Religioni in Italia

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Religioni in Italia al 2016 (Pew Research Center, CESNUR)

██ Cattolicesimo (77,3%)

██ Non religiosi/altro (13,9%)

██ Islam (3,1%)

██ Cristianesimo ortodosso (2,8%)

██ Protestantesimo (1,1%)

██ Restaurazionismo (testimoni di Geova, Mormoni, Avventisti) (0,8%)

██ Buddhismo (0,4%)

██ Induismo (0,3%)

██ Sikhismo (0,2%)

██ Ebraismo (0,1%)

La religione più diffusa in Italia è il cristianesimo, presente fin dai tempi apostolici. Secondo i sondaggi del Pew Research Center pubblicati il 31 agosto 2017, il 77,3% della popolazione totale residente nella penisola è cattolico.[1] Il numero dei cristiani e delle altre religioni su tutta la popolazione residente è calcolato anche sulla base dei dati forniti dal CESNUR.[2]

Sono presenti diverse altre confessioni cristiane: al 2016, i fedeli ortodossi sono quasi 1,7 milioni, per lo più di recente immigrazione; i protestanti sono circa 700.000 e i testimoni di Geova con 422.000 membri, i mormoni con 26,000 fedeli.

Di antichissima origine è la comunità ebraica italiana, che conta oggi circa 42.850 membri[2].

La diffusione di altre religioni non appartenenti al cristianesimo è stata in gran parte determinata dai fenomeni migratori degli ultimi decenni: si stima che in Italia risiedano al 2016 poco meno di 2 milioni di musulmani, 257.300 buddisti, 177.200 induisti, e 150.000 sikh.[2]

Riguardo alle statistiche sulle religioni presenti in Italia esiste una certa aliquota di incertezza nel calcolo, dovuto al fatto che i numeri dei credenti vengono spesso elaborati sulla base dell'ufficialità dell'adesione alle varie religioni attraverso riti quali per esempio il battesimo. Questo metodo non tiene conto però di chi abbandona in seguito quella particolare di fede o di chi professa apertamente l'ateismo. Secondo stime dell'Eurispes, se si fa riferimento a chi effettivamente frequenta costantemente i riti e le assemblee religiose, i cattolici praticanti erano indicativamente circa il 36% degli italiani nel 2006,[3] 33,1% nel 2014, 25,4% nel 2016[4].

Il panorama religioso in Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto di ricerca Gallup nel suo studio "Global Index of Religion and Atheism" del 2012[5] rivela che il 73% degli italiani si ritiene una persona in qualche modo religiosa, mentre il 15% si dichiara non religiosa e l'8% si dichiara ateo. In base al rapporto Eurispes del 2010[6] il numero dei credenti, rispetto a precedenti rilevazioni, è diminuito sensibilmente, sebbene in maggioranza gli italiani si dichiarino religiosi. Tra questi, tuttavia, occorre distinguere tra praticanti (24,4%) e non praticanti (52,1%). Più bassa la percentuale di quanti si definiscono agnostici (10,7%) e di chi si ritiene ateo (7,8%). Secondo un'altra ricerca, effettuata da Eurobarometro nel 2005, il 74% dei cittadini italiani crede che ci sia un Dio, il 16% crede che ci sia qualche tipo di spirito o forza vitale e il 6% non crede che ci sia alcun tipo di spirito, Dio o forza vitale.[7]

Composizione per religione della popolazione italiana (2015: 60,795,612 persone, tra cui 55,782,575 italiani cittadini e 5,014,037 stranieri residenti). I dati sono tratti dall'ultimo rapporto del CESNUR (2016), che include dati sulle religioni dei residenti stranieri forniti dalla Caritas Italiana.[2][8] Il numero di cattolici tra i cittadini italiani è calcolato sull'ultimo sondaggio del Pew Research Center (2017), secondo cui il 77.3% della popolazione è cattolico.[1] I numeri totali dei cristiani sulla popolazione cittadina italiana, residente straniera, e totale, sono cacolati di conseguenza.

