Croce di vetta

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Kreuz im Gebirge (Croce in montagna) o Tetschener Altar (L'altare di Děčín) - opera di Caspar David Friedrich, 1807/1808.

Una croce di vetta è una croce utilizzata per contrassegnare la sommità di una montagna.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le croci di vetta sono realizzate utilizzando materiali scelti per resistere nelle condizioni climatiche a volte estreme che caratterizzano la cima dei rilievi montuosi sui quali sorgono. A causa delle intemperie alle quali sono sottoposte necessitano periodicamente di manutenzione e restauri e, a volte, debbono essere sostituite a causa dei danni subiti. Alcune croci di vetta sono accompagnate da un libro di vetta (in tedesco Gipfelbuch). Si tratta di un quaderno, in genere contenuto in una nicchia ricavata nel basamento della croce, sul quale gli escursionisti o gli alpinisti che raggiungono la cima possono lasciare un messaggio.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Morgengebet der Kalser Bergführer auf dem Großglockner (Preghiera mattutina delle guide alpine sul Großglockner) - opera di Otto Barth, 1911.

La costruzione di monumenti con o senza significato religioso (ometti, bandiere di preghiera, ovoo, statue, pali sacri, templi di varia natura...) sui rilievi montuosi o a fianco dei sentieri è una pratica diffusa in parecchie culture e aree geografiche. La stessa bibbia cita in numerose occasioni, deprecandolo, il culto reso agli idoli pagani sulle montagne, denominate luoghi alti. [1] A partire dalla fine del XIII secolo grandi croci furono erette su vari valichi alpini, come ad esempio al come al passo dell'Arlberg o alla forcella del Picco; a volte la presenza di una croce nei pressi del colle ne ha determinato il toponimo, come nel caso del Colle della Croce. Con la progressiva conquista delle vette alpine la collocazione delle croci si è estesa dai punti di valico alle sommità circostanti. Costruite nel 1492, le croci presenti sulla cima del mont Aiguille sono uno dei primi esempi con datazione certa di costruzione di una croce sulla sommità di una montagna di non facile accesso. Numerose croci di vetta furono posizionate in seguito su molte montagne delle regione cattoliche delle Alpi, in particolare tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del secolo successivo. Alcune di queste croci fungono anche da cippi di frontiera.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di croci sulle montagne ha suscitato in vari paesi le critiche di alcuni liberi pensatori.[2]. Nel 2010 ad esempi la guida svizzera Patrick Bussard ha danneggiato per protesta la croce di vetta sui monti Vanil Noir e Merlas[3].

Alcuni esempi di croci di vetta[modifica | modifica wikitesto]

