Religioni in Italia

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Religioni in Italia (2017)[1]

██ Cattolicesimo (74,4%)

██ Non religiosi/atei/agnostici (22,6%)

██ Altre religioni (3%)

La religione più diffusa in Italia è il cristianesimo, presente fin dai tempi apostolici, e maggioritaria a partire dal IV secolo, e in particolare il cristianesimo cattolico. La Costituzione Repubblicana garantisce, nell'articolo 3, l'uguaglianza degli individui a prescindere dalla religione. Sebbene il principio di indipendenza tra stato e chiesa cattolica fosse già presente nell'articolo 7 della costituzione fin dal 1948, si arrivò ad una piena laicità dello stato solo con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984[2] (Protocollo addizionale, punto 1) e con la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale.

Secondo rilevamenti statistici del 2019, il 66,7% degli italiani (pari a circa 40 milioni di persone) si dichiarava cattolico; il 10,1% (circa 6 milioni) credente senza religione precisa; e il 15,3% (circa 9 milioni) ateo o agnostico.[3] Secondo rilevamenti statistici del 2017, il 74,4% degli italiani (pari a circa 45 milioni di persone) si dichiarava cattolico; seguivano i non religiosi e i credenti senza religione, complessivamente rappresentanti il 22,6% (pari a circa 13 milioni di persone).[1] I seguaci di altre religioni rappresentavano tra il 3% (2017)[1] e il 5% (2019)[3] degli italiani.

Sono presenti diverse altre confessioni cristiane: al 2020, i fedeli ortodossi sono più di 1,8 milioni, per lo più di recente immigrazione da paesi quali Moldavia e Romania; i protestanti sono circa 600.000; i restaurazionisti (sebbene la definizione di "cristiani" non gli sia riconosciuta dalle chiese cristiane "storiche") poco meno, tra i quali 400.000 testimoni di Geova e altri 100.000 (dei quali circa 28.000 mormoni e 20.000 avventisti). Di antichissima origine è la comunità ebraica italiana, che oggi conta circa 41.000 membri.[4] La diffusione di altre religioni è stata in gran parte agevolata dai fenomeni migratori degli ultimi decenni: si stima che in Italia risiedano al 2020 circa 2,2 milioni di musulmani, 332.000 buddisti, 210.000 induisti, 20.000 sikh, 4.000 bahá'í e 97.000 seguaci di altre religioni orientali.[4]

Riguardo alle statistiche sulle religioni presenti in Italia esiste una certa incertezza nel calcolo, dovuta al fatto che i numeri dei credenti vengono spesso elaborati sulla base dell'ufficialità dell'adesione alle varie religioni attraverso riti quali per esempio il battesimo. Questo metodo non tiene conto però di chi abbandona in seguito quella particolare professione di fede o di chi professa apertamente l'ateismo. Secondo stime dell'Eurispes, se si fa riferimento a chi effettivamente frequenta costantemente i riti e le assemblee religiose, i cattolici praticanti erano indicativamente circa il 36% degli italiani nel 2006,[5] 33,1% nel 2014, 25,4% nel 2016.[6]

Statistiche demografiche[modifica | modifica wikitesto]

Sondaggi Ipsos 2007-2017 (60.000 interviste annue)[1]
Gruppo religioso o non 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Cattolicesimo 85,4 87,0 84,0 83,2 81,9 80,7 81,0 80,2 78,4 77,0 74,4
Non religiosi 13.0 11,4 14,2 14,5 15,6 16,8 16,5 17,2 18,9 20,1 22,6
Altro 1.6 1,6 1,8 2,3 2,5 2,5 2,5 2,6 2,7 2,9 3,0
Sondaggio Eurobarometro 2021 (caratteristiche sociodemografiche)[7]
Genere Età Orientamento
politico
Gruppo religioso o non Totale Donne Uomini 15-24 25-39 40-54 55+ Sinistra Centro Destra
Cristianesimo 84% 87% 82% 73% 76% 82% 92% 83% 89% 82%
- Cattolicesimo 79% 82% 77% 65% 68% 77% 89% 77% 83% 79%
- Cristianesimo ortodosso 4% 3% 4% 3% 6% 4% 2% 5% 4% 3%
- Altri cristiani 1% 2% 1% 5% 2% 1% 1% 1% 2% 0%
Altre religioni 3% 2% 4% 5% 6% 5% 0% 1% 2% 7%
Non religiosi/Agnosticismo 8% 6% 9% 16% 9% 8% 4% 9% 6% 8%
Ateismo 4% 4% 4% 5% 7% 4% 3% 7% 3% 3%
Senza indicazione 1% 1% 1% 1% 2% 1% 1% 0% 0% 0%
Rapporto Eurispes sui cittadini italiani
Gruppo religioso o non 2006[8] 2010 2016[9]
Cattolicesimo 87,8% 76,5% 71,1%
Altro o nessuno 12,2% 23,5% 28,9%
Sondaggi SWG[10]
Gruppo religioso o non 2019 2020 2021
Cattolicesimo 62% 53% 50%
Altre religioni 11% 14% 17%
Credenti senza religione 5% 7% 8%
Ateismo 18% 23% 20%
Agnosticismo 4% 3% 5%
Sondaggi Doxa[3]
Gruppo religioso o non 2014 2019
Cattolicesimo 74,1% 66,7%
Atei e agnostici 10,3% 15,3%
Altro e non dichiarato 15,6% 18%

