Marcia trionfale
Marcia trionfale è un film del 1976 diretto da Marco Bellocchio.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Paolo Passeri, laureato in lettere, non essendo riuscito a essere ammesso al corso Ufficiali di complemento è costretto ad adempiere il servizio di leva come soldato semplice nella caserma Stevago, comandata dal capitano Asciutto. Il suo soggiorno a Reggio Emilia non è felice, tra le assurdità della disciplina militare (nella scena iniziale è costretto dal sergente a ripetere ventitré volte, a voce sempre più alta, il suo nome e cognome) e le angherie dei "nonni". Convocato nell'ufficio del capitano, Passeri, ormai individuato come recluta timida e impreparata alla vita di caserma, subisce una tremenda lezione di botte: il capitano lo rinvia in camerata con il labbro sanguinante e il volto tumefatto, ma più tardi gli rivela che i commilitoni stanno preparando per lui uno scherzo pesante. Passeri, grazie a questa soffiata, riesce a evitare lo scherzo e conquista la fiducia di Asciutto, che lo nomina come suo assistente personale: il giovane si trasforma nel confidente del suo superiore, che lo incarica di controllare ogni passo di sua moglie Rosanna. Passeri scopre che Rosanna passa il suo tempo rubando per noia nei grandi magazzini, ma scopre anche che tradisce il marito con il giovane tenente Baio. Asciutto la maltratta e le fa subire inutili soprusi e violenze, ma Baio non è da meno: anche lui la tratta come un oggetto e, pretendendo di essere un ottimo amante, la fa aspettare per ore agli appuntamenti preferendo giocare a carte con gli amici. La donna si accorge subito di essere pedinata da Passeri, lo incontra e se ne innamora, ma questo complica le cose: dopo un primo momento di entusiasmo, il ragazzo cerca di convincere Rosanna a riconciliarsi col marito e di continuare a fare da assistente personale del capitano, evitando di raccontargli della moglie e magari mantenendo in segreto anche il suo rapporto con lei. Intanto è diventato un soldato modello, riceve pubblicamente degli elogi, ma diventa inviso ai ragazzi della sua camerata che lo considerano solo un servo del capitano e una sera lo puniscono inondando il suo letto con un enorme gavettone di liquami.
Asciutto invita Passeri a casa sua e, mentre la moglie dorme o finge di dormire, si confida con lui con la complicità di un bicchiere di whisky: è convinto di poter legare la moglie a sé facendole mettere al mondo un figlio. Poi decide di dare sfogo alla propria tensione invitando il ragazzo a compiere con lui una delle sue attività preferite: una "spedizione" contro un omosessuale che rimorchia i suoi soldati in libera uscita.
Intanto Rosanna è scappata, ha abbandonato la città e suo marito; Passeri lo trova in casa da solo, avvilito e ubriaco. Il capitano ha un'altra idea: mettere in atto un altro dei suoi vecchi scherzi preferiti, quello di ingannare una sentinella e disarmarla con un trucco. La sentinella notturna, già presa di mira e ingiustamente punita da lui tempo prima, fa finta di non riconoscere il capitano, gli spara uccidendolo e subito dopo spara un colpo in aria, sotto lo sguardo attonito di alcuni commilitoni dal muro di cinta. La regola sarebbe quella di sparare un primo colpo in aria per avvertimento e mirare all'uomo solo se questo non si arresta, ma Passeri, testimoniando a suo favore, lo salva da un processo davanti alla Corte Marziale.[1]
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Proseguendo la sua ricerca, dopo gli ospedali psichiatrici (Matti da slegare), la famiglia (I pugni in tasca), la redazione di un giornale (Sbatti il mostro in prima pagina), e dopo il collegio (Nel nome del padre) Bellocchio voleva indagare su un'altra istituzione "chiusa", ma in maniera meno metaforica: la caserma, istituzione in cui dovevano passare tutti (all'epoca la leva era obbligatoria), con un'analisi della vita militare che doveva diventare un'occasione di denuncia. Nacque così una prima sceneggiatura, intitolata appunto Vita militare, che avrebbe raccontato le esperienze di giovani traumatizzati dalla naja. Più volte rifiutato dai produttori, questo progetto venne sviluppato passando dalla dimensione corale alla vicenda privata di un giovane laureato meridionale disoccupato e del suo rapporto nevrotico con il colonnello, e si arricchì del personaggio femminile che divenne decisivo per dare spessore alla vicenda e farla diventare un film.[2]
Il film fu girato a Reggio Emilia nella caserma Zucchi[3], dismessa pochi mesi prima, e a Roma dal 24 settembre al 12 novembre 1975.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Dopo un'anteprima a Roma il 12 marzo 1976 riservata alla stampa, ad autorità militari e ad esponenti del Ministero della Difesa (in occasione della quale non mancarono le polemiche), il film fu distribuito nelle sale a partire dal 20 marzo 1976 con il parere positivo della commissione di censura. Vi furono tuttavia denunce di comuni cittadini e di militari di carriera, che non si riconoscevano in alcuni aspetti denunciati dal film o che vi ravvisavano offese e vilipendio all'Esercito.[4]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1976 - Nastro d'argento
- Migliore attore protagonista (Michele Placido)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Sandro Bernardi, Marco Bellocchio, Il Castoro Cinema, La Nuova Italia, Firenze, 1978, pp. 105-106
- ^ a b Marcia trionfale, sceneggiatura del film, a cura di Anna Maria Tatò, Einaudi, Torino, 1976, pp. 147-157
- ^ Caserma intitolata al generale Carlo Zucchi (1777-1863), oggi Palazzo Dossetti, sede dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
- ^ Gianni Massaro, L'occhio impuro. Cinema, censura e moralizzatori nell'Italia degli Anni Settanta, SugarCo Edizioni, Milano, 1976, pp. 56-57
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Marcia trionfale, su CineDataBase, Rivista del cinematografo.
- Marcia trionfale, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Marcia trionfale, su Archivio del Cinema Italiano, ANICA.
- (EN) Marcia trionfale, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Marcia trionfale, su AllMovie, All Media Network.
- (EN, ES) Marcia trionfale, su FilmAffinity.
- (EN) Marcia trionfale, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Marcia trionfale, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
- (DE, EN) Marcia trionfale, su filmportal.de.
