Moto Morini

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Moto Morini
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Stato Italia Italia
Fondazione 1937 a Bologna
Fondata da Alfonso Morini
Sede principale Trivolzio
Settore Casa motociclistica
Prodotti motociclette
Sito web

Moto Morini è il nome di una casa motociclistica italiana fondata nel 1937 con sede a Trivolzio (PV), mentre lo stabilimento precedente, occupato dagli anni duemila e lasciato nel 2014, si trovava a Casalecchio di Reno (BO).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al 1993[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 Mario Mazzetti, che aveva progettato e costruito una moto di 125 cm³, la MM 125 cc, prese come socio Alfonso Morini il quale corse e vinse per lungo tempo diverse competizioni ufficiali e conquistò diversi record mondiali. Nel 1937 Alfonso Morini decide di intraprendere in proprio l'attività di costruttore di moto e si fa liquidare da Mario Mazzetti. Viene fondata la Moto Morini - con sede a Bologna, in via Malvasia[1] - che all'inizio della sua attività si dedica alla costruzione di motocarri e motori, per rispettare l'accordo assunto con l'ex socio Mazzetti di non produrre motocicli. Nel 1939 la Morini si affermò nel settore con lM610, robusto motocarro con trasmissione a cardano, lubrificazione a carter secco e cambio separato. Ancora una volta è la guerra a fermare Alfonso, che si trova costretto a convertire la fabbrica per la costruzione bellica, cosa che continua sino al 1943, quando un bombardamento rade al suolo l'edificio.

Appena finita la guerra la sede viene spostata in via Berti[2]. Alfonso Morini ricomincia subito a lavorare alle moto che ha sempre amato, riprende l'attività nel 1946 a Bologna in via Berti, e presenta la T125, monocilindrica di 125 cm³ 2 tempi (ispirata alla tedesca DKW RT 125. È un successo immediato. Nel 1947 nasce la T125 Sport. Da ex pilota e valido progettista qual era, essendo le competizioni l'unico mezzo allora esistente di pubblicizzare un marchio, Alfonso Morini non perde tempo e comincia a gareggiare. Già l'anno successivo, il 1948, Raffaele Alberti si laurea campione italiano Motoleggere pilotando una Moto Morini 125 Competizione. L'anno successivo il successo viene ripetuto con Umberto Masetti. Questa moto, monocilindrica a 4 tempi già allora capace di girare a 10.000 giri/min, nel 1952 regala i primi successi del Campionato Mondiale nel Gran Premio delle Nazioni e nel Gran Premio di Spagna, grazie a Emilio Mendogni.

Questi validi motori a 4 tempi arrivano anche sulle moto di produzione, la cui prima espressione è la 175.

Morini 175 Tresette Sprint del 1958

È il 1955 quando le incrementate necessità produttive derivanti dai successi commerciali costringono la Moto Morini a spostarsi in un nuovo sito produttivo, sempre a Bologna, in via Bergami. Dalla "175" deriva la "Settebello Aste Corte", alla cui guida il debuttante Giacomo Agostini, destinato a divenire un campione di motociclismo, conquista il campionato cadetti nel 1962 e, nell'anno successivo, i campionati italiani di velocità Juniores e della Montagna.

Contemporaneamente Alfonso Morini, Dante Lambertini e Nerio Biavati sviluppano la 250 Bialbero, che nel 1958 vince il Nazioni con Mendogni ed è seconda con Zubani. Nel 1960 alla guida della 250 Bialbero arriva Tarquinio Provini, che nei due anni successivi si laureerà campione italiano. Nel 1963 la Morini si cimenta nella classe 250 del campionato mondiale, contro le allora imbattibili Honda. Il sogno di vincere il Campionato Mondiale sfuma però per soli due punti, a causa del ristretto budget aziendale che non consentì la partecipazione ad alcune gare e ad un banale malanno di Tarquinio Provini all'ultima gara.

Una Moto Morini Corsaro 125 del 1960

Per quanto riguarda la produzione di serie, negli anni sessanta conoscono grande diffusione la Sbarazzino 100 e la Corsaro 125, moto concepite per l'utilizzo stradale. Ma l'anima sportiva Moto Morini emerge nuovamente quando da quest'ultima viene derivata la Corsaro Veloce, che verrà poi declinata in numerose varianti sportive (la Competizione, la Sport, la Lusso, la Super Sport, la Country, la Regolarità, quest'ultima vincitrice della Sei Giorni Internazionale del 1966 in Svezia e dei Campionati Italiani Regolarità del 1967 e 1968). Anche il motore viene rivitalizzato incrementandone la cilindrata a 150 cm³ e conseguentemente le prestazioni, affiancato da un modello d'ingresso di cilindrata inferiore, il Corsarino 48.

