Micene

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Coordinate: 37°44′N 22°46′E / 37.733333°N 22.766667°E37.733333; 22.766667

Micene
Lions-Gate-Mycenae.jpg
La porta dei Leoni
Civiltà Civiltà micenea
Epoca II millennio a.C.
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sito archeologico di Micene e Tirinto
(EN) Archaeological Sites of Mycenae and Tiryns
Mycenae ruins dsc06388.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1999
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Tomba monumentale, cosiddetta tomba di Atreo

Micene è un sito archeologico della Grecia, situato nell'Argolide a circa 12 km dal mare e a 9 dalla città di Argo.

È inserita nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Micene non è greca[1][2]; non è impensabile ipotizzare che questo insediamento sia stato fondato da popolazioni pre-indeuropee, essendo il sito già occupato dal neolitico[3].

Nella mitologia greca Miceneo fondò la città, che fu invece fortificata da Perseo; la mitologia greca è molto ricca di leggende riguardo alla città di Micene (come per esempio quelle legate agli Atridi), sintomatiche dell'importanza che questa città rivestì sulla Grecia dell'età del bronzo (nel mito "l'età dell'oro" o "l'età degli eroi"), anche se questi miti sono in parte contraddittori ed assai poco utili per chiarire la vera storia della città. Questi miti non si riferiscono però alla città preistorica, ma a quella dell'età del bronzo, da cui provengono la maggior parte delle rovine attualmente visitabili. Infatti il sito preistorico e protostorico di Micene fu presto occupato da una nuova popolazione, probabilmente proveniente dalla parte nord-orientale dei Balcani o dall'Anatolia, di origine indoeuropea e di lingua affine al greco classico, che occupò progressivamente tutta la Grecia continentale e buona parte di quella insulare. Proprio per l'importanza, testimoniata anche a livello mitologico, della città di Micene all'interno di questa nuova civiltà essa viene definita civiltà micenea, dominando su buona parte della Grecia tra il 2000 e il 1200 a.C. La civiltà micenea prende dunque il nome dall'omonima città, ma oltre a Micenei ci si rivolge ad essi anche con il sinonimo di Achei, nome con cui nell'età della Grecia classica ci si riferiva, tra l'altro, ad un dialetto (che manteneva particolarità e contatti con la lingua arcaica greca) ed una parte della popolazione greca stanziata su buona parte del Peloponneso.

Modello di Micene

Durante la civiltà micenea la città di Micene era un importante centro politico-economico-militare a carattere regionale, o forse anche sovra regionale, con evidenti e massicce fortificazioni (di cui è rimasta ben conservata la cittadella), un importante palazzo ed una serie di complesse tombe in cui personalità di riguardo erano sepolte con ricchi corredi. La città all'epoca era probabilmente molto più estesa della cittadella, ma pochi resti sono rimasti della città bassa, probabilmente poco fortificata e costruita con abitazioni deperibili. Al suo apice, nel 1350 a.C. circa, la cittadella e la città bassa di Micene contava circa 30.000 abitanti e si estendeva su un'area di 32 ettari[4].

Declino[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1200 e il 1100 a.C. la Grecia fu attraversata da una fortissima crisi nota come collasso dell'età del bronzo, concomitante all'invasione dei Dori e dei popoli del mare (Mediterraneo-Egeo), che provocò la totale scomparsa della scrittura, la distruzione della maggior parte delle città (inclusa Micene, che subì almeno un importante incendio) e una drastica diminuzione della popolazione e della ricchezza.

Appare più che probabile una distruzione violenta e la maggior parte della città di Micene entro la fine del XII secolo a.C., sebbene non esistano prove inconfutabili, e siano ipotizzabili sia attacchi violenti di popolazioni straniere (come i Dori o i Popoli del Mare), sia guerre civili fratricide, come testimoniato in chiave mitologica dal mito di Oreste. Popolazioni di ceppo dorico si stanziarono nelle rovine della città, ricostruendola o meglio costruendo sopra le rovine achee. Micene, a differenza di altri importanti centri micenei (come Atene, Argo, Corinto) non tornò ad essere un centro importante e si mantenne come piccola Polis, anche se fu comunque abitata permanentemente a differenza di centri come Tirinto o il palazzo di Nestore, che scomparvero.

Dall'epoca classica a quella romana[modifica | modifica wikitesto]

Partecipò con dei contingenti alle guerre persiane ma nel 468 a.C. fu presa da Argo che cacciò gli abitanti e distrusse le fortificazioni[5]. Brevemente rioccupata in età ellenistica, durante l'età romana era ormai ridotta ad un piccolo borgo spopolato, o almeno questo è quanto riporta Pausania il Periegeta nel II secolo d.C., che ne descrive le fortificazioni e la porta dei Leoni[6].

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici furono avviati da Kyriakos Pittakis nel 1841 che scoprì e restaurò la porta dei Leoni[7]. Nel 1874 e nel 1876 Heinrich Schliemann, colui che ritrovò grazie alla descrizione dei poemi omerici la città che si pensa essere Troia, riprese gli scavi[7]. Furono scoperte le tombe di alcuni re di Micene, insieme ai corredi funebri come la maschera di Agamennone[8]. Ulteriori analisi hanno stabilito che questi gioielli risalgono ai secoli XVI e XII a.C.

La città aveva una acropoli di forma triangolare, sulla quale sono rinvenibili la celebre porta dei Leoni, la tomba di Agamennone e il palazzo reale.

Fra gli oggetti qui rinvenuti, sono da ricordare anche sigilli, ceramiche e tavolette con iscrizioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beekes 2009, p. 29 (s.v. "Ἀθήνη").
  2. ^ Chadwick 1976, p. 1
  3. ^ Shelton 2010, p. 58.
  4. ^ Chew 2000, p. 220; Chapman 2005, p. 94: "...Thebes at 50 hectares, Mycenae at 32 hectares..."
  5. ^ French 2002, p. 142: "The dedications continue at the Shrine by the Bridge into the fifth century, probably beyond the disablement of the walls by the Argives in 468 BC."
  6. ^ French 2002, pp. 19, 146–150.
  7. ^ a b Gagarin 2010, "Mycenae: Archaeology of Mycenae", pp. 24–26.
  8. ^ Schliemann 1878.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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