Passo di Gavia

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Passo di Gavia
Passo del Gavia.jpg
Il Passo di Gavia
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaBrescia Brescia
Sondrio Sondrio
Località collegatePonte di Legno
Valfurva
Altitudine2 618 m s.l.m.
Coordinate46°20′36.96″N 10°29′16.44″E / 46.3436°N 10.4879°E46.3436; 10.4879Coordinate: 46°20′36.96″N 10°29′16.44″E / 46.3436°N 10.4879°E46.3436; 10.4879
InfrastrutturaSS 300 del Passo di Gavia
Pendenza massima16%
Lunghezza17,3 km
Chiusura invernaleottobre-maggio
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo di Gavia
Passo di Gavia

Il Passo di Gavia (2.618 m s.l.m.) è un valico alpino delle Alpi Retiche meridionali, che mette in comunicazione la Val di Gavia e l'alta Valle Camonica, segnando il confine amministrativo fra le province di Sondrio e Brescia.

Il Passo è raggiungibile in automobile tramite la SS 300 del Passo di Gavia, un tracciato ad alto contenuto panoramico che da Bormio, passando per Santa Caterina di Valfurva (in Alta Valtellina), conduce a Ponte di Legno. Durante l'anno il traffico veicolare è piuttosto scarso, mentre in inverno, per via dell'elevata altitudine raggiunta, la strada è soggetta a chiusura per neve; d'estate essa è invece frequente meta di cicloamatori e motociclisti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della strada[modifica | modifica wikitesto]

L'incidente del 1954[modifica | modifica wikitesto]

Il mattino del 20 luglio 1954, un veicolo militare Fiat 639, con a bordo ventuno Alpini di età compresa tra i 21 ed i 23 anni, cadde in una scarpata a seguito del cedimento del fondo della strada sul versante bresciano; lo schianto che seguì al volo di circa 150 metri causò diciassette morti. Dei due feriti più gravi, uno morì il giorno successivo per le ferite, per un totale di diciotto vittime[1][2].

All'epoca il tracciato, privo di parapetti e protezioni, era considerato molto rischioso e la sua percorrenza era sconsigliata agli autocarri; vigeva inoltre un divieto di transito, non rispettato, per i veicoli con più di 14 passeggeri. Nel punto dell'incidente la larghezza totale era di 2,30 m[1].

I corpi straziati degli Alpini, appartenenti al 6º Reggimento, battaglione Bolzano, furono trasferiti nella chiesetta di Ponte di Legno per le esequie[1].

Le lapidi commemorative dell'incidente in una foto d'epoca

A ricordo della tragedia, furono collocate due lapidi commemorative, tuttora esistenti[3]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

A circa 300 metri di distanza dal passo esiste, unico in Italia, un lembo di Tundra artica, relitto dell'ultima glaciazione (Glaciazione Würm), che, disteso su piccoli dossi morenici, copre una superficie di circa quattrocento metri quadrati. Su suoli poligonali esso accoglie specie tipiche come: Polytrichum sexangularis, Salix herbacea, Carex curvula, Loiseleuria procumbens o Ranunculus glacialis[4]. Si tratta quindi di una zona ad alto valore naturalistico, nonché ad altrettanto elevata vulnerabilità.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La salita del Gavia è classificabile come salita alpina lunga, dall'importante dislivello, dall'elevata quota altimetrica raggiunta e con pendenze medio-alte dal versante di Ponte di Legno, lato completamente asfaltato solo dagli anni novanta. Più lungo, ma con pendenze meno aspre è il versante valtellinese[5]. Oggi, insieme ai vicini Passo dello Stelvio e Passo del Mortirolo, rappresenta una delle mete alpine più ambite dai cicloamatori.

Il Passo di Gavia deve la sua celebrità al Giro d'Italia, in quanto rappresenta una delle salite storiche della Corsa Rosa, nonostante sia una strada secondaria poco frequentata dal traffico veicolare. Il valico è stato infatti percorso dal Giro 10 volte, e in 7 occasioni è stato Cima Coppi: nel 1989 (ma non fu scalato causa maltempo), 1996, 1999, 2004, 2006, 2008 e 2010.

