Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry

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Marie-Jeanne Bécu
Madame Dubarry1.jpg
Madame du Barry, di Elisabeth Vigée-Le Brun (1781).
Contessa Du Barry
Nascita Vaucouleurs, Francia, 19 agosto 1743
Morte Place de la Concorde, Parigi, 8 dicembre 1793
Luogo di sepoltura Cimitero della Madeleine
in seguito, probabilmente, spostata al Cimitero degli Errancis e poi ancora alle Catacombe di Parigi
Consorte Guillaume Du Barry
Religione cattolica romana

Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry (Vaucouleurs, 19 agosto 1743Parigi, 8 dicembre 1793), nota come Madame Du Barry, fu l'ultima favorita di Luigi XV di Francia.

Grazie alla sua grande influenza sul sovrano costruì a Versailles un temibile intreccio di intrighi; morì durante il periodo del Terrore seguito alla Rivoluzione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini[modifica | modifica wikitesto]

Un mastro rosticciere parigino chiamato Jean Bécu[1], nato durante il regno di Luigi XIII, ebbe un figlio chiamato Fabien, ritenuto uno dei più begli uomini della capitale. Il suo fascino colpì una dama della nobiltà, Séverine Bonnet de Cantigny, contessa di Montdidier, vedova, che lo sposò senza pensare ai pregiudizi sociali, ma lei morì dopo poco.

Fabien Bécu si fece d'allora in poi chiamare Bécu de Cantigny. Dopo essere stato commerciante di vino, divenne cuoco di Isabelle de Ludres, ex-amante di Luigi XIV che si era ritirata nelle sue terre in Lorena, nel castello di Vaucouleurs. Il 22 dicembre 1693, sposò in seconde nozze Jeanne Husson, cameriera della contessa de Ludres.

Sette bambini[2] nacquero da questa unione, ed infine anche Anne Bécu[3], nata il 16 aprile 1713 a Vaucouleurs.

Molto bella, Anne Bécu de Cantigny non ebbe una perfetta gioventù. I registri parrocchiali di Vaucoulers indicano: «Il diciannove d'agosto millesettecentoquarantatré è nata ed è stata battezzata lo stesso giorno, Jeanne, figlia naturale di Anne Bécu, detta Cantigny, ed ha avuto per padrino Joseph Demange, e per madrina Jeanne Birabin, che hanno firmato con noi.»

Chi era il padre di Jeanne Bécu - futura Madame du Barry? Tra le possibili ipotesi, la meglio fondata sembra designare Jean Jacques Baptiste Gomard de Vaubernier, il religioso Frère Ange. Era un monaco terziario francescano, del convento[4] dei francescani chiamati Les Picpus, dove Anne Bécu, sarta, si dirigeva regolarmente per il suo lavoro. Questo stesso prete, il 1º settembre 1768, benedirà nella chiesa Saint-Laurent a Parigi, il matrimonio di Jeanne con Guillaume du Barry. Per tutta la sua vita, la contessa du Barry si farà chiamare (e firmerà) de Vaubernier.

Una seconda nascita illegittima (il cui padre sembra essere un commissario delle finanze) arriverà il 14 febbraio 1747, quella di Pierre Claude Bécu, che morirà in tenera età. La reputazione di Anne era molto compromessa. Fu allora che incontrò - opportunatamente - Claude Roch Billiard du Monceaux, banchiere, pagatore delle Rendite, fornitore generale dell'Est, ricco finanziere che frequentava spesso la Lorena. Sedotto dalla bellezza della giovane donna, naturalmente benevola, Billiard du Monceaux divenne il suo protettore. La portò con lui a Parigi e le procurò un impiego come cuoca[5]

Il 18 luglio 1749, Anne Bécu sposò, nella chiesa Saint-Eustache a Parigi, Nicolas Rançon[6], un domestico a cui Billard de Monceaux farà ottenere un posto di bottegaio in Corsica. Rançon de Montrabé fu aiuto impiegato e collettore delle Gabelle a Fresnays.

In quest'epoca, Jeanne Bécu de Cantigny entrò nelle dame di Saint-Aure, nel convento parigino della rue Neuve-Sainte-Geneviève[7]. Ci restò 9 anni, dove soffrì per le regole severe, ma apprese la scrittura e l'ortografia [8], la lettura[9], i calcoli, la musica[10], il disegno[11], la danza, il ricamo, la storia e - naturalmente - la religione[12].

