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Il lago dei cigni

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Il lago dei cigni
Anna Sobeshchanskaya interpreta Odette nella prima produzione del 1877
CompositorePëtr Il'ič Čajkovskij
Tipo di composizioneballetto
Numero d'operaop. 20
Epoca di composizione1875-1876
Prima esecuzioneMosca, Teatro Bol'šoj, 20 febbraio 1877
PubblicazioneJurgenson, Mosca, 1895
Durata media2 h 30 min circa
(a seconda della versione)
Organicovedi sezione

Il lago dei cigni (in russo Лебеди́ное о́зеро, Lebedínoe ózero) è uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il'ič Čajkovskij. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bol'šoj di Mosca il 20 febbraio 1877 (4 marzo secondo il calendario gregoriano), con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger.

La trama del balletto, modellata su diverse fiabe popolari russe e tedesche, si svolge in Germania e narra la triste storia d'amore tra il Principe Siegfried e la bella Principessa Odette, trasformata in cigno da un maleficio del perfido stregone Rothbart.

Primo dei tre balletti di Čajkovskij, fu composto a Mosca tra l'agosto 1875 e l'aprile 1876. Viene rappresentato in quattro atti e quattro scene. Sebbene esistano molte versioni diverse del balletto, la maggior parte delle compagnie di danza basa l'allestimento, sia dal punto di vista coreografico che musicale, sul revival di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Mariinskij, presentato la prima volta il 15 gennaio 1895 (secondo il calendario giuliano, all'epoca in vigore in Russia, 27 gennaio per quello gregoriano)[1] al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo, Russia.

In occasione di questo revival, la musica di Čajkovskij venne rivisitata dal maestro di cappella dei Teatri Imperiali, Riccardo Drigo.

L’autorialità del libretto originale rimane incerta, così come le origini precise della vicenda, che restano oscure. Sono state ipotizzate influenze provenienti dalle tradizioni popolari russe e tedesche, tra cui la fiaba del 1784 Der geraubte Schleier ("Il velo rubato"), pubblicata da Johann Karl August Musäus in Volksmärchen der Deutschen e basata sul mito della fanciulla cigno. Tuttavia, queste fonti presentano solo limitate affinità con la trama del balletto.[2]

Come riportato da altre fonti, la storia non avrebbe un autore specifico, poiché sarebbe stata formata attraverso convenzioni ballettistiche. Diversi critici hanno osservato che molte idee presenti nel libretto compaiono in leggende di vari paesi e che l’ambientazione tedesca era frequente nei balletti del XIX secolo. Il personaggio di Siegfrid richiama quello di Albrecht in Giselle, in quanto entrambi vengono ingannati nel tradire la propria amata, e il ballo per scegliere la sposa compare anche in La fille du Danube. Le fanciulle cigno possono essere considerate una variazione delle villi e delle silfidi, figure comuni nei balletti romantici. La storia presenta inoltre legami con l’opera Le lac des fées di Daniel Auber.[3]

Un’ipotesi propone che l’ideatore della storia sia stato il coreografo originario, Julius Reisinger, boemo e quindi plausibilmente a conoscenza del racconto "Il velo rubato".[4] Un'altra teoria attribuisce la paternità a Vladimir Petrovich Begičev, allora direttore dei Teatri Imperiali di Mosca, forse in collaborazione con il ballerino del Bol’šoj Vasilij Gel’cer. Una copia superstite del libretto reca infatti il nome di Begičev. Tuttavia, poiché il primo libretto pubblicato diverge in numerosi punti dalla partitura di Čajkovskij, alcuni studiosi hanno ipotizzato che esso possa essere stato redatto da un giornalista, sulla base di osservazioni delle prime prove, in linea con l’usanza contemporanea di riportare sulla stampa le nuove produzioni operistiche e coreutiche insieme ai rispettivi scenari.[3]

