Leda Rafanelli

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Leda Rafanelli fotografata da Federico Patellani nel suo studio, ottobre 1946

Leda Rafanelli (Pistoia, 4 luglio 1880Genova, 13 settembre 1971) è stata una politica, anarchica e scrittrice italiana, esponente dei futuristi di sinistra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini della famiglia e prima adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di livornesi, già nell'adolescenza Leda mostra un'evidente facilità nello scrivere e Filippo Turati si premurerà di far pubblicare sul giornale del PSI una sua poesia, Le gomene. In giovanissima età si trasferisce con i genitori ad Alessandria d'Egitto, entrando in contatto con gli anarchici della Baracca Rossa, gruppo frequentato anche da Giuseppe Ungaretti ed Enrico Pea. Questi anni saranno rievocati, molti decenni più tardi, da Maurizio Maggiani ne Il coraggio del pettirosso[1].

Leda ad Alessandria d'Egitto[modifica | modifica wikitesto]

Col tempo, Leda abbandona le idee dell'Anarco-individualismo cui si era avvicinata e si lega alla corrente socialista libertaria, prendendo le distanze sia da progetti terroristici sia dalle involuzioni di stampo borghese il cui sviluppo fu, forse inconsapevolmente, alimentato dalle teorie di Max Stirner. A questo proposito va sottolineato che mentre molti anarco-individualisti si schiereranno a favore della guerra ovvero diverranno interventisti, Leda, già ritornata in Italia, fu in contrasto col Manifesto dei Sedici, firmato anche da Kropotkin[2], che appoggerà, nel 1915,[3], l'entrata dell'Italia nel primo conflitto mondiale, ribadendo ancora una volta le sue convinzioni pacifiste[4]. Secondo la Rafanelli, infatti, le tendenze individualiste genuine all'interno dell'ideologia anarchica sono ben distanti dalle idee democratico-borghesi sulle quali poggiano pretestuosamente varie posizioni guerrafondaie.

Nel suo ultimo periodo di permanenza in Egitto, la Rafanelli si avvicina al sufismo, frangia dell'Islam, nel quale il rituale estetico della danza riveste una grande importanza. Ancor oggi sono noti e pubblicizzati, del sufismo, i dervisci danzanti. La fede islamica, nel caso specifico della Rafanelli, è vista come critica e ribellione al mondo occidentale che vuole gestire e monopolizzare potere e cultura. Tornata dall'Egitto in Italia con suo marito, l'anarchico Ugo Polli, appena sposato, pubblicherà un articolo ne La Libertà[5] in cui raffronta i due stili di vita: quello cristiano-occidentale e quello islamico.

In Italia alla vigilia e durante la prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo antecedente alla prima guerra mondiale, appena tornata in Italia, Leda è molto vicina ideologicamente all'amico Pietro Gori ed è stimata da Armando Borghi per la sua linea politica libertaria.
Aiutati da Olimpio Ballerini, marito[6] della ben conosciuta anarchica fiorentina Teresa Fabbrini[7], Leda ed Ugo, da poco sposati, fondano la Casa Editrice Rafanelli-Polli. Il matrimonio sarà però di breve durata. Dopo la separazione dal marito ed altre vicissitudini sentimentali la Rafanelli si lega a Carlo Carrà, rapporto breve ma intenso a cui è dedicato il libro di Alberto Ciampi, Leda Rafanelli, Carlo Carrà: un romanzo, arte e politica in un incontro. Successivamente ha una relazione con Giuseppe Monnanni, con cui avrà un figlio, e pubblica alcuni romanzi e saggi: Bozzetti sociali, Seme nuovo, Verso la Siberia, Scene della rivoluzione russa. Dopo aver fondato, su invito degli anarchici Ettore Molinari[8] e Nella Giacomelli[9], la Società Editrice Sociale, forse la più importante casa editrice Libertaria italiana (1910), creerà, con Giuseppe Monnanni, le riviste La Rivolta (1910) e La Libertà (fra il 1913 ed 1914). In questo periodo Benito Mussolini corteggerà a lungo la Rafanelli. Le lettere dell'allora socialista di Predappio saranno raccolte in un libro da Leda stessa e dal titolo Una donna e Mussolini. L'epistolario è costituito da quaranta lettere inviate alla Rafanelli dal futuro dittatore fascista. Secondo Alessandra Pierotti, che ha studiato approfonditamente la sua figura e che ha avuto frequenti ed amichevoli contatti con una dei quattro nipoti di Leda, non ci sono mai stati rapporti intimi fra i due.