Secondo un sondaggio condotto da Ipsos su un campione di circa 60.000 persone, nel 2017 il 74,4% degli italiani erano cattolici (con il 27,0% di praticanti settimanali), il 22,6% erano non religiosi, e il 3,0% erano aderenti ad altre religioni. In base al rapporto Eurispes del 2010[11] il numero dei credenti, rispetto a precedenti rilevazioni, era diminuito sensibilmente, sebbene in maggioranza gli italiani si dichiarino religiosi.

Secondo il sondaggio dell'Eurobarometro 2021 il cattolicesimo era la religione del 79% degli italiani (89% nella fascia d'età 55+ e 65% nella fascia d'età 15–24), il cristianesimo ortodosso del 4% (2% e 3%), altri tipi di cristianesimo dell'1% (1% e 5%), altre religioni del 3% (0% e 5%), mentre erano agnostici l'8% degli italiani (4% e 16%), atei il 4% (3% e 5%), e non dichiaravano alcuna affiliazione l'1% degli italiani (1% tra i 55+ e 1% tra i 15–24enni).[7]

Secondo un sondaggio condotto nel 2021 da BiDiMedia sugli orientamenti religiosi incrociati con quelli politici degli italiani, il 60% dei maggiorenni italiani si dichiaravano cattolici (37% non praticanti, 23% praticanti), il 14% atei, l'11% agnostici, il 5% credenti senza religione, il 5% credenti in altre religioni, mentre il 5% non dava una risposta precisa.[12]

Un ciclo di sondaggi annuali condotti da SWG nel 2019, 2020 e 2021 rilevava che i cattolici erano rispettivamente nei tre anni il 62%, il 53% e il 50%, con una netta diminuzione tra il 2019 e il 2020; altre religioni aumentavano dall'11% al 14% e al 17%; i credenti in entità superiori senza religione precisa aumentavano dal 5% al 7% e all'8%; i non religiosi passavano dal 18% al 23% e al 20%; e quelli che non esprimevano alcuna opinione passavano dal 4% al 3% e al 5%.[10]

Secondo un sondaggio condotto da Doxa nel 2019 il 66,7% (74,1% nel 2014) degli italiani si dichiaravano cattolici, il 5,2% credenti in altre religioni, il 10,1% credenti senza religione precisa, e il 15,3% (10,3% nel 2014) atei e agnostici (9% atei e 6.3% agnostici). Il nord-ovest d'Italia era l'area meno cattolica della penisola: i cattolici erano il 49,2%, mentre atei e agnostici il 28,5%. Al contrario, l'area più cattolica della penisola era il sud, dove il 78,5% si definiva cattolico, mentre atei e agnostici erano il 7,5%. Nella fascia della popolazione italiana tra i 15 e i 34 anni i cattolici erano poco più del 50%, mentre atei e agnostici superavano complessivamente il 22%; al contrario, tra i 65enni e oltre i cattolici rappresentavano il 76,9% e atei e agnostici una percentuale molto ridotta. I cattolici erano il 50% della fascia di popolazione laureata, mentre la proporzione di cattolici sul totale saliva all'87,6% nella fascia di popolazione con licenza elementare.[3]

Secondo lo European Values Study del 2018 l'84,4% degli italiani affermava di credere in Dio, mentre il 15,8% dichiarava il contrario.[13] Secondo l'Eurobarometro del dicembre 2018, l'85,6% della popolazione italiana si dichiarava cristiano (78,9% cattolici, 4,6% ortodossi, 0,6% protestanti, 1,5% altri cristiani), il 2,6% professava un'altra religione non cristiana, e l'11,7% si dichiarava non religioso (7,5% atei, 4,2% agnostici).[14]

Secondo un sondaggio condotto dal Pew Research Center nel 2017 su un campione di 1.804 rispondenti, l'80% degli italiani si dichiarava cristiano (di cui 78% cattolici e 2% altri cristiani), il 15% si dichiarava di nessuna religione, mentre il 5% professava un'altra religione non cristiana. Il 23% partecipava alle funzione religiose almeno una volta a settimana, il 20% una al mese e il 34% meno spesso.[15]