Nel 1759, dopo aver passato 5 mesi in un salone di parrucchieri chiamato Lametz (che aveva quasi sposato ma sposerà la fortuna), entrò al servizione della vedova di un fermier generale, Élisabeth de Delay de Lagarde (nata Roussel), ritirata nel suo castello di La Courneuve. In contatto con l'alta società, acquisì poco a poco l'audacia e le buone maniere che non la lasceranno mai.

I suoi inizi - Madame du Barry[modifica | modifica wikitesto]

Verso il 1761, divenne commessa in una boutique situata in rue Neuve-des-Petits-Champs, À la toilette. Questa impresa apparteneva a Claude Edmé Labille, padre della futura ritrattista Adélaïde Labille-Guiard. Jeanne de Vaubernier incominciò a frequentare il mondo della moda. L'abbagliante bellezza[13] della giovane ragazza la fece presto notare. Sembra chiaro che, come sua madre, Jeanne abbia avuto una gioventù più leggera.

Fu ricevuta in molti saloni parigi, dove Jean-Baptiste, conte du Barry-Cérès, un gentiluomo tolosano quarantenne, conosciuto nei circoli della galanteria, per la sua depravazione e per l'assenza totale degli scrupoli, fece la sua conoscenza. Jeanne divenne la sua amante quando lei aveva solo 19 anni.

Qualche anno dopo, Jean-Baptiste volle fare l'eloggio della sua conquista al maresciallo di Richelieu, vecchio libertino stimato a corte, che immaginò di presentarla al re Luigi XV.

Presentazione al re e alla corte[modifica | modifica wikitesto]

Jeanne du Barry nel 1769

L'incontro avvenne discretamente, durante la primavera 1768, dall'intermediario di Dominique Lebel, primo valletto di camera del re. Questa operazione non era priva del movente politico per Richelieu, che voleva contrastare il ministro Étienne François de Choiseul. Quest'ultimo, elevato ministro dalla defunta marchesa de Pompadour, sperava di far diventare la nuova amante del re sua sorella, la duchessa de Grammont, o anche un'altra donna a sua scelta.

A questo punto, Luigi XV s'innamorò follemente di Jeanne, dotata di un fascino infinito, e i cui talenti nell'amore gli davano una nuova gioventù. La sconfitta di Choiseul fu veloce, e fu grande il suo risentimento verso Madame du Barry, che gli aveva fatto perdere la sua influenza preponderante nei confronti del re (per il quale lui nutriva un segreto disprezzo)

Luigi XV nel 1773.

L'anno 1768 aveva chiuso, per Luigi XV, un decennio di lutti familiari: quello di sua figlia Luisa Elisabetta di Borbone-Francia, duchessa di Parma, morta nel dicembre 1759 , di suo nipote maggiore Luigi di Francia, morto nel marzo 1761; di sua nipote Isabella di Borbone-Parma, morta nel novembre 1763; della sua favorita sinceramente compianta, Madame de Pompadour, morta nell'aprile 1764; di suo genero Filippo I di Parma, morto nel luglio 1765; di suo figlio ed erede Luigi Ferdinando di Borbone-Francia, morto nel dicembre 1765; di sua nuora Maria Giuseppina di Sassonia, morta nel marzo 1767; infine quella sua moglie, la discreta Maria Leszczyńska, morta nel giugno 1768.

In più, un progetto di nuovo matrimonio con l'arciduchessa Maria Elisabetta d'Asburgo-Lorena (sorella maggiore di Maria Antonietta), era in programma, ma la bellezza di questa principessa di 25 anni era stata rovinata dal vaiolo, malattia frequente all'epoca - e di cui il re stesso morirà.

Il re, sempre molto bello ma anziano (aveva 58 anni) e nevrastenico, era quindi libero. Desiderava fare di Mademoiselle de Vaubernier la sua nuova favorita. Ma ciò non poteva accadere senza una presentazione ufficiale a corte da una persona con le sue entrature, e senza che la persona presentata fosse sposata.

Il cavaliere Jean-Baptiste Dubarry, avendo già preso moglie (Ursule Dalmas de Vernogrèse, che terminerà i suoi giorni in un convento), fece sposare Jeanne a suo fratello minore, il conte Guillaume Dubarry. Jeanne divenne quindi la cognata del suo amante mentre suo marito fu immediatamente rinviato nella sua Languedoc natale con cinque mila livre che ricompensavano la sua complicità.