Un'altra possibilità spesso citata propone che la storia sia stata inventata dallo stesso Čajkovskij, il quale avrebbe utilizzato una trama simile nel 1871, nel suo precedente breve balletto amatoriale Ozero lebedej ("Lago dei cigni"). Persino i nomi dei protagonisti erano già gli stessi: il fratello Modest e la nipote Tat’jana interpretarono rispettivamente Siegfrid e Odette.[5] Secondo alcune teorie, Čajkovskij fu influenzato dalle opere di Richard Wagner, che generalmente teneva in alta considerazione. Nell'Anello del Nibelungo vi è infatti un personaggio di nome Sigfrido che, tradendo inconsapevolmente la propria amata, causa infine la propria morte. I nomi degli invitati al ballo richiamano quelli di personaggi del Tannhäuser. Parallelismi ancora maggiori si possono osservare nel Lohengrin, come l’uso del cigno quale simbolo di purezza, la presenza di un mago malvagio, l’impiego di trombe araldiche per segnalare eventi soprannaturali e la morte dell’eroina come conseguenza di un tradimento involontario.[3]

Alcuni contemporanei di Čajkovskij notarono inoltre il suo vivo interesse per la vita di re Ludovico II di Baviera, la cui esistenza veniva simbolicamente associata al cigno e che, in certe interpretazioni, è stato ritenuto un possibile modello per la figura idealizzata e sognatrice del principe Siegfried.[4]

Produzione del 1877

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La prima esecuzione assoluta al Bol'šoj, con Pelageja M. Karpakova protagonista, fu accolta tiepidamente a causa di molteplici problemi: l'orchestra e il direttore, un semidilettante, lamentavano le difficoltà di una partitura "complicata" e diversa dalla consuetudine. Lo stesso avvenne da parte dei danzatori avvezzi a standard meno impegnativi. Pure l'allestimento scenico fu debole e assemblaggio di precedenti spettacoli; la coreografia di Reisinger fu banale e insignificante.[6] Ad aumentare la dose, le due prime protagoniste, che si alternarono nella successione delle recite, avevano doti coreutiche minori o si trovavano in età tecnicamente avanzata.

Le critiche del tempo banalizzavano l'esito coreografico: "un'ammirevole abilità [del coreografo, ndr] nell'arrangiamento degli esercizi ginnici"; la Gazzetta Teatrale del 22 febbraio 1877 ammetteva "qualche momento riuscito" ma affermava che "in generale la musica è piuttosto monotona, noiosa... interessante probabilmente solo per i musicisti".[7]

Un bozzetto di S. Sudekin, 1911, per "Il lago dei Cigni"

Il punto della situazione e lo svolgimento dei fatti sono rintracciabili nei Ricordi (1896) del critico, amico del compositore, Nikolaj Dmitrievič Kaškin:

«Il Lago dei cigni ebbe successo, non grande ma certamente lo ebbe, e continuò ad essere eseguito per molti anni fino a quando il decorativismo fu completamente sorpassato per non essere più riportato in auge. Non solo se ne minimizzò questo elemento; la musica soffrì sempre più, fino a quando circa un terzo di essa venne sostituita da musica di altri balletti, non necessariamente buoni"»

Allestimento del 1895

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Ol'ga Iosifovna Preobraženskaja nel ruolo di Odette (1895)

Non ebbero risultati migliori le due successive creazioni al Bol'šoj con la coreografia di Joseph Hansen del 13 luglio 1880 e poi il 28 ottobre 1882 con Lydia Geiten quale interprete. Dopo poco più di un anno dalla morte del compositore, nel 1895, il direttore del teatro Mariinskij, il principe Vsevoložskij, decise di riproporre Il lago dei cigni vista la fortuna che gli altri due balletti di Čajkovskij, La bella addormentata e Lo schiaccianoci, avevano avuto presso il pubblico. Il balletto passò quindi nelle mani di Marius Petipa, maître de ballet del teatro imperiale, il coreografo che si era distinto egregiamente anche nell'altra opera di Čajkovskij, La bella addormentata, e in quelle di Lev Ivanov, assistente di Petipa. A Modest Čajkovskij fu affidato il compito di rivedere il libretto. Le sue modifiche comprendevano la trasformazione di Odette da fanciulla-cigno soprannaturale a donna mortale colpita da una maledizione, la sostituzione dell’antagonista, inizialmente la matrigna di Odette, con lo stregone Rothbart, e la rielaborazione del finale. Nella nuova conclusione, Odette sceglie di annegare e il principe Siegfried decide di condividere il suo destino piuttosto che vivere senza di lei; i loro spiriti vengono quindi ricongiunti in un’apoteosi.[8]

