Itanglese

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Il termine itanglese (o itangliano[1], o italiese[2]) viene definito dal dizionario Hoepli come «la lingua italiana usata in certi contesti ed ambienti, caratterizzata da un ricorso frequente ed arbitrario a termini e locuzioni inglesi»[3].

In modo analogo a quanto accaduto con fenomeni simili in altre lingue – i cosiddetti spanglish, franglais e denglish (anche denglisch o germish), per citare i più noti – lo sviluppo dell'itanglese ha suscitato l'interesse dell'opinione pubblica e dei linguisti.

Fenomeno[modifica | modifica wikitesto]

Un primo approccio sistematico all'intrusione di termini inglesi nell'italiano apparve alla fine degli anni '70, con la pubblicazione della monografia Parliamo itang’liano. Ovvero le 400 parole inglesi che deve sapere chi vuole fare carriera, ad opera Giacomo Elliot[4] (probabile pseudonimo di Roberto Vacca[5]). Il testo ricevette una accorata recensione di Primo Levi, e coniò termine "itangliano", che divenne il primo usato per descrivere la crescente pervasività dell'inglese nell'italiano in molti settori[6][1].
In ambito accademico, il primo a trattare diffusamente e approfonditamente il tema fu il linguista Arrigo Castellani, che sull'itanglese centrò l'articolo scientifico Morbus anglicus, pubblicato nel 1987 sulla rivista Studi linguistici italiani. Lo studioso non riprese il termine itangliano, ma si avvalse appunto dell'espressione latina Morbus Anglicus, per equiparare il fenomeno a un morbo, una malattia [7].

La questione è tornata alla ribalta alla fine degli anni 2010, in seguito all'iniziativa della Agenzia Agostini Associati SRL, una società privata di traduzione che ha lanciato la campagna "Stop Itanglese", dichiarando di volere sensibilizzare l'opinione pubblica sull'uso superfluo di parole inglesi in italiano[8]. Il termine "itanglese" è stato rapidamente ripreso e diffuso dai mezzi di comunicazione, e così associato in modo stabile al fenomeno[9]. Secondo un'analisi condotta nel 2009 dalla stessa Agenzia Agostini, nel periodo dal 2000 al 2008 vi è stato un incremento del 773% nell'utilizzo di termini inglesi all'interno di documenti in italiano, con un ulteriore aumento del 223% nel biennio successivo.[10][11].

Effetti[modifica | modifica wikitesto]

L'itanglese non ha risparmiato alcun aspetto della vita, ma gli esempi più evidenti si possono riscontrare in ambito aziendale e nei linguaggi settoriali, dove, oltre al consistente utilizzo di parole inglesi, anche quando l'italiano prevede una o più valide alternative, sono stati coniati veri e propri neologismi, ibridi fra le due lingue, usati come tecnicismi[senza fonte]:

  • Schedulare, da "to schedule", che sostituisce l'italiano "pianificare, programmare"
  • Splittare, da "to split", al posto di "dividere (in parti)"
  • Switchare, da "to switch", al posto di "commutare" e talvolta anche "scambiare"
  • Matchare, da "to match", come sostituto di "abbinare, appaiare"
  • Quittare, da "to quit", al posto di "uscire, chiudere"
  • Buyare, da "to buy", "comprare"
  • Implementare, da "to implement", "attuare", "porre in opera"

In alcuni casi, i verbi italianizzati derivano non dal verbo inglese, ma da un sostantivo a sua volta non tradotto in italiano. In inglese, e specialmente nell'uso americano, i sostantivi possono infatti essere utilizzati come verbi. Ad esempio "committare" non viene usato con il significato di "impegnarsi" (che è il significato letterale del verbo to commit), ma di "eseguire l'azione di commit", "creare una nuova revisione su un sistema di gestione condivisa di codice sorgente (come ad esempio Subversion)".