Il gruppo Maglia Rosa durante la scalata al Gavia nel Giro d'Italia 2006, edizione nella quale il Passo fu Cima Coppi

La prima ascesa risale al 1960, con la celebre impresa del vicentino Imerio Massignan: passato solitario in vetta, fu costretto a cedere al lussemburghese Charly Gaul a causa di ben due forature in discesa, arrivando al traguardo di Bormio con 14 secondi di ritardo e con il tubolare a terra, poiché non aveva potuto sostituirlo nel finale di gara. Allora la strada era ancora sterrata in molti tratti[6].

L'anno successivo il Giro sarebbe dovuto passare nuovamente dal passo, ma la corsa fu deviata per neve a favore del passo dello Stelvio.

Dopo di allora si tornò a salire sul Gavia solo nel Giro d'Italia 1988, con una tappa divenuta mitica, corsa sotto un'improvvisa e inaspettata bufera di neve.

Nel 1989 la scalata fu nuovamente annullata per le avverse condizioni meteo, mentre nelle edizioni del 1996, del 1999, del 2000, del 2004 del 2006, del 2008 e del 2010 si transitò regolarmente, nonostante in quest'ultima occasione la tappa fosse stata in dubbio fino alla mattina stessa della scalata; in quella occasione la salita al passo fu affrontata per la prima volta dal versante di Bormio, mentre in precedenza era sempre stata affrontata da quello, ben più difficile, di Ponte di Legno.

Il transito sul Gavia era previsto anche nella 19ª tappa del Giro d'Italia 2013 (frazione da Ponte di Legno a Val Martello) assieme al Passo dello Stelvio, ma a causa delle avverse condizioni meteorologiche i due passaggi vennero annullati e la tappa prima modificata in più punti e poi definitivamente annullata. La medesima tappa fu riproposta per il Giro d'Italia 2014 e, nonostante le condizioni meteo difficili (neve durante il passaggio in vetta), vide il transito per primo del colombiano Robinson Eduardo Chalapud Gómez. La salita venne affrontata dal versante di Ponte di Legno.

Di seguito i passaggi in vetta al Gavia nelle varie edizioni del Giro (in grassetto le edizioni in cui il passo è stato Cima Coppi):

Anno Corridore Nazione
1960 Imerio Massignan Italia Italia
1988 Johan Van der Velde Paesi Bassi Paesi Bassi
1996 Hernán Buenahora Colombia Colombia
1999 José Jaime González Colombia Colombia
2000 José Jaime González Colombia Colombia
2004 Vladimir Miholjević Croazia Croazia
2006 Juan Manuel Gárate Spagna Spagna
2008 Julio Alberto Pérez Cuapio Messico Messico
2010 Johann Tschopp Svizzera Svizzera
2014 Robinson Eduardo Chalapud Gómez Colombia Colombia

Il 27 agosto 2017 il cicloamatore 79enne Tarcisio Persegona ha compiuto la sua 500esima scalata in bicicletta del passo, impresa ricordata da una targa commemorativa posta in cima al valico.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Gaviapass.jpg
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La discesa verso la Valfurva. A sinistra il M. Confinale, al centro il massiccio dell'Ortles-Cevedale, a destra il Pizzo Tresero

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c "La Notte", 21 e 22 agosto 1954.
  2. ^ (IT) 60 anni della tragedia del Gavia: oltre mille persone a ricordare i 18 alpini del Bolzano. FOTO, in Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine, 20 luglio 2014. URL consultato il 15 marzo 2018.
  3. ^ SMALP - la tragedia del passo Gavia, su www.smalp.it. URL consultato il 15 marzo 2018.
  4. ^ Da Giacomini, La Tundra del Gavia, Pubblicazione fuori commercio per il Parco Nazionale dello Stelvio, 1975; e in La flora, op. cit.
  5. ^ Passo Gavia - dati Tecnici[collegamento interrotto], dimifox.it.
  6. ^ La "prima" del Giro d'Italia sul Gavia, su bormio3.it.

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