Politica linguistica

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La politica linguistica è ciò che un governo decide attraverso la legislazione e le decisioni giudiziarie per determinare come vengono utilizzati gli idiomi, e come coltivare le competenze linguistiche necessarie agli atti ufficiali nazionali, o anche per stabilire i diritti di individui e gruppi di utilizzare e mantenere le proprie lingue sul suolo di quello Stato.

Lo scopo della politica linguistica varia da Stato a Stato, ciò può essere spiegato dal fatto che sia spesso basata su ragioni storiche.[1]

Storia e situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stati differiscono anche per il grado di chiarezza con cui varano una determinata politica linguistica. La legge francese Toubon è un buon esempio di politica esplicita del linguaggio, e lo stesso si può dire della Carta della lingua francese in Quebec.[2]

Minoranze linguistiche e il loro rapporto con lo Stato[modifica | modifica wikitesto]

In molti Paesi è presente una politica linguistica volta a favorire o scoraggiare l'uso di un determinato idioma, o di un insieme di questi. Storicamente le nazioni hanno spesso usato le politiche linguistiche per promuovere una lingua ufficiale a danno delle altre; oggi, invece, molti Paesi presentano politiche intese a proteggere e promuovere le lingue regionali ed etniche, ad esempio i dialetti, la cui esistenza risulta essere minacciata.

L'esistenza di minoranze linguistiche all'interno di uno Stato è stata considerata per anni una potenziale minaccia alla coesione interna, ma molti Paesi si sono resi conto che fornire diritti linguistici alle minoranze può fruttar loro un interesse a lungo termine, un mezzo per ottenere la fiducia dei cittadini nel governo.[1]

Durante il Ventennio fascista[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Ventennio fascista, Mussolini compiva opere di italianizzazione forzata delle minoranze (come il Trentino, il Friuli e l'Istria da poco annessi in cui la maggioranza era germanofona), diffondendo lingua italiana. Tale italianizzazione comprendeva comunque anche opere di omogeneizzazione etnica importando in Trentino famiglie di italiani.

Mussolini, inoltre, obbligava l'italianizzazione anche di tutti i nomi stranieri, arrivando, ad esempio, a tradurre Jules Verne come Giulio Verne nei romanzi, hotel in albergo e Inter in Ambrosiana.

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Al giorno d'oggi la conservazione della diversità culturale e linguistica nel mondo è una delle maggiori preoccupazioni di molti esperti di lingua, artisti, scrittori, politici, leader delle piccole comunità linguistiche e attivisti per i diritti umani, che comprendono quelli culturali e linguistici.

Si stima che più della metà dei 6000 idiomi attualmente parlati nel mondo rischino di sparire durante il XXI secolo. Molti sono i fattori che influenzano l’esistenza e l’uso di qualsiasi lingua umana: la mistura della popolazione madre-lingua, il suo utilizzo nella comunicazione formale, la sua diffusione geografica e il peso socio-economico della comunità linguistica.

Un esempio di politica linguistica che si sta cercando di portare avanti è quella di Ghil’ad Zuckermann per gli Aborigeni

«Il titolo di lingua nativa e i diritti linguistici dovrebbero essere promossi. Il governo assieme all'inglese dovrebbe dichiarare il dialetto aborigeno e quello Torres Strait Islander lingue ufficiali dell’Australia. Dobbiamo cambiare il paesaggio linguistico di Whyalla, come dobbiamo farlo ovunque. I segnali dovrebbero essere sia in inglese che nella lingua indigena del luogo, dovremmo riconoscere la proprietà intellettuale della conoscenza indigena includendo la loro lingua, musica e danza nella cultura australiana.»

Raccolta, traduzione e classificazione di diverse politiche linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono i modi in cui la lingua può essere classificata. La modalità più utilizzata è stata elaborata dal sociolinguista dell’Université Laval Jacques Leclerc per il sito della Lingua Francese "L’amnagement linguistique dans le monde" diffuso online dal CIRAL nel 1999. La raccolta, la traduzione e la classificazione delle politiche linguistiche iniziò nel 1988 e si è conclusa con la pubblicazione del Recueil des législatiion linguistiques dans le monde (vol. I - VI) presso la Presses de l’Université Laval nel 1994. Il lavoro, che contiene circa 470 leggi linguistiche, e la ricerca che ha portato alla pubblicazione vennero finanziate dall’Office québécois de la langue française. Nell’Aprile del 2008, il sito ha presentato il ritratto linguistico e le politiche linguistiche in 354 Stati e territori autonomi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Arzoz, X., The Nature of Language Rights, in Journal on Ethnopolitics and Minority Issues in Europe, 2007.
  2. ^ Van der Jeught, S., EU Language Law (2015), Europa Law Publishing: Groningen, 15 et seq..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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