Dopo la realizzazione del solo secondo atto in occasione di un tributo a Čajkovskij il 1º marzo 1894,[9] il 15 gennaio 1895, ebbe luogo il primo completo allestimento coreografato da Petipa e Ivanov presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Petipa curò il primo e il terzo atto, mentre Ivanov curò gli atti bianchi, il secondo e il quarto. Inoltre vennero apportate anche modifiche alla sequenza dei numeri e furono aggiunti brani pianistici del musicista trascritti dal compositore italiano (e direttore d'orchestra in tale occasione) Riccardo Drigo[10]. Questa volta fu un successo e Il lago dei cigni entrò a pieno diritto nel repertorio dei teatri pietroburghese e moscovita e con il tempo in quello internazionale, divenendo una pietra miliare del balletto classico.

L'orchestra de Il Lago dei cigni è composta da un ottavino, due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due cornette, due trombe, tre tromboni, una basso tuba, una serie di timpani, triangolo, tamburello, nacchere, rullante, piatti, grancassa, gong, xilofono, arpa e archi.

  • Principessa Odette (la Regina dei Cigni, il Cigno Bianco, la Principessa Cigno), una bella principessa trasformata in un cigno bianco.
  • Principe Siegfried, un giovane principe che si innamora di Odette.
  • Barone von Rothbart, un malvagio stregone che ha lanciato l’incantesimo su Odette.
  • Odile (il Cigno Nero), figlia di Rothbart.
  • Benno von Sommerstern, amico del principe.
  • La Regina, madre del principe Siegfried.
  • Wolfgang, suo tutore.
  • Barone von Stein.
  • La Baronessa, sua moglie.
  • Freiherr von Schwarzfels.
  • La moglie di Freiherr von Schwarzfels.
  • Un araldo.
  • Un valletto.
  • Gentiluomini e dame di corte, amici del principe, araldi, ospiti, paggi, abitanti del villaggio, servitori, cigni e piccoli cigni.

Variazioni nei personaggi

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Dal 1895, Benno von Sommerstern venne indicato semplicemente come “Benno” e Odette come “Regina dei Cigni”. Anche il Barone von Stein, sua moglie, e Freiherr von Schwarzfels con la consorte non furono più identificati nel programma. La sovrana o principessa regnante viene spesso indicata come “Regina Madre”.

Il personaggio di Rothbart (talvolta scritto Rotbart) è stato soggetto a numerose interpretazioni. La ragione della maledizione lanciata su Odette non è nota: diverse versioni, compresi due lungometraggi, hanno proposto spiegazioni, ma nessuna è generalmente esplicitata nel balletto. Egli è raramente rappresentato in forma umana, tranne che nel terzo atto, ed è solitamente raffigurato come una creatura simile a un gufo. Nella maggior parte delle produzioni, il sacrificio della coppia porta alla sua distruzione; esistono tuttavia versioni in cui egli trionfa. La versione di Jurij Grigorovič, rappresentata per diversi decenni dal Balletto Bol’šoj, è nota per includere entrambi i finali: Rothbart viene sconfitto nella versione originale del 1969, in linea con le aspettative dell’epoca sovietica di una conclusione positiva; nella revisione del 2001, invece, Rothbart conduce un gioco malvagio del destino con Siegfried, che vince alla fine, causando la rovina del principe. Nella seconda produzione dell’American Ballet Theatre di Il lago dei cigni, il personaggio è interpretato da due danzatori: uno giovane e affascinante che attira Odette verso la rovina nel prologo, e una creatura rettiliana. In questa versione, il suicidio degli amanti ispira gli altri cigni prigionieri di Rothbart a ribellarsi e a spezzare l’incantesimo.

Odile, figlia di Rothbart, indossa generalmente abiti neri (sebbene nella produzione del 1895 non fosse così) e compare soltanto nel terzo atto. Nella maggior parte delle produzioni moderne, è rappresentata come il doppio esatto di Odette (somiglianza dovuta alla magia di Rothbart), motivo per cui Siegfried non può essere ritenuto colpevole di averla scambiata per Odette. È stato ipotizzato che nella produzione originale Odette e Odile fossero interpretate da due ballerine diverse; ciò avviene anche in alcune produzioni d’avanguardia.

