Religioni in Italia

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Religioni in Italia (2020)

██ Cattolicesimo[1] (66,7%)

██ Islam[2] (3,7%)

██ Buddhismo[2] (0,55%)

██ Ateismo e agnosticismo[1] (15,3%)

██ Credenti senza religione/altre religioni (13,75%)

La religione più diffusa in Italia è il cristianesimo, presente fin dai tempi apostolici, e maggioritaria a partire dal IV secolo. Dal 1948 la Costituzione Repubblicana garantisce, nell'articolo 3, l'uguaglianza degli individui a prescindere dalla religione; a ciò si giunse ufficialmente con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984[3] (Protocollo addizionale, punto 1) e con la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale, che sancì definitivamente la laicità dello Stato.

Secondo rilevamenti statistici del 2019, il 66,7% degli italiani (pari a circa 40 milioni di persone) si dichiarava cattolico; il 10,1% (circa 6 milioni) credente senza religione precisa; e il 15,3% (circa 9 milioni) ateo o agnostico.[1] Secondo rilevamenti statistici del 2017, il 74,4% degli italiani (pari a circa 45 milioni di persone) si dichiarava cattolico; seguivano i non religiosi e i credenti senza religione, complessivamente rappresentanti il 22,6% (pari a circa 13 milioni di persone).[4] I seguaci di altre religioni rappresentavano tra il 3% (2017)[4] e il 5% (2019)[1] degli italiani.

Sono presenti diverse altre confessioni cristiane: al 2020, i fedeli ortodossi sono più di 1,8 milioni, per lo più di recente immigrazione da paesi quali Moldavia e Romania; i protestanti sono circa 600.000, i testimoni di Geova 400.000, e 100.000 i cristiani di altre sette (inclusi circa 28.000 mormoni). Di antichissima origine è la comunità ebraica italiana, che oggi conta circa 41.000 membri.[2] La diffusione di altre religioni non appartenenti al cristianesimo è stata in gran parte agevolata dai fenomeni migratori degli ultimi decenni: si stima che in Italia risiedano al 2020 circa 2.2 milioni di musulmani, 332.000 buddisti, 210.000 induisti, 20.000 sikh, 4000 bahá'í e 97.000 seguaci di altre religioni orientali.[2]

Riguardo alle statistiche sulle religioni presenti in Italia esiste una certa aliquota di incertezza nel calcolo, dovuto al fatto che i numeri dei credenti vengono spesso elaborati sulla base dell'ufficialità dell'adesione alle varie religioni attraverso riti quali per esempio il battesimo. Questo metodo non tiene conto però di chi abbandona in seguito quella particolare professione di fede o di chi professa apertamente l'ateismo. Secondo stime dell'Eurispes, se si fa riferimento a chi effettivamente frequenta costantemente i riti e le assemblee religiose, i cattolici praticanti erano indicativamente circa il 36% degli italiani nel 2006,[5] 33,1% nel 2014, 25,4% nel 2016.[6]

Organizzazioni religiose in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Sondaggi Ipsos 2007-2017 (60.000 interviste annue)[4]
Gruppo religioso o non 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Cattolicesimo 85,4 87,0 84,0 83,2 81,9 80,7 81,0 80,2 78,4 77,0 74,4
Non religiosi 13.0 11,4 14,2 14,5 15,6 16,8 16,5 17,2 18,9 20,1 22,6
Altro 1.6 1,6 1,8 2,3 2,5 2,5 2,5 2,6 2,7 2,9 3,0
Rapporto Eurispes sui cittadini italiani
Gruppo religioso o non 2006[7] 2010 2016[8]
Cattolicesimo 87,8% 76,5% 71,1%
Altro o nessuno 12,2% 23,5% 28,9%

Secondo un sondaggio condotto da Ipsos su un campione di circa 60.000 persone, nel 2017 il 74,4% degli italiani erano cattolici (con il 27,0% di praticanti settimanali), il 22,6% erano non religiosi, e il 3,0% erano aderenti ad altre religioni. In base al rapporto Eurispes del 2010[9] il numero dei credenti, rispetto a precedenti rilevazioni, era diminuito sensibilmente, sebbene in maggioranza gli italiani si dichiarino religiosi.

