Espone ed è premiato in rassegne nazionali ed internazionali. Stabilitosi definitivamente a Roma, sostiene il fotografo Davide Racanelli nella fondazione e gestione iniziale della Galleria Due Mondi[1].

Silvio Benedetto con Luisa Racanelli davanti al suo murale del Casino de la Selva 1967

Messico, Ecuador dal 1967[modifica | modifica wikitesto]

Viaggia e lavora in America latina. Collabora alla realizzazione del murale “La Marcha de la Humanidad”[2] nel complesso del World Trade Center di Città del Messico. In questo periodo Marta Traba scrive sul catalogo della Galleria d´Arte Moderna di Colombia: "Silvio Benedetto è stato negli ultimi tempi il caso scandalo della pittura latinoamericana, contendente di Guayasamín, contestatore di Siqueiros, vincitore in Messico di un abnorme murale". Al Casino de la Selva[3], a Cuernavaca, infatti dipingerà il suo proprio murale, con una pianta rettangolare di 30 metri per 50, intitolato "Progreso y Violencia" andato distrutto.[4]

A Cuernavaca rimangono anche settanta sue opere riunite in un museo a lui intitolato (da ricordare in quest´ampia collezione i "Dialoghi": “Grande deposizione con Cristo del Mantegna”, “La fucilazione di Goya nello studio”, “Il diluvio di Paolo Uccello”). Lavorando in Ecuador realizza anche un suo murales, all´Università di Guerrero.

Europa dagli anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Tra la metà degli anni `60 e gli inizi del `90 realizza numerose incisioni e litografie presso le stamperie "Il Torcoliere" e "Il Feltro" di Roma, ed espone in diverse città europee[5].

Nell'incendio del Palace Hotel di Mondello nel 1973 rimane distrutta la sua tela “Ratto di Santa Teresa - dialogo con Bernini”; sullo stesso tema resterà soltanto una cartella di incisioni con prefazione di Leonardo Sciascia.

Presenta il manifesto "Arte come azione nel contesto urbano" a Palermo, in occasione della sua installazione “Uomo-Cristo” (struttura poliedrica di 33 m di altezza). L'installazione del dicembre 1974 verrà smontata dopo pochi giorni dall'amministrazione comunale perché “rappresentante un cristo non idoneo al Natale”. Ciò provocherà infinite polemiche. Firmeranno il manifesto di Benedetto moltissimi esponenti della cultura e dell'arte, tra i quali: Bruno Zevi, Luigi Nono, Enrico Crispolti, Leonardo Benevolo e Cesare Zavattini.

È invitato, nel 1977, alla X Quadriennale di Roma - Artisti stranieri operanti in Italia, dove presenta la sua "Trilogia”: “Diluvio”, “Processione” e “Tragedia Greca”.[6]

In Normandia il museo di Belle Arti di Fécamp allestisce una sua mostra personale.

Nel 1992 il Palazzo dei Normanni a Palermo ospita la sua prima mostra di scultura: “La Metafora della Montagna”.
Inizia a Campobello di Licata la progettazione, insieme ad Olga Macaluso, della Valle delle Pietre Dipinte (110 massi policromi, in travertino di due metri per tre, dipinti in più facciate) sulla Divina Commedia di Dante Alighieri.

Invitato d´onore alla Mostra "Raum!" alla Künstlerhaus di Vienna, espone nel 1998 la sua installazione “Via Scialoja 6 alla Künstlerhaus” e presenta una performance ispirata al Faust di Goethe[7].

Dal 1999 Il Parco Nazionale delle Cinque Terre impegna l'artista nella realizzazione del progetto “Gli itinerari artistici nel Parco Nazionale delle Cinque Terre”. Silvio Benedetto infatti crea e realizza grandi murales nelle 5 stazioni ferroviarie che collegano i comuni del Parco: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso unendoli attraverso un unico filo conduttore per stile e per tema, creando così un “sentiero” turistico-culturale.

Progetta e realizza inoltre la piazza Capellini a Manarola, con la collaborazione di Silvia Lotti nella realizzazione delle piastrelle in terracotta e con la collaborazione della figlia Flavia Benedetto nella realizzazione della decorazione circolare al centro della piazza. Si inaugura, sempre a Manarola, il monumento a Fabrizio De André.

Lungo tutta la parete (157 metri) della galleria pedonale di Riomaggiore (che porta dalla stazione al centro del paese) realizza "La sequenza della memoria": un mosaico polimaterico con tessere sagomate, maioliche smaltate, lucide, e con l'utilizzo di svariati materiali come: pietre, ciottoli, marmi (tra cui il rosso e verde di Levanto), cristalli, specchi, conchiglie, terrecotte; il mosaico raffigura la costa delle Cinque Terre.

