Demografia dell'ateismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Simbolo disegnato dall'Atheist Alliance International (AAI) nel 2007.

La demografia dell'ateismo riguarda la distribuzione demografica degli atei e di coloro che affermano di non credere in alcuna religione. Studi in tal senso hanno concluso che gli atei che si definiscono tali stanno in un numero di soggetti che va dal 2% al 13% della popolazione mondiale, mentre la percentuale delle persone prive di una qualsiasi fede religiosa (agnostici) va da un ulteriore 10% al 23% della popolazione del mondo[1][2][3][4]. Diversi sondaggi sono stati condotti dalla Gallup International; dalla ricerca di quest'ultima, svolta nel 2012 in 57 paesi, risulta che il 13% degli intervistati si sono dichiarati atei convinti e il 23% si sono dichiarati agnostici (la stessa ricerca nel 2015 su 65 paesi ha dato una percentuale di un 11% per gli atei convinti e un 22% per gli agnostici)[4][5].

Nella penisola scandinava, in Repubblica Ceca, in Germania, nei Paesi Bassi, in Asia orientale e in particolare in Cina, gli atei e gli agnostici in genere risultano essere la maggioranza[6]. Della popolazione globale di atei e agnostici registrata, il 76% risiede in Asia e in Oceania, mentre la restante parte risiede in Europa (12%), in Nordamerica (5%), nell'America Latina e nella zona dei Caraibi (4%), nell'Africa subsahariana (2%), nel Medio Oriente e in Nordafrica (meno dell'1%)[3]. Nel continente africano e nei paesi dell'America meridionale gli atei sono in genere ovunque meno del 10%[5].

Secondo il Pew Research Center nel 2012, su uno studio globale condotto su 230 paesi e territori, il 16% della popolazione mondiale non segue alcuna religione, contro l'84% di credenti e/o praticanti[7]; inoltre la ricerca ha osservato che molti dei non credenti, compresi, oltre agli atei, anche gli agnostici, seguono ancora diverse credenze e pratiche di tipo religioso[3] o affine.

I documenti storici della filosofia atea abbracciano diversi millenni. Scuole atee sono cresciute nelle prime forme del pensiero e della filosofia indiana e sono esistite fin dai tempi della religione storica detta Vedismo[8], laddove invece l'ateismo occidentale ha le sue radici nella filosofia greca dei presocratici, anche se non emerge come una netta visione del mondo fino alla fine dell'Illuminismo, tra il XVIII e il XIX secolo[9].

Esistono discrepanze tra le fonti su come la demografia dell'ateismo, e quella religiosa parallelamente, stia cambiando ed evolvendo; una valutazione scientifica-sociale della portata dell'ateismo tra le varie popolazioni e culture risulta esser assai problematica, perché nella maggior parte del mondo, al di fuori dell'Europa e dell'Asia orientale, la maggioranza degli abitanti sono credenti in un sistema che rimanda o al monoteismo o al politeismo; comunque, le domande per valutare la non-credenza ed irreligiosità prendono spesso la forma di una qualsiasi negazione della fede prevalente in quel determinato territorio o regione, piuttosto che l'affermazione di un ateismo positivo (o "duro") e questi verranno poi rappresentati con precisione come seguaci dell'ateismo[10][11][12].

Secondo il sondaggio del 2012 fatto svolgere da "Gallup International" il numero assoluto degli atei è in aumento in tutto il mondo, mentre la religiosità è generalmente in calo[13]; tuttavia, altri studi globali hanno invece indicato che l'ateismo potrebbe essere in declino a causa dei paesi irreligiosi che hanno tassi di natalità generalmente più bassi rispetto a quelli in cui sussiste una fede forte[14].

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Anche se gli atei sono in minoranza in molti paesi, sono relativamente comuni in Europa, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Asia orientale, oltre che negli ex ed attuali stati a regime comunista. È difficoltoso determinare i numeri reali degli atei; inoltre, la confusione di termini quali ateo, agnostico, irreligioso e areligioso, aggiunge complessità ai dati del sondaggio. Una ricerca del 2002 di "Adherents.com" stima che la percentuale di persone che in tutto il mondo si possono definire laiche, non religiose, agnostiche e atee sia all'incirca il 14%[15].

