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Place de la Concorde

Coordinate: 48°51′56.28″N 2°19′16.45″E
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Disambiguazione – "Piazza della Concordia" rimanda qui. Se stai cercando la piazza a Salerno, vedi Piazza della Concordia (Salerno).
Place de la Concorde
Nomi precedentiLouis XV, Révolution, Louis XVI, Charte
Localizzazione
StatoFrancia (bandiera) Francia
CittàParigi
DistrettoVIII arrondissement
QuartiereChamps-Élysées
Informazioni generali
Tipopiazza
Lunghezza359 m
IntitolazioneConcordia
Costruzione1772
Collegamenti
TrasportiLinea 1 (metropolitana di Parigi) Linea 8 (metropolitana di Parigi) Linea 12 (metropolitana di Parigi) Concorde
Mappa
Mappa di localizzazione: Parigi
Place de la Concorde
Place de la Concorde
«La piazza della Concordia è la piazza più Francese di tutta la Francia. […] È una piazza che obbedisce alla geometria, una piazza cartesiana. Fredda, logica, razionalista, matematica, avara. È lo spettro della Francia, la radiografia del popolo francese»

Place de la Concorde (in passato nota anche come Piazza della Concordia in italiano[2]) è una piazza dell'VIII arrondissement di Parigi.

La piazza al tramonto davanti ai giardini delle Tuileries

Situata sulla riva destra della Senna, nel VIII arrondissement di Parigi, la Place de la Concorde si trova ai piedi degli Champs-Élysées, dei quali costituisce il punto di raccordo con il Giardino delle Tuileries, che si estende in direzione sud-est. A nord, attraverso la rue Royale, la piazza si proietta verso la chiesa della Madeleine; a sud, il Pont de la Concorde la collega alla riva sinistra del fiume, nel VII arrondissement, in corrispondenza del Palais Bourbon, sede dell'Assemblea Nazionale. Dal punto di vista amministrativo, la piazza appartiene al quartiere degli Champs-Élysées, del quale rappresenta il limite orientale. Tuttavia, i due edifici che ne delimitano il lato settentrionale, situati ai lati opposti della rue Royale, ricadono nel quartiere della Madeleine, anch'esso nell'VIII arrondissement. I Giardini delle Tuileries, invece, che costeggiano la piazza a sud-est, si trovano nel quartiere di Saint-Germain-l'Auxerrois, nel I arrondissement.

Collocata in posizione centrale all'interno del tessuto urbano della capitale, la Place de la Concorde occupa un punto strategico di snodo tra due assi principali della città:

Toponomastica

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Targa stradale di place de la Concorde

Il toponimo "Place de la Concorde" fu scelto dal Direttorio, e poi ristabilito dalla Monarchia di Luglio, con l'intento di simboleggiare le virtù civiche e la riconciliazione del popolo francese dopo gli eccessi del Terrore, e di invitarlo a un rinnovato spirito di concordia nazionale.[3][4][5][6]

La piazza nel tempo ha assunto diverse denominazioni, riflesso delle alterne vicende politiche che hanno attraversato la storia francese a partire dal 1789. Nata come "Place Louis XV", fu ribattezzata "Place de la Révolution" dopo gli eventi del 10 agosto 1792. In seguito, assunse il nome di "Place de la Concorde" sotto il Direttorio, il Consolato e l'Impero. Tornò a essere "Place Louis XV", quindi "Place Louis XVI" durante la Restaurazione, e "Place de la Charte" nel 1830, prima di ricevere nuovamente, sotto la Monarchia di Luglio, il nome attuale di "Place de la Concorde".

Progetto di Gabriel per Place Louis XV.
La statua equestre di Luigi XV inaugurata nel 1763.

