Gentle Giant

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo album di debutto dei Gentle Giant, vedi Gentle Giant (album).
Gentle Giant
Gentle giant 16091976 500.jpg
Allo Chateau Neuf (Oslo, 16 settembre 1976)
Paese d'origineRegno Unito Regno Unito
GenereRock progressivo[1]
Art rock[1]
Periodo di attività musicale1970 – 1980
EtichettaVertigo/Alucard Production, WWA, Chrysalis Records, Columbia
Album pubblicati12
Studio11
Live1
Sito ufficiale

I Gentle Giant sono stati un gruppo musicale tra i più rappresentativi del rock progressivo britannico degli anni settanta.

La band è nota per la complessità e la raffinatezza della sua musica e per le varie abilità musicali dei suoi membri, visto che tutti i membri della band erano polistrumentisti. Sebbene non abbiano avuto un successo commerciale, hanno comunque ottenuto nel tempo un seguito importante di fan della loro musica. [2]

La band dichiarava che il suo scopo fosse quello di "espandere le frontiere della musica popolare contemporanea con il rischio di trasformarsi un una band molto impopolare", [3] posizione che tuttavia cambiò in modo significativo nel corso del tempo.

Vero è che la musica di Gentle Giant era considerata complessa anche per gli standard del rock progressivo più avanzato, attingendo a un'ampia gamma di musica tra cui il folk, il soul, il jazz e la musica classica. A differenza di molti dei loro contemporanei che facevano parte della stessa corrente musicale, le influenze "classiche" dei Gentle Giant andavano ben oltre il romantico e incorporavano elementi di musica da camera medievale, barocca e moderna. Oltre a ciò la band prediligeva anche ampi temi testuali, traendo ispirazione non solo dalle esperienze personali dei componenti, ma dalla filosofia e dalle opere di François Rabelais e R. D. Laing. Nel 2015 i componenti dei Gentle Giant sono stati premiati con il premio alla carriera ai Progressive Music Awards. [4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni '60 i tre fratelli Shulman (Derek, Phil e Ray) vivevano in una cittadina del sud della Scozia, Glasgow[5], ma nel 1948 il padre, che faceva il rappresentante di giorno, mentre di notte suonava la tromba in un gruppo jazz[6], si dovette trasferire a Portsmouth. I tre fratelli vivendo in contesto molto musicale: Ray imparò a suonare la tromba quando aveva cinque anni, e il violino due anni dopo[7]. Phil, era un jazzista. I tre fratelli dal 1966 al 1969, formarono i Simon Dupree and the Big Sound[8]. La band riuscì ad andare in tour e a evolvere il proprio sound, fino a raggiungere un discreto successo, entrando nella classifica inglese con il brano musicale Kites[9]. Nel 1969 gli Shulman decisero di cambiare il loro timbro musicale, più affine al jazz e al prog, un sound dove poter sperimentare.

«L'aria stava cambiando, già con Simon Dupree, quando suonammo insieme ai Cream a Bournemouth li buttammo giù dal palco»

(Ray Shulman)

«C'era un grosso cambiamento negli anni 60. Tutti i musicisti sentivano l'esigenza di discostarsi dalla musica pop e provare a fare qualcosa di diverso»

(Phil Shulman)

Successivamente i tre fratelli trovano un manager Gerry Bron, che li accordò con una paga settimanale, fornendo loro strumentazione e mezzi per permettergli di costruire il proprio sogno. Lo stesso Bron consigliò alla band di cambiare nome, e Phil disse "Ci disse che sapevamo suonare sia in maniera gentile che in maniera forte: eravamo dei Giganti Gentili". Così i Gentle Giant, insieme al batterista Martin Smith (già presente nei Simon Dupree and the Big Sounds), erano alla ricerca di un tastierista così trovarono agli inizi degli anni '70 Kerry Minnear. Minnear, che viveva in Germania, si trasferì per sei mesi a casa di Phil e della moglie Roberta, a Portsmouth.