Secondo un sondaggio condotto da Doxa nel 2019 il 66,7% (74,1% nel 2014) degli italiani si dichiaravano cattolici, il 5,2% credenti in altre religioni, il 10,1% credenti senza religione precisa, e il 15,3% (10,3% nel 2014) atei e agnostici (9% atei e 6.3% agnostici). Il nord-ovest d'Italia era l'area meno cattolica della penisola: i cattolici erano il 49,2%, mentre atei e agnostici il 28,5%. Al contrario, l'area più cattolica della penisola era il sud, dove il 78,5% si definiva cattolico, mentre atei e agnostici erano il 7,5%. Nella fascia della popolazione italiana tra i 15 e i 34 anni i cattolici erano poco più del 50%, mentre atei e agnostici superavano complessivamente il 22%; al contrario, tra i 65enni e oltre i cattolici rappresentavano il 76,9% e atei e agnostici una percentuale molto ridotta. I cattolici erano il 50% della fascia di popolazione laureata, mentre la proporzione di cattolici sul totale saliva all'87,6% nella fascia di popolazione con licenza elementare.[1]

Secondo lo European Values Study del 2018 l'84,4% degli italiani affermava di credere in Dio, mentre il 15,8% dichiarava il contrario.[10] Secondo l'Eurobarometro del dicembre 2018, l'85,6% della popolazione italiana si dichiarava cristiano (78,9% cattolici, 4,6% ortodossi, 0,6% protestanti, 1,5% altri cristiani), il 2,6% professava un'altra religione non cristiana, e l'11,7% si dichiarava non religioso (7,5% atei, 4,2% agnostici).[11]

Secondo un sondaggio condotto dal Pew Research Center nel 2017 su un campione di 1.804 rispondenti, l'80% degli italiani si dichiarava cristiano (di cui 78% cattolici e 2% altri cristiani), il 15% si dichiarava di nessuna religione, mentre il 5% professava un'altra religione non cristiana. Il 23% partecipava alle funzione religiose almeno una volta a settimana, il 20% una al mese e il 34% meno spesso.[12]

Un sondaggio Community Media Research nel 2017 ha rilevato su un campione di 1.400 rispondenti, intervistati mediante i social network più comuni e utilizzando interviste assistite da computer, che soltanto il 60,1% si definiva cattolico, l'1,1% protestante, lo 0,4% testimone di Geova, lo 0,3% ortodosso e lo 0,7% un altro tipo di cristiano. Inoltre l'1,8% era buddista, lo 0,7% ebreo e solamente lo 0,2% musulmano; mentre un ulteriore 1,3% era di un'altra religione e il 33,4% di nessuna religione.[13] Questi dati differiscono di gran lunga da quanto rilevato da numerosi altri sondaggi, nei quali la percentuale di cattolici supera il 70%.[4][8][12][14]

Numerazione dei membri delle organizzazioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

Dati CESNUR (2020)[2]
Religione / denominazione Italiani cittadini Stranieri residenti Popolazione totale
membri membri % membri %
Chiesa cattolica n/a 940.000 17,7 40.183.174 66,7[1]
Cristianesimo ortodosso e ortodosso orientale 355.300 1.532.000 28,9 1.887.300 3,1
Protestantesimo 382.400 235.000 4,4 617.400 1,0
Testimoni di Geova n/a n/a 425.000 0,7
Altri gruppi cristiani 61.600 42.000 0,8 103.600 0,2
Islam 457.500 1.764.000 33,2 2.221.500 3,7
Ebraismo 36.500 5.000 0,1 41.500 0,1
Buddhismo 208.000 124.000 2,3 332.000 0,55
Induismo 50.000 163.000 3,1 213.000 0,35
Sikhismo, radhasoami e derivati n/a n/a 21.500 0,0
Osho e derivati n/a n/a 4.000 0,0
Altre religioni orientali 9.900 88.000 1,7 97.900 0,2
Bahá'í n/a n/a 4.500 0,0
Antica sapienza esoterica e neopaganesimo n/a n/a 16.500 0,0
Movimenti New Age e Next Age n/a n/a 20.000 0,0
Movimenti del potenziale umano n/a n/a 30.000 0,0
Altro 15.500 160.000 3,0 175.500 0,3
Totale 54.938.091 5.307.000 100,0 60.244.639 100,0

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il cristianesimo raccoglie in Italia, nelle sue diverse confessioni la quasi totalità dei credenti.[12] La maggior parte dei cristiani italiani è cattolica, ma esistono numerose minoranze di ortodossi, maggiormente stranieri provenienti da paesi dell'Europa orientale, di protestanti, sia italiani e sia stranieri, e di altri cristiani, per la maggior parte testimoni di Geova e mormoni.[2]

Cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Italia.

