Scene da un matrimonio

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Scene da un matrimonio
Sscenematrimonio.jpg
Erland Josephson e Liv Ullmann
Titolo originale Scener ur ett äktenskap
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1973
Durata 167 min
Colore colore (Eastmancolor)
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Lars-Owe Carlberg
Casa di produzione Cinematograph AB
Fotografia Sven Nykvist
Montaggio Siv Lundgren
Musiche Owe Svenson
Scenografia Björn Thulin
Costumi Inger Pehrsson
Interpreti e personaggi
Premi

Scene da un matrimonio (Scener ur ett äktenskap) è un film del 1973 scritto e diretto da Ingmar Bergman. Inizialmente girato in sei episodi per la televisione della durata complessiva di 300 minuti, fu successivamente proposto anche per il cinema in una versione di 167 minuti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Marianne e Johan sono sposati da dieci anni, hanno due bambine e apparentemente sono una coppia felice, ma qualche crepa nel loro matrimonio esiste anche se sembrano non rendersene conto. Johan ha quarantadue anni ed insegna in un istituto psicotecnico mentre Marianne ha trentacinque anni e lavora in un istituto legale. Lui dichiara di essere un egoista, mentre lei dice di credere nell'amore per il prossimo. Si vedono poi i due coniugi a cena con un'altra coppia che litiga violentemente e una volta a casa essi si rallegrano per essere "l'eccezione che conferma la regola".

Nella seconda scena Marianne e Johan discutono se andare al pranzo domenicale dai genitori e intanto si viene a sapere, da un colloquio di Johan con una collega di lavoro, che ha fatto leggere a lei, e non alla moglie, le sue poesie. Marianne nel frattempo è al lavoro e presta consulenza alla signora Jacobi che è decisa a divorziare. Marianne e Johan vanno poi a teatro a vedere Casa di bambola di Ibsen e ritornano a casa di malumore, anche se non vogliono darlo a vedere.

Nella terza scena Johan confessa a Marianne che si è innamorato di una studentessa di nome Paula e malgrado lei tenti di dissuaderlo lui è deciso a partire l'indomani anche se ammette di essere stato ingiusto con lei e le dice: "Credo di amarti di più da quando ho incontrato Paula. Non accuso te. Tutto è andato all'inferno chissà perché"[1]. Marianne lo tratta con dolcezza nella speranza di trattenerlo ma il mattino seguente Johan parte. Marianne telefona a degli amici per raccontare quanto successo e viene a sapere che tutti, tranne lei, erano a conoscenza della relazione che durava già da parecchio tempo.

Dopo sei mesi Marianne e Johan si incontrano nella loro casa dove lei lo accoglie con gentilezza, ma nasce subito una discussione riguardo alla mancanza di disponibilità di Johan nei confronti delle bambine. Marianne lo invita a rimanere a cena e i due si baciano. Johan confessa di essersi stancato della relazione con Paula e Marianne gli racconta dei rapporti avuti con altri e del suo amore-odio nei suoi confronti. Johan cerca di abbracciarla ma Marianne si allontana respingendolo. Lo invita però a rimanere a dormire ed egli accetta, ma nel pieno della notte si sveglia preso dall'angoscia, si veste e va via.

Marianne va all'ufficio di Johan per controllare alcuni documenti del divorzio e, seduti sul divano, sentono rinascere l'attrazione fisica ma l'amplesso che segue lascia indifferente Marianne. Si rinfacciano i reciproci errori, si insultano e Johan percuote Marianne e non vuole farla uscire. Alla fine essi firmano i documenti del divorzio.

Sono ormai trascorsi sette anni e i due, entrambi risposati, si incontrano per un fine settimana e dicono di essere felici. Si recano nella loro casa di campagna dove tutto è rimasto come un tempo e Johan le propone di festeggiare quel momento ma Marianne gli risponde che preferisce festeggiare il ventesimo anniversario di matrimonio. La casa però è troppo piena di ricordi e la coppia decide di andare in un cottage messo a disposizione da amici. Sono emozionati e si scambiano impressioni e confidenze, come mai avevano fatto. Vanno a letto. Marianne ha un incubo in cui crede di sprofondare nella sabbia e dice a Johan: "Credi che viviamo in una totale confusione? Credi che dentro di noi si abbia paura perché non sappiamo dove aggrapparci? Non si è perso qualcosa di importante? Credo che in fondo c'è il rimpianto di non aver amato nessuno e che nessuno mi abbia amato"[2]. Il film termina con i due che dopo essersi detti "Buona notte amore" si addormentano.

