Meneceo (figlio di Oclaso)
| Meneceo | |
|---|---|
| Saga | Ciclo Tebano |
| Nome orig. | Μενοικεύς (Menoikeús) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umano |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Tebe |
Meneceo (in greco antico Μενοικεύς?, Menoikeús) è un personaggio della mitologia greca. Fu un nobile tebano e discendente degli Sparti.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Fu il padre di Creonte,[2][3] Giocasta[4][3][5] ed Ipponome (Ἱππονόμης).[6]
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Meneceo fu il nonno del Meneceo che prese parte alla guerra dei Sette contro Tebe.
Meneceo aveva un auriga di nome Periere il quale al termine di una lite con gli avversari avvenuta nel corso delle celebrazioni in onore di Poseidone, lanciò il sasso che uccise Climeno e da cui avvenne l'assedio dei Sette contro Tebe.[7]
A causa dei crimini di Edipo, Tebe fu colpita da sterilità e miseria ed il veggente Tiresia, interrogato sul perché Tebe fosse così tormentata, rispose se che qualcuno con il sangue del drago (quindi un discendente degli Sparti) fosse morto per la patria, avrebbe liberato Tebe dalle calamità, e così Meneceo si gettò dalle mura.[5][8]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Scolio a Euripide, Le Fenicie 942.
- ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.8, su theoi.com. URL consultato il 30 settembre 2025.
- 1 2 (EN) Euripide, Le Fenicie 1, su topostext.org. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.7, su theoi.com. URL consultato il 30 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Igino, Fabulae, 67, su topostext.org. URL consultato il 1º ottobre 2025.
- ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 2.4.5, su theoi.com. URL consultato il 3 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 2.4.11, su theoi.com. URL consultato il 3 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Ihino, Fabulae, 68, su topostext.org. URL consultato il 1º ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Pierre Grimal, Mitologia, Garzanti, 2005, ISBN 978-88-11-50482-5.