Domani è troppo tardi

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Domani è troppo tardi
Titolo originaleDomani è troppo tardi
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1950
Durata101'
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37 : 1
Generedrammatico, sentimentale
RegiaLéonide Moguy
SoggettoLéonide Moguy, Alfred Machard, Giuseppe Berto, Oreste Biancoli, Paola Ojetti
SceneggiaturaLéonide Moguy, Alfred Machard, Giuseppe Berto, Oreste Biancoli, Paola Ojetti
ProduttoreGiuseppe Amato
Casa di produzioneRizzoli Film
Distribuzione (Italia)ENIC
FotografiaMario Craveri, Renato Del Frate, Aldo Graziati
MontaggioLionello Massobrio
MusicheAlessandro Cicognini
ScenografiaPiero Filippone
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Domani è troppo tardi è un film del 1950, diretto dal regista Léonide Moguy.


Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mirella è un'adolescente introversa e incompresa, proveniente da una famiglia modesta ma dignitosa; è segretamente innamorata di Franco, che però sembra preferire compagne più donne.

Terminata la fatica scolastica i due giovani si ritrovano nella stessa colonia per trascorrere il periodo estivo. Piano piano si instaura tra i due un'apparente simpatia, in realtà amore, che li porta a fidarsi l'uno dell'altra e, durante un'escursione, sorpresi da un violentissimo temporale si rifugiano in una specie di casolare abbandonato. Tutti e due sono bagnati fradici e Franco accende un fuoco ed invita Mirella a togliere almeno la camicetta per farla asciugare.

L'imbarazzo della fanciulla è evidente e palpabile ma, di fronte all'insistenza di Franco, la toglie e di lì a poco scambia il suo primo bacio con la persona di cui è innamorata. Poi i giovani prendono sonno e si risvegliano per il tramestio che sentono nelle vicinanze. Mirella è spaventata perché, pur sapendo di non aver commesso nulla di male, teme le reazioni della direttrice della colonia che infatti la sgrida duramente.

La ragazza viene trasportata in infermeria in preda a forti febbri che la fanno delirare; quando vede Franco che, eludendo la sorveglianza, vuole sapere da lei come sta inveisce contro di lui ritenendo che abbia attentato al suo onore. Poi Mirella riceve la notizia dell'arrivo dei genitori e, a quel punto convinta di aver commesso l'irreparabile, fugge fino al lago e vi si getta dentro.

Scattano le ricerche e sarà proprio Franco a salvarla, dichiarando poi l'innocenza della ragazza e il suo amore per lei.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente al filone popolare melodrammatico, comunemente detto strappalacrime, allora molto in voga in Italia (seppur malvisto dalla critica cinematografica del tempo), il film, distribuito nelle sale il 21 settembre del 1950, incassò 783.000.000 di lire dell'epoca, risultando così il maggior incasso della stagione cinematografica 1950-51 e lanciò la carriera della protagonista Anna Maria Pierangeli, che poco tempo dopo approdò anche ad Hollywood.

A seguito del successo ottenuto, il regista Moguy l'anno successivo realizzò l'analogo Domani è un altro giorno, sempre con protagonista la Pierangeli.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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