Gypsy: A Musical Fable

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Gypsy: A Musical Fable
musical in due atti
AutoriArthur Laurents
Stephen Sondheim
Jule Styne
Lingua originaleInglese
GenereMusical
Fonti letterarieGypsy: A Memoir di Gypsy Rose Lee (1957)
MusicaJule Styne
LibrettoArthur Laurents e Stephen Sondheim
Prima assoluta12 maggio 1959
The Broadway Theatre (New York)
Prima rappresentazione italiana15 gennaio 2013
Teatro Nuovo, Milano
PremiPremi e riconoscimenti per Gypsy: A Musical Fable
Personaggi
  • Madame Rose
  • Louise/Gypsy Rose Lee
  • Herbie
  • Dainty June
  • Electra
  • Mazeppa
  • Tessie Tura
  • Agnes
Riduzioni cinematograficheLa donna che inventò lo strip-tease di Mervyn LeRoy (1962)
 

Gypsy: A Musical Fable o, più semplicemente, Gypsy è un musical di Jule Styne con liriche di Stephen Sondheim del 1959 basato sulla storia di Gypsy Rose Lee che fu definita negli anni trenta la Regina dello spogliarello.

Nonostante il titolo, la vera protagonista del musical non è propriamente Gypsy Rose Lee, bensì sua madre Rose. Rose viene presentata come la classica stage mother pronta a tutto per veder trionfare le sue figlie, specialmente la sorella maggiore June, sulla scena. Il personaggio di Rose è delicato, complesso e volubile, ed è uno dei ruoli femminili più ambiti e prestigiosi della storia di Broadway, che ha visto grandissime interpreti come l'originale Ethel Merman, Angela Lansbury, Tyne Daly, Linda Lavin, Imelda Staunton, Linda Balgord, Patti LuPone e Bernadette Peters.

Alcune canzoni sono diventate molto popolari nell'ambiente del teatro musicale, per esempio "Small World", "Everything's Coming up Roses", "Together Wherever We Go, "Some People", "Let Me Entertain You", e "Rose's Turn".

Gypsy è stato spesso dichiarato il più grande musical americano da numerosi critici e scrittori, tra i quali Ben Brantley e Frank Rich.[1][2] Rich ha anche detto che il musical è la risposta del teatro musicale americano a Re Lear. Il critico teatrale Clive Barnes scrisse "Gypsy è uno dei più grandi musical [...]" e descrive il personaggio di Rose come "uno dei più complessi del teatro musicale americano".[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Rose fa esibire le due figlie Baby June e Louise in uno spettacolo di vaudeville negli Stati Uniti nei primi anni '20. Rose, archetipo della stage mother, è affettuosa, ma aggressiva e dominante, e spinge le figlie ad esibirsi senza sosta, per fare ottenere loro una discreta fama nel Paese. Mentre la figlia minore June è estroversa e carismatica, Louise è timida ed impacciata e preferirebbe condurre una vita più normale. Le due bambine si esibiscono in un numero con altri sei ragazzini, dove June canta "Let Me Entertain You", mentre Louise sta spesso nell'ombra, a volte addirittura vestita da ragazzo. Rose ha grandi progetti in serbo per le figlie, ma viene spesso ostacolata, o almeno così dice al padre (Some People). Quando poi Rose conosce l'agente teatrale Herbie, i due si innamorano e lei lo assume per aumentare i guadagni e le possibilità di ingaggio (Small World). Le ragazze crescono e June (ora nota come Dainty June) ha una possibilità di esibirsi davanti a Mr. Goldstone ("Mr. Goldstone, I love you"), magnate di Broadway; intanto, Herbie chiede ripetutamente a Rose di sposarlo, ma la donna rinvia sempre la questione a dopo il debutto delle figlie. Herbie è preoccupato che Rose, a forza di rimandare, non intenda sposarlo affatto, ma lei lo rassicura (You'll never get away from me). Mr. Goldstone è sbalordito dalle capacità di June e propone a Rose di mandarla ad una scuola di danza, canto e recitazione, e sebbene June desideri frequentare questa scuola, Rose rifiuta, timorosa di perdere il controllo sulla figlia. June e Louise, stanche da anni di tournée, desiderano che Rose si sposi e lasci lo show business (If Mama was Married). Qualche mese dopo, in viaggio, Tulsa, uno dei ragazzi della compagnia, confida a Louise di star preparando uno spettacolo tutto suo (All I Need Is The Girl). Pochi giorni dopo, prima di partire per un altro teatro, Rose si accorge della sparizione di June e, dopo averla cercata nei camerini, trova una sua lettera, in cui la ragazza informa la madre e la sorella di essere fuggita con Tulsa per sposarlo ed avere un numero tutto suo. Rose è ferita e delusa, ma non si dà per vinta e decide di approfittare della situazione per rendere l'altra figlia, Louise, una star (Everything's Coming up Roses).

