Rue de Rivoli
| Rue de Rivoli | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Parigi |
| Circoscrizione | I e IV arrondissement |
| Quartiere | Quartier Saint-Germain-l'Auxerrois, Quartier des Halles, Quartier du Palais-Royal, Quartier Saint-Merri e Quartier Saint-Gervais |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Strada |
| Lunghezza | 3 070 m |
| Intitolazione | Dedicato alla Battaglia di Rivoli |
| Costruzione | 3 maggio 1848 |
| Collegamenti | |
| Inizio | Rue François-Miron, 45 e Rue de Sévigné, 1 |
| Fine | Place de la Concorde e Rue Saint-Florentin, 2 |
| Intersezioni | Place des Pyramides, Boulevard de Sébastopol |
| Mappa | |
Rue de Rivoli è una via di Parigi, che prende il nome della battaglia di Rivoli vinta da Napoleone Bonaparte contro gli austriaci nel 1797 in Vallagarina. Si trova sulla Rive droite, nel I e nel IV arrondissement, nelle immediate vicinanze del Palazzo del Louvre. Lunga circa tre chilometri, va dalla rue de Sévigné, attraversando place des Pyramides, alla place de la Concorde, proseguendo poi negli Champs-Élysées.
Toponomastica
[modifica | modifica wikitesto]Il nome di rue de Rivoli fa riferimento alla città italiana di Rivoli Veronese, nella quale Napoleone Bonaparte nel 1797 combatté una vittoriosa battaglia contro l'esercito austriaco nel corso della guerra della Prima coalizione.
Descrizione
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Panoramica generale
[modifica | modifica wikitesto]Le facciate che si allineano lungo rue de Rivoli si distinguono per una sorprendente uniformità stilistica, soprattutto nella prima parte della strada in prossimità di place de la Concorde, contribuendo così a definire uno degli assi urbani più iconici di Parigi. Questo fronte continuo, dal ritmo regolare, si affaccia con discreta eleganza sul giardino delle Tuileries, creando un dialogo visivo armonioso con la regolarità della sua orticoltura. L’asse stradale, ampio e arioso, è inoltre addolcito dalla presenza di ampi marciapiedi e da un arredo urbano attentamente calibrato: lampioni in ghisa, panchine e balaustre contribuiscono a introdurre una scala intermedia tra la monumentalità degli edifici e la vita quotidiana della strada.[1]
Gli edifici, scanditi da una serie di arcate che corrono alla base dei palazzi, si caratterizzano per una grande semplicità formale e austerità: queste arcate, più alte e meno ornate rispetto ad altri esempi parigini (come in rue des Colonnes), riflettono così le ambizioni di una capitale riplasmata sotto l’egida di Napoleone. Al di sopra, si susseguono diversi piani abitativi con altezze decrescenti, fino ad arrivare ai livelli mansardati, caratterizzati da tetti in zinco dalla morbida curvatura. Questo schema non solo ottimizza l’uso dello spazio, ma conferisce anche una certa leggerezza all’insieme, smorzando la rigidità della composizione. Nella sezione orientale della via, frutto delle estensioni realizzate a partire dal 1840, il paesaggio urbano si fa invece più eterogeneo e articolato (si pensi, ad esempio, al nuovo fronte ondulato della Samaritaine progettato da Sanaa).[1][2]
Rue de Rivoli, con il suo equilibrio tra rigore classico e funzionalità urbana, incarna così soprattutto nella sua prima sezione l’ideale di una Parigi ordinata, monumentale e al tempo stesso vivibile, dove l’architettura non impone, ma accompagna il paesaggio urbano e naturale.[1]
Tracciato
[modifica | modifica wikitesto]Rue de Rivoli si estende per circa 3 chilometri, dall'incrocio di Rue de Sévigné a est fino a Place de la Concorde a ovest.