Nel XVIII secolo l'area che sarebbe poi divenuta la Place de la Concorde si presentava come una semplice spianata, in parte circondata da un fossato, utilizzata come deposito di marmi destinati agli edifici reali. Essa comunicava, mediante una barriera, con un posto di tassazione del sale e con il porto dei marmi.[7] Due grandi condotti di scolo a cielo aperto attraversavano l'area alle sue estremità: uno si riversava nel fossato delle Tuileries, l'altro correva lungo gli Champs-Élysées.[8]

Nel 1748, la città di Parigi - rappresentata dai suoi assessori e dal prévôt des marchands - decise di erigere una statua equestre in onore di Luigi XV, così da festeggiare per la guarigione del sovrano da una grave malattia che aveva contratto a Metz. Fu quindi indetto un concorso per individuare il sito più idoneo alla collocazione del monumento. Vi parteciparono diciannove architetti, tra cui Germain Boffrand, Gabriel de Lestrade e Jacques-Germain Soufflot. Tra le proposte presentate, quella di Ange-Jacques Gabriel previde l'utilizzo proprio spianata terrosa e priva di funzione situata all'estremità occidentale del Giardino delle Tuileries, allora nota come "esplanade du Pont-Tournant" [Spianata del ponte girevole], in riferimento a un ponte in legno che attraversava il fossato adiacente alla terrazza del giardino. Sebbene la posizione fosse decentrata rispetto al cuore della città, essa appariva favorevole allo sviluppo urbanistico dei nuovi quartieri che cominciavano a svilupparsi verso ovest, nella zona del Faubourg Saint-Honoré. Gran parte dei terreni circostanti apparteneva al re, fatto che ridusse notevolmente la necessità di procedere a espropri.

Già prima dell'adozione ufficiale del progetto, vennero avviate trattative con gli eredi di John Law, i quali possedevano appezzamenti che interferivano con l'area destinata alla creazione della nuova place royale. Tale piazza si sarebbe inserita nel più ampio programma di piazze monumentali già realizzate in altre città francesi - come Rennes, Rouen, Bordeaux, Digione, Nantes e Montpellier - concepite come scenografia celebrativa per le statue equestri del sovrano. A Parigi, tale spazio avrebbe assunto una configurazione più aperta, inserendosi in un'area ancora poco urbanizzata. La futura piazza, valorizzata dalle facciate simmetriche progettate da Gabriel, avrebbe così costituito un raffinato raccordo architettonico tra il verde dei Giardini delle Tuileries e la prospettiva alberata degli Champs-Élysées.

Nel 1753 fu bandito un concorso per la sistemazione definitiva della spianata, riservato ai membri dell'Académie royale d'architecture. In qualità di Primo Architetto del Re e direttore dell'Accademia, Gabriel fu incaricato di redigere il progetto definitivo, integrando le proposte più convincenti tra quelle presentate dai concorrenti. Con il sostegno determinante di Madame de Pompadour, che supervisionò l'intero progetto, il piano di Gabriel venne infine approvato nel 1755. L'accordo formale tra la città di Parigi, i rappresentanti della corona e gli eredi di Law fu stipulato nel 1758. In cambio dei terreni ceduti, questi ultimi ottennero la proprietà dell'edificio situato a nord-ovest della piazza e di alcuni lotti edificabili su entrambi i lati della futura rue Royale. Accettarono inoltre di finanziare la costruzione delle facciate degli edifici di loro competenza e di concedere il diritto di servitù per le gallerie pubbliche che si affacciavano sulla piazza.

Progetto di Place Louis-XV di Bernard Poyet (1789)

Iniziata dallo scultore Edme Bouchardon e completata, dopo la morte di quest'ultimo, da Jean-Baptiste Pigalle, la statua equestre di Luigi XV venne inaugurata il 20 giugno 1763. Fu collocata al centro della spianata, orientata verso est, nel punto di intersezione tra l'asse della nuova rue Royale - che collegava la chiesa della Madeleine alla Senna - e l'asse che univa i Giardini delle Tuileries all'avenue des Champs-Élysées. La statua raffigurava il sovrano drappeggiato in abiti di ispirazione romana, con la testa ornata da una corona d'alloro e la capigliatura raccolta in una coda di cavallo. Il basamento, progettato da Jean-François-Thérèse Chalgrin, era decorato da bassorilievi e ornato, ai quattro angoli, da statue in bronzo allegoriche che rappresentavano le virtù regali: la Forza, la Giustizia, la Prudenza e la Pace. Poiché però quest'ultimo era diventato, all'epoca dell'inaugurazione della statua, dopo la guerra dei sette anni, largamente impopolare, lo si canzonava in questi termini:

