Moto Morini 3½

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Moto Morini 3 ½
Moto Morini 3 1-2.jpg
Una 3 ½
CostruttoreItalia Moto Morini
TipoStradale
Produzionedal 1973 al 1983
Sostituita daMoto Morini 350 K2
Stessa famigliaMoto Morini 125 H, 250, 250 2C, 500, 350 K2, Camel, Kanguro, KJ 125, Excalibur, Dart, Coguaro, New York
Modelli similiBenelli 354
Ducati GTL 350
Honda CB 350
Honda CB 350 Four
Laverda 350
Motobécane 350 L3
Moto Guzzi GTS 350
Moto Guzzi V35
MV Agusta 350 "Ipotesi"
Suzuki GT 380
Yamaha RD 350

La 3 ½ è una motocicletta costruita dalla Moto Morini tra il 1973 e il 1983.

La 3 ½ nasce in un periodo di cambiamenti per il mercato motociclistico italiano e mondiale, ma anche per la Moto Morini: nel 1969, infatti, era deceduto il fondatore della Casa bolognese, Alfonso Morini. Per rispondere alle sfide lanciate dai costruttori italiani ed esteri, la Morini decise di mettere in cantiere una nuova serie di modelli che potessero aver presa sul pubblico e che fossero semplici da produrre. A progettare questi nuovi mezzi fu chiamato l'ingegner Franco Lambertini, ex Ferrari, che si era già distinto in Morini rivisitando, nel 1970, il motore del Corsaro Regolarità. Il primo prototipo della nuova serie di moto venne esposto al Salone di Milano 1971, per entrare in produzione nel 1973.

La "3 ½", come venne battezzata la nuova Morini, prendendo il nome dalla cilindrata di 350 cm³, era spinta da un bicilindrico a V di 72° (angolazione scelta da Lambertini come miglior compromesso tra vibrazioni, ingombro, peso e compattezza del motore) ad aste e bilancieri, dotato di testate Heron a testa piatta, già viste sui Corsaro Regolarità. Il cambio era a 6 rapporti (uno dei primi su moto di serie). Il motore presentava inoltre un disassamento tra i due cilindri, con quello posteriore sfalsato di 5 centimetri per favorirne il raffreddamento. Il motore venne volutamente concepito secondo il principio di "modularità", in modo da poter ricavare, partendo dalla stessa architettura di base, diverse cilindrate: questa caratteristica verrà enfatizzata negli anni seguenti, quando la Moto Morini deriverà dal motore della 3 ½ diversi altri motori, monocilindrici e bicilindrici, da 125 a 500 centimetri cubici (basti pensare che i valori di alesaggio e corsa del modello 500 bicilindrico erano identici a quelli del 250 monocilindrico) con cui equipaggerà tutti i suoi modelli fino alla chiusura della Casa bolognese, avvenuta nel 1992.

Al lancio la 3 ½ era disponibile nella sola versione Standard, di impostazione turistica (nota anche come "GT" o, per l'esportazione, come "Strada"). Già nel 1974, però, venne lanciata la versione Sport, con motore potenziato a 39 CV a 8500 giri/min (anziché i 35 a 8200 della Standard), semimanubri, sella sportiva, freno anteriore a tamburo di maggiori dimensioni (230 mm anziché 200) e varie altre modifiche estetiche e meccaniche. La 3 ½ si dimostrò all'altezza della concorrenza sia a due che a quattro tempi: la Standard arrivava a 166 km/h, mentre la Sport superava di poco i 170, in entrambi i casi con ridotti consumi di carburante.

La 3 ½ venne aggiornata con il passare del tempo: nel 1976 il freno anteriore divenne a disco, mentre successivamente arriveranno cerchi in lega e, per la Sport, un cupolino con un accenno di carenatura. La carriera della 3 ½ terminerà nel 1983 con il lancio della 350 K2, rivisitazione della 3 ½.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Moto Morini 3 ½ Standard 1973
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt.) 2060 × ? × ? mm
Interasse: 1390 mm Massa a vuoto: 144 kg Serbatoio: 16 litri
Meccanica
Tipo motore: quattro tempi, bicilindrico a V di 72° Raffreddamento: ad aria
Cilindrata 344,16 cm³ (Alesaggio 62 x Corsa 57 mm)
Distribuzione: ad aste e bilancieri, 2 valvole per cilindro Alimentazione: 2 carburatori Dell'Orto VHB 25 BS
Potenza: 35 CV a 8200 giri/min Coppia: Rapporto di compressione: 10:1
Frizione: multidisco a secco Cambio: 6 marce in blocco, comando a pedale singolo sulla destra
Accensione elettronica
Trasmissione primaria a ingranaggi elicoidali, finale a catena
Avviamento a pedale
Ciclistica
Telaio doppia culla chiusa in tubi d'acciaio
Sospensioni Anteriore: forcella teleidraulica / Posteriore: forcellone oscillante con due ammortizzatori teleidraulici regolabili
Freni Anteriore: tamburo centrale doppia camma ø 200 mm / Posteriore: tamburo centrale monocamma ø 160 mm
Pneumatici anteriore: 3.25-18"; posteriore: 4.10-18"
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 166 km/h km/h
Consumo 4,1 litri per 100 km
Fonte dei dati: Motociclismo d'Epoca 8/9 2003

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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