L'intersezione con Boulevard de Sébastopol segna il confine tra i seguenti arrondissement:
- il I arrondissement di Parigi, a ovest (dal numero 41 fino al termine del lato dispari, e dal numero 98 fino al termine del lato pari) ;
- il IV arrondissement di Parigi, a est (dall’inizio fino al numero 39 sul lato dispari e fino al numero 96 sul lato pari).
Diverse stazioni della metropolitana sono snodate lungo il percorso della strada, e da est a ovest si individuano: Saint-Paul, Hôtel de Ville, Châtelet, Louvre-Rivoli, Palais Royal, Tuileries e Concorde.
- Parte occidentale
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Rue de Rivoli e i Giardini delle Tuileries.
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Rue de Rivoli e i Giardini delle Tuileries visti dall'Hôtel de la Marine
- Parte centrale
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Rue de Rivoli, lato ovest, della torre Saint-Jacques
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I negozi di Rue de Rivoli
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Il Palazzo del Louvre, visto da tra due portici di Rue de Rivoli. Questi, sulla destra nella fotografia, si trovano sul lato pari
- Parte orientale
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Rue de Rivoli, lato est, dalla torre Saint-Jacques
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Il Marais; Sullo sfondo Rue de Rivoli e Place des Combattantes-et-Combatants-du-Sida
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L'inizio di Rue de Rivoli dall'angolo di Rue de Sévigné
Strade intersecate
[modifica | modifica wikitesto]Rue de Rivoli incrocia, in ordine crescente di numerazione civica, le seguenti strade (indicate con “s” per il lato sinistro e “d” per il lato destro):
- rue Malher (d)
- rue Saint-Antoine (s)
- rue Pavée (d)
- rue Pierre-Seel (d)
- passage Walter-Benjamin (d)
- rue Cloche-Perce
- rue Vieille-du-Temple (d)
- rue du Pont-Louis-Philippe (s)
- place Baudoyer (s)
- rue du Bourg-Tibourg (d)
- rue des Mauvais-Garçons (d)
- rue des Archives (d)
- rue de Lobau (s)
- rue du Temple (d)
- place de l’Hôtel-de-Ville (s)
- rue du Renard (d)
- rue de la Coutellerie (s)
- rue Saint-Bon (d)
- rue de la Tâcherie
- rue Saint-Martin
- rue Nicolas-Flamel (d)
- square de la Tour-Saint-Jacques
- boulevard de Sébastopol
- rue Saint-Denis
- rue des Halles (d)
- rue Sainte-Opportune
- rue des Déchargeurs (d)
- rue Bertin-Poirée
- rue du Pont-Neuf
- rue du Roule (d)
- rue de la Monnaie (s)
- rue de l’Arbre-Sec
- rue Perrault (s)
- rue Jean-Tison (d)
- rue du Louvre (d)
- rue de l’Amiral-de-Coligny (s)
- rue de l’Oratoire (d)
- rue de Marengo (d)
- place du Palais-Royal (d)
- rue de Rohan (d)
- place du Carrousel (s)
- rue de l’Échelle (d)
- place des Pyramides
- rue des Pyramides (d)
- avenue du Général-Lemonnier (s)
- rue Saint-Roch (d)
- rue du 29-Juillet (d)
- rue d’Alger (d)
- rue de Castiglione (d)
- Rue Rouget-de-L'Isle (d)
- rue Cambon (d)
- rue de Mondovi (d)
- rue Saint-Florentin (d)
- place de la Concorde
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La parte occidentale della strada fu tracciata durante il Primo Impero. Il suo lato settentrionale è, per gran parte della sua lunghezza, fiancheggiato da portici progettati da Percier e Fontaine. Le parti centrale e orientale furono aperte in seguito, durante le trasformazioni di Parigi durante il Secondo Impero, con l'obiettivo di raccordare l'intera rue de Rivoli a rue Saint-Antoine e creare così un importante asse est-ovest nel centro di Parigi.