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Louise è ormai una giovane donna e si esibisce in numero molto simile a quello che era della sorella, circondata però da ragazze invece che da ragazzi. Rose e Herbie tentano di vendere questo show, chiamato “Madame Rose's Toreadorables”, a vari teatri, ma tutti lo rifiutano. I tre sono sfiancati e impoveriti, ma almeno sono ancora insieme (Together Wherever We Go). A causa di un disguido, Rose e la compagnia finiscono per avere un contratto in un teatro di burlesque di Wichita. Rose è furiosa per l'equivoco, ma Louise persuade la madre a rimanere, visto che tanto il teatro di varietà è in crisi a causa dell'avvento del cinema. Louise incontra dietro alle quinte tre spogliarelliste che le raccontano tutto dell'arte dello spogliarello ("You Gotta Get a Gimmick"). Rose chiede a Herbie di sposarla e l'uomo accetta con la condizione che terminate le due settimane al teatro tutti e tre avrebbero lasciato il mondo dello spettacolo per dare a Louise una vita normale; Rose, riluttante, accetta. Ma l'ultimo giorno di repliche, una delle spogliarelliste è infortunata e Rose incoraggia Louise, nonostante gli accordi con Herbie, ad esibirsi per la prima volta come spogliarellista. Herbie, disgustato dalla cieca ambizione di Rose, lascia la donna e abbandona il teatro per sempre (Small World\Reprise). Louise non vorrebbe fare quel genere di spettacolo, ma Rose insiste dicendo che non si sarebbe dovuta spogliare veramente, quanto più camminare con aria sensuale sul palco. Louise canta, inizialmente molto intimidita, Let Me Entertain You, la canzone che cantava Baby June. La sua sensuale parvenza di innocenza manda in visibilio il pubblico e Louise viene lanciata nel panorama delle stelle del burlesque. Entro un mese Louise, perde completamente le remore per lo spogliarsi in pubblico e diventa una delle spogliarelliste più ricercate negli Stati Uniti. Louise si accorge di non aver più bisogno della madre e Rose, dopo una violenta discussione con la figlia, che ora si fa chiamare Gypsy Rose Lee, si rende conto che sia Herbie sia June sono andati via, e di aver appena perso per sempre anche l'ultima figlia. Rose, depressa, canta tutta la sua frustrazione (Rose's Turn) e mostra come lei abbia sempre spinto le figlie verso il mondo del teatro a causa del fatto che lei stessa non fosse riuscita a sfondare. Quando alla fine Rose ammette di aver lavorato per tutti quegli anni solo per sé stessa, Louise, commossa, si riappacifica con la madre.

  • Nei revival di Broadway del 1974 e del 2008, pur rimanendo il dialogo finale, non c'è un lieto fine: Louise lascia il camerino per andare ad una festa, ridendo sarcasticamente del nuovo sogno della madre, lasciando Rose sola con le sue manie di protagonismo (materializzate sotto forma della ricomparsa dell'enorme cartello luminoso con la scritta ROSE), e senza nessuna speranza di un futuro rappacificamento. Questa scena avviene dopo Rose's Turn, in cui Rose degenera sempre di più in uno stato di follia, in cui la donna descrive i propri desideri infranti circa il mondo dello spettacolo e la delusione per aver sprecato tutta la vita per rendere celebri due figlie ingrate.
  • Nel revival di Broadway del 2003 con Bernadette Peters nel ruolo di Rose, il finale è ancora diverso. Louise lascia il camerino e Rose, dopo aver guardato il pubblico e il palco vuoto con tristezza, segue la figlia.