Un sondaggio del 2004 svolto dalla BBC in 10 paesi ha mostrato la percentuale della popolazione che non crede in nessun dio variabile tra lo 0% della Nigeria al 39% del Regno Unito, con una media vicino al 17% nei paesi presi in esame; tuttavia, solamente l'8% degli intervistati hanno espressamente dichiarato di considerarsi atei. La diversità è stata osservata nelle opinioni degli atei compresi nell'intero campione, attraversandolo trasversalmente, con quasi un 30% di tutti gli atei intervistati che hanno dichiarato di aver, almeno qualche volta, pregato[1].

Studi globali del sociologo Phil Zuckerman sull'ateismo hanno indicato che l'ateismo globale potrebbe essere in declino a causa dei paesi irreligiosi che hanno i tassi di natalità più bassi del mondo, con i paesi religiosi che hanno invece tassi di natalità più alti in generale[14].

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in Africa.


Nord Africa e Medio oriente.

In queste aree l'irreligiosita e' stimata intorno al 13%, nel 2018.

Nel 2013 era dell'8%[16]

Egitto[modifica | modifica wikitesto]

L'irreligiosità in Egitto, con l'Islam che costituisce la fede predominante, non è individuata da cifre ufficiali per quanto riguarda l'irreligiosità presente nel paese, e non vi è alcuna speculazione dei mass media sul fatto che i giovani stiano lasciando poco per volta la religione[17][18][19]. Nel novembre 2013 è stato stimato che fino a 3 milioni di egiziani fossero atei[20].

Ghana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in Ghana.

L'ateismo in Ghana è difficile da misurare in quanto la maggior parte dei cittadini sostiene, seppur solo nominalmente, la fede nel cristianesimo[21]. Molti altri in Ghana hanno timore ad esprimere apertamente le proprie convinzioni a causa di reali minacce o tentativi di intimidazione ricevuti[22].

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Asia orientale[modifica | modifica wikitesto]

Le culture dell'Asia orientale definiscono la religione in una maniera differente da quella espressa in occidente, rendendo così la classificazione di taluni seguaci del buddhismo e del taoismo particolarmente difficoltosa, in quanto la credenza negli dei è generalmente assente - almeno in linea di principio - in queste scuole di pensiero; valori anomali alla maggioranza dei sistemi di credenze è poi dovuta al fatto che è presente un notevole sincretismo con le visioni spirituali più occidentali.

La situazione in Giappone, ad esempio, è particolarmente confusa, con la maggior parte della popolazione che incorpora le pratiche di più religioni durante il corso della loro vita; in Cina almeno il 59%[23] della popolazione risulta essere non-religiosa. Tuttavia questa percentuale può essere significativamente maggiore (raggiungendo in taluni casi un dato vicino all'80%) o molto più piccola (non più del 30%), a seconda del metro statistico utilizzato: in realtà ciò accade perché molti cinesi definiscono la religione in un modo differente da quello conosciuto per il monoteismo. Alcuni cinesi definiscono la religione come pratica tradizionale (vedi religione tradizionale cinese) che può esser espressa per motivi culturali, mentre altri la definiscono semplicemente come reale consapevolezza di una reincarnazione.

Secondo le rilevazioni di Phil Zuckerman su Adherents.com nel 1993, il 59% (oltre 700 milioni di persone[24]) dell'intera popolazione cinese era agnostica, mentre tra l'8 e il 14% autenticamente atea (da 100 a 180 milioni) a partire dai primi anni 2000[25].

Ufficialmente la Repubblica socialista del Vietnam è uno stato ateo, così come viene dichiarato dal suo governo comunista[26][27]; il suo censimento ha dato risultati record vicini all'81%[28] di non-credenti nel 2009[29]; anche se questo dato può essere stato alquanto gonfiato a causa del suo status di nazione che professa l'ateismo di stato[30]; o che molti si segnalano come non-credenti pur rimanendo aderenti alle usanze e pratiche tradizionali come il culto degli antenati o l'animismo, o infine per non essere ufficialmente iscritti né ai templi buddhisti né alle chiese cristiane[31].

Asia meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in India e Irreligiosità in Pakistan.

L'ateismo e l'agnosticismo hanno una lunga storia in India. Le religioni indiane come il buddhismo, il giainismo ed alcune scuole dell'induismo considerano l'ateismo come un'idea accettabile[32][33]. Secondo il "WIN-Gallup Global Index of Religion" l'81% degli indiani erano religiosi, il 13% si qualificavano come non-religiosi, il 3% erano atei convinti, ed infine un ultimo 3% non ha risposto al quesito[34].