Proprio il Corsarino, prodotto e venduto in diversi modelli (Z, ZZ, ZT, Scrambler e Super Scrambler) ininterrottamente dal 1963 al 1977, sarà uno dei modelli più popolari della casa bolognese. Pur essendo un ciclomotore secondo la normativa italiana, era in realtà costruito come una moto vera e propria con telaio a doppia culla e motore a 4 tempi, divenendo ben presto uno dei mezzi più ambiti dai giovani dell'epoca. Di questa moto venne anche prodotta una versione con motore maggiorato a 60 cm³ (denominata "Pirate" o "Twister"), per l'esportazione negli USA.

Alfonso Morini muore nel 1969, le redini della Moto Morini vengono prese dalla figlia Gabriella.

Nel 1970 arriva il progettista che diventerà l'innovatore e l'anima stessa della Moto Morini negli anni a venire, Franco Lambertini, proveniente dalla Ferrari. Spesso indicato come ingegner Lambertini, in realtà sostenne solo pochi esami del corso di laurea e, nonostante le inesatte notizie di stampa al riguardo, non aveva alcun rapporto di parentela con l'omonimo tecnico del reparto corse.

Vede così la luce il nuovo propulsore pronto ad equipaggiare una lunga serie di motociclette che si faranno apprezzare in tutto il mondo per i successivi venti anni. L'architettura scelta è quella del bicilindrico a V longitudinale con un angolo tra i due cilindri di 72°, un ottimo compromesso tra la soluzione più equilibrata a V di 90° e quella a V decisamente stretto, più favorevole in termini di ingombro. La distribuzione ad aste e bilancieri ottimamente si sposa con le valvole parallele, e nei primi anni settanta, assai prima dell'affermazione definitiva delle distribuzioni a 4 valvole per cilindro, è una soluzione che permette ancora di ricavare potenze specifiche sufficienti per i motori di serie. A conferma di ciò basti ricordare che con poco più di 100 CV/litro la 350 Morini si rivelò la moto più veloce della sua categoria, rimanendo tale per svariati anni. Questo bicilindrico vantava valide soluzioni, al tempo stesso all'avanguardia ed inusuali per l'epoca, come la cinghia per il comando della distribuzione (primo motore motociclistico al mondo ad impiegare questa soluzione) e la frizione multidisco a secco, prerogativa allora delle moto da competizione. Viene presentato al Salone di Milano del 1971, creando grande clamore.

L'anno successivo intorno a questo motore nasce la moto di maggior successo della storia della Moto Morini: la 3 ½. A seguito del grandissimo successo riscontrato, la 3 1/2 viene affiancata nel 1974 dalla 3 1/2 Sport dalle caratteristiche più corsaiole, principalmente l'albero a camme più spinto e il rapporto di compressione che passa da 9 a 10:1.

Ma una delle maggiori innovazioni di Lambertini fu il fatto di concepire il motore 350 cm³ come modulare, da cui con investimenti minimi derivarono numerosi altri progetti tra cui la 125H e la 250T con motore monocilindrico e le bicilindriche 250J, 500 GT, 500 Sport e Sei-V.

Negli anni ottanta i vari modelli hanno subito numerosi aggiornamenti, soprattutto stilistici (si veda, per esempio, la 350 K2 del 1983), cercando di emulare le nuove tendenze del sol levante, e via via perdendo l'apprezzata e sobria linea classica italiana, ma riscuotendo in ogni caso un buon successo tra gli utenti più attenti ai contenuti che ai condizionamenti dalle mode.

Ad affiancare la linea delle stradali, nel frattempo ampliata con due monocilindriche da 125 e 250 cm³ e due bicilindriche da 250 e 500 cm³, si decide di approntare una 500 da enduro, la Camel. Questa moto, capostipite di una lunga e fortunata serie (anche nella cilindrata di 350 cm³, chiamata Kanguro), dimostrò ottime doti e permise agli appassionati del Marchio di emozionarsi nuovamente al suo apparire nelle nuove e seguitissime competizioni nel deserto come la Parigi-Dakar o la Sei Giorni 1981 all'Isola d'Elba, dove riscosse un bel successo davanti alle concorrenti Honda.