1789: inizi del progetto
[modifica | modifica wikitesto]Il primo progetto relativo all’asse est-ovest fu incluso nel Plan d’utilité et d’embellissement de la Ville de Paris [Piano di utilità e abbellimento della città di Parigi], redatto nel 1789 dall’architetto Charles de Wailly. Nel documento figurava una strada, apparentemente piuttosto stretta, che avrebbe collegato in linea retta il colonnato del Louvre a Rue Saint-Antoine, nel punto corrispondente all’attuale sbocco orientale di Rue de Rivoli. All’epoca, tuttavia, non era possibile concepire un tracciato corrispondente all’attuale Rue de Rivoli lungo i giardini delle Tuileries, poiché i terreni erano occupati dai conventi dei Cappuccini e dei Foglianti.
Il cosiddetto Plan des artistes [Piano degli artisti], elaborato nel 1797, riprese successivamente la proposta originaria, aggiungendovi una nuova arteria da Place de la Concorde al Louvre. La costruzione di tale tratto era divenuta praticabile - almeno da Place de la Concorde fino al passaggio Delorme - grazie alla disponibilità dei terreni degli ex conventi, nel frattempo divenuti proprietà nazionale.
Questa sezione del piano corrispose al tratto effettivamente inaugurato all’inizio del XIX secolo. Il prolungamento da Rue de Rohan fino a Rue Saint-Antoine, che comportò invece numerose operazioni di esproprio, venne realizzato soltanto tra il 1849 e il 1855. Esso non seguì il percorso originariamente previsto dal colonnato del Louvre, ma fu tracciato come diretto prolungamento della parte già completata.
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Progetto di Charles de Wailly per ' asse ovest-est 1789
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Asse est-ovest sul Plan des artistes
Anni 1800: apertura del primo tratto della strada
[modifica | modifica wikitesto]Con arrêté (decreto) emanato il 17 vendemmaio anno X fu stabilito che «una strada sarebbe stata tracciata per tutta la lunghezza del passaggio del Manège fino a quello di Saint-Florentin». Un secondo arrêté datato 1 fioraio anno X (21 aprile 1802) dispose quanto di seguito:
- Article 1 : les terrains appartenant à la République, situés dans le cul-de-sac du Manège, longeant la terrasse des Feuillants, ainsi que l'ensemble des terrains occupés par les Feuillants, les Capucins et l'Assomption seront mis en vente.
- Article 2 : le plan annexé au présent arrêté sera suivi et exécuté dans toutes ses parties et servira de base pour dresser le cahier des charges.
- Article 3 : le manège sera établi à Saint-Cloud dans le courant de l'été.
- Article 4 : l'aile du Nord du palais des Tuileries sera disposée pour le service des caisses d’État et des différentes sections, conformément au plan annexé au présent arrêté.
- Article 5 : la façade de la place du Carrousel, depuis l'hôtel de Crussol jusqu'à la rue des Orties-du-Louvre, sera exécutée conformément au plan annexé.
- Article 6 : il sera fait dans le courant de l'été, à l'école militaire, les augmentations nécessaires pour loger deux bataillons complets, indépendamment de la cavalerie.
- Article 7 : tous les fonds provenant des ventes ordonnées par le présent arrêté, seront versés dans la caisse du trésorier du gouvernement, à la charge de pourvoir à toutes les dépenses que nécessiteront ces travaux.
- Article 8 : le ministre des Finances et le gouverneur du Palais sont chargés de l'exécution du présent arrêté.
Le premier Consul,
Signé: BONAPARTE.»»
Il 2 frimaio anno XI (23 novembre 1802) gli architetti Percier e Fontaine elaborarono i progetti della strada, la cui larghezza fu fissata a 20,85 m. Nelle varie prescrizioni predisposte dagli architetti vennero inserite condizioni particolarmente rigorose. Tra queste, si prescriveva l’obbligo di «costruire le facciate in pietra secondo i piani e i disegni degli architetti del palazzo, approvati dal governo; pavimentare il suolo della galleria con pietra dura; e lastricare la strada, per tutta la sua larghezza antistante ciascuna divisione del terreno, in conformità con le norme stabilite in materia».
