Edipo (Eschilo)

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Edipo
Tragedia di cui restano frammenti
Edipo e la Sfinge
(dipinto ad olio di Gustave Moreau, 1864)
AutoreEschilo
Titolo originaleΟιδίπoυς
Lingua originaleGreco antico
Prima assoluta467 a.C.
Teatro di Dioniso, Atene
PremiVittoria alle Grandi Dionisie del 467 a.C.
 

Edipo era una tragedia di Eschilo facente parte della trilogia Laio, Edipo ed I sette contro Tebe (unica tragedia oggi rimasta). A tale trilogia seguiva il dramma satiresco La sfinge, anch'esso perduto. Con tali opere Eschilo vinse le Grandi Dionisie del 467 a.C.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'Edipo è una tragedia andata perduta: è noto un solo frammento[1] che nulla ci dice sulla trama dell'opera. Si è ipotizzato che Eschilo per primo abbia legato il motivo dell'incesto di Edipo con quello della maledizione dei suoi figli Eteocle e Polinice, destinati a morire l'uno per mano dell'altro. Nelle precedenti versioni del mito, infatti, i figli di Edipo non sarebbero stati anche figli della madre di Edipo Giocasta ed Eschilo per primo avrebbe legato i due fatti.

Un'altra ipotesi che è stata fatta, è che in quest'opera venisse messa in evidenza la colpa di Eteocle, figlio di Edipo, che non volendo cedere il trono di Tebe al fratello Polinice (i due si erano accordati per regnare un anno a testa), aveva causato lo scoppio della guerra raccontata nei Sette contro Tebe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Avezzù, Il mito sulla scena. la tragedia ad Atene, Venezia, Marsilio, 2003 - ISBN 978-88-317-8070-4.
  • Eschilo, Tutti i frammenti con la prima traduzione degli scolii antichi, a cura di I. Ramelli, Milano, Bompiani, 2009 - ISBN 978-88-452-6289-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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