Secondo un sondaggio Doxa, nel 2019 erano cattolici il 66,7% degli italiani, pari a circa 40 milioni di persone.[1] Secondo un sondaggio Ipsos, nel 2017 erano cattolici il 74,4% degli italiani, pari a circa 45 milioni di persone.[4] Secondo il rapporto Eurispes del 2016, il 71,1% dei cittadini italiani si dichiarava cattolico di cui il 25,4% cattolico praticante,[8] in calo rispetto al 2006, quando i cattolici erano l'87,8% della popolazione di cui i praticanti il 36,8%.[15]

Il cattolicesimo è più presente nell'Italia meridionale (78,5%), nel centro (75,6%) e nelle isole (71,0%), mentre è meno presente nell'Italia del nord-est (64,6%) e soprattutto nel nord-ovest (49,2%).[1] L'aderenza al cattolicesimo è più forte nella fascia d'età oltre i 65 anni (76,9%), mentre scende fino a circa metà della popolazione nella fascia d'età 15-34 (54,5%).[1] È inoltre più comune essere cattolico per le donne (73,7%) che per gli uomini (59,1%).[1] Come in molti paesi occidentali, il processo di secolarizzazione è crescente, soprattutto tra i giovani, anche se non manca la presenza di movimenti cattolici (Azione Cattolica, Gioventù Francescana, AGESCI, Comunione e Liberazione, il Cammino neocatecumenale, il Movimento dei Focolari, ecc.) e di comunità laiche in cui i cattolici intendono vivere la loro religione con un particolare esperienza di vita (Comunità di Sant'Egidio, Nomadelfia, Pro Civitate Christiana, ecc.), talvolta con difficili rapporti con le gerarchie religiose evidenti nella storia delle numerose comunità cristiana di base presenti in Italia.

Cristianesimo ortodosso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cristianesimo ortodosso in Italia.

La Chiesa cristiana ortodossa rappresenta in Italia la seconda confessione cristiana dopo la cattolica, con oltre 1.887.300 fedeli[2] di cui circa 900.000 sono della Chiesa ortodossa romena, 150.000 della Chiesa ortodossa ucraina, 90.000 della Chiesa ortodossa moldava e quote minori di altre Chiese ortodosse (russa, greca, bulgara, ecc.). Il suo numero è cresciuto molto nel primo decennio del XXI secolo, a seguito della forte immigrazione da paesi dell'Europa orientale.

Protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Protestantesimo in Italia.

Il protestantesimo conta in Italia circa 620.000 fedeli compresi gli stranieri, suddivisi in molte confessioni. I pentecostali sono i più numerosi con 250.000 fedeli al 2020[2] e comprendono le Assemblee di Dio in Italia — che costituiscono la più grande organizzazione protestante in Italia — ed altri fedeli suddivisi in altre correnti pentecostali minori fra le quali la Federazione delle chiese pentecostali con circa 50.000 fedeli, la Chiesa apostolica italiana con circa 9.800 membri e le Congregazioni cristiane pentecostali.

Seguono le altre confessioni protestanti, soprattutto i "protestanti storici" con 71.000 fedeli nel complesso, che comprendono: valdesi, battisti, anglicani, luterani, metodisti, calvinisti, presbiteriani e altri.[2] Seguono la Chiesa cristiana evangelica dei fratelli o assemblee dei fratelli con 23.900 seguaci, e i "protestanti radicali" con piccoli numeri di anabattisti, mennoniti, quaccheri e unitariani.[2]

Restaurazionismo e altri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Restaurazionismo in Italia.

Tra i movimenti del restaurazionismo cristiano ci sono i testimoni di Geova con 425.000 membri al 2020,[2] che iniziarono a stampare la Torre di Guardia già dal 1903, i mormoni con 28.100 fedeli, e le chiese dell'avventismo che contano circa 20,000 membri al 2020. Il movimento della scienza cristiana è presente in Italia a partire dal 1897.[2]

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Tempio Maggiore di Roma, principale sinagoga della capitale.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ebraismo in Italia e Storia degli ebrei in Italia.