«Stabilimmo delle regole ferree: dovevamo comporre nuovo materiale e provare insieme. Provammo tutto il giorno, tutti i giorni»

(Phil Shulman)

Il passo successivo fu quello di cercare un chitarrista. Le audizioni furono lunghe; venne infine scelto il chitarrista blues Gary Green, che era stato il quarantacinquesimo provinante.

«Avevano equipaggiamento eccellente, ogni musicista utilizzava due amplificatori con quattro coni da 12 pollici. Ero intimidito, per fortuna c'era la cannabis a tranquillizzarmi»

(Gary Green)

Il primo concerto con nome Gentle Giant fu nel maggio del 1970 e l'afflusso del pubblico fu decisamente scarso.[10]

La prima Era Giant[modifica | modifica wikitesto]

Gentle Giant[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 1970 i Gentle Giant decisero di entrare ai Trident School di Londra. L'album omonimo venne pubblicato il 27 novembre del 1970. Il produttore Tony Visconti, disse che il gruppo durante la composizione dei pezzi si ritirò in campagna per restare isolati dal mondo, Ray Shulman in un'intervista disse, "Effettivamente in quel periodo molte persone si ritiravano in campagna...noi ci siamo ritirati in un pub!" Con il passare del tempo i Gentle Giant divennero una band di supporto molto richiesta. Riuscirono ad aprire i concerti di molti artisti prog affermati.

Acquiring The Taste[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971, i Gentle Giant pubblicano Acquiring The Taste registrato agli Air e Advision Studios. Dopo l'uscita dell'album il manager Gerry Brown lascia la band, lasciando entrare in scena la World Wide Artist WWA, che cercò di dare maggiore visibilità alla band, in particolar modo in America.[10]

Three Friends[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 ci fu un altro cambiamento, il batterista Martin Smith venne sostituito dall'appena diciottenne Malcom Mortimore. In quel periodo i Gentle Giant erano di supporto ai Jethro Tull in Europa. Finito il tour, cominciarono a registrare nuove canzoni, senza Visconti. Le registrazioni del nuovo album Three Friends iniziarono nel gennaio del 1972 ai Coomand Studios di Piccadilly, è il primo concept album di produzione Statunitense.

Nel marzo del 1972, un brutto incidente coinvolse il giovanissimo batterista Mortimore, e con il tour alle porte obbligarono i Gentle Giant a trovare un sostituto, e trovarono John Weathers. Finito il tour Phil chiamò Mortimore e disse lui che il John avrebbe continuato a suonare con i Gentle Giant anche dopo la sua guarigione. Durante la tournée in America, i Gentle Giant, fecero da gruppo spalla agli Yes, Black Sabbath, Eagle e ancora Jetrho Tull. Fecero un tour anche in Europa e fecero ben 15 date in Italia, e spettò agli Area di Demetrio Stratos aprire i loro show[11]

Octopus[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 1972 i Gentle Giant pubblicarono il loro quarto album, Octopus. Questa volta alle percussioni c'era John Weathers, che venne confermato dopo la tournée di Three Friends. Octopus è considerato l'album più maturo della band. Nel 1973 comincia una tournée in l'America con qualche data anche in Canada. Ma alla fine del tour si chiuse il primo capitolo della band: Phil Shulman, decise infatti improvvisamente di lasciare la band.

Il dopo Phil[modifica | modifica wikitesto]

Phil Shulman, uno dei membri fondatori, il più anziano dei tre fratelli, polistrumentista, voce solista, autore della gran parte dei testi e supervisore di tutta l’attività creativa del Gigante, decide di lasciare il gruppo e abbandonare l’attività musicale, almeno dal punto di vista professionale[12], forse la decisione di lasciare i Gentl Giant , è dettata a seguito di un’età piuttosto avanzata per un musicista rock (Phil aveva 36 anni quando prese questa decisione). Il più grande dei fratelli Shulmann decide di ritornare alla sua prima attività, quella di docente di musica. [13] La band senza Phil è a un passo dallo scioglimento definitivo. Ma i due Ray e Derek Shulman insieme a Kerry, Gary e John, superano il "trauma" e decidono di andare avanti e continuano a promuovere Octopus in America[14] [15]