« .....perché Mussolini le parlò della sua "domestica tribù" dicendo che doveva portarli al mare. E fra tante idee "peregrine" di Leda c'era, fondamentalmente, questa: mai rovinare una famiglia »

Va comunque tenuto conto che nel periodo preso in considerazione (1913-1914) Mussolini era ancora, agli occhi della Rafanelli, un rispettabile socialista rivoluzionario, aveva partecipato alla Settimana Rossa appoggiando l'insurrezione con comizi ed articoli[10]. Lo stesso Lenin aveva espresso parole di stima nei suoi confronti considerandolo un possibile dirigente della rivoluzione e Mussolini stesso era ancora direttore dell'Avanti!. La Rafanelli da parte sua negò sempre di esser stata l'amante di Mussolini mentre quest'ultimo se ne faceva un vanto. A questo proposito va detto che il Duce non avrebbe mai potuto ammettere apertamente di aver ricevuto un rifiuto da una donna, data la fama di grande amatore creata ad arte attorno alla sua persona.[11]. Tuttavia gli storici P.V. Cannistraro e B.R. Sullivan, nella loro biografia su Margherita Sarfatti, sostengono che la Rafanelli ebbe effettivamente una relazione amorosa col futuro Duce, interrotta una prima volta per via di un fidanzato geloso di lei, ed una seconda - e definitiva - volta, per il passaggio all'interventismo di lui.

Prima e durante la prima guerra mondiale il circolo di persone e di anarchici legati a Leda prenderà, senza indecisione alcuna, una posizione Internazionalista e pacifista di condanna al conflitto, nonostante i proseliti fatti dall'interventismo di sinistra, sia in Italia che all'estero, all'interno dei gruppi anarchici o vicini agli anarchici stessi. Il caso più eclatante a livello internazionale sarà quello di Kropotkin, che, anche se per breve periodo, inviterà a combattere a fianco della Triplice intesa. Lo stesso Giuseppe Ungaretti sarà un acceso fautore dell'interventismo, arruolandosi come volontario agli inizi del conflitto.

Fra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Con la presa al potere del fascismo nel 1922 cessano le pubblicazioni della Società Editrice Sociale e la Rafanelli è costretta al silenzio politico, riuscendo purtuttavia a pubblicare Incantamento, del 1921, Donne e femmine, del 1922, L'oasi. Questa sua ultima creazione letteraria riveste una particolare importanza in quanto è una dura denuncia del colonialismo e verrà pubblicata sotto falso nome durante la repressione fascista della Resistenza libica organizzata dalla confraternita sufi della Senussiya[12]. Costretta dalle ristrettezze economiche a far la chiromante, vive fra Milano e Genova, trovando la serenità per scrivere ancora Nada, La signora mia nonna, Le memorie di una chiromante, romanzi pervasi dall'atmosfera orientale della sua gioventù. Le memorie di una chiromante hanno anche uno spiccato carattere autobiografico con chiari riferimenti alla singolare attività da lei esercitata per poter sopravvivere.

Secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fine degli anni quaranta, vivrà quasi sempre a Genova, trovando i mezzi di sussistenza insegnando la lingua araba, facendo lavori artistici tramite l'utilizzo di caratteri arabi e scrivendo per Umanità Nova.

Parte del suo lavoro è stato raccolto da Aurelio Chessa[13], che ha strutturato una delle più importanti memorie della vicenda anarchica, ovvero il Fondo (Archivio) Famiglia Camillo Berneri, attualmente conosciuto come l'archivio della famiglia Berneri-Chessa, la cui responsabile è Fiamma Chessa, figlia di Aurelio. L'archivio, con sede a Reggio Emilia, presenta la raccolta completa di tutte le opere e gli scritti autobiografici di Leda, per cui è stato appositamente costituito un Fondo Leda Rafanelli.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 la casa editrice Coconino Press pubblica un graphic novel sulla vita della Rafanelli dal titolo Leda, che solo amore e luce ha per confine, disegnato da Sara Colaone e scritto da Francesco Satta e Luca de Santis.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Una donna e Mussolini: la corrispondenza amorosa, 1975 Rizzoli
  • Leda Rafanelli-Carlo Carrà: un romanzo: arte e politica di un incontro in collaborazione con Alberto Ciampi, 2005 Centro internazionale della grafica
  • L'eroe della folla, 1925 Casa Editrice sociale
  • La caserma... scuola della nazione.
  • Alle madri italiane, Nerbini.
  • Lavoratori 1959
  • Bozzetti sociali 1921 Casa editrice sociale
  • La "castità" clericale Società Ed. Milanese
  • Valida braccia: opuscolo di propaganda contro la costruzione di nuove carceri 1907 Rafanelli-Polli
  • Per l'idea nostra. Raccolta di articoli e bozzetti di propaganda Rafanelli-Polli
  • Amando e combattendo. Racconto sociale 1906 Serantoni
  • Un'anarchica femminista e rivoluzionaria eccezionale 1995 Archivio Famiglia Berneri
  • Società presente e società avvenire 1907 Libr. editrice Rafanelli-Polli
  • La corona e la blouse: confronto sociale Biblioteca della rivista di letteratura operaia "La blouse"
  • Seme nuovo. Romanzo 1912 Società editoriale milanese
  • La bastarda del principe. Madre coronata e madre plebea 1904 Nerbini
  • Contro la scuola 1907 Tip. Polli
  • La scuola borghese Libreria editrice sociale
  • Una tragedia Rafanelli-Polli
  • Verso la Siberia
  • Scene della rivoluzione russa
  • Incantamento
  • La signora mia nonna
  • Donne e femmine
  • L'oasi
  • Nada
  • Le memorie di una chiromante