Altre clausole evidenziavano chiaramente l’intento di preservare la strada da ogni forma di disturbo o degrado. Si stabiliva, infatti, che «le case o i negozi che sarebbero stati costruiti su tale lottizzazione non avrebbero potuto essere occupati da artigiani o operai il cui lavoro prevedesse l’uso del martello; né da macellai, norcini, pasticceri, fornai o altri artigiani la cui attività richiedesse l’impiego di un forno». Di seguito si riporta il decreto del 30 piovoso anno XII (20 febbraio 1804):
« Article 3e. Les acquéreurs seront tenus d'élever à leurs frais, dans le délai de deux années, à compter du jour de la vente, les constructions désignées aux plans arrêtés par le gouvernement, sous peine de déchéance, avec perte des termes payés, ou de payer les constructions des façades que le gouvernement serait autorisé à faire ».
« Article 4e. Les ventes faites et celles à effectuer des domaines nationaux situés entre la rue Saint-Florentin, la rue Neuve, la rue Saint-Honoré et la rue de l'Échelle, qui avaient été réservés par la loi du 3 nivôse an VIII (24 décembre 1799), soit par enchères, soit par estimation, sont pareillement approuvées et autorisées, pour le produit en être employé jusqu'à due concurrence aux constructions et embellissements dont les plans ont été ou seront approuvés par le gouvernement, etc.»
L’apertura di questo primo tratto di Rue de Rivoli comportò la scomparsa, parziale o totale, di diverse preesistenze, tra cui:
- il giardino del convento Notre-Dame-de-l'Assomption;
- il giardino del convento dei Cappuccini Saint-Honoré;
- il giardino del convento dei Feuillants;
- il passaggio del Manège;
- l'hotel delle Grandes-Écuries du Roi (le grandi scuderie del re);
- una parte della rue du Dauphin (l'attuale rue Saint-Roch);
- la rue Saint-Louis;
- il mercato dei Quinze-Vingts e il passaggio dei Quinze-Vingts;
- la rue Saint-Nicaise;
- la rue du Carrousel;
- una parte della rue de Rohan.
Il tracciato della strada fu completato nel 1804 e, nel 1807, vennero edificati i primi ventidue portici: diciassette lungo il confine del giardino dell’Hôtel de Noailles e cinque lungo quello dell’Hôtel de Breteuil. Tuttavia, tali portici rimasero inizialmente inutilizzati e, nel 1809, risultavano in costruzione soltanto tre edifici, tra Rue de Rivoli e Rue de Mondovi, e nel tratto compreso tra Rue des Colonnes e Rue de Rivoli.[3]
Nel 1811 fu decisa la costruzione di un edificio postale sul sito corrispondente agli attuali numeri civici 232-234. La struttura, progettata dall’architetto Destailleur, venne completata nel 1824 e destinata al Ministero delle Finanze. L’edificio, distrutto da un incendio durante gli eventi della Comune di Parigi nel 1871, fu successivamente ricostruito con lo stesso aspetto originario, pur assumendo una diversa destinazione d’uso. Su tale area verrà poi aperta inoltre Rue Rouget-de-L'Isle, nel tratto compreso tra Rue des Colonnes e Rue de Rivoli.[4]
Nel 1817, Rue de Rivoli si trovava all’interno dell’ex 1er arrondissement, nel quartiere delle Tuileries. Aveva inizio all’angolo tra i numeri 1-2 di Rue Saint-Nicaise e Place du Carrousel, e terminava al numero 2 di Rue Saint-Florentin e Place Louis XV. La numerazione civica adottata era colorata di nero.[5] Non esistevano numeri dispari, poiché quel lato della strada correva lungo il giardino delle Tuileries; l’ultimo numero pari assegnato era il n. 58.
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Gli edifici distrutti durante l'apertura della strada si affacciavano sui Giardini delle Tuileries.
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Vista aerea di Rue de Rivoli prima dell'estensione orientale di Rue de Rohan .
