Richard Benson

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Richard Benson
Maledetto il giorno che t'ho incontrato.jpg
Carlo Verdone e Richard Benson in Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992)
NazionalitàItalia Italia
Regno Unito Regno Unito
GenereHeavy metal
Hard rock
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1970 – 2022
Strumentochitarra, basso, voce
EtichettaINRI
GruppiBuon vecchio Charlie
Album pubblicati3
Studio2
Raccolte1

Richard Philip Henry John Benson (Woking, 10 marzo 1955Roma, 10 maggio 2022[1]) è stato un chitarrista, cantante e personaggio televisivo italiano di origine britannica.

Musicista attivo nell'underground romano dei primi anni settanta, nella sua carriera fu anche conduttore di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche a tema musicale e fu saltuariamente ospite in varietà sulle reti nazionali.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Certificato di nascita di Richard Benson, ritirato dall'ambasciata britannica a Roma in occasione del suo matrimonio con Ester Esposito

Nato a Woking da Richard Robert Benson e Marcella Giammona, il padre lavorò come agente pubblicitario e fu testimonial della Gillette negli anni sessanta. In un'intervista rilasciata a L'Unità dallo stesso nel settembre del 1994, il padre di Benson dichiarò di essere figlio di un pittore inglese stabilitosi nel paese di Anticoli Corrado, in provincia di Roma, e sposatosi con una ragazza del borgo che posava come modella per lui.[2] Durante l'infanzia Benson visse a Milano,[3] trasferendosi in seguito a Roma con la famiglia, dove frequentò con scarsi risultati il liceo artistico Ripetta.[4]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Richard Benson (in basso a destra) assieme ad alcuni membri della redazione di Per voi giovani

Poco dopo essersi trasferito a Roma, ancora adolescente fondò un gruppo chiamato Richard Benson e gli Atomi, con cui si esibì nei locali romani (tra cui il famoso Piper) facendo da spalla a Patty Pravo, Mal, The Rokes, Equipe 84 e Nomadi.[4]

Agli albori degli anni settanta Benson entrò nei Buon vecchio Charlie, gruppo rock progressivo: un unico album, l'omonimo Buon vecchio Charlie, in gran parte strumentale, venne inciso nel 1971 dall'etichetta discografica indipendente Suono. Tuttavia il disco non venne distribuito e solo nel 1990 ne fu realizzata un'edizione limitata su CD dalla Melos, ripubblicata poi dalla Akarma anche su LP. L'album è stato giudicato positivamente da alcuni critici.[5]

Nel 1972 il gruppo si sciolse e alcuni suoi componenti entrarono a far parte dei Libra, altri invece formarono i Bauhaus (solo omonimi al più famoso gruppo rock gotico britannico). Benson continuò a suonare come solista e partecipò ad entrambe le edizioni del Festival pop di Villa Pamphili, avvenute nel 1972 e nel 1974.[6][7]

Nello stesso periodo entrò nello staff della trasmissione radiofonica Per voi giovani ideata da Renzo Arbore, in cui condusse uno spazio dal nome "Novità 33 giri", proponendo materiale discografico del periodo.[8] Benson iniziò anche a lavorare come recensore musicale per la rivista Ciao 2001 e per altre testate come Nuovo Sound,[9] settimanale dedicato a una vastità di generi come rock progressivo, jazz, classica, opera, musica latina e folk.

Periodo intermedio[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1978 e il 1979 condusse sulla rete televisiva TVA 40 la trasmissione Scala A interno 5 e poi, tra gli inizi degli anni ottanta e metà degli anni novanta, Ottava nota, in cui Benson presentava le novità discografiche del tempo, in particolar modo hard rock e heavy metal ma anche jazz, funk, blues, fusion e rock italiano. Nel 1982 partecipò alla realizzazione del film L'inceneritore del regista Pierfrancesco Boscaro assieme a Flavio Bucci e Ida Di Benedetto, interpretando il ruolo di un capobanda di malavitosi e occupandosi della colonna sonora,[10] e nello stesso anno produsse il singolo Indossa il mio colore/Stanchiamoci insieme di Leo Nero.[11] Nel 1983 pubblicò il singolo Animal Zoo (Mondial Laser), di genere italo disco/synth pop e nel 1984 un 7" più rock intitolato Renegade (Golden Sound)[12]