Un sondaggio condotto da Times of India ha rivelato che il 52% dei laureati di Mumbai non credono nell'esistenza di Dio[35].

Asia occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in Israele.

In Israele il 50% circa di coloro che sono di etnia ebraica si considerano laici o hiloni (secolarizzati); alcuni di loro continuano ancora a mantenere certe tradizioni religiose per motivazioni culturali, ma la maggior parte di loro sono interamente immersi nella cultura ebraica laica. Il numero di atei e agnostici è più basso, rispettivamente il 15 e il 37%. Lo studio del 2009 Avi-Chai ha trovato il 77% degli ebrei israeliani che credono in un "potere superiore", mentre il 46% si definisce laico, di cui l'8% si definisce "anti-religioso"[36]. Al contrario, il rapporto Fridman del 2007 ha rilevato che meno del 20% si definiscono secolarizzati e solo il 5% come anti-religiosi[37].

% di persone non credenti in alcuno spirito, Dio o forza vitale.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'indagine del 2010 dell'Eurobarometro-Eurostat, il 51% dei cittadini dell'Unione europea hanno risposto che "credono che ci sia un Dio", mentre il 26% hanno risposto che "credono che ci sia una sorta di spirito o forza vitale" e il 20% hanno risposto che "di fatto non credono che ci sia alcuno spirito, Dio, né forza vitale " e i risultati sono stati ampiamente variegati tra i diversi paesi[38].

Secondo un altro sondaggio sulla religiosità nell'Unione europea a partire dal 2012 prodotta da "Eurobarometro", il 16% sono non-credenti/agnostici, e il 7% sono dichiaratamente atei[39]. Il 72% dei cittadini dell'UE sono cristiani, mentre il 2% sono musulmani[40].

Secondo una ricerca del Pew Research Center nel 2012 coloro i quali dichiarano di non seguire alcuna religione (includendo agnostici e atei) costituiscono circa il 18,2% della popolazione europea[41]. Secondo la stessa indagine coloro che non seguono una religione costituiscono la maggioranza della popolazione solo in due paesi europei: la Repubblica Ceca (76%) e l' Estonia (60%)[41].

Eurobarometro Poll 2010[38]
Nazione "Credo che
ci sia un Dio"
"Credo che vi sia una specie
di spirito o forza vitale"
"Non credo che vi sia alcun tipo
di spirito, forza vitale o Dio"
  Malta 94% 4% 2%
  Romania 92% 7% 1%
  Cipro 88% 8% 3%
  Grecia 79% 16% 4%
  Polonia 79% 14% 5%
  Italia 74% 20% 6%
  Irlanda 70% 20% 7%
  Portogallo 70% 15% 12%
  Slovacchia 63% 23% 13%
  Spagna 59% 20% 19%
  Lituania 47% 37% 12%
  Lussemburgo 46% 22% 24%
  Ungheria 45% 34% 20%
  Austria 44% 38% 12%
  Germania 44% 25% 27%
  Lettonia 38% 48% 11%
  Regno Unito 37% 33% 25%
  Belgio 37% 31% 27%
  Bulgaria 36% 43% 15%
  Finlandia 33% 42% 22%
  Slovenia 32% 36% 26%
  Danimarca 28% 47% 24%
  Paesi Bassi 28% 39% 30%
  Francia 27% 27% 40%
  Estonia 18% 50% 29%
  Svezia 18% 45% 34%
  Repubblica Ceca 16% 44% 37%
  Croazia 69% 22% 7%
  UE28 51% 26% 20%
  Svizzera (EFTA, non UE) 44% 39% 11%
  Islanda (EEA, non UE) 31% 49% 18%
  Norvegia (EEA, non UE) 22% 44% 29%
  Turchia (EUCU, non UE) 94% 1% 1%

Repubblica ceca[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, l'Ufficio statistico ceco ha fornito informazioni riguardanti il censimento svoltosi sui dieci milioni di persone residenti nella Repubblica. Il 59% di esse non ha espresso una religione propria, il 32,2% erano religiosi e l'8,8% non ha risposto[42] Il censimento successivo del 2011, con una forma diversa nella formulazione[43], ha condotto ai seguenti risultati: il 34,2% è non religioso, il 20,6% religioso e il 45,2% non ha fornito alcuna risposta[44].