Per la madrina, si fece ricorso alla contessa de Béarn; appartenente ad una nobile famiglia, ma assai anziana e soprattutto indebitata, accettò questo impiego per pagare i suoi debiti.

Sposata e munita di un cognome più in vista di Bécu, Madame la contessa du Barry, fu presentata a Corte il 22 aprile 1769.

La sua ascesa come Favorita Reale[modifica | modifica wikitesto]

Madame du Barry. Busto in porcellana (Versailles, museo Lambinet)

A differenza di Madame de Pompadour, Jeanne du Barry si adattò perfettamente gli usi della corte ma non s'interessava agli affari e non cercava di giocare un ruolo politico - di questo Luigi XV le fu grato[14]. Intermediaria del maresciallo de Richelieu, lei non mancò d'influenzare discretamente questa o quella decisione, ottenendo così la grazia di molti condannati a morte. Ma malgrado gli intrighi della duchessa de Grammont e di altre donne invidiose della sua posizione, si sforzò di essere gradevole a tutti (contrariamente a Madame de Pompadour, che non perdonava le offese e si vendicava). Voltaire, a cui lei aveva inviato due baci per posta, le inviò al ritorno del corriere questa celebre quartina :

(FR)

« Quoi, deux baisers sur la fin de la vie!
Quel passeport vous daignez m’envoyer!
Deux, c’est trop d'un, adorable Égérie,
Je serai mort de plaisir au premier. »

(IT)

« Che, due baci alla fine della vita!
Qual passaporto vi degnate d'inviarmi!
Due, è troppo uno, adorabile Egeria,
Io sarei morto di piacere al primo »

(Voltaire)
Festa data a Louveciennes, il 2 settembre 1771.

In quello stesso anno il re le donò il castello di Louveciennes, che lei fece subito ingrandire incaricando per questo l'architetto del re, Ange-Jacques Gabriel. Tuttavia, il clan Choisuel non demordeva. Una di loro, Pidansat de Mairobert, pubblicò delle memorie segrete all'origine degli attacchi di cui Madame du Barry fu costantemente l'oggetto. Diffondeva o suscitava delle canzoni impertinenti, opuscoli ignobili anche dei libelli pornografici (quali L'Apprentissage d'une fille de modes o L'Apothéose du roi Pétaud). Per forza di cose, Madame du Barry si trovò sostenuta dal partito devoto, ostile a Choiseul. Per aver concluso il matrimonio del Delfino e di Maria Antonietta, il Primo ministro si credeva intoccabile.

Prevenuta contro Madame du Barry dal suo arrivo in Francia nel 1770, la giovanissima Delfina le dimostrò fin da subito una viva antipatia:[15]. Incoraggiata dal clan Choiseul e Mesdames, figlie di Luigi XV, la trattò con un disprezzo ostentato, rifiutandole la parola, ciò che costituiva una grande offesa, indisponendo tutti, dal re fino ai cancellieri, tanto che l'imperatrice stessa, madre della Delfina, impose da Vienna a sua figlia un comportamento più diplomatico. Sotto l'influenza di sua madre e dei suoi tutori, finì per dirle una frase di nove parole: «in occasione del primo dell'anno»[16].

Nel 1771, in seguito a continue umiliazioni contro Madame du Barry - tra l'altro al teatro del castello di Fontainebleau - Luigi XV decise di licenziare Choiseul e lo rimpiazzò con il duca d'Aiguillon, cosa che accrebbe l'odio di Maria Antonietta.

Consacrata compagna reale ufficiale, Madame du Barry organizzò il matrimonio del conte di Provenza (fratello minore di Luigi XVI) con Maria Giuseppina di Savoia.

Tuttavia, per allontanarsi dai peccati del padre (l'ultimo era la sua storia dichiarata con Madame du Barry), la più giovane delle figlie di Luigi XV, Madame Luisa - mistica dall'infanzia - entrò nel carmelo di Saint-Denis il 10 ottobre 1770 e ci pronunciò i voti l'12 settembre 1771.