Religione / denominazione Italiani cittadini Stranieri residenti Popolazione totale
membri % membri % membri %
Cristianesimo 47,180,458 84.6 2,699,000 53.8 49,849,458 82.0
Chiesa cattolica 46,077,108 82.6 917,900[2] 18.3 46,995,008 77.3[1]
Chiesa cattolica bizantina italo-albanese 61,398[9] 0.1 n/a 61,398 0.1
Cristianesimo ortodosso e ortodosso orientale 157,988[2] 0.3 1,528,500[2] 30.5 1,686,500 2.8
Chiesa ortodossa grecaarcidiocesi d'Italia e Malta n/a 150,000[10] 0.3
Chiesa ortodossa copta n/a 30,000[11] 0.1
Chiesa ortodossa serba n/a 15,000[11] 0.0
Chiesa ortodossa bulgara n/a 3,000[12] 0.0
Protestantesimo 442,377[2] 0.8 216,000[2] 4.3 658,400 1.1
Pentecostalismo 318,000[2] 0.6 n/a
Assemblee di Dio in Italia 150,000[2] 0.3 n/a
Federazione delle chiese pentecostali 50,000[13] 0.1 n/a
Chiesa apostolica in Italia 10,000[14] 0.0 n/a
Chiese protestanti storiche – Federazione delle Chiese evangeliche in Italia 65,442[2] 0.1 n/a
Chiesa evangelica valdese 30,000[15] 0.1 n/a
Unione cristiana evangelica battista d'Italia 20,000[15] 0.0 n/a
Chiesa evangelica luterana in Italia 7,000[15] 0.0 n/a
Chiesa evangelica metodista in Italia 5,000[15] 0.0 n/a
Altri (includendo presbiteriani ed Esercito della Salvezza) 3,000[15] 0.0 n/a
Chiesa cristiana evangelica dei fratelli 21,295[2] 0.0 n/a
Chiesa cristiana avventista del settimo giorno 20,369[2] 0.0 n/a
Movimento della restaurazione 5,073[2] 0.0 n/a
Chiese non-denominazionali e altre 11,294[2] 0.0 n/a
Testimoni di Geova 422,000[2] 0.8 36,600[2] 0.7 515,100[2] 0.8
Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni 26,000[2] 0.0
Chiese cattoliche indipendenti 25,000[2] 0.0
Islam 245,621[2] 0.4 1,613,500[2] 32.2 1,859,100 3.1
Buddhismo 148,392[2] 0.3 108,900[2] 2.2 257,300 0.4
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai n/a 75,000[2] 0.1
Unione Buddhista Italiana n/a 61,000[2] 0.1
Induismo 30,392[2] 0.1 146,800[2] 2.9 177,200 0.3
Sikhismo n/a 150,000[16] 0.2
Ebraismo 36,150[2] 0.1 6,700[2] 0.1 42,850 0.1
Unione delle comunità ebraiche italiane 25,000[17] 0.0 n/a
Altro/Non religiosi n/a 13.9
Atei e agnostici n/a 227,004[2] 4.5[2] n/a
Totale 55,782,575 100.0 5,014,037 100.0 60,795,612 100.0

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il cristianesimo raccoglie in Italia, nelle sue diverse confessioni (Chiesa cattolica, Chiese protestanti, Chiesa ortodossa ecc..) la quasi totalità dei credenti.

Cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa Cattolica in Italia.

In base ai sondaggi del 2017, il 77,3% degli italiani sono cristiani cattolici (46.995.008)[1], di cui il 25,4% sono praticanti.[18] Tra i residenti stranieri, secondo il rapporto CESNUR 2016, 917.900 sono cattolici.

Solo undici anni prima, nel 2006 (Rapporto Eurispes 2006), si dichiaravano cattolici l'87,8% dei cittadini italiani, di cui il 36,8% praticanti.

Secondo la stessa ricerca si recava a messa tutte le domeniche il 30,8% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni, a fronte del 22,4% e del 28,5% dei soggetti intervistati appartenenti rispettivamente alle fascia d'età 25-34 e 35-44 anni. La discrepanza tra chi si dichiara cattolico e chi è di stretta osservanza, anche se minore rispetto agli altri paesi dell'Europa occidentale, è sensibile, come testimoniato anche dalle opinioni relative ad aborto, fecondazione assistita e unioni civili.[19] Come in molti paesi occidentali, il processo di secolarizzazione è crescente, soprattutto tra i giovani, anche se non manca la presenza di movimenti cattolici (Azione Cattolica, Gioventù Francescana, AGESCI, Comunione e Liberazione, il Cammino neocatecumenale, il Movimento dei Focolari, etc) e di comunità laiche in cui i cattolici intendono vivere la loro religione con un particolare esperienza di vita (Comunità di Sant'Egidio, Nomadelfia, Pro Civitate Christiana, etc), talvolta con difficili rapporti con le gerarchie religiose evidenti nella storia delle numerose comunità cristiana di base presenti in Italia.

