Archelao (Euripide)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Archelao
Tragedia di cui restano frammenti
Dionysos mask Louvre Myr347.jpg
Maschera tragica conservata al Museo del Louvre a Parigi
Autore Euripide
Titolo originale Ἀρχέλαος
Lingua originale Greco antico
Ambientazione Regno di Macedonia
Prima assoluta 408-406 a.C.
Personaggi

Apollo (?), forse ex machina
Archelao, principe argivo ed eraclide
Cisseo, re di Tracia
Irneto, figlia di Cisseo (?)
Coro di schiavi (?)

Archelao (Ἀρχέλαος) è un dramma di cui restano 31 frammenti[1], composto dal tragediografo Euripide in onore del sovrano Archelao I di Macedonia, dal quale il drammaturgo era stato chiamato nel 408 a.C., lasciando Atene. È probabile che l'opera sia stata messa in scena per la prima volta in Macedonia e con Euripide ancora in vita, forse al teatro di Dion, ma su questo non abbiamo documentazione.[2]

Trama[3][modifica | modifica wikitesto]

Ad Argo, Archelao, figlio di Temeno e discendente di Eracle, è costretto dai fratelli ad abbandonare la patria e a recarsi in Tracia.
Lì regna Cisseo, che gli chiede aiuto nella guerra che sta combattendo, in cambio della mano della figlia Irneto. La guerra viene vinta, ma Cisseo è ora riluttante a mantenere la promessa, così ordisce un piano per uccidere Archelao, gettandolo in un pozzo colmo di braci ardenti.
Questi, però, avvertito da uno schiavo, sventa il complotto e uccide Cisseo con lo stesso stratagemma; lascia poi la Tracia per recarsi in Macedonia, dove, in ottemperanza al volere di Apollo, fonda la città di Ege.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TrGF, frr. 288-260.
  2. ^ F. Carpanelli, Euripide, Torino 2005, pp. 162-163; Diodoro Siculo, XVII 16, 3.
  3. ^ Ricostruibile da Igino, Fabulae, 219.
  4. ^ G. Avezzù, Il mito sulla scena, Venezia 2003, p. 250.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]