(francese)
«Ah! la belle statue, ah! le beau piédestal,
Les vertus sont à pied et le vice à cheval.»
(italiano)
«Che bella statua, che bel piedestallo,
con le virtù a' piedi ed i vizi a cavallo»

Il 30 maggio 1770 la piazza fu teatro di un tragico evento passato alla storia come il "grand étouffement" [grande soffocamento]. In occasione dei festeggiamenti per il matrimonio del Delfino, futuro Luigi XVI, con l'arciduchessa Maria Antonietta d'Austria, fu organizzato uno spettacolo pirotecnico. Durante l'evento, la caduta accidentale di un razzo provocò un incendio che generò un improvviso panico tra la folla. Nella calca che ne seguì, 132 persone persero la vita, travolte e soffocate dalla ressa.[10]

Fiera di Saint-Ovide intorno al 1770 di Jacques-Gabriel Huquier (Museo della Rivoluzione Francese).

Nel 1771, la fiera di Saint-Ovide, precedentemente allestita in Place Louis-le-Grand, fu trasferita in Place Louis XV. Tuttavia, l'attività fieristica scomparve definitivamente nel 1777, in seguito a un incendio. In risposta alla tragedia, diversi direttori di spettacoli organizzarono rappresentazioni il cui ricavato fu destinato alle vittime dell'incendio: si trattò del primo gesto caritatevole documentato di questo genere.[11]

La sistemazione architettonica della piazza fu completata nel 1772. Per delimitare il vasto spazio, fu realizzato un recinto ottagonale costituito da una balaustra, fiancheggiata da garitte e circondato da fossati larghi 20 metri. Soltanto il lato settentrionale della piazza fu edificato, mantenendo libera la visuale verso la Senna. Alcuni elementi previsti dal progetto originario di Ange-Jacques Gabriel non vennero mai realizzati: tra questi, gruppi scultorei raffiguranti trofei destinati a sormontare le garitte, due fontane da collocare ai lati della statua equestre, e due hôtels particuliers simmetrici e arretrati, pensati per incorniciare i due grandi edifici settentrionali. Nel 1776, la piazza - ormai ufficialmente battezzata "Place Louis XV" - fu infine oggetto di un intervento paesaggistico che suddivise lo spazio interno in quattro compartimenti erbosi, delimitati da barriere verniciate di verde.

Nel 1789, l'architetto Bernard Poyet presentò al re un ambizioso progetto di riqualificazione della piazza, che prevedeva la costruzione di edifici agli angoli dell'area e l'installazione di un teatro dell'opera nell'angolo nord-orientale. Tuttavia, il progetto non fu mai realizzato.[12]

L'esecuzione di Luigi XVI. A destra, il piedistallo della statua di Luigi XV.
Sanson brandisce la testa di Maria Antonietta alla folla nel 1793 (Museo della Rivoluzione Francese).

Durante la Rivoluzione francese, la piazza divenne un luogo di transito obbligato per i cortei, improvvisati o ritualizzati che fossero, dal cerimoniale delle feste rivoluzionarie. Fu uno dei principali spazi pubblici del periodo, acquisendo un valore simbolico e politico particolarmente forte con l'installazione della ghigliottina, che ne fece uno dei luoghi emblematici del Terrore.

Il 12 luglio 1789, dopo le dimissioni del ministro delle finanze Jacques Necker, interpretata come un segno di restaurazione assolutistica da parte del re, si riunisce nella piazza una folla inferocita brandente i busti di Necker e del duca Philippe d'Orléans. Il Royal-Allemand, un reggimento di dragoni tedesco comandato dal principe di Lambesc, un lontano cugino della regina Maria Antonietta, venne richiamato a Parigi dal re col compito di occuparsi del mantenimento dell'ordine pubblico nella capitale, e vi giunse cinque giorni prima. Rimaste fedeli al re e obbedendo agli ordini del barone de Besenval di disperdere i dimostranti nel centro cittadino con la forza, le truppe reali spararono sulla folla ed erano riuscite a riportare la calma nella piazza, ma alla sera furono costrette a ritirarsi dall'ammutinamento di molti militari francesi. L'aver caricato violentemente i manifestanti nei pressi della piazza contribuì a inasprire la tensione popolare. Il giorno seguente, il 13 luglio 1789, la folla saccheggiò l'Hôtel du Garde-Meuble de la Couronne (oggi noto come Hôtel de la Marine, situato nell'angolo nord-orientale della piazza) per appropriarsi delle armi da impiegare nella presa della Bastiglia.