Ortodossia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cristianesimo ortodosso in Italia.

La Chiesa cristiana ortodossa rappresenta in Italia la seconda confessione religiosa dopo la cattolica, con oltre 1.700.000 fedeli[2] di cui circa 900.000 sono della Chiesa ortodossa romena, 150.000 della Chiesa ortodossa ucraina, 90.000 della Chiesa ortodossa moldava e quote minori di altre Chiese ortodosse (russa, greca, bulgara, ecc.). Il suo numero è cresciuto molto nel primo decennio del XXI secolo, a seguito della forte immigrazione da paesi dell'Europa orientale.

Protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Protestantesimo in Italia.

Il protestantesimo conta in Italia almeno 700.000 fedeli che sono suddivisi in molte confessioni. I pentecostali sono i più numerosi con 324,736 fedeli al tardo 2016[2] fra cui le Assemblee di Dio in Italia, che costituiscono la più grande organizzazione protestante ed altri fedeli suddivisi in altre correnti pentecostali minori fra le quali la Federazione delle chiese pentecostali con circa 50.000 fedeli, la Chiesa apostolica italiana con circa 9.800 membri e le Congregazioni cristiane pentecostali.

Le altre confessioni protestanti sono: quella evangelica valdese con 35.000 fedeli, battista 20.000, Chiesa cristiana evangelica dei fratelli o assemblee dei fratelli 20.000, anglicana 15.000, luterana 8.000, metodista 6.000, e varie altre (discepoli di Cristo, riformati, Chiesa di Scozia in Italia, Esercito della salvezza, Associazione comunità cristiane, la Metropolitan Community Church[20] che viene inserita dal CESNUR tra le chiese di matrice protestante radicale come anabattisti, mennoniti, quaccheri e unitariani, e la Chiesa Protestante Unita).[2]

Restaurazionismo e altri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Restaurazionismo in Italia.

Tra i movimenti del restaurazionismo cristiano ci sono i testimoni di Geova con 424.259 membri al tardo 2016,[2] che iniziarono a stampare la Torre di Guardia già dal 1903, i mormoni con 26.750 fedeli, giunti in Italia nel 1850 e le chiese dell'Avventismo che contano 20.718 membri al tardo 2016. Il movimento della scienza cristiana è presente in Italia a partire dal 1897[2].

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ebraismo in Italia e Storia degli ebrei in Italia.

La religione più antica presente in Italia è l'ebraismo, di cui a Roma è segnalata una presenza ininterrotta fin dai tempi precedenti la comparsa del cristianesimo. La comunità ebraica in Italia si aggira intorno alle 40.000 unità (0,05% del totale), di cui 7000 sono stranieri residenti.[2]

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Islam in Italia.

La storia dell'Islam in Italia ha radici antiche ed è legata al dominio arabo sulla Sicilia tra l'827 e il 1091; successivamente la presenza musulmana scomparve, ma negli ultimi decenni il numero di fedeli islamici è cresciuto in Italia a seguito della massiccia immigrazione proveniente dai paesi islamici. L'Islam è la seconda religione più numerosa in Italia dopo il cattolicesimo, con più di 1.800.000 musulmani, per la quasi totalità sunniti e per la maggior parte, circa il 60%, arrivati in Italia come profughi dai paesi balcanici (in maggioranza da Albania, Kosovo e Bosnia ed Erzegovina), in seguito alle instabilità politico-sociali venutesi a creare nelle regioni dopo le guerre jugoslave e la guerra del Kosovo; di tutti i musulmani presenti in Italia solo 302.090 sono cittadini italiani al tardo 2016.[2]

L'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (UCOII) è la più diffusa e radicata organizzazione islamica italiana riunendo 122 associazioni sia territoriali sia di settore e gestendo circa 80 moschee e 300 luoghi di culto non ufficiali.[21]

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Buddhismo in Italia.