La religione più antica presente in Italia è l'ebraismo, di cui a Roma è segnalata una presenza ininterrotta fin dai tempi precedenti la comparsa del cristianesimo. La comunità ebraica in Italia si aggira intorno alle 41.500 persone nel 2020, di cui 5.000 sono stranieri residenti.[2]

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Islam in Italia.

La storia dell'Islam in Italia ha radici antiche ed è legata al dominio arabo sulla Sicilia tra l'827 e il 1091; successivamente la presenza musulmana scomparve, ma negli ultimi decenni il numero di fedeli è cresciuto in Italia anche a seguito dell'immigrazione proveniente dai paesi islamici. L'Islam è la seconda religione più numerosa in Italia dopo il cattolicesimo, con circa 2.200.000 fedeli, per la quasi totalità sunniti e per la maggior parte, circa il 60%, arrivati in Italia dai paesi balcanici (in maggioranza da Albania, Kosovo e Bosnia ed Erzegovina), in seguito alle instabilità politico-sociali venutesi a creare nelle regioni dopo le guerre jugoslave e la guerra del Kosovo; di tutti i musulmani presenti in Italia solo 457.500 sono cittadini italiani al 2020.[2]

L'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (UCOII) è la più diffusa e radicata organizzazione islamica italiana riunendo 122 associazioni sia territoriali sia di settore e gestendo circa 80 moschee e 300 luoghi di culto non ufficiali.[16]

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

Istituto Lama Tzong Khapa, monastero buddhista a Pomaia.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Buddhismo in Italia.

Il buddhismo in Italia ha una storia relativamente recente, legata agli sviluppi culturali e sociali del XX secolo, fin dalle attività della Società Teosofica. L'interesse per il buddhismo, tuttavia, si afferma in maniera consistente in Italia soprattutto a partire dagli anni '60 e '70, da una parte grazie alle numerose traduzioni di testi chiave delle diverse scuole buddhiste — ma anche con il contributo di popolari opere letterarie e cinematografiche come Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci, dall'altra tramite il crescente influsso migratorio proveniente da paesi come Cina e Sri Lanka.

In base ai dati statistici del CESNUR, nel 2020 vi erano nella penisola italiana 208.800 buddhisti tra i cittadini italiani, cui vanno aggiunti i 124.000 buddhisti tra i residenti stranieri di origine asiatica/estremo-orientale, per un totale di 332.000 buddhisti che rappresentano lo 0,55% della popolazione della penisola.[2]

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

Prabhupada Desh, tempio Hare Krishna ad Albettone.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Induismo in Italia.

L'altra religione di origine indica, l'induismo, in Italia è praticata quasi esclusivamente da residenti originari dal subcontinente indiano, 163.000 al 2020, mentre i cittadini italiani indù sono 50.000, per un totale di 213.000 induisti nella penisola italiana, lo 0.35% della popolazione.[2]

Sikhismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sikhismo in Italia.

Nel corso del XIX e XX secolo si sono diffusi in Italia altri movimenti religiosi, in particolare il sikhismo, anche a causa della forte immigrazione. I sikh e movimenti da essi derivati come i radhasoami contano 21.500 aderenti nel 2020.[2] Il sikhismo è una religione monoteista, e il loro libro sacro è il Guru Granth Sahib Ji.

Bahaismo[modifica | modifica wikitesto]

La fede bahá'í è presente in Italia dagli inizi del Novecento impiantata da credenti americani e iraniani che soggiornavano nella penisola durante i loro viaggi di pellegrinaggio per raggiungere 'Abdu'l-Bahá in Terra Santa. La comunità bahá'í in Italia si aggira intorno alle 4.500 persone nel 2020, presenti in 300 località sparse sul territorio nazionale.[2]

Altre religioni orientali[modifica | modifica wikitesto]

Al 2020, il CESNUR stima a circa 98.000 i seguaci di altre religioni orientali, includendo in questo gruppo le religioni cinesi, le religioni giapponesi (3.600) e lo zoroastrismo iraniano.[2]

Taoismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Taoismo in Italia.