Numeri musicali[modifica | modifica wikitesto]

Atto I

  • “Overture” – Orchestra
  • “May We Entertain You?” – Baby June e Baby Louise
  • “Some People” – Rose
  • “Small World” – Rose e Herbie
  • “Baby June and Her Newsboys” – Baby June e Newsboys
  • “Mr. Goldstone, I Love You”† – Rose, Herbie, Ensemble
  • “Little Lamb” – Louise
  • “You'll Never Get Away From Me” – Rose e Herbie
  • “Dainty June and Her Farmboys” – June e Farmboys
  • “If Momma Was Married” – June e Louise
  • “All I Need is the Girl” – Tulsa e Louise
  • Everything's Coming up Roses” – Rose

Atto II

  • “Madame Rose's Toreadorables” – Louise, Rose e Hollywood Blondes
  • Together, Wherever We Go”°° – Rose, Herbie e Louise
  • “You Gotta Get a Gimmick” – Mazeppa, Electra e Tessie Tura
  • “Let Me Entertain You”†† – Louise
  • Rose's Turn” – Rose

Note sulle canzoni
† Intitolata Mr. Goldstone nel revival del 2003, e Have an Eggroll, Mr. Goldstone in quello del 2008
†† Intitolata "The Strip" nel revival del 2008 e nell'incisione discografica del revival del 1989.[4]
°° A Londra nel 1973 e a Broadway nel 1974 c'era un numero danzato nella parte centrale della canzone

Nel tour che precedette il debutto a Broadway alcune canzoni furono eliminate, tra le quali una cantata da Herbie, intitolata Nice She Ain't (viene eliminata perché fu inserita nello score solo una settimana prima del debutto e Jack Klugman non riuscì a memorizzarla in tempo),[5] e una cantata da Baby June e Baby Louise, intitolata Mama's Talkin' Soft. Questa canzone è stata eliminata perché doveva essere cantata su una piattaforma rialzata e l'attrice che interpretava Baby Louise soffriva terribilmente di vertigini. È stata eliminata anche perché lo show stava diventando troppo lungo.[5] Mama's Talkin' Soft è stata poi incisa da Petula Clark nel 1959 e pubblicata nel Regno Unito.[6]

Altre canzoni tagliate sono state "Mother's Day" (cantata da Baby June) "Smile, Girls" (cantata da Rose nel vano tentativo di insegnare alle ragazze prive di talento a sorridere per rendere migliore il loro show), "Who Needs Him?" (dove Rose si chiede come mai abbia bisogno di Herbie), Three Wishes for Christmas, un numero di burlesque.[7]

Produzioni[modifica | modifica wikitesto]

Broadway[modifica | modifica wikitesto]

La produzione originale aprì il 21 maggio 1959 al The Broadway Theatre, per poi essere trasferita all'Imperial Theatre, e rimase in scena per un totale di 702 repliche e 2 anteprime. Il musical era prodotto da David Merrick e coreografato e diretto da Jerome Robbins. Facevano parte del cast originale: Ethel Merman nel ruolo di Rose, Jack Klugman in quello di Herbie e Sandra Church in quello di Louise. Le orchestrazioni, così come l'ouverture, erano di Sid Ramin e Robert Ginzler.[8]

Il critico Frank Rich definì il lavoro di Robbins uno dei migliori della storia del teatro americano.[2] La produzione ricevette otto nomination ai Tony Awards (tra i quali Miglior musical, Miglior attrice protagonista e non protagonista, Miglior attore, Migliori costumi e Miglior regia), senza vincerne nessuno.

Quando lo show chiuse nel maggio 1961, partirono due tour statunitensi del musical: il primo, con la Merman, partì da Rochester e chiuse nel dicembre 1961 a St. Louis, Missouri. Il secondo tour aprì a Detroit e chiuse a Cleveland nel 1962. Il cast comprendeva Mitzi Green, Mary McCarty e una giovanissima Bernadette Peters.