Pseudoanglicismi[modifica | modifica wikitesto]

Un fenomeno parallelo è quello degli pseudoanglicismi, ovvero di quei cloni presi in prestito dall'inglese che hanno subito una traslazione di senso quando non addirittura una vera e propria invenzione di nuovi significati.

Alcuni di questi termini suonano strani a un parlante inglese: è il caso, ad esempio, di baby parking (al posto di kindergarten o child care centre[12]), o di recordman (quest'ultimo uno pseudoanglismo di origine francese[13]) per "primatista" (recordwoman al femminile). In altri casi, i termini sono incomprensibili a un madrelingua inglese: slip (per mutande), Job on call (per lavoro a chiamata), mister (per allenatore)[14], o sales account (per operatore di vendite o agente di commercio).

Doppiaggese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Doppiaggese.

Il doppiaggese è un altro analogo e ben noto fenomeno di interferenza morfosintattica esercitata dall'inglese sulla lingua italiana, veicolato dai prodotti commerciali della cultura di massa. Si tratta di una variante che compare in alcuni film come risultato del doppiaggio.[15][16] Questa variante è caratterizzata da un linguaggio fortemente influenzato dalla lingua di partenza (quindi, la lingua "straniera" parlata dagli attori nel film) e una sintassi e un lessico che risultano innaturali o artificiosi nella lingua d'arrivo (in questo caso, la lingua parlata dagli spettatori).[17] Si tratta di un fenomeno linguistico all'interno di un'altra varietà linguistica, il filmese, inteso come la peculiare lingua attraverso cui si esprimono i personaggi dei film (non solo quelli doppiati da altre lingue). In molti casi, le forme "artificiali" del doppiaggese si sono affermate prepotentemente nella lingua di destinazione, grazie all'influenza dei media sulla cultura di massa, insediandosi stabilmente e perdendo la percezione del loro carattere "innaturale". Un caso notevole di questa accettazione è costituito da frasi come "non c'è problema" (doppiaggese per no problem) e dall'onnipresente "assolutamente sì", nato da una sciatta e innaturale resa dell'originale inglese "absolutely", la cui traduzione naturale sarebbe "certamente"[18][19].

Iniziative istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

La pervasività degli anglicismi nella lingua italiana ha attivato iniziative di risposta da parte delle istituzioni politiche e/o culturali dei maggiori paesi ufficialmente italofoni (Italia, Svizzera).

Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

In osservanza al principio della comprensibilità, la Svizzera ha attivato per l'italiano (come per il tedesco e il francese) i seguenti servizi per la gestione dei forestierismi e in particolare degli anglicismi[20]:

  • raccomandazioni relative all'uso di termini stranieri[21];
  • la banca dati terminologica TERMDAT, che intende fornire a operatori della comuncazione, politici e cittadini comuni le risorse per una sostituzione degli anglicismi[22][23][24].