Il taoismo è rappresentato in Italia da due organizzazioni: la Chiesa Taoista d'Italia fondata nel 2013 dal maestro Li Xuanzong (Vincenzo di Ieso), e l'Associazione Taoista Italiana fondata nel 2015 dal gran maestro cinese You Xuande e presieduta dal maestro You Lidao (Giuseppe Siani). Entrambe le organizzazioni fanno riferimento al taoismo della scuola Xuanwu dei Monti Wudang (武当玄武派 Wǔdāng Xuánwǔ pài). L'Associazione Taoista Italiana ha contribuito alla fondazione dell'Associazione Taoista Europea nel 2017, con sede in Sardegna.

Yiguandao[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione religiosa cinese Yiguandao (一贯道) è presente tra i Cinesi in Italia. Il primo luogo di culto dello Yiguandao è stato inaugurato nel 2011 nel quartiere di Torpignattara di Roma.[17] Lo Yiguandao affonda le radici in un'antica tradizione cinese di organizzazioni religiose popolari di salvazione: il culto è reso alla Venerabile Madre Eterna (無生老母 Wúshēng Lǎomǔ), matrice suprema primordiale anche detta Splendente Deità Suprema (明明上帝 Míngmíng Shàngdì), attraverso una serie di intermediari tra cui il dio delle arti marziali Guangong (關公) e la dea della misericordia Guanyin (观音). Lo Yiguandao è anche caratterizzato da una dottrina millenaristica rappresentata da Maitreya, atteso come futuro messaggero della Madre Eterna.

Movimenti del potenziale umano, New Age e Next Age[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa scientologica di Padova.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Movimenti del potenziale umano e New Age.

Il CESNUR al 2020 stima 30.000 membri di movimenti del potenziale umano tra cui si annovera la scientologia (Scientology), e 20.000 membri di movimenti New Age e Next Age, comprendente una grande varietà di organizzazioni che combinano sincreticamente concetti tratti dalle religioni storiche.[2]

Antica sapienza esoterica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati forniti dal CESNUR nel 2020 circa 13.300 persone aderiscono a movimenti esoterici e di "antica sapienza". Tra costoro 2.850 teosofi, 2.100 rosacrociani, 2.000 martinisti, ermetici, kremmerziani e aderenti ad altri gruppi di magia cerimoniale, 1.500 gnostici, 1.000 spiritisti, e 350 satanisti.[2]

Religioni indigene italiche ed europee[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paganesimo.

Secondo i dati del CESNUR nel 2020 in Italia vi erano circa 3.200 aderenti a religioni indigene pre-cristiane, neopagane o neosciamaniche.[2] Il paganesimo nativo romano-italico moderno è rappresentato dalla Via romana agli dei, cui aderiscono organizzazioni come l'Associazione Tradizionale Pietas, Communitas Populi Romani, il Movimento Tradizionale Romano, la Societas Hesperiana pro Culto Deorum, e la Federazione Pagana di Claudio Simeoni. Vi sono poi pagani afferenti ad altre religioni europee, come l'etenismo germanico cui aderiscono la Comunità Odinista, il Tempio del Lupo (wolfsangismo), l'associazione Άsa-Ódhinn (ramo italiano dell'Asatru Folk Assembly), e l'associazione Bosco di Chiatri (vanatrú); il kemetismo tradizionalista rappresentato dall'associazione Ankheperura; il druidismo rappresentato dal Cerchio Druidico Italiano e dall'Ordine Druidico Italiano "Bosco dell'Awen"; l'ellenismo e la wicca.[18]

Non religiosi, ateismo e agnosticismo[modifica | modifica wikitesto]

In Italia esistono anche organizzazioni di ateismo e agnosticismo, quali l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Non vi sono dati precisi circa la consistenza numerica degli atei e degli agnostici, in quanto entrambe le categorie sono spesso mescolate tra loro e con la categoria generica dei non religiosi (che può comprendere anche persone che si identificano in qualche forma di spiritualità non istituzionale). Secondo il sondaggio Ipsos del 2017, il 22.6% degli italiani, pari a circa 13 milioni di persone, non si identificano in alcuna religione istituzionale, comprendendo anche atei e agnostici.[4]

Concordato e intese[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stato Italiano, oltre al Concordato con la Chiesa cattolica (Patti Lateranensi del 1929, con il Trattato, la Convenzione Finanziaria e il Concordato. Solo quest'ultimo è stato rivisto dalle due Parti – nel 1984) ha stretto intese con alcune confessioni religiose presenti nel Paese, ai sensi dell'art. 8 della Costituzione.[19]