La ghigliottina fu temporaneamente trasferita in Place de la Révolution dall'originaria collocazione in Place du Carrousel nell'ottobre 1792, per procedere all'esecuzione, sul luogo stesso del crimine, di alcuni dei ladri coinvolti nel furto dei Gioielli della Corona, tra cui il celebre Diamante della Corona Blu. Successivamente, la ghigliottina fece la sua apparizione in piazza il 2 piovoso anno I (21 gennaio 1793) per l'esecuzione di Luigi XVI, un evento unico nel quale il patibolo venne eretto a ovest della piazza, a metà strada tra il piedistallo centrale e l'ingresso degli Champs-Élysées.

L'11 agosto 1792, all'indomani della caduta della monarchia e della proclamazione della Repubblica, la statua equestre di Luigi XV fu abbattuta e destinata alla fusione. Nello stesso contesto, la piazza assunse ufficialmente il nome di "Place de la Révolution". Il 23 termidoro anno I (10 agosto 1794), sul piedistallo un tempo occupato dalla statua del re - rimasto vuoto per oltre un anno - fu collocata una statua allegorica della Libertà, opera dello scultore François-Frédéric Lemot; realizzata in gesso, rappresentava una figura femminile con un berretto frigio sul capo e una picca nella mano destra. Questa scultura fu rimossa nel giugno 1800.[13],[14]

La ghigliottina fu temporaneamente trasferita in Place de la Révolution dall'originaria collocazione in Place du Carrousel nell'ottobre 1792, per procedere all'esecuzione, sul luogo stesso del crimine, di alcuni dei ladri coinvolti nel furto dei Gioielli della Corona, tra cui il celebre Diamante Blu della Corona. Successivamente, la ghigliottina fece la sua apparizione in piazza il 2 piovoso anno I (21 gennaio 1793) per l'esecuzione di Luigi XVI, un evento storico nel quale il patibolo venne eretto a ovest della piazza, a metà strada tra il piedistallo centrale e l'ingresso degli Champs-Élysées. Fu infine il 22 floreale anno I (11 maggio 1793) che la ghigliottina venne stabilita in modo permanente nella piazza, rimanendovi fino al 21 pratile anno II (9 giugno 1794), in concomitanza con l'inizio del Grande Terrore. Questa volta, il patibolo fu collocato a est della piazza, tra il centro e l'ingresso dei Giardini delle Tuileries.

Durante la Rivoluzione, delle 2.498 persone giustiziate a Parigi mediante ghigliottina, 1.119 furono messe a morte in Place de la Révolution. Tra di esse figuravano, oltre a Luigi XVI, nomi celebri come Maria Antonietta, Charlotte Corday, Madame Roland, i Girondini, Philippe d'Orléans, Madame du Barry, Danton, Malesherbes e Lavoisier...

Dopo una permanenza di quattro giorni in Place Antoine (oggi Place de la Bastille), la ghigliottina fu trasferita il 25 pratile anno II (13 giugno 1794) in Place du Trône-renversé, l'attuale Place de la Nation, per poi fare ritorno in Place de la Révolution in occasione dell'esecuzione di Maximilien de Robespierre e dei suoi seguaci il 10 termidoro anno II (28 luglio 1794). Il 12 termidoro anno II (30 luglio 1794), la ghigliottina fu nuovamente riportata in Place de Grève, sua collocazione originaria tra il 25 aprile e il 21 luglio. Nel 1795, invece, all'ingresso degli Champs-Élysées, furono collocati i cosiddetti cavalli di Marly, opere dello scultore Guillaume Coustou. Infine, il 3 brumaio anno IV (25 ottobre 1795), ultimo giorno della Convenzione e alla vigilia dell'istituzione del Direttorio, il governo decretò la ridenominazione di Place de la Révolution in "Place de la Concorde".