West End[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 fu annunciato che Elaine Stritch avrebbe interpretato Rose nella prima produzione inglese del musical. Tuttavia, a causa del fatto che la vendita dei biglietti procedeva a rilento, la Stritch fu sostituita con la più famosa Angela Lansbury.[9] La prima produzione londinese del musical aprì al Piccadilly Theatre il 29 maggio 1973. L'allestimento era prodotto da Barry M. Brown e Fritz Holt, insieme con Edgar Lansbury (fratello della protagonista), diretto dallo stesso compositore, Arthur Laurents con le coreografie di Robert Tucker. Altri membri del cast erano Zan Charisse, Barrie Ingham, Debbie Bowen e Bonnie Langford. La Lansbury lasciò la produzione nel dicembre 1973 per ricoprire lo stesso ruolo a Broadway, e fu sostituita da Dolores Gray. Il musical chiuse il 2 maggio 1973, dopo 300 repliche.

Revival di Broadway[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 settembre 1974, la produzione londinese del musical fu trasferita al Winter Garden Theatre di Broadway per una stagione limitata di 120 repliche e 4 anteprime. Il cast era pressoché lo stesso, se non per Rex Robbins (Herbie), Maureen Moore (June; in seguito, la Moore è stata la sostituta di Bernadette Peters nel revival del 2003) e Mary Louise Wilson (Tessie Tura). Angela Lansbury, riprendendo il ruolo già ricoperto a Londra, vinse un Tony Award nel 1975.

Secondo revival di Broadway[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 novembre 1989 un secondo revival debutta al St. James Theatre di Broadway, per poi essere trasferito al Marquis Theatre. La produzione rimase in scena per un totale di 476 repliche e 23 anteprime. La regia era curata ancora da Laurents. Facevano parte del cast: Tyne Daly (Rose), Jonathan Hadary (Herbie) e Crista Moore (June). Linda Lavin sostituì la Daly al termine del contratto. Questa produzione vinse il Drama Desk al miglior revival e la Daly vinse il Tony Award per la sua interpretazione.

Terzo revival di Broadway[modifica | modifica wikitesto]

Un nuovo revival di Broadway iniziò le sue anteprime il 31 marzo 2003, per poi debuttare ufficialmente il 1º maggio 2003 allo Shubert Theatre. La produzione era diretta da Sam Mendes, coreografata da Jerry Mitchell e aveva i costumi di Anthony Ward. Bernadette Peters interpretava Rose, John Dossett era Herbie, Tammy Blanchard era Louise, Kate Reinders era June e David Burtka interpretava Tulsa. Il revival è stato candidato a quattro Tony Award, tra i quali Miglior revival e Miglior attrice protagonista. Questa produzione ha chiuso nel maggio 2004, dopo 451 repliche e 33 anteprime, recuperando l'investimento iniziale di 8 milioni di dollari.[10]

Quarto revival di Broadway[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo revival di Gypsy a Broadway fino ad ora debuttò il 27 marzo 2008 al St. James Theatre, con la regia di Arthur Laurents. Il cast comprendeva Patti LuPone nel ruolo di Rose, Boyd Gaines nel ruolo di Herbie, Laura Benanti nel ruolo di Louise e Leigh Ann Larkin nel ruolo di Dainty June. La LuPone, Laura Benanti e Boyd Gaines vinsero tutti e tre un Tony Award per la loro interpretazione.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

La prima produzione italiana di Gypsy,con la regia di Stefano Genovese, debutta il 15 gennaio al Teatro Nuovo di Milano, per poi partire per un tour che tocca Torino, Napoli, Bari, Bologna e Trieste. Il cast comprende: Loretta Goggi (Rose), Sergio Leone (Herbie), Gisella Szanisizlò (Gypsy) e Eleonora Tata (Dainty June)

Revival del West End[modifica | modifica wikitesto]

Dopo oltre quarant'anni dalla produzione originale, Gypsy è tornato nel West End londinese per un periodo limitato dal 15 aprile al 28 novembre 2015. Il musical, in scena al Savoy Theatre, vede impegnato un cast di oltre ventinique elementi che comprende: Imelda Staunton (Rose), Lara Pulver (Louise), Peter Davison (Herbie), Gemma Sutton (June), Dan Burton (Tulsa), Anita Louise Combe (Tessie Tura), Louise Gold (Mazeppa) e Julie Legrand (Electra). Questa produzione, diretta da Jonathan Kent e coreografata da Stephen Mear, era stata precedentemente messa in scena a Chichester nell'autunno 2014, vincendo il Critics' Circle Award per il miglior musical.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i nomi degli attori che hanno sostenuto i ruoli più importanti e i registi delle maggiori produzioni del musical a Londra e New York (sono riportati solo gli attori che si sono esibiti la notte della prima, non i sostituti):