Intese approvate con legge ai sensi dell'art. 8 della Costituzione[modifica | modifica wikitesto]

Intese firmate e in attesa di perfezionamento legislativo[modifica | modifica wikitesto]

  • Congregazione cristiana dei testimoni di Geova (conclusa il 20 marzo 2000, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
  • terza revisione dell'intesa con l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno (conclusa il 23 aprile 2004, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
  • terza revisione dell'intesa con la Tavola Valdese (conclusa il 27 maggio 2005, revisione conclusa il 4 aprile 2007)

8 ‰ e deduzioni fiscali[modifica | modifica wikitesto]

Partecipano alla ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF:

Si possono dedurre ai fini fiscali atti di liberalità fino a € 1.032,91 a favore delle confessioni religiose sopra citate.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Italia sempre meno religiosa, in cinque anni credenti diminuiti del 7%, su Tgcom24, 10 maggio 2019. Per comparazione: Doxa 2019, Doxa 2014.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Massimo Introvigne, PierLuigi Zoccatelli. "Dimensioni del pluralismo religioso in Italia" (archiviato). CESNUR, aggiornato al 2020. Enumerazione dei membri delle religioni tra cittadini italiani e residenti stranieri.
  3. ^ Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana che apporta modificazioni al Concordato Lateranense.
  4. ^ a b c d e f I cattolici tra presenza nel sociale e nuove domande alla politica - novembre 2017 (PDF), in Ipsos MORI, 17 novembre 2017. URL consultato il 22 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2018).
  5. ^ Eurispes 2006
  6. ^ Rapporto Eurispes: sempre più italiani si dicono cattolici non praticanti, in Toscana Oggi. URL consultato il 17 aprile 2017.
  7. ^ "Rapporto Italia 2006". Istituto Eurispes.
  8. ^ a b c Rapporto Italia 2016. Istituto Eurispes. Indagine condotta sui soli cittadini italiani.
  9. ^ Rapporto Italia 2010, su eurispes.it. URL consultato il 22 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2010).
  10. ^ ZA7500: European Values Study 2017: Integrated Dataset (EVS 2017), su zacat.gesis.org. URL consultato il 20 agosto 2019.
  11. ^ Eurobarometer 90.4 (December 2018): Attitudes of Europeans towards Biodiversity, Awareness and Perceptions of EU customs, and Perceptions of Antisemitism, in Eurobarometro Speciale, Unione europea, Commissione europea, 2018. URL consultato il 9 agosto 2019. Ospitato su GESIS – Leibniz Institute for the Social Sciences.
  12. ^ a b c (EN) Being Christian in Western Europe - Results, p.22 (PDF), in Pew Research Center, 29 maggio 2018. URL consultato il 1º giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2019).
  13. ^ Sondaggio Community Media Research, La Stampa, "A quale confessione religiosa senti di appartenere? (?)" (PDF), su communitymediaresearch.it.
  14. ^ DISCRIMINATION IN THE EU IN 2015, in Eurobarometro Speciale, 437, Unione europea, Commissione europea, 2015. URL consultato il 15 ottobre 2017. Ospitato su GESIS.
  15. ^ Rapporto Italia 2006, su Eurispes, p. 1114. URL consultato il 24 marzo 2019.
  16. ^ CESNUR, L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII), su cesnur.org. URL consultato il 28 settembre 2009.
  17. ^ Roma: inaugurazione tempio a Torpignattara. www.tvreporter.it.
  18. ^ Alberto Castaldini, Le religioni in Italia, su cesnur.org. URL consultato il 27 ottobre 2018.
  19. ^ Governo Italiano - Le intese con le confessioni religiose
  20. ^ Governo Italiano - rapporti con le confessioni religiose e per le relazioni istituzionali

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Legge 24 giugno 1929, n. 1159 - Disposizioni sull'esercizio dei culti ammessi nello Stato e sul matrimonio celebrato davanti ai ministri dei culti medesimi.
  • Regio Decreto 28 febbraio 1930, n. 289 - Norme per l'attuazione della legge 24 giugno 1929, n. 1159, sui culti ammessi nello Stato e per il coordinamento di essa con le altre leggi dello Stato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Obadia Lionel, Il buddhismo in occidente, Bologna, Il Mulino, 2009. ISBN 8815128662

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]