A causa delle varie interpolazioni, tagli, manomissioni che la musica subì prima e dopo la morte dell'autore, il balletto presenta molte incognite musicali e drammaturgiche. La posizione dei vari brani (come il Passo a due, che oggi vediamo nel III atto, detto "del cigno nero") e "numeri" della partitura (ossia la stessa struttura del balletto in sede rappresentativa), è tuttora argomento di dibattito[11]. Non marginale poi lo svolgimento narrativo, in particolar modo riguardo alla conclusione del balletto, ove ebbe a suo tempo un ruolo determinante, al fine di una variante "positiva", il fratello del musicista, Modest, dopo la scomparsa di Čajkovskij. In una lettera a Hermann Laroche del 1894 disse: «È fatto talmente male [il libretto] che ho dovuto cambiare l'intero testo», come ricorda Thomas Kohlhase[12].

Pierina Legnani nel ruolo di Odette (1895, San Pietroburgo)
Introduzione: Moderato assai - Allegro non troppo - Tempo I
No. 1 Scène: Allegro giusto
No. 2 Valse: Tempo di valse
No. 3 Scène: Allegro moderato
No. 4 Pas de trois
I. Intrada: Allegro
II. Andante sostenuto
III. Allegro simplice - Presto
IV. Moderato
V. Allegro
VI. Coda: Allegro vivace
No. 5 Pas de deux
I. Tempo di valse ma non troppo vivo, quasi moderato
II. Andante - Allegro
III. Tempo di valse
IV. Coda: Allegro molto vivace
No. 6 Pas d'action: Andantino quasi moderato - Allegro
No. 7 Sujet
No. 8 Danse des coupes: Tempo di polacca
No. 9 Finale: Sujet: Andante
No. 10 Scène: Moderato
No. 11 Scène: Allegro moderato - Moderato - Allegro vivo
No. 12 Scène: Allegro - Moderato assai quasi andante
No. 13 Danses des cygnes
I. Tempo di valse
II. Moderato assai
III. Tempo di valse
IV. Allegro moderato
V. Pas d'action: Andante - Andante non troppo - Tempo I - Allegro
VI. Tempo di valse
VII. Coda: Allegro vivo
No. 14 Scène: Moderato
Pavel Gerdt nel ruolo del Principe Siegfried nell'allestimento del 1895 al Teatro Mariinskij
No. 15 Scène: Allegro giusto
No. 16 Danses du corps de ballet et des nains: Moderato assai - Allegro vivo
No. 17 La sortie des invités et la valse: Allegro - Tempo di valse
No. 18 Scène: Allegro - Allegro giusto
No. 19 Pas de six. Intrada: Moderato assai
Var. I. Allegro
Var. II. Andante con moto
Var. III. Moderato
Var. IV. Allegro
Var. V. Moderato - Allegro simplice
Coda: Allegro molto
Appendix I. (19a) Pas de deux. Intrada: Moderato - Andante
Var. I. Allegro moderato
Var. II. Allegro
Coda: Allegro molto vivace
No. 20 Danse hongroise. Czardas: Moderato assai - Allegro moderato - Vivace
Appendix II. (20a) Danse russe: Moderato - Andante simplice - Allegro vivo - Presto
No. 21 Danse espagnole: Allegro non troppo (Tempo di bolero)
No. 22 Danse napolitaine: Allegro moderato - Andantino quasi moderato - Presto
No. 23 Mazurka: Tempo di mazurka
No. 24 Scène: Allegro - Valse - Allegro vivo
No. 25 Entr'acte: Moderato
No. 26 Scène: Allegro non troppo
No. 27 Danses des petits cygnes: Moderato
No. 28 Scène: Allegro agitato - Molto meno mosso - Allegro vivace
No. 29 Scène finale: Andante - Allegro agitato - Alla breve. Moderato e maestoso - Moderato
"Il lago dei cigni" nella versione di Rudol'f Nureev

La maggior parte delle produzioni mette in scena l'allestimento del 1895 ad opera di Marius Petipa.