Il suo mecenatismo[modifica | modifica wikitesto]

Si è spesso affermato che il ruolo della contessa du Barry in materia artistica fu inferiore a quello di Madame de Pompadour. Tuttavia Madame du Barry s'interessò vivamente alle arti[17]. Ma la brevità del suo "regno" (5 anni) non le ha permesso di imprimere un segno comparabile a quello della sua precedente favorita.

Praticava il disegno con talento. Giocò un ruolo di mecenate incoraggiando l'artigianato dell'arte francese. Ispirò i più grandi artisti della sua epoca, tra cui lo scultore Louis Boizot, direttore della manifattura di Sèvres. Contribuì anche allo sviluppo del neoclassicismo rilevando l'architetto Claude Nicolas Ledoux, che costruì il suo padiglione di musica di Louveciennes, o commissionando degli ordini ai pittori Joseph-Marie Vien, François Hubert Drouais, Jean-Baptiste Greuze o a Jean-Honoré Fragonard[18], agli scultori Félix Locomte, Augustin Pajou o Christophe-Gabriel Allegrain, e di altri ancora. Le sue collezioni di mobili e oggetti d'arte furono sontuosi e diedero vita alle più belle creazioni del carpentiere Louis Delanois, dell'ebanista Martin Carlin o del bronziere Pierre Gouthière. Di gran gusto, come testimoniano le sue collezioni descritte da Charles Vatel, Madame du Barry ha, in un certo modo, inventato lo stile Luigi XVI:

(FR)

« Madame du Barry fut une courtisane, mais une courtisane amie des lettres, des artistes, et qui passa sur la terre en répandant libéralement autour d'elle l'or et les consolations »

(IT)

« Madame du Barry fu una cortigiana, ma una cortigiana amica delle lettere, degli artisti, e chi passa sulla terra diffondeva liberamente attorno a lei l'oro e le consolazioni »

([19])

In ogni modo, elegante e di gusto raffinato, la contessa du Barry esercitò un'influenza preponderante sulla moda della sua epoca. Lanciò soprattutto i tessuti delle stoffe a raggi, che dureranno in tutta Europa fino alla fine del XVIII secolo.

Esilio a Louveciennes dopo la morte di Luigi XV[modifica | modifica wikitesto]

Louveciennes, padiglione a Marly dove abitava Madame du Barry e dove una notte del 1791 furono rubati i suoi gioielli nella credenza della sua camera.

Dalla morte di Luigi XV (10 maggio 1774), suo nipote e successore Luigi XVI, probabilmente influenzato da Maria Antonietta e dalle zie, rilasciò una lettera con sigillo reale contro la contessa du Barry.

Madame du Batty nel 1781, la bellezza sempre regina di Elisabeth Vigée-Lebrun

Il duca de La Vrillière, Louis Phélypeaux de Saint-Florentin, fu incaricato di condurla di notte al convento di Pont-aux-Dames, nella diocesi di Meaux. Poi lui confiscò le sue carte, che arrivarono in parte nel clan Choiseul. Alcune furono utilizzate per pubblicare una corrispondenza, che apparve qualche anno dopo. Così nacque la leggenda secondo la quale le contessa du Barry fosse uscita dal bordello di Marguerite Gourdan.

Quasi un anno dopo, nell'aprile 1775, la contessa du Barry fu liberata.

Comprò una proprietà a Saint-Vrain, dove però si sentiva troppo isolata. Nell'ottobre 1776, il conte di Maurepas ottenne dal re che lei potesse ritornare nel castello di Louveciennes, che Luigi XV le aveva comprato nel 1769 e dove lei si trovò benissimo.

Ci visse una vita piacevole e felice, segnata da una lunga storia con Louis Hercule Timoléon de Cossé-Brissac, conte poi duca di Cossé-Brissac, e dalle piacevoli visite di Madame Élisabeth Vigée Le Brun, che divenne una sua amica e ci lasciò di lei tre stupendi ritratti.

Nel 1777, Giuseppe II, imperatore del Sacro Romano Impero, fratello della regina, di passaggio in Francia in incognito sotto il nome di conte di Falkenstein, per tentare tra l'altro di risolvere i problemi coniugali della giovane coppia reale, non esitò a venire a salutare la contessa, una grande dama di sua sorella. Lei pensò che si trattasse di uno scherzo, ma non era così. Si racconta che, quando l'antica favorita volle cedergli il passo, la maestà imperiale la invitò ad avanzare e disse:

«Passate, madame, la bellezza è sempre regina»

L'anno seguente, andò a visitare Voltaire, anziano e malato, in omaggio all'uomo che lei ammirava ma anche alla filosofia dei Lumi.