Nel 1985 partecipò a Quelli della notte, il popolare programma televisivo diretto da Renzo Arbore, nel ruolo del "metallaro" durante la look-parade condotta da Roberto D'Agostino. Nello stesso anno partecipò alla realizzazione della raccolta Metallo Italia, prodotta da Al Festa, insieme a gruppi italiani come Vanexa, Synthesis, Elektradrive e Steel Crown.[13] Nel 1987, produsse una compilation intitolata Metal Attack, in cui compaiono alcuni chitarristi come Max Smeraldi[14] (Banco del Mutuo Soccorso, Cristiano Malgioglio) e Giorgio Paciotti. Benson stesso scrisse il testo del brano Exotic Escape e lo interpretò nelle vesti di cantante, accompagnato da una formazione denominata East; inoltre, fu chitarrista e co-autore dei brani di intermezzo Preludio, Adagio, Ripresa e Finale.

Nel 1990 condusse su Radio Rock sei puntate dedicate in modo specifico alle chitarre e alle relative tecniche. Nel 1992 comparve nel film di Carlo Verdone Maledetto il giorno che t'ho incontrato, facendo un cameo in cui interpretava se stesso nella fittizia trasmissione Juke-box all'idrogeno, disquisendo con lo stesso Verdone su Jimi Hendrix. Pubblicò inoltre l'audiocassetta Heavy Agenda, incentrata sull'insegnamento della tecnica della chitarra nell'ambito dell'heavy metal. Nello stesso anno andò in tour con il gruppo napoletano Targhe Alterne, esibendosi anche all'Alpheus di Roma e presentando brani della storia del rock.[15]

Durante la seconda metà degli anni novanta, si esibì spesso dal vivo in molti dei locali più prestigiosi di Roma, incentrando gli spettacoli non più esclusivamente sulle canzoni, ma includendo alcuni momenti di recitazione trasgressiva (amplessi simulati, ferite sul corpo più o meno reali) a fare da corollario alla musica; ad alcuni dei suoi spettacoli prese parte anche la pornoattrice Milly D'Abbraccio.[16] Il suo aspetto estroso contribuì alla popolarità del personaggio: onnipresenti giubbetti di cuoio indossati a torso nudo, parrucca dai lunghi capelli neri a celare la calvizie, occhiali scuri e un linguaggio scurrile. In questo periodo pubblicò inoltre per la Playgame Music due corsi di chitarra su videocassetta, Lezioni di chitarra rock, metal, rock-blues, guitar tricks (1995), a cui seguì, nel 1999, La velocità d'esecuzione nella chitarra metal progressive. Del 1999 è anche il primo album da solista, Madre tortura, da molti giudicato negativamente soprattutto per le imprecisioni esecutive di Benson ma apprezzato per alcuni spunti strumentali e dal punto di vista lirico.[17]

L'incidente a Ponte Sisto e il ritorno sulle scene[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 settembre 2000 fu vittima di un incidente,[18] una caduta dal Ponte Sisto di Roma a seguito della quale si fratturò una gamba, costringendolo a una delicata riabilitazione. La reale dinamica dell'incidente rimase avvolta nel mistero:[19] lo stesso Benson avrebbe inizialmente dichiarato di essere stato vittima di un tentato omicidio da parte di tre ignoti che lo avrebbero sollevato e lanciato giù,[20] salvo poi sostenere di aver avuto un incidente mentre percorreva il ponte sulla sua Harley-Davidson, venendo sbalzato al di là del parapetto.[4]