Gentle Giant Amburgo 1974

In a Glass House[modifica | modifica wikitesto]

I Gentle Giant trovano le forze per continuare, mentre il fratello maggiore Phil è partito per un tour nordamericano. La band lascia la Vertigo e nel settembre del 1973 registrano In a Glass House; anche quest'album, come Three Friends, è un concept di sei brani. L'album non venne pubblicato negli Stati Uniti per volontà della Columbia per niente convinta della sua spendibilità commerciale, ma ciononostante anche negli Stati Uniti la vendite andarono bene[16].

The Power and the Glory e Free Hand[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1974 i Giganti Gentili registrano The Power and the Glory. In perfetto stile prog rock anni '70, l'album è un concept incentrato sulla storia di un monarca, non ben definito.

(EN)

«At the time, the Watergate scandal was happening," recalls Derek. "The Cold War issues were coming to a head. The concept for the album was based on the corruption of power and how people on the bottom are affected by the people on top. Money and power will win no matter what and the people that are hoping for the best won’t usually get the best»

(IT)

«"All'epoca stava accadendo lo scandalo Watergate", ricorda Derek. "I problemi della Guerra Fredda stavano arrivando a una conclusione: il tema dell'album era basato sulla corruzione del potere e su come le persone più in basso sono influenzate dalle persone in cima. Il denaro e il potere vinceranno a prescindere da tutto e le persone che sperano il meglio di solito non otterranno il meglio."»

(Derek Shulman)

[17]

Nello stesso anno, la band comincia a riscuotere un discreto successo, in particolar modo in Canada, ed effettua un tour in Europa e Nord America. Da notare alcune date importanti negli Stati Uniti, in cui aprono i concerti di Frank Zappa e dei Return to Forever di Chick Corea. Nell'anno successivo (1975) la band, ormai sempre più presente in America ed Europa, fa diverse apparizioni televisive e registrazioni radiofoniche[18]

Nell'aprile del 1975 firmano un nuovo contratto discografico per la Chrysalis Records, etichetta che li accompagnerà fino alla loro dipartita professionale. I rapporti con la precedente etichetta la WWA si complicarono parecchio, dato che più volte quest'ultima cercò di indirizzare la band a suoni più commerciali. Esce così Free Hand. Questo fu l'album di maggior successo commerciale della carriera dei Gentle Giant, raggiungendo nelle classifiche la No. 48 US Billboard 200, mentre nel Regno Unito le vendite non furono molto esaltanti. [19] Free Hand è l'album che chiude in qualche modo la parentesi giantsiana mantenendo suoni più medievali[20]

Crisi della musica Prog[modifica | modifica wikitesto]

Il 1976 fu l'anno dell'inizio della crisi della musica prog, le varie band come Genesis, Yes, Van der Graaf Generator, soffrono della influenza punk che cavalcano la scena musicale dell'epoca.

Interview, The missing Piece, Giant For a day e Civilian[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 i Giganti pubblicano Interview che si allontana dai tipici schemi prog precedenti[21]. L'album non segue le stesse vendite del precedente. Interview viene considerato una sorta di follow-up concettuale. Successivamente usciranno The Missing Piece e Giant For a Day album dove la band abbandona il prog e si presta a sonorità più pop[22][23] Per ultimo la band si trasferisce negli Stati Uniti dove registra nel 1979 e pubblica nel 1980 Civilian, album che subisce già le sonorità elettroniche degli anni '80[24] Da li a poco, nell'estate del 1980 i Gentle Giant terminano la loro produzione artistica[25]

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta si sono verificati diversi eventi sintomatici di un desiderio di riscoperta di questo gruppo; sono stati pubblicati diversi live con registrazioni dei concerti dell'era classica del gruppo e molti tribute album; sono nati nuovi fan club e siti web di estimatori, che hanno persino cercato di convincere, senza successo, i membri del gruppo (nel 1997) a suonare in un concerto di reunion.