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Mappa della zona compresa tra Place Louis-XV e Rue Saint-Nicaise e Rue de Rohan, corrispondente ai limiti della prima parte della futura Rue de Rivoli (1817-1840).
Anni 1840-1850: prolungamento della strada
[modifica | modifica wikitesto]All’inizio del XIX secolo vennero presentati diversi progetti volti alla riunificazione del Louvre e delle aree circostanti, prevedendo l’estensione di Rue de Rivoli tra Rue de Rohan e Place de l’Oratoire. Nel 1848, Louis Visconti, incaricato di elaborare un nuovo piano urbanistico della zona, progettò la realizzazione di una grande galleria e l’ampliamento della strada. Le aree circostanti il Louvre e i giardini delle Tuileries furono sgomberate, e la prima pietra del nuovo ampliamento del Louvre venne posta il 1º luglio 1848. Il 23 dicembre 1852 l’estensione dei portici tra la galleria Delorme e Rue du Louvre fu dichiarata di pubblica utilità.[6]
Successivamente, in quell’area vennero costruiti i Grands Magasins du Louvre e il primo Hôtel du Louvre. Nel 1844 Rue de Rivoli, ancora situata nel vecchio I arrondissement, ne. quartiere delle Tuileries, si estendeva per circa 950 metri, iniziando da Rue de Rohan e terminando al numero 2 di Rue Saint-Florentin, in Place de la Concorde. Il 3 maggio 1848, infine, fu dichiarato di pubblica utilità il progetto di estensione di Rue de Rivoli tra Place de l’Oratoire e Rue Saint-Antoine.
L’estensione della strada fu realizzata mediante ingenti lavori durante gli anni Cinquanta del XIX secolo, tra cui il livellamento della collina di Saint-Jacques de la Boucherie, al fine di assicurare un livellamento uniforme e regolare per la nuova arteria. Tali interventi comportarono la distruzione e la ricostruzione dell’area compresa tra Place du Châtelet e Place de l’Hôtel-de-Ville, con l’apertura di nuove vie, tra cui in particolare l’Avenue Victoria e la creazione del Square de la Tour Saint-Jacques. Il livellamento giustifica così la sporgenza della torre di Saint-Jacques, dotata di una scalinata che conduceva dalla piazza alla piattaforma del piano d’ingresso, nonché le scale della Rue Cloche-Perce, situate ai due lati di Rue de Rivoli, che permettevano l’accesso alle strade parallele rimaste al loro livello originario: Rue du Roi-de-Sicile a nord e Rue François-Miron (in precedenza un tratto di Rue Saint-Antoine) a sud. Si osservavano inoltre gradini su un marciapiede della Rue des Mauvais-Garçons, i gradini di Rue Saint-Bon e una pendenza all’ingresso di Rue des Archives verso Rue de la Verrerie, quest’ultima pure non livellata.[7]
Dal 1860 in poi: un importante asse stradale
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Durante la Comune di Parigi, il tratto di strada tra rue Saint-Martin e l'Hôtel de Ville fu incendiato dai federali nel tentativo di rallentare l'avanzata dell'esercito di Versailles.
Anche l'edificio del Ministero dell'Economia e delle Finanze, situato dal 1824 ai numeri civici 234-244, tra Rue de Castiglione e Rue Cambon, fu distrutto dalle fiamme. Successivamente, nuovi edifici furono ricostruiti con un aspetto identico attorno a Rue Rouget-de-L’Isle. Queste costruzioni furono destinate a stabilimenti privati quali hotel, negozi e abitazioni, nel tratto compreso tra Rue des Colonnes e Rue de Rivoli.[8]
Il Ministero delle Finanze venne trasferito dall’altra parte della strada, nell’ala Richelieu del Louvre, realizzata durante il Secondo Impero e risparmiata dall’incendio. Tale edificio aveva già ospitato, dal 1857 al 1870, gli uffici del Ministro delle Finanze, la segreteria generale e i saloni di rappresentanza. Il ministero vi rimase fino al trasferimento a Bercy, avvenuto nel 1989.