Odette

Il movimento che introduce il balletto è una breve sintesi musicale ed emotiva del dramma, che rimpiazza la tradizionale ouverture. La melodia d'apertura è il primo tema del cigno, in esso risuona già una delle scale discendenti che si incontreranno poi in tutto il balletto. Queste scale alludono al destino che incombe sui due amanti, a cui non potranno sottrarsi. Il movimento agitato che appare simboleggia il sortilegio del mago Rothbart su Odette e la sua trasformazione in cigno. In talune revisioni librettistiche e coreografiche, comunque non conformi all'originale, la breve scena viene rappresentata sul palcoscenico, come antefatto (ad esempio in Nicholas Beriozoff, Milano, 1964).

In un giardino di fronte al palazzo reale, il principe Siegfried festeggia con i suoi amici il suo compleanno. (Valse: Tempo di valzer). Si avvicinano delle contadine per porgergli gli auguri e lo intrattengono con le loro danze. Allegro moderato. Arriva la Regina Madre che regala al figlio una balestra, dato che egli è molto amante della caccia, e lo esorta a trovarsi una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell'intreccio. La festa continua con scherzi e balli del giullare di corte. (Finale I). Gli ospiti rientrano nel castello, il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia e, imbracciato l'arco, s'inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della "fanciulla cigno".

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio mago Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. Questo numero, ideato come entr'acte, divenne in seguito un tableau scenico. Allegro moderato. I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle (Moderato). La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia. Esse sono infatti vittime di un sortilegio del perfido stregone Rothbart. Di giorno prendono le sembianze di cigni e solo di notte, sulle sponde di un lago incantato (creato dalle lacrime della madre di Odette), possono riprendere le loro vere sembianze. Solo una promessa di matrimonio potrà sciogliere l'incantesimo che le tiene prigioniere.

Allegro vivo. Rothbart entra in scena e il principe Siegfried minaccia di ucciderlo, ma Odette lo ferma: se venisse ucciso prima che l'incantesimo venga spezzato, la magia non potrebbe più essere annullata.

Allegro - moderato assai quasi andante. Rothbart se ne va e le ragazze cigno riempiono la radura.

Danses des cygnes Siegfried, stregato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell'intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d'action, la cui musica è tratta dall'opera giovanile Undina, dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l'alba e le fanciulle si ritrasformano in cigni.

Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti dalla Regina Madre e da Siegfried. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l'arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand'ecco che uno squillo di tromba annuncia l'arrivo di nuovi ospiti.

Allegro, Allegro giusto. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie a una magia del padre, ha assunto l'aspetto di Odette. L'intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato e il motivo della "fanciulla cigno" suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile, che il pubblico può comunque distinguere dal costume che nel caso di Odile è nero. Pax de six. Ciascuna ragazza balla una variazione per il principe. Seguono una serie di danze nazionali, una danza ungherese, una russa, una spagnola, una napoletana e una mazurka. Allegro, Tempo di valse, Allegro vivo. Con il suo fascino, Odile è riuscita a far innamorare Siegfried che la presenta alla madre come sua futura sposa e regina. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello che piomba nell'oscurità fra l'orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell'inganno, scorge la vera Odette attraverso un'arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.

Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. La bufera si placa e sul lago, tornato tranquillo, appare un gruppo di candidi cigni in alto volo.

Libretto del 1877

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Illustrazione del 1877 di F. Gaanen per la scenografia del secondo atto

Il principe Siegfried festeggia il suo compleanno insieme ai suoi amici e a un gruppo di paesani. Arriva sua madre che lo informa del suo desiderio che egli si sposi, garantendo così una linea di successione al trono. La regina decide quindi di dare un ballo, in modo che il principe scelga una sposa proveniente da una famiglia nobile. Dopo i festeggiamenti, Siegfried e il suo amico Benno notano uno stormo di cigni e decidono di seguirlo.

