Michaela Coel

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Michaela Ewuraba Boakye-Collinson, conosciuta come Michaela Coel (Londra, 1º ottobre 1987), è un'attrice, sceneggiatrice e cantante britannica.

Nel 2016, ha vinto il BAFTA come migliore interpretazione femminile in un programma comico e Breakthrough Talent per la serie televisiva Chewing Gum, che ha creato, scritto e interpretato come protagonista.[1]

Nel 2020 scrive, interpreta, dirige e produce la serie I May Destroy You, per la quale riceve numerose nominations ai SAG Awards, Critics' Choice Awards e agli Indipendent Spirit Awards.[2] Nello stesso anno il Times la inserisce fra le 100 persone più influenti del mondo.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Michaela Ewuraba Boakye-Collinson[4][5] è nata nel 1987 a Londra, nel quartiere di East London, da genitori originari del Ghana.[6] Lei e la sorella sono cresciute nel quartiere di East London con la madre, vivendo prima a Hackney e poi a Tower Hamlets.[7][8] Ha frequentato le scuole cattoliche a East London,[6] e ha raccontato che, durante la scuola primaria, ha bullizzato altri compagni di scuola, spiegando che questo era dovuto al suo isolamento, in quanto unica studente di colore nella sua fascia d'età. La sua situazione di isolamento non è continuata agli altri livelli scolastici.[4]

Tra il 2007 e il 2009, Coel è stata iscritta all'Università di Birmingham, studiando letteratura inglese e teologia.[9] Ha seguito una masterclass di Ché Walker, dopo averlo incontrato ad una serata open mic.[10] Nel 2009 si è spostata alla Guildhall School of Music and Drama, dove è stata la prima donna di colore iscritta nei cinque anni di esistenza della scuola.[8] Ha vinto il premio Laurence Olivier Bursary, che l'ha aiutata a finanziare i suoi studi.[11] Mentre era iscritta alla Guildhall, Coel ha seguito il laboratorio di Mark Proulx a Prima del Teatro e il corso di poesia di Kat Francois al Theatre Royal Stratford East.[12] Si è diplomata alla Guildhall School of Music and Drama nel 2012.[13]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Coel iniziò ad esibirsi durante le serate open mic di poesia a Ealing.[14] Continuando a fare open mic, fu incoraggiata dall'attore, sceneggiatore e regista Ché Walker, che la vide in scena allo Hackney Empire, a fare domanda di ammissione alla Guildhall.[4][8] Come poetessa, Coel si è esibita su molti palchi, compresa la Wembley Arena, il Bush Theatre, il Nuyorican Poets Cafe e il De Doelen, a Rotterdam. Andava in scena con il nome di Michaela The Poet.[5]

Nel 2009, Coel si iscrisse alla summer school TYPT della Talawa Theatre Company.[15][16] Nel periodo a Talawa, Coel recitò nella produzione del 2009 di Krunch, per la regia di Amani Naphtali.[17] Nello stesso anno, Coel pubblicò l'album Fixing Barbie, che raccoglieva il suo lavoro di poetessa e musicista.[18] Nel 2011, Coel pubblicò il disco We're the Losers.[19]

Nel 2012 presentò la sua commedia Chewing Gum Dreams come progetto finale per il diploma della Guildhall. Inizialmente fu messo in scena al Yard Theatre di Hackney Wick.[20] La commedia vedeva Coel come unica protagonista, raccontando la storia della quattordicenne Tracey.[8] La commedia fu poi messa in scena al Bush Theatre (2012), al Royal Theatre Holland (2012), al Royal Exchange Theatre (2013) e al National Theatre (2014), raccogliendo recensioni favorevoli.[21][22][23]

Coel recitò nella produzione di Channel 4 Top Boy e ricoprì ruoli da protagonista al National Theatre. Tra questi, lo spettacolo Home, candidato a diversi premi, e Medea all'Olivier Theatre, acclamato dalla critica.[24]

Nell'agosto del 2014, Channel 4 annunciò che Coel avrebbe scritto e recitato in una nuova sitcom intitolata Chewing Gum, ispirata alla sua stessa commedia Chewing Gum Dreams.[25] I video "C4 Comedy Blaps" furono pubblicati come teaser nel settembre del 2014 e la serie cominciò ad essere trasmessa su E4 nell'ottobre 2015.[4] La performance le fece guadagnare il British Academy Television Award per miglior performance femminile in una commedia nel 2016. Vinse anche un BAFTA come talento esordiente per aver scritto la sceneggiatura della serie.[26] Chewing Gum ricevette recensioni estremamente positive.[27]

Nel 2015, Coel recitò nel dramma di BBC One London Spy.[28] Nel 2016 apparve come Lilyhot nella commedia drammatica fantascientifica di E4 The Aliens, girato inBulgaria.[29][30][31]

A gennaio 2017 fu pubblicata una seconda stagione di Chewing Gum.[6][32] Recitò anche negli episodi Nosedive e USS Callister della serie Black Mirror di Charlie Brooker[32][33] e ricoprì un piccolo ruolo nel film del 2017 Star Wars: The Last Jedi.[34]

Nel 2018 Coel recitò in Black Earth Rising, una coproduzione di BBC Two e Netflix, dove ricopriva il ruolo della protagonista Kate. Recitò anche nel ruolo di Simone nel musical Been So Long, pubblicato su Netflix con recensioni positive nell'ottobre del 2018.