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ anteprima(1995)
  2. ^ da monde_diplomatique
  3. ^ La Libertà numero 12 del 1º marzo 1915
  4. ^ Fabruaria
  5. ^ La Libertà, 5 maggio 1914
  6. ^ riferimento
  7. ^ Teresa Fabbrini nasce a Firenze nel 1855 e si distingue, fin da giovane, come infaticabile propagandista delle idee anarchiche sia nel ruolo di conferenziera che di scrittrice (ricordiamo, fra gli altri, il suo saggio Dalla schiavitù alla libertà). Subisce condanne ed arresti durante l'organizzazione di scioperi e manifestazioni con le donne anarchiche e socialiste. Esule in Francia, da cui viene espulsa, ripara in Svizzera,terra tradizionalmente accogliente per i fuoriusciti anarchici (come ci ricorda il canto tradizionale anarchico Addio Lugano bella). Muore a soli 48 anni stremata da stenti e fatiche.
  8. ^ Errico Malatesta e il movimento anarchico italiano e internazionale. 1872-1932 scienziato anarchico a cui è stato intitolato l'omonimo istituto tecnico industriale di Milano, dopo la Liberazione, antecedentemente l'istituto era intitolato ad Italo Balbo
  9. ^ Molinari Ettore Archiviato il 6 marzo 2012 in Internet Archive. anarchica collaboratrice di Ettore Molinari
  10. ^ Mussolini, Filippo Corridoni e la Settimana Rossa Maggio 1914
  11. ^ da lettera dal titolo Leda, mia nonna
  12. ^ da sufismo documento Leda Rafanelli
  13. ^ Fornaio in Egitto, poi ferroviere, dall'immediato secondo dopoguerra si occupa del reperimento e dell'archiviazione del materiale inerente alla vicenda anarchica, di cui si avvicina all'ideologia. Quando muore Giovanna Caleffi, moglie di Camillo Berneri (che oltretutto allevò anche i figli di Antonio Cieri), riceve dalla figlia di Berneri, Giliana, l'enorme documentazione raccolta dalla famiglia, del quale inizia il riordino e la divulgazione una quindicina d'anni più tardi. Si sposta in continuazione per seguire le tracce lasciate dai documenti e trovarne di nuovi, risiedendo a: Pistoia, Iglesias, Genova, Canosa di Puglia e Cecina. Quando muore il lavoro è portato avanti dalla figlia Fiamma. Dal punto di vista politico Chessa contribuisce alla redazione e pubblicazione dei giornali Volontà e L'Internazionale che fan capo alle formazioni denominate Gruppi d'Iniziativa Anarchica nate dalla scissione della FAI nel 1965, formazioni legate ad altre precedenti quali i GAP di Lorenzo Parodi e che è fra le matrici di Lotta Comunista). Sempre a Genova è fra i fondatori dei Gruppi Anarchici Riuniti che ebbero sede in Via degli Embriaci, strada situata in una zona dove tradizionalmente risiedono associazioni della sinistra comunista e libertaria. Le sue ricerche sul fuoriuscitismo, sull'Antifascismo sulla rivoluzione spagnola, sul movimento operaio sono cospicue, ricordiamo: Camillo Berneri: un anarchico italiano (1897-1937), Documenti e periodici dell'Archivio Famiglia Berneri, Futuristi e anarchici quali rapporti?, Gli eroi guerreschi come grandi criminali, Guerra di classe in Spagna, Il peccato originale, Mussolini grande attore, Mussolini normalizzatore e il delirio razzista, Novelle di Berneri, studi sulle vicende di Sante Pollastri, Leda Rafanelli, Clemente Duval.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mussolini, l'uomo e l'opera Di Giorgio Pini, Duilio Susmel, 1953 La Fenice
  • Anarchia e romanziera: Leda Rafanelli , C. Cusin,1995, Archivio Famiglia Camillo Berneri
  • Il mito dello Stato nuovo dall'antigiolittismo al fascismo , Di Emilio Gentile, 1982 Laterza
