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Un'estate d'amore

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Un'estate d'amore
Maj-Britt Nilsson e Birger Malmsten
Titolo originaleSommarlek
Lingua originalesvedese
Paese di produzioneSvezia
Anno1951
Durata96 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37:1
Generedrammatico
RegiaIngmar Bergman
SoggettoIngmar Bergman
Herbert Grevenius
ProduttoreAllan Ekelund
Casa di produzioneSvensk Filmindustri
FotografiaGunnar Fischer
MontaggioOscar Rosander
MusicheErik Nordgren
Bengt Wallerström (originali)
Pëtr Il'ič Čajkovskij da Il lago dei cigni
ScenografiaNils Svenwall
TruccoCarl M. Lundh
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
«Il destino è crudele: ti offre una gioia, ti fa sperare, e poi di colpo ti abbandona. E allora tutto crolla intorno a te nel fango e nella polvere»

Un'estate d'amore (Sommarlek) è un film di Ingmar Bergman uscito nel 1951, ma realizzato nel 1950.

La ballerina Marie riceve un plico che contiene il diario di Henrik, un giovane che ha amato durante un'estate di tredici anni prima e che era morto in modo prematuro per un incidente. Durante una giornata in cui non ha prove di balletto, Marie, senza dire nulla a David, il fidanzato, si reca allo chalet sul mare dove aveva vissuto quei giorni d'amore ed è presa da nostalgici ricordi.

Scopre intanto che il diario le è stato inviato per vendetta da suo zio Erland, che dopo la morte del giovane aveva approfittato del suo smarrimento per coinvolgerla in una squallida relazione. Ritornata in città per riprendere le prove, si confida con il suo maestro di ballo, che la incoraggia ad abbandonare i ricordi e a guardare in faccia la realtà del presente. Marie decide così di consegnare il diario a David, un giornalista che la ama, e lo invita a leggerlo. Se dopo averlo letto la vorrà ancora sposare lei accetterà. Il giovane, dopo aver letto il diario, le assicura il suo amore e Marie si abbandona a lui rompendo così quel muro di egoismo che aveva innalzato dopo la morte di Henrik.

Doniol-Valcroze ha parlato di «un'opera malinconica in cui il presente si mescola continuamente al ricordo [...]» e a proposito del flashback, come citato ancora da da Georges Sadoul, «è tutt'intero, meraviglioso, brilla di spontaneità, di emozione, intessuta di passione delicata e d'erotismo discreto».[1]

Godard e Truffaut sono abbagliati dalla libertà di espressione di Jeux d'eté, questo il titolo francese di Sommarlek (Un'estate d'amore) così come lo saranno poi a proposito dalla libertà nelle riprese di Monika.[2]

Sergio Trasatti scrive che Un'estate d'amore è il primo film in cui Bergman «dimostra di avere la piena padronanza delle sue possibilità espressive». Lo stesso critico riporta anche una dichiarazione di Bergman rilasciata a Jörn Donner in cui Bergman, confermando l'acquisizione del suo mestiere di regista, aggiunge, riferendosi al film, «che a quei tempi la tecnica era molto più complicata di oggi».[3]

Espedienti narrativi

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Nel film sono presenti alcune scene animate realizzate da Rune Andréasson che successivamente divenne famoso per aver realizzato il film d'animazione Bamse.[4]

  1. Georges Sadoul, Estate d'amore (Un'), in Enciclopedie pratiche, Il cinema Vol. 2°-I film A-M, n. 18, Firenze, G.C.Sansoni Editore, Nuova S.p.A., marzo 1981, pp. 170-171.
  2. (FR) Jacques Aumont, Ingmar Bergman «Mes films sont l'explication de mes images», Paris, Cahiers du cinéma Auteurs, Septembre 2003, pp. 57-62.
  3. Sergio Trasatti, Ingmar Bergman, in L'Unità/Il Castoro, Roma, Editrice il Castoro S.r.l., settembre 1995, pp. 18-19.
  4. Un’estate d’amore, su quinlan.it.

Collegamenti esterni

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