Analisi del film[modifica | modifica sorgente]

L'opera è una fotografia dell'istituzione matrimoniale, scattata con palese pessimismo (dovuto al fatto che lo stesso Bergman stava per divorziare dalla moglie Liv Ulmann) e moralismo realistico. Gli anni '70 risultano, d'altronde, dalle statistiche del tempo, il periodo più fervido di separazioni coniugali di tutto il XX secolo. Ma a Bergman non interessa la divisione di due coniugi in sé, bensì la fenomenologia dell'evento e le sue conseguenze. I due protagonisti, Marianne e Johan, tanto cari al regista, che infatti li analizzerà ancora in "Sarabanda", la sua ultima opera cinematografica, sembrano la coppia ideale e per molti aspetti lo sono: nell'intervista che apre il film , si presentano come due coniugi soddisfacenti e soddisfatti, irretiti quasi dalla perfezione del loro rapporto e dall'obiettivo della macchina fotografica del cameraman, che spesso li immortala nei momenti più veri possibili. Ma quella perfezione, quasi vitrea, sembra fin dall'inizio troppo fragile per resistere all'irruenza della società borghese, resa nella sua incapacità di coltivare sentimenti veri (come dimostra la furente litigata fra Peter e Katarina, i due amici) già accennata in "Sussurri e grida", e alle intemperie della vita. Si insinuano, infatti, sospetti, rimorsi, fallimenti, capaci di far crollare l'ideale di vita dei due sposi: Johan confessa alla moglie di averla tradita, e lei inizia a veder vacillare il suo equilibro psicosociale, che seppur falso e vuoto l'aveva fino ad ora sostenuta, ricordando le profetiche parole della signora Jacobi, una sua assistita, che le aveva raccontato come può essere pericoloso e autodistruttivo un matrimonio privo d'amore. I due non si vedono per molto tempo, e allorché si incontrano tentano sempre di farsi del male, cercando di ritrovare il loro rapporto in un eros impacciato e praticato con estrema indifferenza. Nessuno dei due riesce a capire veramente che l'assenza di libido sessuale, che aveva caratterizzato gli ultimi anni del loro rapporto, non era che un effetto di qualcosa che li accomunava e allo stesso tempo li allontanava: la drammatica ignoranza di se stessi e di conseguenza anche la mancata consapevolezza di cosa era diventato il loro rapporto, e cioè una soffocante maschera delle loro pieghe interiori, colorata di meschini compromessi morali e di silenziose verità, che corrodevano i loro animi. È questa, anche, la causa dell'esplosa violenza di Johan nei confronti di Marianne, al momento di firmare le carte del divorzio, della convulsiva pulsa erotica che spinge Marianne a chiedere al marito sempre un ultimo bacio, un'ultima notte. Questo orrendo spettacolo di menzogne e dolori non nasconde, tuttavia, un messaggio importante: questa coppia riesce a ritrovarsi, alla fine, solo grazie al dialogo, alla tolleranza, alla comprensione e alla tenerezza dei ricordi che li cullano e che non li hanno mai lasciati soli. In questo si evince la cogenza di significato di questa acclamata pellicola bergmaniana.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Titoli con cui è stato distribuito[modifica | modifica sorgente]

  • Cenas da Vida Conjugal, Portogallo
  • Cenas de um Casamento, Brasile
  • Escenas de la vida conyugal, Argentina
  • Kohtauksia eräästä avioliitosta, Finlandia, 11 settembre 1981
  • Scènes de la vie conjugale, Francia, 22 gennaio 1975
  • Scener fra et ægteskab, Danimarca
  • Scenes from a Marriage, USA, 15 settembre 1974
  • Scenes uit een huwelijk, Olanda, 27 marzo 1975
  • Secretos de un matrimonio, Spagna
  • Skines apo ena gamo, Grecia, (nuova edizione) 23 agosto 2007
  • Szenen einer Ehe, Germania Ovest, 20 settembre 1976

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ingmar Bergman, Scene da un matrimonio, 1973
  2. ^ op.cit.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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