Eteocle
| Eteocle | |
|---|---|
| Saga | Ciclo Tebano |
| Nome orig. | Ἐτεοκλῆς (Eteoklés) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Tebe |
| Professione | re di Tebe |
Eteocle (in greco antico: Ἐτεοκλῆς?, Eteoklḕs) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Tebe.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Edipo[1][2] e di Giocasta[1][2] oppure di Euriganea (Εὐρυγάνεια figlia di Iperfante).[3]
Fu padre di Laodamante.[4][5]
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio primogenito di Edipo, stipulò con il fratello Polinice un patto per il regno dove decisero che ciascuno dei due avrebbe governato a turno per un anno ma Eteocle, dopo il termine dell'anno in cui spettò a lui di governare, non volle cedere il regno al fratello e lo bandì da Tebe. Così Polinice si recò ad Argo dove regnava Adrasto, che accettò di allearsi con Polinice e di muovere il proprio esercito contro Tebe per rimetterlo sul trono.[6]
Etocle ricevette Tideo (come messaggero del nemico) ed a lui rifutò la proposta di cedere il regno e così Tideo sfidò i Tebani al duello e vinse ogni scontro.[7]
Etocle si preparò alla battaglia e dopo che gli Argivi assediarono le sette porte della città dispose il suo esercito per respingerli.[8]
Sui due fratelli gravava una maledizione lanciata dal padre Edipo che, accecatosi e cacciato da Tebe li maledisse perché nessuno dei due si era opposto al suo destino[9] e durante la battaglia Eteocle e Polinice, per la fermezza di entrambi gli eserciti, combatterono una sola battaglia e si uccisero a vicenda.[10]
Tebe, alla fine vinse la battaglia ed al corpo di Eteocle furono tributati gli onori di difensore della città, mentre quello di Polinice fu lasciato insepolto, per ordine del nuovo re Creonte.[11]
Secondo altre versioni del mito, invece, i due vennero cremati, ma quando vennero posti insieme sul rogo, tanto era l'odio che li aveva caratterizzati in vita che le fiamme del rogo si divisero in due.[12]
Collegamenti con la cultura ittita
[modifica | modifica wikitesto]Alcuni studiosi (a partire dall'ittitologo svizzero Emil Forrer nel 1924) hanno accomunato la figura di Eteocle a quella di Tawagalawa, un personaggio noto nelle fonti Ittite come sovrano degli Ahhiyawa[13], popolazione che si tende a identificare con gli Achei.
Tawagalawa è presente (seppur marginalmente) nella lettera di Tawagalawa[14], nella quale sarebbe indicato come Grande Re, "fratello" del gran re acheo destinatario della missiva di cui si ignora il nome; nella missiva, il re ittita invoca l'aiuto di Tawagalawa nel contrasto (databile con molta approssimazione alla prima metà del XIII secolo a.C.) contro Piyama-Radu (nome che evoca il Priamo, re della Troia omerica), alleato degli Ahhiyawa e usurpatore della città di Wilusa (Ilios-Troia) di cui i sovrani ittiti vorrebbero l'estradizione.
Da questa fonte sembrerebbe che i due sovrani Ahhiyawa controllino Milawanda/Mileto, dove hanno insediato un sovrano, tale Atpa, genero di Piyama-Radu.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.8, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ a b (EN) Igino, Fabulae 67, su topostext.org. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Pausania, Periegesi della Grecia Libro 9.5.11, su theoi.com. URL consultato il 3 ottobre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.7.3, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Pausania, Periegesi della Grecia libro 9.5.13, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.6.1, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.6.5, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.6.6, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.9, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.6.8, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.7.1, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ^ L'episodio verrà successivamente ripreso da Dante nel XXVI canto dell'Inferno per descrivere la fiamma biforcuta in cui si trovano Ulisse e Diomede.
- ^ Entità ancora non chiaramente identificata; molti autori la ritengono Micene o una coalizione di stati micenei facenti capo magari proprio a questa città; tra questi G. M. Beckman, T. Bryce ed E. H. Cline, pp. 2-7, 2011. Joachim Latacz invece propone Tebe (J. Latacz, p. 240 e seg., 2004).
- ^ Tawagalawa è indicato come fratello dell'attuale Re di Ahhiyawa, destinatario della lettera: non è chiaro se Tawagalawa fosse il predecessore dell'attuale sovrano di Ahhiyawa o il sovrano di un differente regno miceneo/Ahhiyawa coevo del fratello. Si vedano J. L. Miller, pp. 159-167, 2010, e P. Taracha, pp. 15-17, 2018.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Gary M. Beckman, Trevor Bryce e Eric H. Cline, The Ahhiyawa Texts, Society of Biblical Literature, 2011, ISBN 9781589832688.
- Pierre Grimal, Mitologia, Garzanti, 2005, ISBN 978-88-11-50482-5.
- (EN) Joachim Latacz, Troy and Homer. Towards a Solution of an Old Mystery, traduzione di Kevin Windle e Rosh Ireland, Oxford University Press, 2004 [2001], ISBN 978-0199263080.
- (EN) Jared L. Miller, Some disputed passages in the Tawagalawa Letter (PDF), in Itamar Singer (a cura di), ipamati kistamati pari tumatimis. Luwian and Hittite Studies Presented to J. David Hawkins on the Occasion of his 70th Birthday, Tel Aviv, Emery and Claire Yass, 2010, pp. 159-169. URL consultato il 17 maggio 2023.
- (EN) Piotr Taracha, Approaches to Mycenaean-Hittite Interconnections in the Late Bronze Age, in Łukasz Niesiołowski-Spanò e Marek Węcowski (a cura di), Change, Continuity, and Connectivity: North-Eastern Mediterranean at the turn of the Bronze Age and in the early Iron Age, Harrassowitz Verlag, 2018, pp. 8-22, DOI:10.2307/j.ctvckq4zg.4. URL consultato il 17 maggio 2023.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Etèocle, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Eteocles, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 307461809 · LCCN (EN) no2014020769 · BNF (FR) cb150828277 (data) · J9U (EN, HE) 987007326438105171 |
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