Il 31 maggio 1905, il Presidente della Repubblica Émile Loubet e il Re di Spagna Alfonso XIII, allora in visita ufficiale a Parigi, uscirono illesi da un attentato con bomba a mano che aveva preso di mira il loro corteo all’angolo tra Rue de Rohan e Rue de Rivoli.[9] Successivamente, il 12 aprile 1918, durante la Prima guerra mondiale, il numero 12 di Rue de Rivoli subì danni a seguito di un attacco aereo tedesco.
- Fotografie storiche
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Nel 1871, durante la Comune di Parigi.
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Nel 1899, durante la costruzione della metropolitana (fotografia di Eugène Trutat).
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Nel 1907.
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Danni causati all'edificio situato all'angolo tra rue Pavée e rue de Rivoli dopo il bombardamento del 12 aprile 1918.
Edifici rilevanti
[modifica | modifica wikitesto]- Numeri 1-7 e 18-20: situati sull’area dell’antico Petit Saint-Antoine.
- Numero 10: qui visse Édouard Moreau nel 1871.
- Numero 14: l’autore Eugène Ionesco e sua moglie risiedettero in questo edificio dal 1960 al 1964.[10]
- Numero 25: sede del municipio del IV arrondissement di Parigi; una targa commemorativa ricorda che il guardia repubblicano René Laboudance vi morì per la Liberazione di Parigi nel 1944.[10]
- Tra i numeri 42-44 e 25-27: approssimativamente in questa zona si trovava l’antica Place du Marché-Saint-Jean, oggi scomparsa.
- Numero 27: occupato dall’ex caserma Napoléon, anche conosciuta come «caserma Lobau», che si estende tra Place Saint-Gervais, Place Baudoyer e le vie François-Miron, de Lobau e de Rivoli.[11]
- Numero 28: nel 1914 vi abitò lo scrittore Joseph Kessel
- Numero 29: sede del Municipio di Parigi (Hôtel de Ville)
- Numero 33: il pianista giapponese Ken Sasaki vi abitò; una targa gli rende omaggio.
- Tra i numeri 39 e 41: si trova lo Square de la Tour-Saint-Jacques, al centro del quale svetta la Torre Saint-Jacques
- Numero 48bis: edificio premiato nel 1905 al concorso per le facciate della città di Parigi

- Numeri 67-83: grandi magazzini La Samaritaine.
- Numero 68: in questo edificio, il 26 agosto 1944, il trombettista Joseph Ott, appartenente alla banda di cavalleria della Guardia Repubblicana, suonò il segnale di cessate il fuoco che sancì la fine dei combattimenti per la liberazione di Parigi.[12]
- Numero 72: qui visse per un certo periodo la pittrice Jeanne Fichel.[13]
- Numero 99: Carrousel du Louvre.
- Numeri 99-107: Museo del Louvre.
- Numero 107: Museo delle Arti Decorative.
- Numero 156: qui risiedette il politico Michel Guy, a cui è dedicata una targa commemorativa. Nel 1990, l’avvocato Hervé Temime vi aprì il proprio studio.[14]
- Numero 160: si trova il Tempio Protestante dell’Oratorio del Louvre, accanto alla statua di Gaspard II de Coligny.
- Numero 172 e 1, Place André-Malraux: Hôtel du Louvre, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu quartier generale di un Sonderkommando delle SS.[15]
- Numero 182: una targa ricorda due riunioni clandestine del Consiglio Nazionale della Resistenza, tenutesi nella primavera del 1944.
- Numero 188 bis: ex teatro trasformato in discoteca negli anni Ottanta; nel 2008 Jean-Roch vi trasferì la VIP Room, club frequentato da numerose celebrità, chiuso nel 2020 a causa della pandemia di Covid-19.
- Numero 192: una targa indica l’ubicazione delle antiche Grandes Écuries reali e ricorda che Antoine de Pluvinel vi insegnò.
- Numero 194: lo scrittore François-René de Chateaubriand vi abitò dal 1812 al 1814.