Nel 2002, per la prima volta dopo l'infortunio in seguito al quale fu sottoposto a quattro interventi chirurgici,[4] si presentò al locale romano Alpheus nello spettacolo acustico Paradiso in inglese, Inferno in italiano,[21] seguito da molti concerti nella Capitale e dintorni accompagnato da vari musicisti: DGM, Richard Bona, Max Smeraldi, Stefano Diamanti e Andrea Mingoli. Nel 2003 partecipò per 12 puntate alla trasmissione della Rai I solati, un'appendice satirica de L'isola dei famosi, nella quale inveì contro Adriano Pappalardo. Suonò anche come ospite nel disco dei D.B.P.I.T., progetto sperimentale di Flavio Rivabella, per l'etichetta romana Misty Circles.[22] Nel 2004 condusse sull'emittente locale romana Televita Cocktail Micidiale, poi rinominato semplicemente Richard Benson.

Attività dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Richard Benson in concerto a Ciampino il 4 ottobre 2014

Il 17 dicembre 2005 Benson tenne un concerto presso il Coetus Pub di Roma e replicato due giorni dopo, segnando il tutto esaurito in entrambi i giorni di esibizione.[23]

Il 6 gennaio 2006 si esibì all'Alpheus di Roma, ma durante il concerto venne colpito a un occhio e fu costretto ad interrompere lo spettacolo. Il 29 gennaio si esibì all'Alcatraz di Fiumicino, in una gabbia protetta da una rete che però non impedì il lancio di oggetti. Il 23 febbraio tornò all'Alcatraz di Fiumicino per una serata intitolata "Richard Benson si racconta", un lungo dibattito di quasi quattro ore.[24] Il 28 settembre fu ospite al programma La grande notte, condotto da Gene Gnocchi e Afef Jnifen su Rai 2.

Agli inizi del 2007 partecipò più volte sempre alla trasmissione di Max Giusti Stile Libero Max su Rai 2, dove giudicò alcuni artisti esclusi dall'imminente Festival di Sanremo. Il 20 marzo 2008 condusse presso l'emittente romana "Radio Spazio Aperto" la trasmissione dal titolo Ultimi!- Richard Benson Come Shock Elettrico e un mese dopo partecipò come ospite alla trasmissione televisiva Lo show più buono che ci sia in onda su All Music. A settembre ritornò in televisione su Televita con la trasmissione Per corde e grida.

Il 14 maggio 2009 fu ospite insieme a Giovanni Lindo Ferretti nella trasmissione Chiambretti Night in onda su Italia 1.[25] Il 4 dicembre 2011 è stato concorrente in una delle puntate speciali domenicali del quiz televisivo Avanti un altro!. Dopo un'assenza di circa tre anni dai concerti, tornò ad esibirsi dal vivo per quattro date a Perugia, Avellino, Prato e Ciampino nel 2012.[26]

Ultime attività e morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 giugno 2012 venne intervistato nella trasmissione televisiva La valigia dei sogni, condotta da Simone Annicchiarico. Nel settembre del 2012 condusse per sette puntate la trasmissione di critica musicale, che rispolverava lo storico nome di Ottava nota, su Retesole[27] ma successivamente passò al canale locale italiano One Television, dove fino al 31 gennaio 2013 condusse il programma Rock Machine.[28][29] Il 7 aprile 2013 sposò la compagna Ester Esposito, alla quale era legato da sedici anni.[30][31]

Nel giugno 2013 tornò a condurre un canale in una TV online propria, chiamata "RichardBensonTv", nella quale espresse le proprie opinioni su gruppi, artisti, dischi, parlando anche di svariati argomenti riguardanti la musica heavy metal;[32] l'emittente televisiva chiuse i battenti dopo circa un anno di attività. Il 16 marzo 2015 siglò un contratto discografico con la INRI, etichetta discografica indipendente di Dade dei Linea 77, con la quale pubblicò L'inferno dei vivi.[33][34] Anticipato dal singolo I nani, uscito digitalmente il 13 aprile 2015, l'album venne prodotto dai Tiromancino, i quali pubblicarono sulla loro pagina Facebook il video della firma dell'accordo, durante la quale era presente Federico Zampaglione.[35]