Place de la Concorde, prima delle trasformazioni del regno di Luigi Filippo, dipinta da Giuseppe Canella nel 1829.

Funestata dal sanguinoso ricordo del Terrore e dall'esecuzione della famiglia reale, Place de la Concorde rappresentò una questione politica delicata per i governi del XIX secolo. Dopo il fallimento dei progetti di erigere una statua dedicata a Carlo Magno o una fontana monumentale, fu infine Luigi XVIII a prendere in considerazione la costruzione di un monumento centrale in memoria del fratello Luigi XVI: una statua del re martirizzato, circondata da una cappella e da un salice piangente. Carlo X pose la prima pietra il 3 maggio 1826. Nello stesso anno, Place de la Concorde fu ribattezzata "Piazza Luigi XVI", nome che rimane tuttora viisibile sull'angolo di rue Boissy-d'Anglas. In ogni caso, il progetto della statua non venne mai completato, interrotto dalla Rivoluzione di luglio del 1830, che restituì alla piazza la denominazione di "Place de la Concorde".

Erezione dell'obelisco di Luxor in Place de la Concorde.
Fontana di Jakob Ignaz Hittorff

Nel 1830 il viceré d'Egitto, Mehemet Ali, donò alla Francia due obelischi che segnavano l'ingresso al Tempio di Luxor. Solo uno di essi fu trasportato in Francia e giunse a Parigi il 21 dicembre 1833: fu re Luigi Filippo a decidere di erigerlo in Place de la Concorde, sottolineando come l'obelisco, collegato a un passato illustre ma remoto, "non avrebbe ricordato alcun evento politico", rappresentando così un simbolo neutro e solenne, capace di unire senza dividere.

Questa impresa tecnica di notevole complessità fu realizzata il 25 ottobre 1836 sotto la direzione dell'ingegnere navale Apollinaire Lebas, alla presenza di oltre 200.000 persone. Il re e la famiglia reale, incerti sull'esito dell'operazione, presero parte all'evento dai saloni dell'Hôtel du Garde-Meuble, affacciandosi al balcone solo per ricevere gli applausi della folla nel momento in cui il monolite si ergeva ormai in posizione verticale. Nel 1835 fu progettata la costruzione di una stazione monumentale all'ingresso del Cours la Reine, destinata a diventare il punto di partenza di una ferrovia tra Parigi e Versailles, ma mai costruita.[15]

Tra il 1836 e il 1846, invece, l'architetto Jakob Ignaz Hittorff promosse una riorganizzazione urbanistica della piazza, mantenendo il progetto originario di Gabriel, ma aggiungendo due fontane monumentali in ghisa ai lati dell'obelisco, accompagnate da lampioni e colonne rostrate per celebrare il genio navale francese, in riferimento alla presenza del Ministero della Marina in uno degli edifici di Gabriel. Le fontane rappresentavano la navigazione fluviale (con figure allegoriche del Reno, del Rodano, della vendemmia e del raccolto) e la navigazione marittima (con rappresentazioni del Mediterraneo, dell'Oceano e della pesca) realizzate da artisti come Jean-François-Théodore Gechter e James Pradier. Le colonne rostrate, con prue di nave, richiamavano la medesima iconografia delle fontane oltre che lo stemma di Parigi, mentre statue allegoriche raffiguravano otto città francesi, tra cui Strasburgo, drappeggiata di nero dal 1871 in segno di lutto per l'annessione dell'Alsazia-Lorena alla Germania. Il 28 settembre 1870, durante la guerra franco-prussiana, la statua di Strasburgo divenne un simbolo di rivalsa, attirando la deposizione di corone e bandiere; poco dopo, il 1° marzo 1871, al termine dell'assedio di Parigi, i soldati prussiani scelsero proprio la piazza per l'esecuzione di una serie di fotografie di propaganda a favore della vittoria tedesca.