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Pur se caratterizzate da una maggiore irregolarità e, attualmente, dalla mancanza di un disegno complessivo, anche in Italia si registrano reazioni istituzionali:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Andrea Viviani, Itangliano, Enciclopedia dell'Italiano (2010), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani. URL consultato il 23-3-2013.
  2. ^ Gian Luigi Beccaria, Lo chiamano italiese, in: Id.,Italiano antico e nuovo, nuova ed. ampliata, Milano, Garzanti, 1992,
  3. ^ Itanglese sul dizionario Hoepli online
  4. ^ Giacomo Elliot, Parliamo itang’liano. Ovvero le 400 parole inglesi che deve sapere chi vuole fare carriera, Milano, Rizzoli, 1977
  5. ^ secondo Beppe Severgnini, nel suo Imperfetto manuale di lingue, BUR-Biblioteca Universale Rizzoli, 2010, p. 148
  6. ^ Tullio De Mauro, Se la lingua ci fa male, su www.repubblica.it, La Repubblica. URL consultato il 12/04/2016.
  7. ^ (IT) Arrigo Castellani, Morbus Anglicus (PDF), in Studi linguistici italiani, XIII, Roma, Salerno Editrice, 1987, pp. 137-153. URL consultato il 12/04/2016.
  8. ^ Stop Itanglese, su www.stopitanglese.it. URL consultato il 12/04/2016.
  9. ^ Paola Coppola, Molto social e un po' smart ormai parliamo in itanglese, su www.repubblica.it, La Repubblica. URL consultato il 12/04/2016.
  10. ^ L’itanglese continua ad avanzare con un incremento del +223%
  11. ^ Alessandro Aresti, Morbus itanglicus? Sulla presenza (e invadenza) dell'itanglese, in L'Italia e i mass media, a cura di Marco Gargiulo, Roma, Aracne, 2012, pp. 239-260.
  12. ^ (EN) Nick Squires, Itanglese ... or Anglitaliano: the Italians adopt a little English, The Daily Telegraph, 11 marzo 2010
  13. ^ recordman, Vocabolario Treccani on line
  14. ^ Fabio Rossi, Antonio Ghirelli, Aldo Grasso, Fabio Ciotti, Sport e comunicazione nella società moderna, Enciclopedia dello Sport (2003) Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  15. ^ Fabio Rossi, Doppiaggese, filmese e lingua italiana, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  16. ^ Mario Paolinelli, Eleonora Di Fortunato, Tradurre per il doppiaggio: la trasposizione linguistica nell'audiovisivo, 2005, pp. 19-20.
  17. ^ Mario Paolinelli, Eleonora Di Fortunato, Tradurre per il doppiaggio: la trasposizione linguistica nell'audiovisivo, 2005, p. 103.
  18. ^ Gabriella Alfieri, Simona Contarino, Daria Motta: Interferenze fraseologiche nel doppiaggio televisivo: l'italiano di "E.R." e di "Beautiful", 2002
  19. ^ Vera Gheno, Sull'uso di assolutamente, in La Crusca per Voi, numero 27, ottobre 2003 (on line sul sito dell'Accademia della Crusca)
  20. ^ Cancelleria Federale Svizzera, La comprensibilità, un principio inderogabile, su www.bk.admin.ch. URL consultato l'11/04/2016.
  21. ^ Cancelleria Federale Svizzera, Raccomandazioni sull'uso degli anglicismi, su www.bk.admin.ch. URL consultato l'11/04/2016.
  22. ^ Cancelleria Federale Svizzera, Anglicismi. C'è un'alternativa al termine inglese?, su www.bk.admin.ch. URL consultato l'11/04/2016.
  23. ^ Cancelleria Federale Svizzera, Anglicismi. C'è un'alternativa al termine inglese?, su www.bk.admin.ch. URL consultato l'11/04/2016.
  24. ^ Cancelleria Federale Svizzera, Banca Dati TERMDAT, su www.bk.admin.ch. URL consultato l'11/04/2016.
  25. ^ Camera.it - XVI Legislatura - Lavori - Progetti di legge - Scheda del progetto di legge
  26. ^ Scheda su disegno di legge S. 354 Istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana - OpenParlamento
  27. ^ Accademia della Crusca, Gruppo "Incipit", su www.accademiadellacrusca.it, 28/09/2015. URL consultato l'11/04/2016.
  28. ^ Accademia della Crusca, La nascita del gruppo "Incipit", osservatorio sui neologismi e forestierismi incipienti, su www.accademiadellacrusca.it, 28/09/2015. URL consultato l'11/04/2016.
  29. ^ Un intervento per la lingua italiana (#dilloinitaliano), su www.change.org. URL consultato l'11/04/2016.
  30. ^ Anna Maria testa, Dillo in italiano, su www.internazionale.it, 17/02/2015. URL consultato l'11/04/2016.
  31. ^ Accademia della Crusca, Attività "Incipit", su www.accademiadellacrusca.it. URL consultato l'11/04/2016.
  32. ^ Accademia della Crusca, Comunicati stampa, su www.accademiadellacrusca.it. URL consultato l'11/04/2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]