Siegfried e Benno giungono a un lago dove i cigni svaniscono. Fa la sua apparizione una splendida fanciulla con una corona sul capo. La fanciulla di nome Odette, dice loro di essere uno dei cigni che stavano cacciando e racconta la sua storia. Odette è figlia di una fata e di un nobile cavaliere che alla morte di sua madre si era risposato con una strega malvagia. La matrigna avrebbe voluto uccidere Odette, ma il nonno della fanciulla l'aveva salvata. Questi aveva pianto tanto alla morte della figlia, da formare un lago con le sue lacrime. Odette e le sue compagne vivono nei pressi del lago insieme al nonno della ragazza e possono trasformarsi in cigni a loro piacimento. La matrigna di Odette non ha desistito dal suo piano di ucciderla e la spia sotto forma di gufo, nonostante la fanciulla sia protetta da una corona magica. Solo una volta che Odette sarà sposata, la strega perderà ogni potere su di lei. Nel frattempo Siegfried si è innamorato di Odette, ma la fanciulla teme che la strega possa rovinare la loro felicità.

Durante il ballo Siegfried si rifiuta di sposare ciascuna delle nobili invitate. Fanno il loro ingresso il Barone Von Rohbart e sua figlia Odile. Siegfried pensa che Odile somigli molto ad Odette, ma Benno non è d'accordo. Il principe danza con Odile innamorandosi sempre di più di lei, tanto da accettare di sposarla. Odile scoppia in una risata e Rothbart si trasforma in un demone, mentre alla finestra compare un cigno con una corona in testa. Siegfried corre fuori dal palazzo.

Odette è sconvolta e le sue amiche cercano di consolarla. Siegfried ritorna al lago e le rivolge una appassionata richiesta di perdono. Odette lo perdona, ma il tradimento non può essere annullato. Piuttosto che rimanere cigno per sempre, sceglie di morire. Siegfried decide di morire con lei e i due si gettano nel lago, dove rimarranno insieme per sempre. Questo gesto spezza l’incantesimo di Rothbart sulle fanciulle cigno, facendogli perdere il potere su di loro e conducendolo alla morte. In un’apoteosi finale, le giovani, ritornate alla loro forma umana, assistono all’ascesa di Siegfried e Odette verso il cielo, uniti per sempre nell’amore.

Finali alternativi del balletto

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Dopo la Rivoluzione russa del 1917, ma soprattutto nel periodo stalinista, anche i protagonisti dei balletti dovettero in qualche modo essere assimilati al concetto di eroi positivi. Proprio per aderire a questa nuova filosofia, il finale del balletto venne modificato. Nella versione di Vladimir Bourmeister del 24 aprile 1953, dopo un combattimento tra Rothbart e Siegfried, questo riesce a sconfiggere il mago e Odette riprende le sue sembianze umane potendo così vivere il proprio sogno d'amore con il principe.

Esistono molte altre versioni della scena finale originale (1877) del balletto come è stata qui sopra riportata, giusta la lezione di Thomas Kohlhase e Warrack[12][13][14]. I libretti nella versione 1877 e 1894-95 sono contenuti nell'appendice al volume 11b dell'Edizione Completa delle Opere di Čajkovskij[15]. La più rappresentata è comunque quella di Modest Il'ič Čajkovskij, fratello del compositore:

Versione del 1895 di Modest Il'ič Čajkovskij:[12]

  1. Dopo la separazione dall'amato, Odette si getta nel lago. Il libretto del 1894/95 si conclude così: Quarta scena: lo spirito maligno vola sotto le spoglie di un gufo. Siegfried si trafigge e il gufo cade morto. Il lago scompare. - Apoteosi: un regno subacqueo: Ninfe e Naiadi salutano Odette e il suo innamorato e li portano nel tempio della felicità e della beatitudine eterna.[16]
  2. Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un'Apoteosi celeste.
  3. Siegfried combatte contro il mago, ma ha la peggio. Rothbart minaccia Odette di uccidere il principe, se lui non acconsentirà alle nozze con Odile. Siegfried per amore di Odette prende la spada di Rothbart e si uccide. Così facendo, il suo amore spezza l'incantesimo, i cigni ritornano fanciulle, Siegfried torna in vita e può vivere il proprio sogno d'amore assieme all'amata.
  4. Odette, costretta a rimanere un cigno per l'eternità, decide di suicidarsi gettandosi da una rupe. Siegfried in seguito decide di fare lo stesso. Questo atto di sacrificio e di amore sconfigge il potere di Rothbart. Infine al sorgere dell'alba le anime dei due amanti si riuniscono in un'Apoteosi celeste.
  5. Il principe implora Odette di perdonarlo, rendendosi disponibile a morire con lei pur di rompere l'incantesimo. Appare allora Rothbart che dà inizio a un duello col principe in cui il malvagio viene sconfitto, ponendo fine al suo maleficio.