Nel 1854 furono colmati i fossati che Hittorff aveva mantenuto così da adattare la piazza al crescente traffico e di ridurre il rischio di incidenti dovuti a movimenti di folla, come quello tragico del 1770. Napoleone III, successivamente, concepì un progetto che prevedeva di trasformare la piazza in una vasta spianata libera, con il centro sgombro e l'eventuale rimozione dell'obelisco; su un lato sarebbe stata inoltre allestita una tribuna destinata a feste, parate o cerimonie. Nell'ottobre 1896, infine, durante una visita ufficiale in Francia, lo zar Nicola II e sua moglie Alessandra attraversarono la piazza, allora decorata e animata per l'occasione, proseguendo verso l'ambasciata russa.[16][17][18]

Strutture temporanee realizzate per i Giochi olimpici del 2024.

Tra il 27 luglio e il 10 agosto 2024 la piazza ha ospitato le gare di BMX freestyle, break dance, pallacanestro 3x3 e skateboard dei Giochi della XXXIII Olimpiade,[19] mentre il 28 agosto è stata la sede della cerimonia di apertura dei XVII Giochi paralimpici estivi. Per l'occasione erano state realizzate delle strutture temporanee in grado di ospitare fino a 30 000 spettatori.[20]

Dal punto di vista urbanistico il complesso monumentale della Place de la Concorde rappresenta la realizzazione più significativa del XVIII secolo a Parigi, emblema della sensibilità estetica e culturale del Secolo dei Lumi. Esso segna un momento di svolta nell'evoluzione del gusto francese, coincidente con il declino dello stile rococò e l'affermazione di un nuovo classicismo. Questo cambiamento trova espressione nelle opere di Ange-Jacques Gabriel, che nel 1755 progettò la piazza come un ottagono delimitato dagli Champs-Élysées e dai Giardini delle Tuileries. Le fontane, aggiunte successivamente dall'architetto Jakob Ignaz Hittorff, si ispirano a quelle della Basilica di San Pietro a Roma.

Una delle caratteristiche distintive di Place de la Concorde risiede nella sua delimitazione ariosamente aperta su tre lati - verso gli Champs-Élysées, i Giardini delle Tuileries e la Senna - a differenza della maggior parte delle piazze, circondate da edifici lungo tutto il perimetro.

L'edificio a ovest ospita in parte l'Hôtel de Crillon e la sede dell'Automobile Club de France.
A sinistra, l'Hôtel de Coislin (da non confondere con l'Hôtel de Crillon), a destra l'Hôtel de la Marine e al centro la rue Royale.
Il numero 8 di place de la Concorde ha mantenuto lo stesso stile grafico del 1805.

All'estremità settentrionale della piazza due imponenti edifici gemelli in pietra ne chiudono la prospettiva. Separati dalla rue Royale, tali costruzioni rappresentano alcuni tra i migliori esempi dell'architettura del XVIII secolo. Le facciate, progettate da Ange-Jacques Gabriel e realizzate tra il 1766 e il 1775, si ispirano al colonnato del Louvre di Claude Perrault, riprendendo il principio di un colonnato elevato su un basamento segnato da un robusto bugnato e caratterizzato da una trabeazione imponente, padiglioni angolari e dettagli decorativi, come medaglioni ovali ornati da ghirlande. I frontoni, invece, sono impreziositi da allegorie raffiguranti l'agricoltura, il commercio, la magnificenza e la felicità pubblica, opera di Michel-Ange Slodtz e Guillaume II Coustou.