- Numero 198: qui visse l’attore Jean Sarment dal 1940 al 1976; una targa commemorativa ne ricorda la residenza.
- Numero 202: situato l’Hotel Saint-James & Albany, un antico palazzo privato eretto nel 1751 dall’architetto Michel Tavennot per il politico Jean de Boullongne. L’attrice Pauline Carton vi abitò per quaranta anni. Nel 2024, il cantautore e direttore artistico delle collezioni maschili di Louis Vuitton, Pharrell Williams, ne annunciò l’acquisizione e la ristrutturazione con l’intento di trasformarlo in una struttura di grande lusso.[16]

- Numero 204: dal 1898, il pittore Camille Pissarro vi affittò un appartamento di fronte ai giardini delle Tuileries, con una vista panoramica sul parco; vi si trasferì nel gennaio 1899 e lo lasciò nel novembre 1900 per stabilirsi in Place Dauphine.[17]
- Numero 206: qui visse lo scrittore Lev Tolstoj nel 1857; una targa ne ricorda la residenza.
- Numero 210: lo scrittore Ivan Sergeevič Turgenev abitò in questo edificio tra il 1860 e il 1864, periodo in cui scrisse Padri e figli; una targa ne commemora la permanenza.
- Numero 218: sede dell’Hotel Brighton.
- Numero 220: nel 1862, i coniugi Desoye aprirono in questo edificio un celebre negozio dedicato alla vendita e all’esposizione di oggetti provenienti dal Giappone. Tale attività contribuì in modo significativo alla diffusione del giapponismo nella capitale. Il negozio era frequentato da scrittori, critici d’arte, pittori e collezionisti, tra cui Émile Zola, Charles Baudelaire, Philippe Burty, Félix Bracquemond, Henri Cernuschi, Edgar Degas, gli scrittori [[Fratelli Goncourt
|Edmond e Jules de Goncourt]], Édouard Manet, Claude Monet e James Abbott McNeill Whistler.[18] In questo stesso edificio visse e morì il compositore Léo Delibes nel 1891.
- Numero 222: un tempo sede del negozio della celebre stilista Madeleine Vionnet, inaugurato nel 1912.
- Numero 228: hotel Meurice.
- Numero 230: tra questo numero e la terrazza dei giardini dei Feuillants si trovava la sala del Manège royal des Tuileries, luogo del processo a Luigi XVI e della proclamazione della Prima Repubblica.
- Numero 242: in questo edificio, il 27 novembre 1895, al Cercle suédois et norvégien — fondato nel 1891 — Alfred Nobel redasse il suo testamento, l’anno precedente alla sua morte, atto che pose le basi per l’istituzione dei Premi Nobel.[19] Il suo studio è tuttora conservato nei locali oggi condivisi dal Circolo Svedese e, dal 1981, dal Circolo Norvegese di Parigi, fondato nel 1926.[20] L’edificio ha ospitato in passato una regina di Svezia e alcuni principi del Qatar. Dal 2017, al quarto piano, si trovano gli uffici di François Hollande, ex Presidente della Repubblica.
- Numero 244: sede della galleria d’arte di Mathilde Amos, distrutta nell’incendio di gennaio 1967, nel quale andarono perdute diverse opere di Raoul Dufy.[21]
- Numero 258: sull’edificio dell’Hôtel de Saint-Florentin (ex Hôtel de Talleyrand) sono collocate targhe commemorative in lingua inglese e francese, in ricordo del cinquantesimo anniversario del Piano Marshall
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Numero 12: Bombardamento di Parigi nel 1918
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Numero 25: René Laboudance
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Targa sulla facciata del municipio sulla Liberazione di Parigi.