Coel ha creato, scritto, prodotto, co-diretto e recitato nella serie I May Destroy You, ispirata alla sua esperienza personale di vittima di abuso sessuale.[35] Lo show è andato in onda su BBC One nel Regno Unito e HBO negli Stati Uniti a giugno 2020, raccogliendo molti consensi.[36][37]

Coel ha dichiarato di aver rifiutato un milione di dollari da Netflix dopo che il servizio di streaming rifiutò di riconoscerle i diritti di proprietà intellettuale dello show.[38][39]

Coel è stata inclusa nella classifica Time magazine's 100, dedicata alle persone più influenti del 2020.[40] Nello stesso anno è stata candidata come una delle attrici rivelazione nella categoria film.[41] Coel è comparsa inoltre nella lista delle donne più influenti del 2020 dell'edizione britannica di Vogue.[42] Infine, nella quindicesima edizione annuale della Powerlist dedicata alle persone più influenti di origine africana o afro-caraibica nel Regno Unito, Coel si è classificata quarta per l'impatto del suo lavoro con I May Destroy You.[43][44]

A luglio 2021 Coel è entrata nel cast di Black Panther: Wakanda Forever.[45]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ai primi BAFTA del 2016, Coel indossò un abito disegnato da sua madre, fatto in stoffa Kente, uno stile di stoffa africana originaria del Ghana.[46] Ha dichiarato che, come la protagonista Tracey di Chewing Gum, anche lei era diventata molto religiosa seguendo la dottrina Pentecostale e aveva scelto di praticare la castità.[8] Coel smise di seguire la chiesa Pentecostale dopo essersi iscritta alla Guildhall.[4] Si definisce aromantica.[47]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

2016 – Miglior attrice in una commedia per Chewing Gum
2018 – Candidatura per la miglior sceneggiatura di una commedia per Chewing Gum (condivisa con Rob Hayes)
  • British Academy Television Craft Awards
2016 – Miglior talento emergente per Chewing Gum
2018Shooting Stars Award
  • Black Reel Awards
2017 – Candidatura per la miglior serie comica per Chewing Gum (condivisa con John Pocock, Kelly McGolpin, Nana Hughes e Jon Rolph)
2017 – Candidatura per la miglior sceneggiatura di una serie comica per Chewing Gum (episodio L'età è solo un numero)
2017 – Candidatura per la miglior attrice in una serie comica per Chewing Gum
2018 – Candidatura per la miglior attrice non protagonista in un film per la televisione/serie limitata per Black Mirror
2019 – Candidatura per la miglior attrice in un film per la televisione/serie limitata per Black Earth Rising
  • Royal Television Society Awards
2016 – Miglior interpretazione in una commedia per Chewing Gum
2018Candidatura per il miglior esordiente per Been So Long