Nel 2005, in occasione del trentacinquesimo anniversario della fondazione della band, sono state pubblicate numerose edizioni rimasterizzate degli album classici, con tracce bonus e packaging originali.

Nel 2008 debutta una "cover band" che si denomina inizialmente "Rentle Giant" per poi ufficializzarsi in Three Friends. Ne fanno parte Kerry Minnear, Malcolm Mortimore, Gary Green (3 dei Gentle Giant) più Roger Carey, John Donaldson, Andy Williams, Mick Wilson. Il gruppo va in tour riproponendo con immutata maestria pezzi scelti del repertorio giantiano. Nel 2009 Minnear lascia il gruppo.

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Le origini stilistiche del gruppo vanno in parte fatte risalire alle esperienze dei tre fratelli Shulman nel gruppo Simon Dupree & the Big Sound, formazione che eseguiva musica rhythm and blues e che nel suo ultimo periodo si era votata alla psichedelia. A seguito del dissolvimento del gruppo nacquero i Gentle Giant, scaturiti dall’innesto di nuovi strumentisti che affiancarono i tre Shulman, e musicalmente dall’abbandono dei generi eseguiti precedentemente dal nucleo fondante e dall’acquisizione di moduli stilistici originali[26]. Il genere in cui i Gentle Giant si iscrivono di diritto è il progressive, che caratterizzò la musica inglese di fine anni sessanta e anni settanta. Ma il gruppo, con un creativo amalgama fra gli strumenti musicali classici del rock e quelli inusuali per la musica del tempo quali oboi, violini, corni e violoncelli, seppe proporre una innovativa mescolanza di stili che spaziavano dalle dissonanze di certa musica da camera[27] a quella più propriamente classica[26] con miscele di rock unito al jazz delle origini del sassofonista Phil Shulman[28]. I primi quattro album furono inoltre contraddistinti da armonie vocali contrappuntate dal sapore barocco e con frasi madrigalesche condite da passaggi di flauto dolce di stampo medievale[29].

Dal 1973, con l'abbandono di Philip Shulman, la formazione approda a un sound più essenziale e ritmico, senza tuttavia rinunciare a quegli elementi contrappuntistici e poliritmici, che abbinati a un uso originale e polifonico della vocalità, ne contraddistinguono l'essenza di un sound che resta unico nel panorama progressive di quegli anni. Soltanto a partire dal 1978, in parte con "The Missing Piece" (che contiene ancora ottimi spunti), ma soprattutto con i due ultimi album si assisterà a un inaridimento della vena creativa e la band finirà per approdare a un sound decisamente più commerciale ma poco connotante.[senza fonte]

