Gabriele Rubini

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Gabriele Rubini
Chef Rubio Carpegna cropp.jpg
Dati biografici
Paese Italia Italia
Altezza 186 cm
Familiari Giulio Rubini (fratello)
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Terza linea ala
Ritirato 2011
Carriera
Attività di club¹
2002-04 Parma
2004-05 Rugby Roma 12 (?)
2005-06 600px Rosso e Nero orizzontale con striscia Bianca.svg Poneke
2007-08 Rovigo 10 (0)
2008-11 S.S. Lazio

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito

Statistiche aggiornate al 15 luglio 2013

Gabriele Rubini (Frascati, 29 giugno 1983) è un ex rugbista a 15, personaggio televisivo e cuoco italiano, noto in quest'ultima veste come conduttore di Unti e bisunti in onda dal 2013 su DMAX con lo pseudonimo di Chef Rubio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Frascatano, fratello maggiore del rugbista professionista Giulio, Gabriele Rubini praticò il rugby a Roma fin dalla giovane età, esordendo in Super 10 nel 2002 con il Parma; divenuto atleta di interesse nazionale, la Federazione ne bloccò il trasferimento per la stagione successiva fino a tutto il 2003-04[1]; tornato nella capitale, fu al Rugby Roma fino al 2005 con 12 presenze in totale in serie A[2].

Alla fine della stagione si trasferì in Nuova Zelanda, venendo reclutato dal Poneke RFC, club della provincia rugbistica di Wellington; lì, per mantenersi, iniziò a lavorare in un ristorante, non ricevendo uno stipendio fisso dal club[3]: da lì iniziò, in parallelo all'attività rugbistica, quella culinaria.

Rientrato in Italia, fu nel 2007 al Rovigo in Super 10 e, dal 2008, dapprima in serie A, poi in Eccellenza, con la Lazio, squadra nella quale chiuse la sua carriera agonistica nel 2011 a causa di un infortunio al legamento crociato.

Nel frattempo aveva frequentato il corso internazionale di cucina italiana all'ALMA, presso il quale si era diplomato nel 2010.

Carriera televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro si trasferì in Canada per espandere le conoscenze culinarie e trovare nuove occasioni di lavoro, e dal ritorno in patria si è stabilito a Roma[4].

Dal 2013 collabora con il canale televisivo DMAX a un nuovo format ispirato al suo stile di vita avventuroso ed eclettico[5], dal titolo Unti e bisunti[6] di cui ha girato tre stagioni, scritto due libri e una collana di ricette, e un film andato in onda il 20 dicembre 2016.

Ha poi condotto sulla stessa rete Il cacciatore di tifosi, programma nato con l'intento di attirare nuovi sostenitori alla disciplina del rugby e per lanciare il Sei Nazioni, trasmesso dal 2014 sul canale di Discovery[7][8]; durante tale evento è alla conduzione di anteprime e post-partita all'interno del Rugby Social Club, talvolta è anche inviato.

Dal 27 ottobre è giudice, ancora per DMAX, del talent I re della griglia. Appare inoltre nell'ultima puntata della terza edizione di Pechino Express, dove in una prova spiega ai finalisti la preparazione dei supplì. È inoltre protagonista del docu-reality Il ricco e il povero, il cui pilot è stato trasmesso il 29 giugno 2016 su NOVE e DMAX, e del quale sono state prodotte altre cinque puntate solo sul NOVE, dove Rubio è accompagnato a turno da altri vip[9]. Da maggio 2017 sempre per il canale maschile di Discovery conduce È uno sporco lavoro.

Il 10 maggio 2018 torna su DMAX con un nuovo progetto dal titolo Camionisti in trattoria: sei puntate basate sul mito per cui nei ristoranti in cui si fermano i camionisti si mangia bene.[10].

Attività sociale[modifica | modifica wikitesto]

Dal dicembre 2014 supporta Never Give Up, associazione no profit per lo studio e la cura dei disturbi del comportamento alimentare. Ha inoltre girato dei video in lingua dei segni italiana, e dal 2016 insieme con la sous chef e coach LIS, Deborah Donadio, collabora con l'Istituto statale per sordi di Roma per la realizzazione del programma Segni di gusto[11]. È stato il cuoco ufficiale della nazionale italiana alle Paralimpiadi di Rio 2016[12]. Per due anni ha supportato la campagna per il cinque per mille ad Amnesty International Italia per i diritti umani contro ogni discriminazione[13], poi sospesa a fine maggio 2018 in seguito ad alcune sue dichiarazioni definite misogine dall'ONG[14]contro Selvaggia Lucarelli[15].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato federale n. 6 Stagione Sportiva 2003-2004 (PDF), Federazione Italiana Rugby, 10 maggio 2004. URL consultato il 15 luglio 2013.
  2. ^ Elenco presenze in prima squadra, Rugby Roma Olimpic. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2015).
  3. ^ Gabriele Rubini aka Chef Rubio, un flanker tra cibo e fornelli, in On Rugby, 14 luglio 2013. URL consultato il 15 luglio 2013.
  4. ^ Focus On Gabriele Rubini - Uno Chef ad Ovalia - rugbryca.it, su rugbryca.altervista.org.
  5. ^ Antonella Dilorenzo, Chef Rubio ad Excite: "A Cena? Mai con Benedetta Parodi, si con Antonella Clerici", in Excite, 19 giugno 2013. URL consultato il 15 luglio 2013.
  6. ^ Unti e bisunti, DMAX. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2014).
  7. ^ Il cacciatore di tifosi, DMAX. URL consultato l'8 aprile 2014 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2014).
  8. ^ Il cacciatore di tifosi, su tvblog.it. URL consultato il 10 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2014).
  9. ^ Il Ricco e il Povero: la coppia funziona, il programma molto meno
  10. ^ Camionisti in trattoria con Chef Rubio su Dmax: puntate, streaming e spot, ascoltitv.it, 10 maggio 2010.
  11. ^ La Repubblica - Video: Segni di Gusto
  12. ^ Chef Rubio alle Paralimpiadi di Rio Cuoco ufficiale di Casa Italia
  13. ^ ANCORA AL FIANCO DI AMNESTY INTERNATIONAL PER LA CAMPAGNA 5×1000 IN DIFESA DEI DIRITTI UMANI, CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE
  14. ^ Sospesa ogni collaborazione con Chef Rubio
  15. ^ Selvaggia Lucarelli, bagarre social con Chef Rubio: la battuta horror

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]