Produzioni Rose Louise Dainty June Herbie Tulsa Tessie Tura Mazeppa Electra Regista
Broadway, 1959 Ethel Merman Sandra Church Lane Bradbury Jack Klugman Paul Wallace Maria Karnilova Faith Dane Chotzi Foley Jerome Robbins
Londra, 1973 Angela Lansbury Zan Charisse Bonnie Langford Barrie Ingham Andrew Norman Valerie Walsh Kelly Wilson Judy Cannon Arthur Laurents
Broadway, 1975 Rex Robbins John Sheridan Mary Louise Wilson Gloria Rossi Sally Cooke
Broadway, 1989 Tyne Daly Crista Moore Tracy Venner Jonathan Hadary Robert Lambert Jana Robbins Barbara Edwin Anna McNelly
Broadway, 2003 Bernadette Peters Tammy Blanchard Kate Reinders John Dossett David Burtka Heather Lee Kate Buddeke Julie Halston Sam Mendes
Broadway, 2008 Patti LuPone Laura Benanti Leigh Ann Larkin Boyd Gaines Tony Yazbeck Alison Fraser Lenora Nemetz Marilyn Caskey Arthur Laurents
Londra, 2015 Imelda Staunton Lara Pulver Gemma Sutton Peter Davison Dan Burton Anita Louise Combe Louise Gold Julie Legrand Jonathan Kent

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Broadway, 1959[modifica | modifica wikitesto]

Anno Premio Categoria Candidato Risultato
1960 Tony Award Miglior musical Candidato/a
Miglior attrice protagonista in un musical Ethel Merman Candidato/a
Miglior attore non protagonista in un musical Jack Klugman Candidato/a
Miglior attrice non protagonista in un musical Sandra Church Candidato/a
Miglior regia di un musical Jerome Robbins Candidato/a
Miglior direttore d'orchestra Milton Rosenstock Candidato/a
Miglior scenografia Jo Mielziner Candidato/a
Migliori costumi Raoul Pène Du Bois Candidato/a
Grammy Award Miglior album di un musical teatrale Ethel Merman Vincitore/trice

Broadway, 1975[modifica | modifica wikitesto]

Anno Premio Categoria Candidato Risultato
1975 Tony Award Miglior attrice protagonista in un musical Angela Lansbury Vincitore/trice
Miglior attrice non protagonista in un musical Zan Charisse Candidato/a
Miglior regia di un musical Arthur Laurents Candidato/a
Drama Desk Award Miglior attrice in un musical Angela Lansbury Vincitore/trice
Miglior attrice non protagonista in un musical Bonnie Langford Candidato/a
Miglior regia di un musical Arthur Laurents Vincitore/trice

Broadway, 1989[modifica | modifica wikitesto]

Anno Premio Categoria Candidato Risultato
1990 Tony Award Miglior revival di un musical Vincitore/trice
Miglior attrice protagonista in un musical Tyne Daly Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Jonathan Hadary Candidato/a
Miglior attrice non protagonista in un musical Crista Moore Candidato/a
Drama Desk Award Miglior revival di un musical Vincitore/trice
Miglior attrice in un musical Tyne Daly Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Jonathan Hadary Candidato/a
Miglior attrice non protagonista in un musical Crista Moore Candidato/a
1991 Grammy Award Miglior album di un musical teatrale Candidato/a

Broadway, 2003[modifica | modifica wikitesto]

Anno Premio Categoria Candidato Risultato
2003 Tony Award Miglior revival di un musical Candidato/a
Miglior attrice protagonista in un musical Bernadette Peters Candidato/a
Miglior attore non protagonista in un musical John Dossett Candidato/a
Miglior attrice non protagonista in un musical Tammy Blanchard Candidato/a
Drama Desk Award Miglior revival di un musical Candidato/a
Miglior attrice in un musical Bernadette Peters Candidato/a
Miglior attore non protagonista in un musical John Dossett Candidato/a
Theatre World Award Tammy Blanchard Vincitore/trice
Grammy Award Miglior album di un musical teatrale Vincitore/trice

