Fécamp

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fécamp
comune
Fécamp – Stemma
Fécamp – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason region fr Normandie.svg Alta Normandia
Dipartimento Blason département fr Seine-Maritime.svg Senna Marittima
Arrondissement Le Havre
Cantone Fécamp
Territorio
Coordinate 49°45′N 0°22′E / 49.75°N 0.366667°E49.75; 0.366667 (Fécamp)Coordinate: 49°45′N 0°22′E / 49.75°N 0.366667°E49.75; 0.366667 (Fécamp)
Altitudine 0-125 m s.l.m.
Superficie 15,07 km²
Abitanti 19 749[1] (2009)
Densità 1 310,48 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 76400
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 76259
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Fécamp
Fécamp
Sito istituzionale

Fécamp è un comune francese di 19.749 abitanti situato nel dipartimento della Senna Marittima, nella regione dell'Alta Normandia, ed affacciato sul Canale della Manica. È una delle principali località della Costa d'Alabastro.[2]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

È situata sul Oceano Atlantico, presso lo Stretto della Manica, a Nord-Ovest di Rouen, nel Nord-Est della Francia ed è uno dei principali porti francesi per la pesca al merluzzo. Fécamp è anche una stazione balneare molto frequentata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

A sud-est della città attuale vi sorgeva già nel I secolo a.C. un Oppidum gallo con fortificazioni di tipo "belgico" (ancora in parte visibili). In epoca romana una strada la univa già con Étretat, l'odierna D 940.

Nel 658 Waneng, conte merovingio vi fonda un'abbazia attorno la quale si sviluppò la cittadina. Tuttavia a partire dal IX secolo cominciarono i primi saccheggi dei Vichinghi nel territorio e nel mese di maggio dell'841 l'abbazia fu devastata e i monaci costretti ad abbandonare l'edificio.

Nel 911, col Trattato di Saint-Clair-sur-Epte, la zona di Fécamp diventa un'area d'istallazione massiccia di Nortmanni anglo-danesi, che ben presto attirerà l'attenzione dei duchi di Normandia. Infatti Guglielmo I intraprende la costruzione di una sua residenza a Fécamp, presso le rovine dell'antico monastero[3], e vi costruisce un oratorio dedicato alla Trinità.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'Abbazia di Fécamp nel XIII secolo, suo apogeo.

Riccardo I vi fa erigere una nuova chiesa-collegiata dedicata alla Trinità, che nel 1001 sarà trasformata da Riccardo II di Normandia in abbazia benedettina facendo appello a Guglielmo da Volpiano. La reliquia del Santo Sangue attira pescatori e pellegrini. Nell'XI secolo vi viene fondato il porto che svilupperà sia la costruzione navale che la pesca. È la rinascita della cittadina.

Nel 1202 il duca Giovanni Senzaterra accorda uno statuto comunale a Fécamp e poco tempo dopo la cittadina è annessa al Regno di Francia da Filippo Augusto.

Nel 1417-18, durante la Guerra dei cent'anni gli inglesi incendiarono la città e la occuparono mantenendoci una guarnigione. In fine Fécamp è liberata dall'occupazione inglese nel 1449.

Per la cittadina le Guerre di religione terminano a luglio del 1593, quando il capitano Bois-Rosé la riunisce a Enrico IV in seguito alla sua conversione al cattolicesimo.

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo portuale-peschereccio[modifica | modifica wikitesto]

Il porto da una tela di Robert Antoine Pinchon.

Nel XVIII secolo a causa dell'insabbiamento del porto, alla concorrenza olandese e al contrabbando inglese (smogglage), la pesca all'aringa perde di vitalità. Così dal XIX secolo alla metà del XX Fécamp sviluppa una notevole attività di pesca al Merluzzo volta verso i banchi di Terranova. Il fermento è tale che arriva anche a superare Saint-Malo e affermarsi come primo porto peschereccio di merluzzi di Francia. La metà delle navi-pescherecci francesi sono prodotti e equipaggiati a Fécamp. L'attività aggiunge il suo apogeo nel 1903 quando il porto produce 73 navi con a bordo un equipaggio di 35 uomini. L'attività continuerà florida fino a verso il 1970, quando il Canada proibisce l'accesso alle zone di pesca.

Industria e radio-televisione[modifica | modifica wikitesto]

Il Palais Bénédictine, sede della distilleria omonima.