Una Morini Dart

Riprendendo la narrazione sulla produzione Moto Morini si arriva alla seconda metà degli anni ottanta, quando, sempre grazie alla versatilità del suo propulsore, non ha problemi a seguire le nuove tendenze del mercato che vedono un calo nel settore enduro a favore dei modelli di stile U.S.A. conosciuti come Custom. Nasce così una nuova coppia di modelli, si tratta delle Excalibur nelle versioni 350 e 500 cm³ che diventano così le moto di punta della produzione Moto Morini.

Nel 1989 vengono poi presentate le New York, sempre declinate nelle stesse due cilindrate, dalla linea meno estrema ma anche più piacevole. Sempre in questi anni da un restyling delle precedenti Camel e Kanguro XE nasce l'ultima enduro della casa bolognese, la Coguaro, che non ebbe una grande diffusione.

Queste moto montano l'ultima evoluzione del bicilindrico bolognese, con cilindri a canna integrale trattata al nichel carburo di silicio ed un efficace motorino d'avviamento posto davanti al basamento, poiché la soluzione adottata nelle precedenti versioni era critica e poco efficace. Questa versione del propulsore equipaggia nel 1988 anche l'ultima 350 stradale, la Dart (costruita per i mercati esteri anche nella versione da 400 cm³) dalla linea piacevole ma impersonale, visto che la nuova proprietà Cagiva si è limitata a montare nella ciclistica della sua Freccia 125 il bicilindrico Moto Morini.

Nel 1987 si realizza la cessione della Moto Morini ai fratelli Castiglioni, titolari del gruppo Cagiva, e già proprietari del marchio Ducati. Il responsabile tecnico Franco Lambertini nella seconda metà degli anni ottanta aveva progettato un nuovo motore, ancora una volta dall'architettura modulare, con cilindrate previste di 350, 500 e 750 cm³, a due cilindri a V di 67° longitudinale, distribuzione monoalbero a catena con 4 valvole per cilindro e raffreddamento a liquido (l'albero motore aveva i perni di biella disposti in modo da farli lavorare come un V di 90° a perno unico per ridurre al massimo le vibrazioni).

Il prototipo di 720 cm³ erogava 86 CV a 7200 giri. La direzione Cagiva si dimostrò disinteressata a questo nuovo propulsore, affossando definitivamente ogni speranza di rilancio del marchio. Franco Lambertini decise così nel 1989 di lasciare la Moto Morini in favore della Gilera del gruppo Piaggio.

La produzione cessa nel 1993.

Il ritorno sul mercato[modifica | modifica wikitesto]

Moto Morini Corsaro 1200

Il marchio, abbandonato nelle cantine della Ducati che nel frattempo (1996) era stata ceduta dai Castiglioni al gruppo statunitense TPG (Texas Pacific Group), viene ceduto nell'aprile 1999 alla Morini Franco Motori, dove nel frattempo è approdato Franco Lambertini.

È storia recente la ricostituzione del marchio e della fabbrica Moto Morini a Casalecchio di Reno, che ha portato alla realizzazione di due nuove moto naked: la Corsaro 1200 e la 9 1/2[3].

In questo periodo Moto Morini partecipa anche ad alcune competizioni in pista e off-road. La Corsaro Veloce pilotata da Franco Zenatello vince due stagioni (2008 e 2009) del trofeo "Roadster Cup". Una Granpasso invece viene schierata nel 2009 all'Erzberg rodeo, competizione che si svolge annualmente in Austria. Lo stesso anno una Scrambler, pilotata da Hans Leitner, vince l'Iron Road.

Successivamente la Morini ha presentato altri modelli: la Granpasso e, nel 2009, la 1200 Sport e la Scrambler. All'EICMA del 2009 viene presentato anche un prototipo chiamato Granferro[4], moto a metà strada fra Granpasso e Corsaro, destinata però a non entrare mai in produzione, complici le vicissitudini della casa madre.

Liquidazione e fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Entrata in crisi, la società, è stata posta in liquidazione fallimentare prima di essere dichiarata fallita dal Tribunale di Bologna il 17 maggio 2010[5]. Il curatore fallimentare ha fatto ripartire la produzione, con una serie limitata di "Granpasso" e "Scrambler" assemblate utilizzando in parte i pezzi già in casa[6].