Il 15 febbraio 2016 Benson annunciò attraverso un video pubblicato su YouTube l'uscita del terzo album in studio Duello madre,[36] inizialmente previsto per il 29 dello stesso mese nei principali negozi digitali ma successivamente anticipato al 24 febbraio su iTunes.[37]

Il 22 novembre 2016 Repubblica TV pubblicò un video nel quale Richard Benson, insieme alla moglie Ester, chiedeva aiuto ai fan tramite donazioni, raccontando di essere affetto da problemi cardiocircolatori e di trovarsi in condizioni economiche precarie.[38] In conseguenza di questo appello vennero organizzate varie campagne di crowdfunding per aiutare il musicista, che ottennero un successo superiore alle aspettative,[39] ed un concerto chiamato Richard Benson Charity Live svoltosi nel dicembre 2016, in cui vari gruppi rock di Roma si esibirono per una serata donando il ricavato a Benson. In un video di marzo 2017, Benson dichiarò di essersi ristabilito e di avere molti progetti per il futuro.[40]

Da settembre 2019 Benson iniziò inoltre a registrare e a far pubblicare su YouTube diversi video in cui eseguiva alla chitarra classica brani inediti di genere blues e pop composti da lui su testi di Cinzia Colibazzi.[41] Il 25 giugno 2021 vinse il Premio Web del Festival intercomunale del cinema amatoriale di Brescia "per aver portato il suo rock nel web".[42]

Il 24 febbraio 2022 annunciò di aver iniziato a lavorare ad un nuovo progetto di rock sinfonico con la collaborazione, tra gli altri, di Simone Sello:[43] nelle settimane seguenti vennero pubblicati sui profili social del chitarrista vari post sul procedimento dei lavori e il 19 aprile furono completate le registrazioni del primo singolo Processione,[44] ma il 10 maggio lo staff di Benson annunciò con un post su Facebook la morte dell'artista, avvenuta all'età di 67 anni.[1] Il brano è stato distribuito postumo il 4 giugno.[45]

Nelle ultime settimane di vita aveva partecipato a una puntata del programma Una pezza di Lundini, che è andata in onda postuma l'11 maggio.[46]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Da solista[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
Raccolte
Singoli
Apparizioni in raccolte
Collaborazioni