  • L'edificio situato a est di rue Royale, l'Hôtel de la Marine, fu realizzato su progetto di Gabriel sotto la direzione di Jacques-Germain Soufflot e, sin dall'origine, rimase di proprietà esclusiva della Corona. Inizialmente destinato al Garde-Meuble, l'istituzione incaricata della mobilia del re le cui gallerie erano aperte al pubblico ogni primo martedì del mese, ospita a partire dal 1799 il Ministero della Marina, il quale sotto la guida di Denis Decrès ampliò significativamente i suoi uffici fino a occupare l'intero edificio. Le decorazioni interne, di grande sfarzo e raffinatezza, furono opera dell'architetto Jacques Gondouin e rappresentano una tappa fondamentale nell'evoluzione del gusto del XVIII secolo. Purtroppo, tali decorazioni subirono profonde modifiche durante le trasformazioni del Secondo Impero, anche se le grandi sale cerimoniali e la Galleria d'Oro conservano ancora alcuni elementi originali.
Lampione in Place de la Concorde. Sullo sfondo, l'Hôtel de Coislin a sinistra e il Ministero della Marina a destra.
  • L'edificio situato a ovest di rue Royale era originariamente destinato ad ospitare la nuova Zecca, la cui costruzione era stata pianificata fin dal 1768. Tuttavia, questa localizzazione fu poi ritenuta troppo distante dal centro finanziario della città, e un'ordinanza del Consiglio stabilì che la Zecca sarebbe stata edificata nella sua sede attuale, sul Quai de Conti. Il terreno retrostante il colonnato occidentale fu quindi suddiviso in quattro lotti ceduti a privati, con la condizione che le residenze costruite mantenessero la facciata disegnata da Gabriel.
    • L'Hôtel Coislin (n. 4), il più vicino a rue Royale, fu progettato dallo stesso Gabriel; oggi restano solo alcuni pannelli di quercia decorati con ghirlande e fiori nei saloni del piano superiore.
    • I due hôtels noti come Hôtel du Plessis-Bellière (n. 6) e Hôtel Cartier (n. 8), affacciati sul colonnato, furono realizzati dall'architetto Pierre-Louis Moreau-Desproux, rispettivamente per il suo amico Rouillé de l'Estang e per sé stesso. Dopo il 1901 furono uniti per l'Automobile Club de France e trasformati nel 1912 dall'architetto Gustave Rives.
    • L'Hôtel d'Aumont, futuro Hôtel de Crillon (n. 10), all'angolo con rue Boissy-d'Anglas, fu costruito da Louis-François Trouard, con decorazioni interne di Pierre-Adrien Pâris. Acquistato nel 1788 dal conte di Crillon, nel 1907 divenne un hotel di lusso grazie a una ristrutturazione di Walter-André Destailleur, che mantenne intatto lo scalone d'onore e le facciate del cortile nello stile di Gabriel, ma smantellò gran parte delle decorazioni interne originali. In particolare, nella Sala delle Aquile al primo piano, conservò la scultura del soffitto e sostituì le boiserie, le porte monumentali, le cornici e gli specchi con copie opera dell'ebanista Bellangé, mentre gli originali furono trasferiti all'Hôtel de La Tour d'Auvergne (attuale Ambasciata del Cile). Altre boiserie originali sono oggi esposte al Metropolitan Museum of Art di New York e nella Villa Île-de-France a Saint-Jean-Cap-Ferrat. Proprio in questo hotel, tra il 3 febbraio e l'11 aprile 1919, il presidente Wilson e i delegati alleati firmarono il patto costitutivo della Società delle Nazioni, come ricordato da una targa commemorativa.

In conformità con il progetto di Gabriel e con le lettere patenti promulgate il 21 giugno 1757 e il 30 ottobre 1758, tuttora in vigore, gli edifici agli angoli nord-est e nord-ovest della piazza furono essere realizzati secondo principi architettonici uniformi e coerenti, garantendo così un'armonia stilistica rispettosa della concezione originale della piazza.

  • All'angolo nord-est di Place de la Concorde, sul lato di rue Saint-Florentin, si trova l'Hôtel de Talleyrand (oggi proprietà del governo degli Stati Uniti e sede dello studio legale Jonesday), progettato dall'architetto Jean-François-Thérèse Chalgrin.
  • Sul lato nord-ovest, un tempo sorgeva il Deposito dei Marmi della Corona, demolito nel 1775. Il terreno fu poi concesso a Laurent Grimod de La Reynière, che costruì un edificio simile all'Hôtel de Saint-Florentin, chiamato Hôtel Grimod de La Reynière, decorato da Charles-Louis Clérisseau con motivi ispirati alle opere murali di Pompei ed Ercolano. Dopo varie trasformazioni, l'edificio originale fu demolito e sostituito, tra il 1931 e il 1933, da un pastiche neoclassico progettato da William Delano e Victor Laloux per ospitare l'Ambasciata degli Stati Uniti. Questa nuova costruzione ristabilisce la simmetria del lato nord della piazza come prevista dal progetto originale di Gabriel.