La Rivoluzione: la sua tragica fine[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1789, la contessa du Barry offrì i suoi servigi alla corte. Nell'ora del pericolo, quando molti cortigiani si rifugiarono all'estero, lei non cessò di sostenere dall'interno la contro-rivoluzione nascente. Ma il suo passato la rese sospetta. Per i rivoluzionari, ciò che restava della fortuna della sua antica condizione di amante reale ne fece un bersaglio perfetto.

Nella notte tra il 10 e l'11 gennaio 1791, grazie a una scala scala trovata nelle vicinanze, degli scassinatori venuti da Parigi si introdussero in sua assenza nella sua camera del castello di Louveciennes, frantumarono il suo comò e rubarono diamanti e gioielli preziosi, il cui valore attuale è stimato intorno ai sessanta milioni di euro. Furono ritrovati un mese dopo a Londra, dove lei passò quattro soggiorni successivi per tentare - invano - di recuperarli. In effetti, si trovavano nelle mani della spia Nathaniel Parker-Forth. Quest'ultimo li conservò fino alla loro vendita da Christie's, qualche anno dopo la morte della contessa.

Intanto, il duca di Cossé-Brissac era divenuto comandante capo della guardia costituzionale del Re, ma questo corpo, sospettato di troppa fedeltà al monarca, fu sciolto il 29 maggio 1792 dall'Assemblea legislativa e il suo comandante imprigionato a Orléans, in attesa del giudizio a Parigi dell'Alta corte.

Il 10 agosto il Palazzo delle Tuileries fu preso d'assalto dai rivoltosi e la famiglia reale venne incarcerata alla Torre del Tempio. I massacri di settembre insanguinarono Parigi e terrorizzarono la provincia. Il 9 settembre, il convoglio che riportava alla capitale il duca e i suoi compagni di sventura passò per Versailles, dove i prigionieri, abbandonati alla loro sorte dalle guardie, furono massacrati da un gruppo di tagliagole. I loro corpi vennero scuoiati. La testa del duca viene proiettata verso una finestra del salone della contessa du Barry.

Partenza per la gigliottina.

Dopo l'esecuzione di Luigi XVI (21 gennaio 1793), alla vigilia della dichiarazione di guerra contro la Gran Bretagna, Madame du Barry tornò precipitosamente in Francia per evitare l'apposizione di sigilli sulla sua proprietà di Louviciennes. Ma in quell'epoca, un soggiorno in Inghilterra era visto come un aiuto agli emigrati e implicava l'arresto e poi la condanna.

Madame du Barry fu denunciata da George Greive, identificato più tardi come un agente inglese in Francia. Sembrava essere in possesso di alcune sue carte, e soprattutto della sua corrispondenza con Brissac, che le dava preziose informazioni sugli sforzi dei monarchici dell'interno per salvare la regalità. Sembra anche possibile che Greive abbia venduto questa corrispondenza ad un suo superiore.

Malgrado una petizione firmata in suo favore da 59 abitanti di Louveciennes, divenne sospettata dal voto della legge dei sospetti (17 settembre 1793). Dichiarata nemica della Rivoluzione, fu imprigionata a Saint-Pélagie il 22 settembre 1793. Il suo processo si aprì il 6 dicembre davanti al Tribunale rivoluzionario. Il giorno dopo, dopo un rapido processo presieduto da Fouquier-Tinville, fu condannata alla ghigliottina.

L'esecuzione ebbe luogo nell'attuale Piazza della Concordia l'8 dicembre (18 brumaio anno II del calendario repubblicano). Intanto, Madame du Barry fece febbrilmente il conto di tutti i suoi beni sperando così di salvarsi la vita, come le autorità le aveva fatto credere. Ma nonostante la confisca degli averi, la sentenza a suo sfavore fu confermata; si afferma che negli ultimi istanti il coraggio l'abbandonò[20], nonostante lei avesse mostrato molte volte un'innegabile coraggio di fronte alla morte [21]. La certezza di un errore o di un tradimento potevano spiegare i suoi sentimenti di panico e di dispiacere. Si dibatté, pianse, implorò... Le sue ultime parole sembrano essere state: «Ancora un istante, Monsieur boia»