Il Buddhismo in Italia ha una storia relativamente recente, legata agli sviluppi culturali e sociali del XX secolo, fin dalle attività della Società Teosofica. L'interesse per il Buddhismo, tuttavia, si afferma in maniera consistente in Italia soprattutto a partire dagli anni 60 e 70, da una parte grazie alle numerose traduzioni di testi chiave delle diverse scuole buddhiste — ma anche con il contributo di popolari opere letterarie e cinematografiche come Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci, dall'altra tramite il crescente influsso migratorio proveniente da paesi come Cina e Sri Lanka.

In base ai dati statistici del CESNUR, nel 2016 vi sono nella penisola italiana 148.392 buddisti tra i cittadini italiani, cui vanno aggiunti i 108.900 buddhisti tra i residenti stranieri di origine asiatica/estremo-orientale, per un totale di 257.300 buddisti che rappresentano lo 0,4% della popolazione della penisola.[2]

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Induismo in Italia.

L'altra religione di origine indica, l'Induismo, in Italia è praticata quasi esclusivamente da residenti originari dal subcontinente indiano, 146.800 al 2016, mentre i cittadini italiani indù sono 30.392.[2]

Sikhismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sikhismo in Italia.

Nel corso del XIX e XX secolo si sono diffusi in Italia altri movimenti religiosi, in particolare il Sikhismo, anche a causa della forte immigrazione. I sikh si aggirano intorno alle 150.000 persone al 2013.[16] Il sikhismo è una religione monoteista, e il loro libro sacro è il Guru Granth Sahib Ji.

Antica sapienza, esoterismo, neopaganesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Neopaganesimo in Italia.

Secondo i dati forniti dal CESNUR, nel 2016 circa 16.450 persone aderiscono a movimenti esoterici e di "antica sapienza". Tra costoro, 3150 neopagani, 2100 rosacrociani, 2900 teosofi, 2000 martinisti, ermetici, kremmerziani e aderenti ad altri gruppi di magia cerimoniale, 1900 gnostici, e altri.[2] Il paganesimo moderno è rappresentato soprattutto da movimenti romani, odinisti e druidici e wicca. Un influente gruppo italiano che segue la Via romana agli Dèi è il Movimento Tradizionale Romano; tra i gruppi odinisti il più importante è invece la Comunità Odinista.[22]

Ateismo e agnosticismo[modifica | modifica wikitesto]

Non mancano infine associazioni atee e agnostiche, quali l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, NO GOD e Atheia. I dati sulla loro consistenza numerica in Italia sono approssimativi (oscillano tra 1.000.000 e 9.000.000), anche a causa della difficoltà nel distinguere gli atei da coloro che professano non meglio definite "altre religioni". Secondo alcune statistiche,[23] si registra la presenza di più di nove milioni di non religiosi mentre altre affermano una presenza in Italia di un 99% di cattolici ([2]). Il CIA World Factbook afferma "Christian 80% (overwhelming Roman Catholic) [...] Atheists and Agnostics 20%" ([3]). Alleanza cattolica, in un documento del 2000 segnala la presenza di meno di un milione e mezzo di non cattolici in Italia ([4]). La Worldmark Encyclopedia of Culture & Daily Life (nel volume 4 alla voce Italia) sostiene una presenza molto minoritaria di non religiosi. L'Atlante Geografico De Agostini 2006 riporta che in Italia si dichiara cattolico l'81,5% della popolazione, musulmano l'1,5% (il secondo gruppo religioso per consistenza in Italia) e il rimanente 17% professa un non meglio specificato altro. facendo i dovuti calcoli in base alla sopra citata indagine Eurispes una stima si aggirerebbe intorno ai 4.000.000 nel 2006. Alcuni atei si sono organizzati nella religione-scherzo denominata "Chiesa Pastafariana Italiana", che fa riferimento a un movimento internazionale di atei denominato "pastafarianesimo", alterazione di "rastafarianesimo".