Altre versioni coreografiche

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Aleksandr Gorski revisionò la coreografia di Petipa e la mise in scena al Teatro Bol'šoj il 24 gennaio 1901; a questa versione si attennero poi quelle successive realizzate dal Bol'šoj, tra cui quella del 1956 con Maja Pliseckaja e del 1969 con Natalija Bessmertnova.

La prima realizzazione integrale che si tenne al di fuori dei confini della Russia fu quella realizzata dal coreografo Achille Viscusi a Praga nel 1907, mentre al 1910 risale la prima londinese con Ol'ga Preobraženskaja. I Balletti russi di Djagilev misero in scena Il lago dei cigni in un solo atto al Covent Garden di Londra il 30 novembre 1911.

La prima esecuzione parziale in Italia del balletto ebbe luogo il 15 febbraio 1925 al Teatro dell'Opera di Roma, coreografata e interpretata da Julija Nikolaevna Sedova,[17][18] mentre il primo allestimento completo debuttò nello stesso teatro il 14 dicembre 1937, con la coreografia di Boris Georgievič Romanov.[19][20]

La versione ripresa dall'integrale di Petipa-Ivanov da parte di Nicholas Sargeev nel 1934 per il Vic-Well's Ballet sarà utilizzata per realizzazioni successive della coreografia anche fuori Europa.

Da ricordare anche la versione personale di George Balanchine in un solo atto del 20 novembre 1951 al New York City Center; Frederick Ashton il 12 dicembre 1963 mise in scena la sua versione con interprete Margot Fonteyn; John Cranko a Stoccarda nel 1963, Kenneth MacMillan nel 1964 all'Opera di Berlino e John Neumeier nel 1976 ad Amburgo misero in scena altre versioni.[9]

Una versione-adattamento molto particolare del balletto si deve a Matthew Bourne[21] per il Sadler's Wells Theatre di Londra (1995), che ha goduto di un grande successo nel mondo, ma anche di critiche dai "puristi". Una delle singolarità è che i cigni sono interpretati da ballerini maschi. Fra i tanti riferimenti del soggetto manipolato, ve ne sono anche all'uomo Čajkovskij, allusione del resto usata da altri coreografi, anche in Italia, (Paul Chalmer, 2011, MaggioDanza).

Il 26 novembre 1999 debutta a Lecce la versione del coreografo italiano Fredy Franzutti per la sua compagnia, il Balletto del Sud. La produzione, che replica in numerosi festival e teatri italiani, fu lodata da Vittoria Ottolenghi[22]. Franzutti propone delle analogie tra il personaggio di Siegfried e Ludovico II di Baviera[23]. Il demone Rothbart chiede l'anima del ragazzo in cambio di una vita senza responsabilità e di duratura bellezza (tramutarsi in cigno). Il gruppo di cigni prigioniero dell'incantesimo di metamorfosi è, per Franzutti, costituito da ragazze e ragazzi che hanno accettato il patto.

Il 2 dicembre 2011 debutta a Stoccolma una riscrittura audace del classico di Čajkovskij a firma di Fredrik Rydman –uno dei membri della Bounce Streetdance Company– che miscela danza classica e street dance con brani originali di musicisti pop e rock. Swan lake reloaded è ambientato nel presente, con i cigni che sono prostitute drogate, vestite con pellicce bianche e con stivali di vernice nera, sottomesse dal protettore/spacciatore Rothbart. Dopo Stoccolma lo spettacolo ha registrato successi nei teatri di Londra, Parigi, Berlino, Zurigo. Il 17 marzo 2014 debutta in Italia al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Il balletto, oltre ad esser stato inscenato in diverse versioni, ha avuto anche successo nelle arti narrative.