Madame Du Barry nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Anime e manga[modifica | modifica wikitesto]

La contessa Du Barry è una delle antagoniste principali della prima parte del manga di Ryoko Ikeda, Versailles no bara, e della prima parte dell'anime da esso tratto, Lady Oscar.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Molti film hanno come protagonista o come comprimaria la contessa du Barry:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questo cognome del nord della Francia proviene da becuwe (cognome fiammingo), o da bec-becco.
  2. ^ tra questi Charles (1º maggio 1698 a Vaucouleurs - 8 janvier 1773 a Lunéville), Nicolas (5 ottobre 1705 a Vaucouleurs - 14 mai 1766 a Versailles), Hélène (nata il 15 aprile 1708 a Vaucouleurs, donna di grande bellezza) e Jean; tutti furono domestici in famiglie importanti della nobiltà o dell'alta finanza.
  3. ^ Anne Bécur morirà a Villiers-sur-Orge il 20 ottobre 1788, pianta da sua figlia.
  4. ^ Il municipio di Vaucoulers occupa attualmente la sua posizione.
  5. ^ D'allora in poi, la professione di sua madre recherà a Madame du Barry un miliardo di battute maligne da parte dei suoi nemici.
  6. ^ Lui si farà chiamare Rançon de Montrabé.
  7. ^ Dictionnaire administratif et historique des rues de Paris et de ses monuments di Félix e Louis Lazare, éditions Maisonneuve & Larose, 1855, p. 246.
  8. ^ La grafia della contessa du Barry era fine ed elegante: d'altro canto la sua ortografia era assai fantasiosa - come, del resto, quella della maggior parte dei suoi contemporanei.
  9. ^ Lei manterrà il gusto per la lettura, cosa che susciterà l'ammirazione di Luigi XV, che la dichiarerà degna di essere bibliotecaria di Versailles.
  10. ^ Sembra che lei sapesse anche suonare il clavicembalo.
  11. ^ Lei aveva un dono particolare per questa forma d'arte, che praticherà assiduamente.
  12. ^ Per tutta la sua vita, la contessa du Barry metterà attivamente in pratica tutti i precetti della religione e mostrerà sempre una costante carità. Ascoltava la messa quasi ogni mattina, perdonava le offese dei suoi nemici e non smise mai di soccorrere i bisognosi.
  13. ^ Era alta, bionda, con gli occhi blu. Il suo viso, a tratti perfetti, aveva un'espressione a volte giocosa e angelica. I contemporanei l'hanno comparato a un pétale de rose tombé dans du lait (un petalo di rosa caduto nel latte).
  14. ^ Conviene segnalare che Luigi XV e Madame du Barry furono molto fedeli durante la loro storia. L'attaccamento di Luigi XV fu indubbio. Si conosce il suo fastidio contro i litigi del galateo degli arroganti marchesi e le duchesse della sua corte... La freschezza di spirito di Madame du Barry, la sua gioia, la sua semplicità e i suoi talenti nell'amore sicuramente sedussero il vecchio re e lo confortarono.
  15. ^ quest'odio presto viscerale poteva spiegarsi con il risentimento di una principessa, il cui matrimonio non fu consumato nei seguenti sette anni, che incontra una cortigiana che, da tanto tempo, non ignora i piaceri della carne.
  16. ^ Marie-Antoinette, Stefan Zweig, p. 72, éd. Grasset, 1932.
  17. ^ Un'esposizione, organizzata a Marly nel 1992, le ha reso omaggio.
  18. ^ Nel 1774. loro non divennero di suo gusto, la contessa du Barry rifiutò quattro dipinti che lei aveva commissionato a Fragonard per il suo salone di Louveciennes. Pertanto, le sue creazioni sono tra quelle audaci dell'artista.
  19. ^ Memorie del duca di Lauzun (1747-1783), Armand-Louis de Gontaut Biron, Louis Lacour, Louis de La Cour de La Pijardière, éd. Poulet-Malassis e de Broise, 1858.
  20. ^ Amédée Gabourd, Storia della rivoluzione e dell'impero, éd. Lecoffre, 1859 p. 40.
  21. ^ Per esempio, come "badante", anche se con paura e con devozione, di Luigi XV malato di vaiolo, malattia molto contagiosa che la porterà dopo ad una terribile agonia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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