Nel 2000 realizza all'Arsenale Marittimo Militare di La Spezia, il murale “Tradizione Tecnologia Arte” e diverse sculture-assemblage nonché una performance nell'ambito della Smart.

Nel 2001 inizia “L'Iliade in terra e fuoco”, un murale ceramico di metri 7,30 per 3,10, composto da maioliche di svariate forme, con soggetti figurativi sul tema dell'Iliade.

Dell'Iliade di Silvio Benedetto esiste anche un'opera grafica (realizzata nello stesso anno).[8]

Silvio Benedetto realizza due murales, nel 2009, per il Giro d'Italia del centenario che sono collocati all'arrivo tappa a cronometro a Riomaggiore nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Sotto i due murales il 21 maggio 2009 verrà premiato Denis Menchov.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Domenico Guzzi, "L'anello mancante"- Figurazione in Italia negli anni '60 e '70 - Collana "contributi alla storia dell'arte" - Laterza - 2003
  2. ^ “La Marcha de la Humanidad”, considerato il più grande murale del mondo, copre tutte le pareti e il soffitto del “Foro Universal” del Polyforum Cultural Siqueiros (un edificio multi-culturale situato nel complesso del World Trade Center di Città del Messico). Si tratta di una volta di 900 metri quadrati di superficie e 2400 metri quadrati completamente arredati con la pittura murale. L'opera mostra l'evoluzione del genere umano dal passato al presente e una visione del futuro.
  3. ^ Casino de la Selva è stato un vecchio casino a Cuernavaca nel 1959-1961 ricostruito come hotel dall'architetto messicano spagnolo Félix Candela, famoso per le sue straordinarie coperture a guscio di cemento armato, dalla forma di paraboloidi iperbolici. Le pareti erano coperte di murali da alcuni dei più famosi muralisti messicani.
  4. ^ È del 2002 l'indignata protesta dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez, insieme ad un gruppo di intellettuali, contro la distruzione del complesso architettonico il Casino de la Selva che conservava anche grandi opere murali firmate da Siqueiros, José Clemente Orozco, Dr. Atl, Mario Orozco Rivera, Jorge González Camarena, José Renau, José Reyes Meza, Jorge Flores (pittore), Roberto Cueva del Río, Francisco Icaza, Benito Mesegguer, Pena, Ballester, Gonzales.
  5. ^ alla "Junge Kunst" di Vienna; alla "Arte Moderna Italiana" di Innsbruck; alla "Grafica Italiana" a Mosca; alla "Neue Münchner Galerie" di Monaco di Baviera che edita e presenta la sua acquaforte "Desde Sicilia"; a Norimberga, Praga, Wolfsburg, Copenaghen, Brema, Colonia, Liegi, Rotterdam, Parigi, Lione, Ginevra, Grenoble, Tolone e Nizza.
  6. ^ Domenico Guzzi, "L'anello mancante"- Figurazione in Italia negli anni '60 e '70 - Collana "contributi alla storia dell'arte" - Laterza – 2003
  7. ^ Benedetto è anche regista teatrale. A partire dal 1996 lavora sulla regia del Faust realizzando tre diversi spettacoli: “Lo specchio di Mefistofele” (presentato a Roma), “Faust opera ultimo” (al teatro di Rovigo) e il “Faust” al festival di Radicondoli (a Siena) edizione del 2000.
  8. ^ l'intera opera grafica è stata pubblicata nel 2006 da Kalòs come: “L'Iliade di Silvio Benedetto”

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David A. Siqueiros, “Como se pinta un mural” - Città del Mexico - 1951
  • Giorgio Di Genova, Calabria-Guccione-Quattrucci-Verrusio/ Maria Luisa Eustachio e Antonio Borrelli/ Gianfranco Ferroni/ Silvio Benedetto/ Carroll - Roma, Libreria terzo mondo - 1964
  • Leonardo Benevolo, Mario De Micheli, Giorgio Di Genova, Emilio Garroni, “Silvio Benedetto” Ed. Il Tucano - 1966
  • Emilio Garroni, “Silvio Benedetto o Il grado zero del realismo” - Galleria Due Mondi -1967
  • Serie Arte Contemporanea – Ed. UNEDI – 1979
  • “Roma contemporanea” - Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma - 1995
  • “Gli Itinerari artistici” Ed. Parco Nazionale delle Cinque Terre – 2002
  • Domenico Guzzi, "L'anello mancante"- Figurazione in Italia negli anni '60 e '70 - Collana "contributi alla storia dell'arte" - Laterza - 2003
  • “L'Iliade di Silvio Benedetto” Ed. Kalòs - 2006
  • ”Itinerari Artistici del Parco Nazionale delle Cinque Terre – Opere di Silvio Benedetto”, Confidenziale Gruppi 07 del Parco Nazionale delle Cinque Terre – 2007

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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