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Female Performance in a Comedy Programme, su bafta.org, British Academy of Film and Television Arts, 30 marzo 2016. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  2. ^ theguardian.com, https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2020/jun/08/i-may-destroy-you-review-michaela-coel-could-this-be-the-best-drama-of-the-year.
  3. ^ time.com, https://time.com/collection/100-most-influential-people-2020/5888492/michaela-coel/.
  4. ^ a b c d e Simon Hattenstone, Filthy, funny and Christian: the many sides of Chewing Gum's Michaela Coel, in The Guardian, 4 ottobre 2015. URL consultato il 15 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  5. ^ a b M-Brio Music, Michaela 2.0? The Re-Branding of Michaela The Poet, in M-Brio Music, 6 settembre 2011. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  6. ^ a b c Emma Brown, The Showrunner, in Interview, 19 dicembre 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
    «Still only 29, Coel was raised in London by Ghanian parents and trained as an actor at the Guildhall School of Music and Drama.».
  7. ^ (EN) Michaela Coel: 'I was trying to be someone else and failing', su the Guardian, 11 agosto 2018. URL consultato il 12 agosto 2021.
  8. ^ a b c d e Gabriel Tate, Meet Michaela Coel, the rising star behind E4's Chewing Gum, in London Evening Standard, 18 settembre 2015. URL consultato il 5 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2017).
  9. ^ Guildhall School of Music & Drama | Michaela Coel, su web.archive.org, 6 gennaio 2017. URL consultato il 12 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2017).
  10. ^ Buzz Contributor, Netflix musical starring Michaela Coel shows London as you've never seen it [collegamento interrotto], su Buzz.ie. URL consultato il 20 novembre 2020.
  11. ^ Charlotte Marshall, Introducing... Michaela Coel, in Official London Theatre, 21 luglio 2014. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  12. ^ Michaela Coel, su Guildhall School of Music and Drama. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2017).
  13. ^ Michaela Coel (2012), su Guildhall School of Music and Drama, 2012. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  14. ^ Jonathan Ross, Spoken Word star Michaela Coel performs a poem for Jonathan, in The Radio 2 Arts Show with Jonathan Ross, BBC Radio 2, 26 febbraio 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2016).
  15. ^ TYPT, su talawa.com, Talawa Theatre Company (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2016).
  16. ^ Michaela Coel 'Chewing Gum', su talawa.com, Talawa Theatre Company. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  17. ^ Krunch TYPT:09, su talawa.com, Talawa Theatre Company, 2009. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
    «As Michaela-Moses Boakye-Collinson».
  18. ^ Flavourmag Team, Michaela: The Birth of a Poet – 'Fixing Barbie' album, in Flavourmag, 7 dicembre 2009. URL consultato il 14 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2020).
  19. ^ Michaela Coel, Introducing Michaela Coel (HD), su youtube.com, 2 agosto 2011. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2019).
  20. ^ Chewing Gum Dreams, su Yard Theatre, 1º settembre 2013. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2017).
  21. ^ (EN) Michaela Coel: A rising star at the National Theatre, in BBC News, 25 marzo 2014. URL consultato il 12 agosto 2021.
  22. ^ Maddy Costa, Chewing Gum Dreams review: An effervescent look at adolescence, in The Guardian, 19 marzo 2014. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  23. ^ Chewing Gum Dreams, National's Shed – theatre review, in London Evening Standard, 20 marzo 2014. URL consultato il 5 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2017).
  24. ^ Homebody: An interview with Michaela Coel | Plays, Films & Plays, su web.archive.org, 25 dicembre 2016. URL consultato il 12 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  25. ^ Interview with Michaela Coel, Channel 4, 16 settembre 2015. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  26. ^ Taylor Bryant, Michaela Coel on Her Brilliant Show 'Chewing Gum' · NYLON, in Nylon, 28 novembre 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  27. ^ Inkoo Kang, 'Chewing Gum' Is A Late Bloomer's Hilarious Quest For Sexual Experience, MTV News, 23 novembre 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  28. ^ Bursting with flavour, E4 announces tasty new comedy series for 2015, Channel 4, 21 agosto 2014. URL consultato il 6 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2014).
  29. ^ Ben Dowell, Chewing Gum star Michaela Coel experienced 'racist attack' while filming The Aliens in Bulgaria, in Radio Times, 1º marzo 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  30. ^ Gerard Gilbert, Michaela Coel on Chewing Gum, rude sex, Jeremy Corbyn, in The Independent, 26 febbraio 2016. URL consultato il 4 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2017).
  31. ^ British Comedy Guide, Michaela Coel interview – The Aliens, in British Comedy Guide, 7 marzo 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  32. ^ a b Bim Adewunmi, Why I love… Michaela Coel, in The Guardian, 7 maggio 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  33. ^ Sarah Doran, Michaela Coel says Black Mirror role is "the most amazing part I've ever played", in Radio Times, 22 aprile 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2017).
  34. ^ Huw Fullerton, Star Wars: The Last Jedi: secret cameos and guest actors REVEALED including Ade Edmondson, Radio Times, 19 dicembre 2017. URL consultato il 6 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2019).
  35. ^ Annabel Rackham, Michaela Coel: Writing about my sexual assault was 'cathartic', in BBC News Online, 11 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2020).
  36. ^ Lorraine Ali, Commentary: A new HBO series rethinks the sexual assault survivor story. It's brave and charming, in Los Angeles Times, 14 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2020).
  37. ^ Lucy Mangan, I May Destroy You review – could this be the best drama of the year?, in The Guardian, 8 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2020).
  38. ^ Archived copy, su forbes.com. URL consultato il 19 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2020).
  39. ^ Archived copy, su harpersbazaar.com. URL consultato il 19 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2020).
  40. ^ Michaela Coel: The 100 Most Influential People of 2020, su Time. URL consultato il 23 settembre 2020.
  41. ^ (EN) Meet the Breakout Stars of 2020, su PEOPLE.com. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  42. ^ The Vogue 25: The Women Shaping 2020, in British Vogue, 7 agosto 2020. URL consultato il 10 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2020).
  43. ^ Lewis Hamilton named most influential black person in UK, su BBC News, 17 novembre 2020. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  44. ^ (EN) Haroon Siddique, Lewis Hamilton named most influential black person in UK, su the Guardian, 17 novembre 2020. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  45. ^ ‘Black Panther’ Sequel Casts Michaela Coel (EXCLUSIVE)
  46. ^ #MakingGhanaProud – Michaela Coel wins second BAFTA, in Live 91.9 FM, 9 maggio 2016. URL consultato il 25 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2016).
  47. ^ Michaela Coel On London and Love in Netflix Musical 'Been So Long', 15 novembre 2018. URL consultato il 24 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2020).

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