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in Francia.

In Francia, circa il 12% della popolazione ha riferito di frequentare le funzioni religiose più di una volta al mese. In un sondaggio del 2003 il 54% degli intervistati francesi si sono identificati come "credenti", il 33% come ateo, il 14% come agnostico, e il 26% come "indifferente"[45]. Secondo un sondaggio diverso, il 32% sono atei dichiarati e un ulteriore 32% si dichiara invece agnostico[46].

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in Germania.

Tra il 46% e il 59% dei cittadini tedeschi del territorio della ex DDR (sia vissuti sotto la DDR sia i loro figli) si dichiarano atei e il 72% si dichiarano irreligiosi. Secondo molti studi e censimenti la ex Germania Est è la macroregione più atea nel mondo.[47][48]

Russia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un sondaggi di "Levada Center", il 22% degli intervistati si autodefinisce come non religioso, agnostico o ateo, contro il 69%, che si dichiara ortodosso e il 5% musulmano. Sebbene il 10% visiti una chiesa almeno una volta al mese, il fatto che vi è stato un considerevole aumento della proporzione ortodossa della popolazione, insieme al fatto che coloro che si identificano cristiani hanno maggiori probabilità di andare in chiesa, suggerisce che l'ateismo e l'irreligiosità sia notevolmente diminuita in Russia dopo il crollo sovietico[49].

America del Nord[modifica | modifica wikitesto]

La tabella che segue indica la percentuale di popolazione che dichiara di non seguire alcuna religione (1995-2015)[50].

Paese 1995 2000 2005 2010 2015
  Belize 8 9 12 16 15
  Canada 14 16 19 23 27
  Costa Rica 6 8 9 11 12
  Cuba 37 34 32 30 28
  Repubblica Dominicana 16 15 18 16 15
  El Salvador 18 22 19 20 17
  Guatemala 12 15 13 13 12
  Honduras 7 10 14 15 11
  Messico 4 4 5 8 10
  Nicaragua 9 12 16 15 13
  Panama 3 3 4 7 8
  Stati Uniti d'America 10 11 12 15 17

Sud America[modifica | modifica wikitesto]

La tabella che segue indica la percentuale di popolazione che dichiara di non seguire alcuna religione (1995-2015)[50].

Paese 1995 2000 2005 2010 2015
  Argentina 7 9 10 14 16
  Bolivia 2 2 3 4 4
  Brasile 7 7 7 8 9
  Cile 9 10 12 15 23
  Colombia 3 3 4 6 8
  Ecuador 5 5 6 8 9
  Paraguay 2 2 3 5 5
  Perù 2 2 3 4 5
  Uruguay 38 39 40 40 41
  Venezuela 7 8 9 9 10