Moto Morini Granpasso

Il 13 aprile 2011 l'asta per l'acquisizione della compagnia motociclistica è andata deserta, ed è stata fissata una seconda asta il 19 luglio 2011 con prezzi ribassati.[7]

In questa seconda occasione, per un milione e 960 000 euro, se la sono aggiudicata due imprenditori milanesi, Sandro Capotosti, ex presidente di Banca Profilo, e Ruggeromassimo Jannuzzelli, ex vicepresidente e ad del gruppo Camuzzi. I due sono a capo della nuova compagnia Eagle Bike, creata per l'occasione.

La ripresa[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 marzo del 2012, Moto Morini ha annunciato la vendita all'asta (online) dei coupon per aggiudicarsi un modello completamente nuovo, prodotto in serie limitata. Si tratta del "Rebello 1200 Giubileo", reinterpretazione dell'omonimo motociclo del 1956, prodotto alla fine dell'asta in 20 esemplari per celebrare i 75 anni del marchio. Si prevede infatti di potenziare sia la penetrazione della rete web, che formule di noleggio a breve e lungo termine già adattate da altre case.

Sono tornati anche in produzione, con adeguamenti tecnici ed estetici, la "Corsaro Veloce", la "Scrambler" e la "Granpasso". Nel 2013 sono impiegati circa 30 dipendenti interni con una produzione attorno ai 70 esemplari prodotti artigianalmente con componentistica principalmente italiana, con una notevole percentuale di esportazione[8]. Il programma di ripresa iniziale prevedeva il raggiungimento di una capacità produttiva non superiore alle 5000 moto all'anno e l'assunzione di un totale di 100 dipendenti nel 2016.[9] Nel nuovo sistema di produzione, le moto vengono assemblate in maniera artigianale e completate solo dopo la richiesta del cliente[10] o gli Show Room della fabbrica (Casalecchio di Reno) o di Genova.[11]

Moto Morini GPR

Nel 2013 la Morini lancia la formula del noleggio delle proprie moto per periodi brevi[12]. Introduce inoltre il sistema già in vigore del buy-back dopo un periodo più lungo d'uso (long rent)[13] per cui, pagando un canone mensile, il cliente può scegliere se restituire la moto senza pagare altro o tenerla con un riscatto finale[14][15]. Moto demo, noleggiate o provenienti dal noleggio vengono poi vendute a prezzi ribassati[16]. A fine anno, la Moto Morini sigla un accordo coll'indiana Vardenchi per la fornitura a quest'ultima di motori e la distribuzione, in India, di motoveicoli su base mista a marchio Morini[17][18].

A causa della tipologia di produzione gli stabilimenti di via Porrettana risultano sovradimensionati, e nell'estate del 2014 sono trasferiti a Trivolzio, dove proseguono progettazione e produzione[19], . Intanto è stato presentato un modello nuovo, la 11 1/2[20], nato sulle basi della precedente 9 1/2.

Nel novembre 2014 è inaugurata un temporary shop nuova sala espositiva a Milano, in zona Brera, e vi sono presentati i nuovi aggiornamenti della gamma che includono nuove componentistiche in carbonio e migliorie estetiche e funzionali. Nel corso del 2015 cambia la compagine azionaria ed è reimpostato in parte il managing dell'azienda, mantenendo le figure storiche tecniche e manifatturiere, oltre a cambiare completamente sia la politica commerciale, eliminando le vendite via web e iniziando contratti con dealer e distributori, sia la strategia ldi produzione che punta sempre di più sulla qualità e sulla personalizzazione per il cleinte finale; nasce un restyling della Granpasso, denominata Granpasso R, destinata prevalentemente al nuovo mercato giapponese e con un'altezza da terra ridotta. Nel 2016 la struttura commerciale viene incrementata per gestire al meglio la creazione di una nuova rete di dealer e distributori, anche in funzione del lancio della Corsaro ZZ. Nel 2017 la 11 1/2 esce di produzione, rimangono in gamma la Scrambler, la Granpasso e la Granpasso R e l'azienda punta sulla Corsaro 1200 ZZ, presentata all'edizione di EICMA 2016. È il primo modello Euro 4 di Moto Morini, dotato di ABS di serie, cambio elettronico, tutta full led, con serbatoio in alluminio e carrozzerie in carbonio con una componentistica che al 99% è tutta made in Italy. Tutte le moto sono interamente assemblate a mano dal motore alla motocicletta finale. Viene anche lanciata la divisione One Off, un dipartimento interno all'azienda che su richiesta del cliente può personalizzare la moto fino al limite di farla uscire dalle norme omologative, a questo punto l'azienda riporta il mezzo in omologazione per consegnarlo al cliente perfettamente in regola per la circolazione. Per gli ottant'anni dell'azienda, inoltre, è stata creata una variante in edizione limitata a 8 esemplari, la Corsaro 80, impreziosita da abbondante fibra di carbonio mentre serbatoio e unghia monoposto sono in alluminio battuto a mano ed ogni esemplare per i collezionisti ha una taghetta con il numero ed il nome del proprietario.