  • The Black Swan (1999): romanzo fantasy scritto da Mercedes Lackey, la quale riscrive la storia, incentrandola su Odile.
  • Loom (1990): un'avventura grafica prodotta e pubblicata dalla Lucasfilm Games, la cui colonna sonora è interamente tratta da questo balletto.
  1. (EN) Swan Lake, su The Marius Petipa Society, 22 dicembre 2015. URL consultato il 25 gennaio 2025.
  2. The Swan Lake mystery: An amalgam of different fairytales — News — Royal Opera House, su roh.org.uk. URL consultato il 21 giugno 2022 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2017).
  3. 1 2 3 Wiley, 32-38
  4. 1 2 (EN) The Fascinating History of Swan Lake: Pyotr Ilyich Tchaikovsky’s Greatest Ballet, su History Hit. URL consultato il 21 giugno 2022.
  5. David Brown, Tchaikovsky: The Man and His Music, New York, Pegasus Book, 2009, pp. 63-512, ISBN 978-1605-9801-71.
  6. Alfio Agostini, AA.VV. Il Balletto. Repertorio del Teatro di Danza dal 1581, Milano, Mondadori, 1979.
  7. Warrack, pp. 21-22.
  8. Wiley, 248
  9. 1 2 Horst Koegler, The Concise Oxford Dictionary of Ballet, Oxford University Press, 1977
  10. static.teatroallascala.org, http://static.teatroallascala.org/static/upload/lis/lista-musiche.pdf.
  11. (EN) Swan Lake - Tchaikovsky Research, su en.tchaikovsky-research.net. URL consultato il 10 giugno 2017.
  12. 1 2 3 Kohlhase.
  13. Filmato audio Teatro Bolscioi di Mosca, Swan Lake (Лебединое озеро), su YouTube, 1957.
  14. Oltre la famosa versione del 1957 del Teatro Bolscioi di Mosca, sono significative quelle del The Royal Swedish Ballet (2002) e dell'American Ballet Theatre (2005).
  15. en.tchaikovsky-research.net, http://en.tchaikovsky-research.net/pages/Complete_Collected_Works.
  16. Copia archiviata (PDF), su hz.imslp.info. URL consultato il 29 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2016).
  17. Foreign Notes, in The Musical Digest, New York, 17 marzo 1925, p. 21.
  18. (EN) Il lago dei cigni, pas de deux 1924-25 | Archivio Storico del Teatro dell'Opera di Roma, su archiviostorico.operaroma.it. URL consultato il 26 agosto 2025.
  19. «Il lago dei cigni» di Ciaikowsky rappresentato per la prima volta al Teatro Reale dell'Opera, in La Stampa, 15 dicembre 1937, p. 4.
  20. (EN) Il lago dei cigni 1937-38 | Archivio Storico del Teatro dell'Opera di Roma, su archiviostorico.operaroma.it. URL consultato il 26 agosto 2025.
  21. Matthew Bourne's Swan Lake on Tour, su swanlaketour.com. URL consultato il 5 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  22. Mi è caduta la danza nel piatto di Vittoria Ottolenghi, Edizioni Libreria Croce, pag. 57, 2008.
  23. Una soluzione già adottata da Neumeier nel 1976 per Amburgo.
  • Thomas Kohlhase, "Il lago dei cigni" di Piotr Ciaikovski. Un tragico balletto di fiaba, in brochure dell'edizione discografica Deutsche Grammophon/Polydor International GmbH, 2740 220/2709 099, Seiji Ozawa, Boston Symphony Orchestra, 1979.
  • Warrack, John, Čajkovskij. I Balletti, (tit.orig.: Tchaikovsky Ballet Music, BBC, London, 1979), Milano, Rugginenti Editore, 1994, ISBN 88-7665-081-4.
  • Roland John Wiley, Tchaikovsky's Ballets: Swan Lake, Sleeping Beauty, Nutcracker, Oxford, Clarendon Press, 1991, ISBN 0-19-315314-9.
  • Alberto Testa, I Grandi Balletti, Repertorio di Quattro Secoli del Teatro di Danza, Roma, Gremese Editore, 1991.
  • Roberto Baiocchi, Il Grande Libro della Danza, Balletti di Repertorio, Firenze, Giunti Editore, 2006, ISBN 978-8809049147.

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