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni della loro storia i Gentle Giant ebbero un periodo di grande successo in molte nazioni europee (Regno Unito escluso), come avvenne anche per i Genesis e i Van der Graaf Generator. In Italia, in particolare, divennero celebri soprattutto grazie alla trasmissione radiofonica Per voi giovani di Renzo Arbore, condotta dallo stesso Arbore e poi da Mario Luzzatto Fegiz, Paolo Giaccio, Richard Benson e da Carlo Massarini, ed ebbero molto spazio anche sulle pagine della rivista Ciao 2001, nota per aver reso celebri molti altri nomi minori della scena musicale dell'epoca, tra cui anche gruppi destinati a scomparire molto presto. Non è dunque un caso che i Gentle Giant abbiano influito in modo importante sui gruppi progressive italiani come Premiata Forneria Marconi (si pensi per esempio all'album Chocolate Kings), Banco del Mutuo Soccorso, Elio e le storie tese[30] e gli stessi Goblin, autori della nota colonna sonora del film Profondo Rosso. Fra gli altri gruppi che dichiaratamente si sono ispirati ai Gentle Giant, si possono citare Spock's Beard, Echolyn, Stormy Six, Haken ed il supergruppo progressive rock Transatlantic.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gentle Giant, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ Bruce Eder, Gentle Giant - Review, su Allmusic. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  3. ^ Dalle note di copertina dell'album "Acquiring the Taste"
  4. ^ Singer Steven Wilson crowned prog rock king, in BBC News, 4 settembre 2015. URL consultato l'8 settembre 2015.
  5. ^ http://michaelcooper.org.uk/C/shulmans.htm
  6. ^ http://www.tecalibri.info/A/APUZZO-A_gentle.htm
  7. ^ https://www.glistatigenerali.com/musica/la-musica-bisestile-giorno-54-simon-dupree-the-big-sound/
  8. ^ https://www.discogs.com/it/artist/260353-Simon-Dupree-And-The-Big-Sound
  9. ^ http://radiognomeinvisible1.altervista.org/gentle-giant-gentle-giant/
  10. ^ a b https://www.loudersound.com/features/gentle-giant-we-were-never-being-serious-musos-we-just-wanted-to-entertain
  11. ^ http://www.metallized.it/articolo.php?id=1925
  12. ^ http://www.quadernidaltritempi.eu/il-gigante-che-visse-suonando-per-dieci-anni/
  13. ^ http://www.quadernidaltritempi.eu/il-gigante-che-visse-suonando-per-dieci-anni/
  14. ^ https://www.debaser.it/gentle-giant/in-a-glass-house
  15. ^ http://www.quadernidaltritempi.eu/il-gigante-che-visse-suonando-per-dieci-anni/#:~:text=Phil%20Shulman%2C%20uno%20dei%20membri,dal%20punto%20di%20vista%20professionale.
  16. ^ https://books.google.it/books?id=oAThBQAAQBAJ&pg=PT186&lpg=PT186&dq=phil+shulman+lascia+la+band&source=bl&ots=0hu5zHLn7I&sig=ACfU3U2Yfv-Fphf_M6T7ebMXoKAcTOaxZg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi1xPju6sDjAhVGy6QKHfEUAo4Q6AEwC3oECAkQAQ#v=onepage&q=in%20a%20glass%20&f=false
  17. ^ https://ultimateclassicrock.com/gentle-giant-the-power-and-the-glory/
  18. ^ http://www.quadernidaltritempi.eu/rivista/numero41/bussole/q41_b01.html
  19. ^ https://www.udiscovermusic.com/stories/rediscover-free-hand/
  20. ^ http://planando.altervista.org/musica/progressive/gentle/gentle.htm
  21. ^ https://www.debaser.it/gentle-giant/interview/recensione
  22. ^ https://www.debaser.it/gentle-giant/the-missing-piece/recensione
  23. ^ https://www.debaser.it/gentle-giant/giant-for-a-day/recensione
  24. ^ https://www.debaser.it/gentle-giant/civilian/recensione
  25. ^ https://www.mybestreviews.net/biografie/gentle-giant-la-biografia/
  26. ^ a b (EN) Bruce Eder, Gentle Giant - Artist Biography, Allmusic. URL consultato il 20 agosto 2016.
  27. ^ (EN) Gentle Giant, progarchives. URL consultato il 20 agosto 2016.
  28. ^ Cristiano Orlando, Gentle Giant, storia della musica. URL consultato il 20 agosto 2016.
  29. ^ (EN) Gentle Giant, ‘Octopus’ (1972), Rolling Stone. URL consultato il 20 agosto 2016.
  30. ^ (the Rolling Stone files) Elio vs Frank Zappa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.
  • Cesare Rizzi, Progressive & Underground '67 - '76, Firenze, Giunti Editore (2003), ISBN 88-09-03230-6
  • Geir Hasnes, The Music of Gentle Giant, SAF Publishing, 2005

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN150957459 · ISNI (EN0000 0001 0860 5539 · GND (DE5227495-0 · BNF (FRcb14477139v (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n92085434
Rock progressivo Portale Rock progressivo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock progressivo