Nel XIX secolo Alexandre-Prosper-Hubert Le Grand inventa una ricetta per un liquore, il Bénédictine, ispirato a un vecchio elisir di erbe prodotto dalla'Abbazia di Fécamp nel medioevo. Nel 1863 fonda la Société Bénédictine, una distilleria familiare che si svilupperà notevolmente. Suo nipote Fernand Le Grand, oltre a seguire la direzione della distilleria, crea nella metà degli anni 1920 una stazione di radiodiffusione privata, Radio-Fécamp. Il successo sempre crescente lo porterà a chiamarla Radio-Normandie e intraprende la diffusione di emissioni commerciali in inglese, che farà concorrenza alla BBC fino alla Seconda guerra mondiale. Negli anni 1930 Radio-Normandie trasmetterà anche le prime emissioni di televisione sperimentale del giovane ingegnere Henri de France, che diverrà celebre nel dopoguerra per le sue invenzioni televisive delle 819 lignes (avo della TV ad alta definizione), e della SÉCAM televisione a colori.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1942, sulle falesie del Cap Fagnet, le forze tedesche iniziano la costruzione di radar e bunker nel quadro delle operazioni difensive del cosiddetto Vallo Atlantico, ancor oggi parzialmente visibili.

Oggi Fécamp è una nota stazione balneare e porto turistico-peschereccio sulla Manica, noto per le sue alte scogliere bianche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Le celebri scogliere di Fécamp.
La Chiesa di Santo Stefano.

Al lato della chiesa sorge un museo che raccoglie pitture, oggetti di artigianato e anche alcuni reperti archeologici di età romana.

  • Rovine del castello ducale, monumento storico di Francia.
  • Chiesa di Santo Stefano, monumento storico di Francia, in stile gotico-fiammeggiante.
  • Museo di Terranova e della pesca: museo del glorioso passato marittimo di Fécamp, inaugurato en 1988. La grande avventura dei morutiers[4] che partivano per lunghi mesi verso i freddi mari di Terranova (imbarcazioni, modelli, utensili), le costruzioni e le riparazioni navali, dipinti di marine, esposizioni.
  • Museo-scoperta del cioccolato.
  • Casa del patrimonio: dimora del XVI secolo, detta Maison à la fleur de lys e successivamente Hôtel du grand cerf. Dal 2005 ospita gli archivi municipali.
  • Villa Emilia, inizio XX secolo, stile Art Nouveau.
  • Museo del Palais Bénédictine, aperto nel 1888 da Alexandre-Prosper-Hubert Le Grand, suo fondatore, in un edificio in stile tendente all'eclettismo, mescolando stili ed epoche: architettura neogotica, neorinascimentale e Art Nouveau. Esso ospita un museo consacrato al prezioso liquore normanno ed esposizioni temporanee d'arte.
  • Cappella del Prezioso Sangue.
  • Monumenti ai caduti in piazza Charles de Gaulle.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Persone legate a Fécamp[modifica | modifica wikitesto]

  • Turoldo, monaco guerriero dell'XI secolo che secondo la tradizione scrisse la Chanson de Roland
  • Guglielmo da Volpiano, monaco e santo
  • Giovanni di Fécamp, priore e abate
  • Jean de La Grange, abate di Fécamp poi cardinale
  • David Belle, fondatore del parkour
  • Jean Lorrain - scrittore, poeta e drammaturgo
  • Georges Simenon, ambienta il romanzo Au Rendez-vous des Terre-Nuevas del 1931 a Fècamp - ed.italiana "All'insegna di Terranova" (Adelphi editore n.122, gli adelphi-le inchieste di Maigret)
  • Georges Simenon vi ambienta anche importanti tratti del romanzo "Pietr il Lettone" del 1932 (Pietr-le-Lettone), inchiesta del commissario Maigret

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Université du Havre: La Côte d'Albatre
  3. ^ (FR) Annie Renoux: Les abbayes de Normandie : Actes du xiiie siècle congrès des sociétés historiques et archéologiques de Normandie, Rouen, Ed. Imprimerie Lecerf,‎ 1979, p. 115-129
  4. ^ Battelli per la pesca dei merluzzi bianchi

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN236422357 · BNF: (FRcb15274845s (data)
Francia Portale Francia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Francia