Vale la pena notare che gli hôtel di Place de la Concorde conservano uno dei più antichi sistemi di numerazione civica di Parigi, introdotto nel 1805 in seguito al decreto del 4 febbraio di quell'anno, firmato dal prefetto Frochot, che stabilì i numeri civici per tutta la città.[21]

Obelisco di Place de la Concorde.
Lo stesso argomento in dettaglio: Obelisco di Luxor.

L'obelisco egizio del tempio di Luxor, risalente al XIII secolo a.C. e datato a circa 3.300 anni fa, fu trasportato in Francia nel 1836 come dono dell'Egitto, in segno di riconoscenza verso Jean-François Champollion, il primo studioso a decifrare la scrittura geroglifica degli antichi Egizi. Re Luigi Filippo ne ordinò la collocazione al centro della piazza durante la sua ristrutturazione, affidata all'architetto Hittorff. Alto 22,86 metri (33,37 m considerando il basamento), il monolite, realizzato in sienite rosa di Assuan, pesa 222 tonnellate. È posto su una base di 9 metri e i geroglifici incisi celebrano la gloria del faraone Ramses II. La sommità dell'obelisco è coronata da un pyramidion di circa 3,5 metri, aggiunto nel luglio 1998 su iniziativa dell'egittologa Christiane Desroches Noblecourt; esso sostituisce un ornamento originario, presumibilmente rimosso durante le invasioni in Egitto nel VI secolo.

Nel 1794, i due gruppi scultorei realizzati da Antoine Coysevox, raffiguranti la Fama e Mercurio a cavallo del Pegaso alato, furono collocati ai Giardini delle Tuileries. Successivamente, furono sostituiti dai Cavalli di Marly di Guillaume Coustou, originariamente destinati all'abbeveratoio del castello di Marly. Nel 1795, su iniziativa del carpentiere Huzard, che temeva atti di vandalismo, questi gruppi furono trasferiti all'ingresso dell'Avenue des Champs-Élysées. Nel 1984, i quattro gruppi furono sostituiti da copie.[22]

Ad ogni angolo della piazza ottagonale c'è una statua che rappresenta una città francese:

La Fontana dei Fiumi.
Lo stesso argomento in dettaglio: Fontane di Place de la Concorde.

Le due fontane di Place de la Concorde, situate ai lati dell'obelisco, sono opera dell'architetto Jakob Ignaz Hittorff. Queste due imponenti fontane monumentali comprendono la Fontana dei Mari, collocata a sud verso la Senna, e la Fontana dei Fiumi, posta a nord sul lato di Rue Royale.

Alcune persone ghigliottinate in Place de la Révolution

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I corpi vennero seppelliti inizialmente nel cimitero della Madeleine e, a partire dal 1794, nel cimitero degli Errancis.

  1. Curzio Malaparte, Diario di uno straniero a Parigi, a cura di Enrico Falqui, traduzione di Giuseppe Argentieri, Firenze, Vallecchi, 1966, p. 88.
  2. Francia, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
  3. La révolution française, vol. 1, Éditions Gallimard, 1962, p. 303, OCLC 491377975..
  4. La Révolution française, Fayard, 1973, p. 168, OCLC 299672408.
  5. Les Révolutions, Presses universitaires de France, 1965, p. 160, OCLC 65434401..
  6. Dictionnaire historique de la Révolution française, Presses universitaires de France, 10 gennaio 2005, p. 1020, ISBN 978-2-13-053605-5.
  7. Quai de Billy, aujourd'hui avenue de New York, 16e arrondissement de Paris, su paris-pittoresque.com. URL consultato il 29 settembre 2025.
  8. M. J. De Gaulle, Nouvelle histoire de Paris et de ses environs, 1839, p. 394.
  9. Le Vandalisme de la Révolution, Nouvelles Éditions Latines, 1993, pp. 232–233.
  10. (FR) Albert Mousset, Les fossés de la place de la Concorde, su lemonde.fr, 17 aprile 1952. URL consultato il 24 maggio 2023.
  11. Histoire physique, civile et morale de Paris, Furne et Cie, Libraires-éditeurs, 1837, p. tome sixième, page 232..
  12. Yvan Christ, Paris des Utopies, Éditions Nicolas Chaudun, 2011, p. 141, ISBN 978-2350391182.
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