La gamma 2017[modifica | modifica wikitesto]

La produzione[modifica | modifica wikitesto]

Moto Morini Corsaro

Modelli storici (origini - 1993)[modifica | modifica wikitesto]

Moto Morini 175 Settebello Aste Corte del 1961
Moto Morini 3½ GT del 1974
Moto Morini 350 K2
Nome modello Cilindrata Prodotto
dal
sino al
125 Turismo 1946
125 Sport 1947
125 H 1975
125 T 1984
250 T 1979
250 2C 1980 1984
175 Briscola 1953
175 Turismo 1953
175 GT 1954
175 Settebello 1954
175 Super Sport 1956
175 Tresette 1958
175 Tresette Sprint 1961
3½ Turismo 1973
3½ Sport 1974
3½ GT 1980
350 K2 1984
Dart 350 1988 1990
Dart 400 1988 1990
Corsarino Z Sport 1963
Corsarino V 1963
Corsarino ZT 1965
Corsarino Scrambler 1966
Corsarino ZZ Sport 1966
Corsarino V Economico 1968
Corsarino ZZ 1969
Corsarino Super Scrambler 1970
Dollaro 1970
Corsaro 125 1959
Corsaro Veloce 125 1963
Corsaro Turismo 150 1964
Corsaro Granturismo 150 1966
Corsaro Sport Lusso 125 1969
125 Corsaro SS 1970 1975
150 Corsaro SS 1969
Corsaro Country 125 1970
Corsaro Turismo 150 1972
Corsaro Special 125 1972
125 Corsaro Regolarità 1967 1972
Corsaro Special 150 1972
Camel 500 1982
Camel 501 XE 1985
Coguaro 350 1988 1990
Coguaro 501 1988 1990
Kanguro 350 1982
Kanguro 350 XE 1985
125 KJ 1985
Excalibur 350 1986
Excalibur 500 1986
Excalibur 501 1988
New York 350 1989
New York 501 1989
Sbarazzino 98 1956
Sbarazzino 100 1965
Regolarità 100 1968
Regolarità 125 1966
Regolarità 150 1966
Regolarità 165 1971
500 W 1977
500 Sport 1980
500 6V AS 1981
500 6V AT 1981
500 6V 1982
Moto Morini 175 Sprint F3 Corsa, ufficiale casa, del 1959

Modelli da competizione[modifica | modifica wikitesto]

(elenco parziale)

  • Moto Morini 125 Competizione 1948
  • Moto Morini 125 Monoalbero 1949
  • Moto Morini 175 Settebello "Motogiro" 1955
  • Moto Morini 175 Rebello 1956
  • Moto Morini 250 Bialbero 1963
  • Moto Morini Corsaro Competizione Junior 1966
  • Moto Morini Corsaro Regolarità Competizione 125 1970
  • Moto Morini Corsaro Regolarità Competizione 160 1970

Albo d'oro della Moto Morini[modifica | modifica wikitesto]

Motogiro d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

1955
  • Categoria unica - 9 tappe per un totale di 3.438 km
  • 1º assoluto Emilio Mendogni su Moto Morini
    • Vincitori di classe

Classe 175 cm³: Mendogni su Moto Morini alla media di 105,635 km/h

1956
  • Categorie "Sport" e "Derivate di serie" - 8 tappe per[21] un totale di 2.563 km
  • 1º assoluto Walter Tassinari su Moto Morini
    • Vincitori di classe - Categoria macchine "Sport"

Classe 175 cm³: Tassinari su Moto Morini alla media di 99,127 km/h

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato Italiano Velocità[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vincitore Classe Motocicletta
Campionato Italiano Velocità 1948 Italia Raffaele Alberti Classe 125 cc
Campionato Italiano Velocità 1949 Italia Umberto Masetti Classe 125 cc
Campionato Italiano Velocità 1953 Italia Emilio Mendogni Classe 125 cc
Campionato Italiano Velocità 1954 Italia Emilio Mendogni Classe 125 cc
Campionato Italiano Velocità 1961 Italia Tarquinio Provini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1962 Italia Tarquinio Provini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1963 Italia Tarquinio Provini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1964 Italia Giacomo Agostini Classe 250 cc

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]