Con i Buon vecchio Charlie[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giovanni Gagliardi, È morto Richard Benson, l'annuncio sui profili social del "Profeta del metal", su la Repubblica, 10 maggio 2022. URL consultato il 10 maggio 2022.
  2. ^ Archivio (PDF), su L'Unità, 18 settembre 1994, p. 12.
  3. ^ Post sulla pagina Facebook ufficiale di Richard Benson, su facebook.com.
  4. ^ a b c d Una Pezza di Lundini 2022 - Puntata del 11/05/2022 - Video, su RaiPlay. URL consultato il 12 maggio 2022.
  5. ^ Buon Vecchio Charlie, Bauhaus, su Italian Prog. URL consultato il 10 dicembre 2011.
  6. ^ Maurizio Baiata, Marco Ferranti, Festival di villa Pamphili: verifica dei complessi (e del loro pubblico), su Ciao 2001. URL consultato il 27 novembre 2011.
  7. ^ Villa Pamphili Festival 1974, su stradaperta.com. URL consultato il 25 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2008).
  8. ^ Rolando Gimero, "Per voi giovani" si rifà il trucco, su Ciao 2001. URL consultato il 27 novembre 2011.
  9. ^ Nuovo Sound, anno II - n. 3, 25 novembre 1974, su sopi.it. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  10. ^ (EN) L'inceneritore, su Internet Movie Database, IMDb.com. URL consultato il 24 luglio 2022.
  11. ^ Ciao 2001, n. 43, 24 ottobre 1982, p. 46.
  12. ^ Renegade - Richard Benson, last.fm
  13. ^ AA.VV. - Metallo Italia, su metallized.it. URL consultato il 27 novembre 2011.
  14. ^ Max Smeraldi: biografia, su maxsmeraldi.webnode.com. URL consultato il 13 giugno 2013.
  15. ^ Filmato audio FrancisKingborn, Richard Benson & Targhe Alterne live at Alpheus 11/06/1992 ("Alpheus anno zero"), su YouTube, 11 giugno 1992. URL consultato il 1º luglio 2020.
  16. ^ Debora Attanasio, Non dite alla mamma che faccio la segretaria, Sperling & Kupfer, 2013
  17. ^ Madre Tortura: Richard Benson, su truemetal.it. URL consultato l'11 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  18. ^ Corriere di Roma, 15/09/2000, su Corriere della Sera, 15 settembre 2000. URL consultato il 15 settembre 2000.
  19. ^ Arriva novembre: il mese di Richard Benson, su Rolling Stone Italia, 13 novembre 2015. URL consultato il 12 maggio 2022.
  20. ^ Chiara Barzini, Richard Benson Story, su la Repubblica XL. URL consultato il 30 novembre 2011.
  21. ^ Richard Benson in un musical sull'inferno-paradiso del rock, Corriere della Sera, 22 novembre 2001
  22. ^ Aldo Volpe, Dbpit: Eleven, su kronic.it. URL consultato il 27 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2014).
  23. ^ Gabriele Niola, True believers: Richard Benson, su Bastonate. URL consultato l'8 agosto 2014.
  24. ^ Se ne può vedere un ampio estratto qui.
  25. ^ Morto Richard Benson, ecco quando ricordava gli esordi al "Chiambretti Night": "Ero più avanti di David Bowie", su TGcom24. URL consultato il 10 maggio 2022.
  26. ^ Richard Benson torna sul palco, su metal.it. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  27. ^ Richard Benson - Ottava Nota
  28. ^ Articolo del Corsera Magazine, 14 dicembre 2012
  29. ^ One Television canale 86 digitale terrestre DTV, lablu.it, 5 aprile 2013
  30. ^ RICHARD BENSON: invito al suo matrimonio
  31. ^ Roma, il matrimonio di Richard Benson, La Repubblica, 7 aprile 2013
  32. ^ LUI è tornato: Richard Benson ha aperto una TV, su bonsai.tv. URL consultato l'11 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2014).
  33. ^ Richard Benson: nuovo disco prodotto dai Tiromancino
  34. ^ Nuovo disco di Richard Benson prodotto dai Tiromancino Archiviato il 2 aprile 2015 in Internet Archive., musicalnews.com, 18 marzo 2015
  35. ^ Federico Zampaglione annuncia il nuovo disco di Richard Benson
  36. ^ RICHARD BENSON: annuncia il nuovo album "Duello madre" (video), su metalitalia.com, 16 febbraio 2016. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  37. ^ Duello madre, su iTunes. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  38. ^ Roma, Richard Benson è malato: 'Sono rimasto senza un soldo, aiutatemi', su la Repubblica, 22 novembre 2016. URL consultato il 22 novembre 2016.
  39. ^ Richard Benson vive!, su Eppela. URL consultato il 6 luglio 2018.
  40. ^ Filmato audio Richard Benson, ULTIMO COMUNICATO DI RICHARD BENSON, su YouTube, 19 marzo 2017. URL consultato il 7 luglio 2018.
  41. ^ Richard Benson torna e canta: "Sono più vivo che mai", su Adnkronos, 8 ottobre 2019. URL consultato il 16 marzo 2020.
  42. ^ Passate edizioni
  43. ^ Richard Benson, NUOVA PRODUZIONE MUSICALE DI RICHARD: PROCESSIONE, su Facebook. URL consultato il 10 maggio 2022.
  44. ^ Richard Benson, Post sulla pagina Facebook ufficiale di Richard Benson, su Facebook. URL consultato l'11 maggio 2022.
  45. ^ Il primo singolo postumo di Richard Benson vi stupirà: ascolta 'Processione' in anteprima, su Rolling Stone Italia, 3 giugno 2022. URL consultato il 5 giugno 2022.
  46. ^ L'ultima esibizione in tv di Richard Benson a "Una pezza di Lundini", su Il Messaggero, 11 maggio 2022. URL consultato l'11 maggio 2022.

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