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) UK among most secular nations, BBC News, 26 febbraio 2004. URL consultato il 5 marzo 2005.
  2. ^ (EN) The World Fact Book: Religions, su cia.gov, World Fact Book. URL consultato l'8 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2018).
  3. ^ a b c (EN) The Global Religious Landscape - Religiously Unaffiliated, su pewforum.org, Pew Research Center, dicembre 2012.
  4. ^ a b (EN) Losing our religion? Two thirds of people still claim to be religious (PDF), su wingia.com, WIN Gallup International, 13 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2015).
  5. ^ a b (EN) Global Index of Religion and Atheism (PDF), su redcresearch.ie, WIN/Gallup International. URL consultato il 13 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  6. ^ Map: These are the world's least religious countries, su washingtonpost.com, The Washington Post. URL consultato il 14 aprile 2015.
  7. ^ (EN) Pew Forum on Religion & Public Life, The Global Religious Landscape, su pewforum.org. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  8. ^ (EN) Pandian, India, that is, sidd, Allied Publishers, 1996, p. 64, ISBN 978-81-7023-561-3. URL consultato il 9 aprile 2011.
  9. ^ (EN) Baggini, 2003, pp=73–74. Atheism had its origins in Ancient Greece but did not emerge as an overt and avowed belief system until late in the Enlightenment.
  10. ^ (EN) Millennials Losing Faith In God: Survey, su huffingtonpost.com. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  11. ^ (EN) Section 6: Religion and Social Values | Pew Research Center for the People and the Press, su people-press.org. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  12. ^ (EN) Not All Nonbelievers Call Themselves Atheists | Pew Research Center's Religion & Public Life Project, su pewforum.org. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  13. ^ (EN) Rieke Havertz, Atheism on the rise around the globe, su csmonitor.com. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  14. ^ a b (EN) Phil Zuckerman, The Cambridge Companion to Atheism, a cura di Michael Martin, Cambridge Univ. Press, 2007, p. 59, ISBN 0-521-60367-6.
  15. ^ (EN) Major Religions of the World Ranked by Number of Adherents, su adherents.com. URL consultato il 5 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2000).
  16. ^ La fuga dall'Islam: aumento di atei tra arabi, su ilGiornale.it, 27 giugno 2019. URL consultato il 2 agosto 2021.
  17. ^ (EN) Mohamed Abdelfattah, Leaving Islam in the age of Islamism, in Daily News Egypt, 24 gennaio 2013.
  18. ^ (EN) Mustafa Akyol, How oppressive Islam triggers atheism, Hürriyet Daily News, 19 marzo 2014.
  19. ^ (EN) Khaled Diab, A Christopher Hitchens dream: Atheism on the rise in Egypt, Salon.com, 27 ottobre 2013.
  20. ^ (EN) Egypt: Are there really three million atheists?, BBC News, 19 novembre 2013. URL consultato il 15 novembre 2014.
  21. ^ (EN) Phil Zuckerman, Atheism and Secularity [2 volumes], ABC-CLIO, 21 dicembre 2009, p. 75, ISBN 978-0-313-35182-2. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  22. ^ (EN) Humanists call for African age of "Enlightenment", Reuters. URL consultato il 26 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2012).
  23. ^ (EN) China – People, su World Desk Reference. URL consultato il 1º gennaio 2007.
  24. ^ (EN) Adherents.com. URL consultato il 5 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2018).
  25. ^ (EN) Atheist Statistics | Agnostic, su adherents.com. URL consultato il 27 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2011).
  26. ^ (EN) Jan Dodd, Mark Lewis, Ron Emmons The Rough Guide to Vietnam 4 - - 2003 Page 509: «After 1975, the Marxist–Leninist government of reunified Vietnam declared the state atheist while theoretically allowing people the right to practice their religion under the constitution. In reality, churches and pagodas were closed down»
  27. ^ (EN) Asia & Pacific Review 2003/2004: Economic and Business Report - Page 373 Kogan Page - 2003 «Religions: Although the country is officially atheist, many Vietnamese profess to be Buddhists».
  28. ^ (EN) The Cambridge Companion to Atheism - Page 57 Michael Martin - 2006 «Table 3.1 ... Of course, there are anomalies, such as Vietnam (81% nonbelievers in God) and Ireland (4%–5% non-believers in ...»
  29. ^ Đâu là con số thực về tín đồ Phật giáo Việt Nam? Archiviato il 15 gennaio 2013 in Internet Archive.
  30. ^ (EN) Kerry Walters, Atheism: A Guide for the Perplexed 2010 - Page 11 «The only obvious exceptions to this correlation are relatively poor Vietnam, which reports an astounding 81% nonbelief rate (although this may be inflated because of Vietnam's official status as an atheist nation), ..»
  31. ^ Vietnam 10 - Page 55 Nick Ray, Yu-Mei Balasingamchow, Iain Stewart - 2009 «ancestor Worship - Vietnamese ancestor worship dates from before the arrival of Confucianism or Buddhism. Ancestor worship is based on the belief that the soul lives on after death and becomes the protector of its descendants
  32. ^ (EN) L.R. Joshi, A New Interpretation of Indian Atheism, in Philosophy East and West, vol. 16, n. 3/4, University of Hawai'i Press, 1966, pp. 189–206, DOI:10.2307/1397540, JSTOR 1397540.
  33. ^ (EN) Sitansu Chakravarti, Hinduism, a way of life, Motilal Banarsidass Publ., 1991, p. 71, ISBN 978-81-208-0899-7. URL consultato il 9 aprile 2011.
  34. ^ (EN) Global Index Of Religion And Atheism (PDF), su redcresearch.ie, WIN-Gallup. URL consultato il 3 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  35. ^ (EN) Less than half of passing IIT batch believes in God’s existence, su timesofindia.indiatimes.com, Times Of India. URL consultato il 29 settembre 2015.
  36. ^ (HE) 80% מהיהודים בישראל: מאמינים באלוהים [80% of Jews Believe in God], Ynet, 20 giugno 1995. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  37. ^ (EN) Zuckerman, Top 50 Countries With Highest Proportion of Atheists / Agnostics, su adherents.com. URL consultato il 2 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2009).
  38. ^ a b (EN) Special Eurobarometer: Biotechnology (PDF), su ec.europa.eu, ottobre 2010, p. 381.
  39. ^ (EN) Discrimination in the EU in 2012 (PDF), in Special Eurobarometer, 383, European Union, European Commission, 2012, p. 233. URL consultato il 14 agosto 2013.
    (EN)