Cima e catena montuosa Località/comune Paese Altitudine (m s.l.m.) Coordinate Note Foto
Grossglockner
(Tauri occidentali)
Kals am Großglockner (Lienz)
Heiligenblut (Spittal an der Drau)
Austria Austria 3798 47°04′30″N 12°41′39.84″E / 47.075°N 12.6944°E47.075; 12.6944 La prima croce di vetta fu posizionata sulla cima della montagna da una spedizione guidata dal vicario generale Sigismund Ernst Hohenwart il 25 agosto 1799, e fu seguita da altre tra le quali quella, installata il 2 ottobre 1880, denominata Kaiserkreuz e del peso di 300 kg. Gipfelkreuz Großglockner.JPG
Wielki Giewont
(Tatra Occidentali)
presso Zakopane (Tatra) Polonia Polonia 1894 49°15′03.1″N 19°56′02.9″E / 49.250861°N 19.934139°E49.250861; 19.934139 La croce metallica è alta 17 metri ed è la meta di numerosi pellegrinaggi. L'area è però nota per la possibilità di forti temporali e tempeste che all'altezza della cima possono risultare molto pericolosi per escursionisti non adeguatamente attrezzati. Giewont a4.jpg
Vârful Caraiman
(Monti Bucegi)
Bușteni (Prahova) Romania Romania 2291 45°24′22.21″N 25°29′51.72″E / 45.406169°N 25.4977°E45.406169; 25.4977 La croce, costruita tra il 1926 e il 1928 in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, è alta 28 metri, con i bracci orizzontali di 7 metri di lunghezza. È nota come Croce degli Eroi o come Croce di Caraiman, dal nome della montagna sulla quale sorge. Crucea Caraiman-vedere laterala.jpg
Monte Gorbea
(Pirenei)
Ubide (Biscaglia) Spagna Spagna 1482 43°02′06.04″N 2°46′47.58″W / 43.03501°N 2.779883°W43.03501; -2.779883 Una prima croce, inaugurata nel 1901 e alta più di 30 metri, fu abbattuta da un uragano e sostituita da una seconda nel 1903. A seguito di un nuovo crollo nel 1907 si cominciò a costruire la croce attuale, alta 17 metri e che ha una struttura che ricorda quewlla della torre Eiffel. Cruz de gorbea.jpg
Monte Nivolet
(Prealpi di Savoia)
Les Déserts (Savoia)
Saint-Jean-d'Arvey (Savoia)
Francia Francia 1547 45°36′48.88″N 5°57′56.02″E / 45.613577°N 5.96556°E45.613577; 5.96556 Si tratta di una monumentale croce che dalla cima del monte Nivolet domina la piana di Chambéry; una prima croce fu inaugurata nel 1861; danneggiata da un uragano essa fu sostituita nel 1911 dall'attuale croce, che nel 1960 fu dotata di un impianto di illuminazione. Le Nivolet Chambery.jpg
Monte Amiata
(Antiappennino toscano)
Abbadia San Salvatore (SI)
Castel del Piano (GR)
Italia Italia 1738 42°53′17″N 11°37′22″E / 42.888056°N 11.622778°E42.888056; 11.622778 Il monte Amiata è un vulcano estinto situato in Toscana. La croce monumentale è alta 22 metri e fu costruita in ferro battuto tra il 1900 ed il 1910 e restaurata nel 1946 dopo i danni subiti durante la seconda guerra mondiale.[4] Mont Amiata
Monte Casto
(Alpi Pennine)
Tavigliano (BI)
Callabiana (BI)
Italia Italia 1138 45°38′19.89″N 8°03′51.66″E / 45.638857°N 8.064351°E45.638857; 8.064351 La croce è al centro di un'area rimboschita con conifere nella prima metà del XX secolo, rimboschimento in parte danneggiato nel corso degli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Monte casto croce vetta.jpg
Monte Musinè (Alpi Graie) Caselette (TO)
Almese (TO)
Val della Torre (TO)
Italia Italia 1150 45°06′56.05″N 7°27′15.82″E / 45.11557°N 7.454395°E45.11557; 7.454395 La croce, alta 15 metri, fu eretta in cemento armato nel 1901[5]. Un'iscrizione sulla croce ricorda la battaglia tra Massenzio e Costantino svoltasi nel 312 d.c..[6] Croce del Monte Musinè.jpg
Bric Mindino
(Alpi Liguri)
Garessio (CN) Italia Italia 1879 44°14′10.29″N 7°57′16.16″E / 44.236191°N 7.954488°E44.236191; 7.954488 La croce di vetta, in metallo, vetro e cemento, è dotata di un potente sistema di illuminazione.[7]. Bric Mindino
Massa del Turlo
(Alpi Pennine)
Sabbia (VC)
Varallo Sesia (VC)
Valstrona (VB)
Italia Italia 1960 45°53′43.92″N 8°16′38.89″E / 45.895534°N 8.277469°E45.895534; 8.277469 La croce di vetta fu collocata sulla cima nel 1982 in sostituzione di una vecchia croce seriamente danneggiata[8]. Massa del Turlo
Zugspitze
(Alpi calcaree nordtirolesi)
Alta Baviera
Distretto di Reutte
Germania Germania, Austria Austria 2962 47°25′N 10°59′E / 47.416667°N 10.983333°E47.416667; 10.983333 Lo Zugspitze è la più alta montagna della Germania; la prima croce di vetta vi fu installata nel corso di una spedizione svoltasi tra l'11 e il 13 agosto 1851. Gipfelkreuz Zugspitze.jpg
Ďumbier
(Carpazi)
Regione di Banská Bystrica
Regione di Žilina
Slovacchia Slovacchia 2043 48°56′06″N 19°38′38″E / 48.935°N 19.643889°E48.935; 19.643889 Il Ďumbier è la più alta montagna della catena dei Bassi Tatra, nella Slovacchia centrale. Dumbier 01.jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Joseph François Du Clot de la Vorze, La Bibbia sacra, difesa dalle accuse degl'increduli., Brescia, tipografia Foresti, 1822.
  2. ^ « “Les croix sur les sommets doivent disparaitre” », 20min.ch, 25 octobre 2010.
  3. ^ Dominique Botti, « Patrick Bussard : “C'est moi qui ai profané les croix” », Le Matin, 15 marzo 2010 e Aurélie Lebreau, « “Les sommets doivent être libres de symboles” », intervista a Patrick Bussard, La Liberté.
  4. ^ Croce del Monte Amiata, scheda su web.rete.toscana.it(consultato nel dicembre 2013)
  5. ^ Dario Vota, Il segno sul monte, Borgone 2001
  6. ^ La croce del Monte Musinè, Diego Zannoni, pagina web su www.zannoni.to.it (consultato nel dicembre 2013)
  7. ^ Ritorna l'illuminazione alla croce del Mindino , www.unionemonregalese.it
  8. ^ La croce alla Massa compie 20 anni, Pro Cervarolo su La Palècca del dicembre 2002, on-line su [1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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