Broadway, 2008[modifica | modifica wikitesto]

Anno Premio Categoria Candidato Risultato
2008 Tony Award Miglior revival di un musical Candidato/a
Miglior attrice protagonista in un musical Patti LuPone Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Boyd Gaines Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Laura Benanti Vincitore/trice
Miglior regia di un musical Arthur Laurents Candidato/a
Migliori costumi Martin Pakledinaz Candidato/a
Miglior Sound Design Dan Moses Schreier Candidato/a
Drama Desk Award Miglior revival di un musical Candidato/a
Miglior attrice in un musical Patti LuPone Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Boyd Gaines Vincitore/trice
Miglior attrice non protagonista in un musical Laura Benanti Vincitore/trice
Outer Critics Circle Award Miglior revival di un musical Candidato/a
Miglior regia di un musical Arthur Laurents Candidato/a
Miglior attore in un musical Boyd Gaines Candidato/a
Miglior attrice in un musical Patti LuPone Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Tony Yazbeck Candidato/a
Miglior attrice non protagonista in un musical Laura Benanti Vincitore/trice
2008 Grammy Award Miglior album di un musical teatrale Candidato/a

Londra, 2015[modifica | modifica wikitesto]

Year Award Ceremony Category Nominee Result
2016 Theatre Awards UK Miglior produzione di un musical Vincitore/trice
Miglior performance in un musical Imelda Staunton Vincitore/trice
Evening Standard Award Miglior performance in un musical Imelda Staunton Vincitore/trice
Whatsonstage.com Awards Miglior revival di un musical Vincitore/trice
Miglior attrice in un musical Imelda Staunton Vincitore/trice
Miglior attrice non protagonista in un musical Lara Pulver Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Peter Davison Candidato/a
Miglior regia Jonathan Kent Vincitore/trice
Miglior coreografo Stephen Mear Candidato/a
Miglior scnografo Anthony Ward Candidato/a
Miglior tecnico luci Mark Henderson Candidato/a
Laurence Olivier Awards Miglior revival di un musical Vincitore/trice
Miglior regia Jonathan Kent Candidato/a
Migliore attrice in un musical Imelda Staunton Vincitore/trice
Migliore attrice non protagonista in un musical Lara Pulver Vincitore/trice
Miglior attore non protagonista in un musical Peter Davison Candidato/a
Dan Burton Candidato/a
Miglior Lighting Design Mark Henderson Vincitore/trice
Miglior coreografo Stephen Mear Candidato/a

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ben Brantley, "New Momma Takes Charge". New York Times. May 2, 2003.
  2. ^ a b Frank Rich, The Hot Seat: Theater Criticism for The New York Times, 1980-1993. Random House. 1998. ISBN 0-6794-5300-8.
  3. ^ Clive Barnes, "Gypsy Bounces Back With Zest and Lilt". New York Times. September 24, 1974.
  4. ^ Gypsy (Original Cast Recording) by Tyne Daly on iTunes [collegamento interrotto], su iTunes. URL consultato il 27 aprile 2016.
  5. ^ a b Craig Zadan, Sondheim & Co., Second Edition (1986), pp37-39, pp50-51, ISBN 0-06-015649-X
  6. ^ "Petula Clark discography" Archiviato il 20 febbraio 2012 in Internet Archive.. PetulaClark.net
  7. ^ Stephen Sondheim, Finishing the Hat, New York: Alfred Knopf, 2010, p. 58-77, ISBN 978-0-679-43907-3
  8. ^ Michael Kantor e Laurence Maslon, Broadway: The American Musical, Bulfinch Press, New York, p. 286.
  9. ^ Craig Zadan, Sondheim & Co. (1974, 1986 2nd Ed.), Harper & Row, ISBN 0-06-015649-X, p. 54
  10. ^ "Final Curtain to Fall on 'Gypsy' May 30". The New York Times. April 22, 2004.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]