    «The question asked was "Do you consider yourself to be...?" With a card showing: Catholic, Orthodox, Protestant, Other Christian, Jewish, Muslim, Sikh, Buddhist, Hindu, Atheist, and Non-believer/Agnostic. Space was given for Other and Don't know. Jewish, Sikh, Buddhist, Hindu did not reach the 1% threshold.»

    (IT)

    «La domanda posta fu "ti consideri ...?" con una scheda che mostrava: Cattolico, Ortodosso, Protestante, Altra confessione cristiana, Ebreo, Musulmano, Sikh, Buddista, Induista, Ateo e Non-credente/agnostico. Fu dato spazio per Altri e "Non so". Ebrei, Sikh, Buddisti, Induisti non raggiunsero la soglia dell'1%»

  40. ^ Discrimination in the EU in 2012 (PDF), in Special Eurobarometer, 383, European Union, European Commission, 2012, p. 233. URL consultato il 14 agosto 2013.
  41. ^ a b (EN) Religiously Unaffiliated, su Pew Research Center's Religion & Public Life Project, 18 dicembre 2012. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  42. ^ Obyvatelstvo podle náboženského vyznání a pohlaví podle výsledků sčítání lidu v letech 1921, 1930, 1950, 1991 a 2001 (PDF), su czso.cz. URL consultato il 23 febbraio 2007.
  43. ^ [1] Form template for 2011 National census, Czech Statistical Office
  44. ^ Obyvatelstvo podle náboženské víry podle krajů, su vdb.czso.cz. URL consultato il 18 marzo 2013.
  45. ^ (EN) U.S. Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor, International Religious Freedom Report 2004, su state.gov. URL consultato il 5 marzo 2006.
  46. ^ (EN) Religious Views and Beliefs Vary Greatly by Country, According to the Latest Financial Times/Harris Poll, su harrisinteractive.com, Financial Times/Harris Interactive, 20 dicembre 2006. URL consultato il 17 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2013).
  47. ^ (EN) East Germany the "most atheistic" of any region, su dialoginternational.com, Dialog International, 2012. URL consultato il 24 maggio 2009.
    «L'ateismo è il più "forte" nei paesi europei del nord-ovest, quali la Scandinavia e gli ex stati sovietici (Polonia esclusa). La ex Germania Est ha la più alta percentuale di persone che dicono di non aver mai creduto in Dio (59%) [...].».
    (Traduzione propria)
  48. ^ (EN) WHY EASTERN GERMANY IS THE MOST GODLESS PLACE ON EARTH, su worldcrunch.com, Die Welt, 2012. URL consultato il 24 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2012).
    «La statistiche che colpiscono di più sono quelle dei giovani di età inferiore ai 28 anni: più del 71% di quelli della Germania Est in questo gruppo di età dicono di non aver mai creduto nell'esistenza di Dio. Ciò è quello che si vede nel gruppo fra i 38 e i 47 anni di età, tra i quali i non-credenti sono il 72.6%. [...] Approssimativamente il 46% di quelli intervistati nella Germania Est si dichiarano atei, in confronto al [...] 4.9% della Germania Ovest. [...] Nella Germania Est il trend si rafforza effettivamente nel tempo: tra il 1991 e il 2008 il numero di atei è aumentato del 3.4% mentre nello stesso periodo in Russia il numero è sceso dell'11.7% .».
    (Traduzione propria)
  49. ^ (RU) Религиозная вера в России, su levada.ru. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  50. ^ a b (EN) The Latin American Socio-Religious Studies Program / Programa Latinoamericano de Estudios Sociorreligiosos (PROLADES) PROLADES Religion in the Americas by country

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]