Concordato e intese[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stato Italiano, oltre al Concordato con la Chiesa cattolica (Patti Lateranensi del 1929, con il Trattato, la Convenzione Finanziaria e il Concordato. Solo quest'ultimo è stato rivisto dalle due Parti - nel 1984) ha stretto intese con alcune confessioni religiose presenti nel Paese, ai sensi dell'art. 8 della Costituzione.[24]

Intese approvate con legge ai sensi dell'art. 8 della Costituzione[modifica | modifica wikitesto]

Intese firmate e in attesa di perfezionamento legislativo[modifica | modifica wikitesto]

  • Congregazione cristiana dei testimoni di Geova (conclusa il 20 marzo 2000, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
  • terza revisione dell'intesa con l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno (conclusa il 23 aprile 2004, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
  • terza revisione dell'intesa con la Tavola Valdese (conclusa il 27 maggio 2005, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
  • Istituto buddista italiano Soka Gakkai (confessione riconosciuta come ente di culto con D.P.R. del 20 novembre 2000, conclusa il 27 giugno 2015)

Intese avviate[modifica | modifica wikitesto]

8 ‰ e deduzioni fiscali[modifica | modifica wikitesto]

Partecipano alla ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF:

Si possono dedurre ai fini fiscali atti di liberalità fino a € 1.032,91 a favore delle confessioni religiose sopra citate [25] e all'Unione cristiana evangelica battista d'Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Five Centuries After Reformation, Catholic-Protestant Divide in Western Europe has Faded (PDF), assets.pewresearch.org.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq Massimo Introvigne, Pierluigi Zoccatelli. "Il pluralismo religioso italiano nel contesto postmoderno". Rapporto 2016 CESNUR sulle religioni minoritarie tra cittadini italiani e residenti stranieri.
  3. ^ Eurispes 2006
  4. ^ Rapporto Eurispes: sempre più italiani si dicono cattolici non praticanti, in Toscana Oggi. URL consultato il 17 aprile 2017.
  5. ^ Global Index of Religion and Atheism (PDF), redcresearch.ie. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  6. ^ Rapporto Italia 2010, eurispes.it. URL consultato il 22 febbraio 2010.
  7. ^ (EN) Eurobarometer on Social Values, Science and technology 2005 - page 9 (PDF), ec.europa.eu. URL consultato il 2 agosto 2009.
  8. ^ http://www.dossierimmigrazione.it/docnews/file/Scheda%20Dossier%202015.pdf
  9. ^ David M. Cheney, Italy, Statistics by Diocese, by Catholic Population, su catholic-hierarchy.org, Catholic Hierarchy.
  10. ^ http://www.cesnur.com/larcidiocesi-ditalia-del-patriarcato-di-costantinopoli/
  11. ^ a b http://www.cesnur.com/il-patriarcato-di-serbia/
  12. ^ http://www.cesnur.com/il-patriarcato-di-bulgaria/
  13. ^ Paolo Naso, Capitolo 6: Protestanti, evangelici, testimoni e santi, in Enzo Pace (a cura di), Le religioni nell'Italia che cambia. Mappe e bussole, Florence, Carocci, 2013, pp. 115–118, ISBN 978-88-430-6731-2.
  14. ^ http://www.cesnur.com/la-prima-ondata-c-gli-apostolici-del-risveglio-gallese/
  15. ^ a b c d e http://www.fedevangelica.it/index.php/it/chi-siamo-it/membri
  16. ^ a b Barbara Bertolani, Capitolo 2: I sikh, in Enzo Pace (a cura di), Le religioni nell'Italia che cambia. Mappe e bussole, Florence, Carocci, 2013, pp. 31, ISBN 978-88-430-6731-2.
  17. ^ Enzo Pace, Capitolo 7: L'ebraismo: una memoria viva, in Enzo Pace (a cura di), Le religioni nell'Italia che cambia. Mappe e bussole, Florence, Carocci, 2013, pp. 134–135, ISBN 978-88-430-6731-2.
  18. ^ Rapporto Italia 2016. Istituto Eurispes. Indagine condotta sui soli cittadini italiani.
  19. ^ Corriere della Sera - Italia, quasi l'88% si proclama cattolico
  20. ^ La Metropolitan Community Church / Le religioni in Italia
  21. ^ CESNUR, L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII), cesnur.org. URL consultato il 28 settembre 2009.
  22. ^ Alberto Castaldini, Le religioni in Italia, cesnur.org. URL consultato il 28 ottobre 2009.
  23. ^ Adherents.com - Religion by Location
  24. ^ Governo Italiano - Le intese con le confessioni religiose
  25. ^ Governo Italiano - rapporti con le confessioni religiose e per le relazioni istituzionali [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Per le statistiche sul numero di fedeli indicate nella tabella:

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]