  • Mussolini: la maschera del dittatore di Pier Carlo Masini, 1999, BFS
  • Futuristi e anarchici: quali rapporti? , di Alberto Ciampi, 1999
  • Mussolini e La Vocedi Emilio Gentile 1976 G. C. Sansoni
  • Mussolini: piccolo borghese di Paolo Monelli 1965 Garzanti
  • Leda Rafanelli - Carlo Carrà: un romanzo : arte e politica in un incontro , di Alberto Ciampi, 2005 Centro Internazionale della Grafica
  • Gaetano Bresci: la vita, l'attentato, il processo e la morte del regicida Di Giuseppe Galzerano 1988 Galzerano
  • Censorship and Literature in Fascist Italy 2007 Di Guido Bonsaver University of Toronto Press
  • Mussolini Di Peter Neville 2004 Hoepli
  • Mussolini. Glorie e disonori del primo Novecento italiano Di Valentina De Giorgi 2004 Alpha Test
  • Mussolini Di Renzo De Felice 1997 Einaudi
  • Il bambino è servito: leggende metropolitane in Italia Di Cesare Bermani 1991 Hoepli
  • Benito Mussolini: l'uomo, il rivoluzionario, lo statista e la sua formazione Di Giuseppe Tricoli 1996 La Navicella
  • Le metamorfosi di Mussolini: l'uomo più discusso di questo secolo Di Mario Celli, Domenico Olivieri 1995 Grafica Artigiana
  • L'Italia di fronte alla prima guerra mondialeDi Brunello Vigezzi 1966 R. Ricciardi
  • Futurismo, cultura e politica Di Renzo De Felice, George Lachmann Mosse 1988 Fondazione Giovanni Agnelli
  • La Rassegna della letteratura italiana di Walter Binni 1993 Le lettere
  • Il Pensiero politico a cura di Istituto di Studi Storico-Politici (Florència) 1968 L.S. Olschki
  • Rarità bibliografiche dell'Ottocento: Materiali e pretesti per una storia di Marino Parenti, 1953, Sansoni
  • La sociologia del partito politico nella democrazia moderna Di Robert Michels 1966 Società editrice il Mulino
  • Il socialismo anarchico in Italia Di Enzo Santarelli 1973 Feltrinelli
  • Mussolini l'italiano: il Duce nel mito e nella realtà Di Aurelio Lepre 1995 A. Arnoldo Mondadori Editore
  • Lo spettacolo del fascismo, Simonetta Falasca Zamponi 2003 Hoepli
  • L'estrema avanguardia del Novecento Umberto Carpi 1985 Editori Riuniti
  • Liberali, socialisti e Camera del lavoro a Firenze nell'età giolittiana, Nicla Capitini Maccabruni 1990 Olschki
  • Storia degli anarchici italiani nell'epoca degli attentati, Pier Carlo Masini 1981
  • Leda, che solo amore e luce ha per confine Di Sara Colaone, Francesco Satta e Luca de Santis 2016 Coconino Press Fandango 2016

Rizzoli

  • I periodici operai e socialisti di Varese dal 1860 al 1926, Luigi Ambrosoli 1975 SugarCo
  • Un Trentennio di attività anarchica (1914-1945), Anarchism Collection (Library of Congress), Paul Avrich Collection (Library of Congress) 1953 Edizioni "L'Antistato"
  • Italian Women Writers: A Bio-Bibliographical Sourcebook, Rinaldina Russell Greenwood Press
  • "Gesù socialista": una tradizione popolare italiana, 1880-1920, Arnaldo Nesti 1974 Claudiana
  • Dizionario autori: italiani contemporanei, Laura Alfonso 1996 G. Miano
  • Lavoratori italiani in Brasile: un secolo di storia sociale dell'altra, Edgar Rodrigues, Andrea Chersi 1985 Galzerano
  • Futurism and Politics: Between Anarchist Rebellion and Fascist Reaction Günter Berghaus
  • Abbasso la guerra.Voci di donne da Adua alla grande guerra, Mirella Scriboni, ed BFS Pisa 2008
  • Sovversivi in Toscana (1900-1919), Altre Edizioni, Todi, 1983, pp. 200, di Giorgio Sacchetti

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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