Luci d'inverno

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Luci d'inverno
Luci d'inverno.png
Una scena del film.
Titolo originale Nattvardsgästerna
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1963
Durata 81 min
Colore B/N
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,37 : 1
Genere drammatico
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Allan Ekelund
Casa di produzione Svensk Filmindustri
Fotografia Sven Nykvist
Montaggio Ulla Ryghe
Scenografia P.A. Lundgren
Costumi Mago
Interpreti e personaggi
Premi

Luci d'inverno (Nattvardsgästerna) è un film diretto da Ingmar Bergman nel 1963. È il secondo della trilogia dedicata al tema del "silenzio di Dio".

Il film venne realizzato in una piccola città della Svezia centrale, Falun poi designata per la prima mondiale del film il cui incasso si devolse a beneficio del restauro della chiesa. Il film vinse il primo premio all'"VIII Settimana Internazionale del film religioso" a Vienna e, ex aequo con Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan, vinse nel 1963 il Gran Premio OCIC (Office Catholique International du Cinèma, organizzazione cattolica che si occupa di cinema) con la seguente motivazione: "Illustra in modo straziante il tormento che costituisce per ogni anima profonda il "silenzio" di Dio".[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mentre fuori è tutto bianco di neve, il pastore protestante Tomas Ericsson sta celebrando la messa, accompagnata dal canto gregoriano, nella chiesa parrocchiale di Mittsunda e distribuisce, ai cinque fedeli che si avvicinano alla balaustra, la comunione recitando le preghiere. Al termine della funzione il sacrestano Algot chiede al pastore di potergli parlare e costui gli fissa un appuntamento più tardi.

Arrivano intanto i coniugi Persson, che hanno due bambini e un terzo in arrivo, molto turbati. L'uomo, che soffre di mania depressiva, dice di essere ossessionato dai cinesi che possiedono la bomba atomica. I due si congedano con la promessa che l'uomo ritornerà più tardi per parlare da solo al pastore.

Si avvicina a Tomas Marta, una maestra elementare innamorata del pastore, che gli offre qualcosa di caldo, ma il pastore rifiuta. Quando la donna se ne va, egli guarda la fotografia della moglie morta quattro anni prima e che ha tanto amato e poi tira fuori dal portafoglio una lettera. La lettera è di Marta che ha preferito scrivergli perché pensa che le parole confondono e mentre il pastore la legge si vede sullo schermo il volto di Marta stessa e si ascolta la sua voce che pronuncia le parole della missiva. La lunga sequenza viene interrotta da un breve flashback dove Marta ricorda un avvenimento dell'anno prima quando gli aveva chiesto di pregare per guarire da un eczema alle mani. Sostiene che pur non credendo nel soprannaturale una sua preghiera era stata esaudita e che aveva compreso di amarlo [3] "Avevo chiesto una luce e l'avevo avuta. Ho chiesto uno scopo e l'ho avuto. Quello scopo sei tu".

Arriva intanto Jonas Persson e Tomas, nel tentativo di dissuaderlo dall'idea del suicidio gli parla della sua tragica esperienza personale, autocommiserandosi e arrivando a mettere in dubbio la propria fede in Dioe. L'uomo, turbato, se ne va. Una donna entra in chiesa e avverte il pastore che Jonas si è ucciso con un colpo di pistola. Arriva Marta e Tomas le dice che non la ama e, insieme a lei, si avvia in auto verso un'altra parrocchia dove deve tenere una funzione.

Lungo il percorso si ferma presso la casa della signora Persson per avvertirla della morte del marito offrendole il suo conforto, che però viene cortesemente rifiutato. Giunto alla parrocchia, prima di iniziare la messa, ascolta Algot che gli parla di alcune riflessioni fatte in seguito alla lettura del Vangelo. Secondo Algot il momento di maggior sofferenza di Cristo fu quando invocando il Padre disse "Dio, perché mi hai abbandonato?" dimostrando di aver sofferto per il silenzio di Dio.

Titoli con cui è stato distribuito[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Salvatore M. Ruggiero, Luci d'inverno - Un capolavoro di Ingmar Bergman, 2013, lulu.com, ISBN 9781291392258.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ”non accreditato” significa che l'attore non compare nei titoli del film
  2. ^ Sergio Trasatti, Ingmar Bergman, Il Castoro Cinema n.156, Il Castoro, 2011, p. 68, ISBN 88-8033-592-4ISBN non valido (aiuto).
  3. ^ Ingmar Bergman, Luci d'inverno, 1963

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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