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Numero 33: Ken Sasaki
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Numero 43: Marcel Lindner, ucciso durante la Liberazione di Parigi
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Numero 68: cessate il fuoco nei combattimenti per la liberazione di Parigi
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Numero 91: Grandi magazzini del Louvre
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Numero 156: Michel Guy
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Numero 182: Consiglio Nazionale della Resistenza
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Numero 192: Antoine de Pluvinel
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Numero 198: Jean Sarment
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Numero 206: Lev Tolstoj
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Numero 210: Ivan Sergeevič Turgenev
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Numero 256: Piano Marshall (inglese)
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Numero 256: Piano Marshall (francese)
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Targa commemorativa della sala del Maneggio
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Monumento commemorativo ai soldati e ai civili caduti in Place de la Concorde durante i combattimenti per la Liberazione di Parigi nel agosto 1944 (estremità ovest della strada)
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Marcel Bizien
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c (FR) Chris Rogers, Comprendre l'architecture de Paris, pp. 78-79, ISBN 978-2-03-605468-4.
- ^ (FR) La rénovation de la Samaritaine, une architecture sensible en résonance avec la ville, Académie des beaux-arts. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ^ Szambien, p. 88.
- ^ Szambien, pp. 100-101.
- ^ (FR) Jean de La Tynna, Dictionnaire topographique, étymologique et historique des rues de Paris, 1817.
- ^ (FR) Fratelli Avril, Prolongement des arcades de la rue de Rivoli [le long du Louvre et des Tuileries], Parigi, 1853.
- ^ (FR) Danielle Chadych, Le Marais : évolution d'un paysage urbain, Parigi, Parigramme, ottobre 2005, p. 42, ISBN 2-84096-188-1.
- ^ Szambien, p. 101.
- ^ (FR) L'attentat contre le roi d'Espagne, in Le Petit Parisien, n. 10444, 2 giugno 1905.
- ^ a b (FR) Le patrimoine de la rue de Rivoli - 75001/75004, su parisrues.com. URL consultato il marzo 2022.
- ^ (FR) La caserne Napoléon, su canadp-archivesenligne.paris.fr. URL consultato il marzo 2022.
- ^ (FR) Joseph Ott, l’enfant du pays qui a sonné le cessez-le-feu en 1944, su DNA.fr, 21 febbraio 2023. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ^ (FR) Explication des ouvrages de peinture, sculpture, architecture, gravure, et lithographie des artistes vivants exposés au Grand palais des Champs-Élysées le 1er mai 1869, in Salon de 1869, 87e exposition officielle depuis l'année 1737, 1869, p. 628.
- ^ Pascale Robert-Diard, Mort d’Hervé Temime, avocat et figure du barreau, in Le Monde, 10 aprile 2023. URL consultato il 10 aprile 2023.
- ^ Anne Thoraval, Des résistants à Paris, SPE-Barthélemy, 2011, p. 33, ISBN 978-2912838186.
- ^ Téa Antonietti, Quand Pharrel Williams s’attaque à l’hôtellerie de luxe à Paris, in Harper's Bazaar, 23 ottobre 2024.
- ^ Notice du Musée de l'Ermitage, su hermitagemuseum.org. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ^ Julie Maraszak, Sociabilités familiales intellectuelles et artistiques, autour d'une femme artiste au XIXe siècle: Eva Gonvzalès (1849-1883), Digione, Université de Bourgogne, 2016, p. 129, tesi di dottorato in Storia dell'arte, relatore Bertrand Tillier. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ^ Alfred Nobel, su cerclenorvegien.com, Cercle norvégien de Paris. URL consultato il marzo 2022.
- ^ Historique, su cerclenorvegien.com, Cercle norvégien de Paris. URL consultato il marzo 2022.
- ^ (FR) Mme Mathilde Amos périt carbonisée au milieu de sa collection de peintures léguée au Musée municipal d'art moderne Plusieurs toiles de Dufy ont été détruites, in Le Monde, 16 gennaio 1967.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Werner Szambien, De la rue des Colonnes à la rue de Rivoli, Parigi, Délégation à l’action artistique de la Ville de Paris, 1992, Szambien.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) rue de Rivoli, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (FR) Nomenclature officielle des rues de Paris, su v1.paris.fr. URL consultato il 3 gennaio 2017 (archiviato il 15 ottobre 2005).
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