Un sondaggio Community Media Research nel 2017 ha rilevato su un campione di 1.400 rispondenti, intervistati mediante i social network più comuni e utilizzando interviste assistite da computer, che soltanto il 60,1% si definiva cattolico, l'1,1% protestante, lo 0,4% testimone di Geova, lo 0,3% ortodosso e lo 0,7% un altro tipo di cristiano. Inoltre l'1,8% era buddista, lo 0,7% ebreo e solamente lo 0,2% musulmano; mentre un ulteriore 1,3% era di un'altra religione e il 33,4% di nessuna religione.[16] Questi dati differiscono di gran lunga da quanto rilevato da numerosi altri sondaggi, nei quali la percentuale di cattolici supera il 70%.[1][9][15][17]

Numerazione dei membri delle organizzazioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

Dati CESNUR (2020)[4]
Religione / denominazione Italiani cittadini Stranieri residenti Popolazione totale
membri membri % membri %
Chiesa cattolica n/a 940.000 17,7 40.183.174 66,7[3]
Cristianesimo ortodosso e ortodosso orientale 355.300 1.532.000 28,9 1.887.300 3,1
Protestantesimo 382.400 235.000 4,4 617.400 1,0
Testimoni di Geova n/a n/a 425.000 0,7
Altri gruppi cristiani 61.600 42.000 0,8 103.600 0,2
Islam 457.500 1.764.000 33,2 2.221.500 3,7
Ebraismo 36.500 5.000 0,1 41.500 0,1
Buddhismo 208.000 124.000 2,3 332.000 0,55
Induismo 50.000 163.000 3,1 213.000 0,35
Sikhismo, radhasoami e derivati n/a n/a 21.500 0,0
Rajneeshismo e derivati n/a n/a 4.000 0,0
Altre religioni orientali 9.900 88.000 1,7 97.900 0,2
Bahá'í n/a n/a 4.500 0,0
Antica sapienza esoterica e neopaganesimo n/a n/a 16.500 0,0
Movimenti New Age e Next Age n/a n/a 20.000 0,0
Movimenti del potenziale umano n/a n/a 30.000 0,0
Altro 15.500 160.000 3,0 175.500 0,3
Totale 54.938.091 5.307.000 100,0 60.244.639 100,0

Pratica religiosa[modifica | modifica wikitesto]

La pratica religiosa, in particolare la frequentazione delle chiese, è ancora elevata in Italia rispetto ad altri paesi dell'Europa occidentale. L'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) italiano nel 2018 rilevava che il 24,9% della popolazione si recava settimanalmente in chiesa, sinagoga, moschea, tempio o altro luogo di culto. La quota di credenti praticanti risultava più elevata nel sud (29,3%) rispetto al nord-ovest (22,8%), al nord-est (22,5%) e al centro (22,6%). La pratica religiosa era particolarmente elevata in Calabria (32,3%), in Puglia (30,7%), in Campania (29,9%), in Sicilia (29,6%) e in Basilicata (27,9%) nel sud, in Veneto (25,0%) e in Trentino (23,9%) nel nord-est, nelle Marche (28,4%) al centro. Era particolarmente bassa in Liguria (19,0%), in Valle d'Aosta (16,5%), in Friuli-Venezia Giulia (20,5%) e in Sardegna (23,2%) e nelle cosiddette "regioni rosse" (storiche roccaforti della sinistra/centrosinistra, dal Partito Comunista Italiano al Partito Democratico), soprattutto Toscana (18,5%) ed Emilia-Romagna (19,9%).[18]

L'impatto dei flussi migratori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Immigrazione in Italia.

I fenomeni di immigrazione in Italia hanno contribuito al cambiamento della distribuzione statistica delle appartenenze religiose negli ultimi decenni, comportando un aumento del pluralismo religioso nel paese.

Secondo l'ultima indagine ISTAT, condotta tra il 2011 e il 2012, oltre la metà dei cittadini stranieri residenti in Italia con più di 6 anni di età si dichiarava cristiano (56,4%). La seconda comunità religiosa tra gli stranieri era costituita dai musulmani (26,3%), mentre i buddisti erano circa il 3%; il 7,1% si dichiara invece ateo[19].

Secondo il Rapporto Immigrazione di Caritas e Fondazione Migrantes, nel 2021 il 56,2% degli stranieri residenti in Italia erano cristiani, dei quali il 57,5% ortodossi (31% sul totale), il 30,3% cattolici (17% sul totale) e il 5,8% protestanti (3,26% sul totale), il 27,1% musulmani, il 9% atei e agnostici, il 2,8% buddhisti, il 2% induisti, l'1,9% sikh e lo 0,9% di altre fedi.

Secondo il Dossier Statistico Immigrazione del Centro Studi e Ricerche IDOS, nel 2021 gli stranieri residenti in Italia erano composti per il 51,7% da cristiani (dei quali: 55,6% ortodossi, 34,2% cattolici, 8,4% protestanti, 1,5% altri cristiani), per il 33,3% da musulmani, per lo 0,1% da ebrei, per 3,1% induisti, per il 2,4% da buddisti, per l'1,7% da altri. Secondo tale rapporto, gli stranieri atei e agnostici nel 2021 sarebbero invece il 4,8% mentre l'1,7% praticherebbe altre religioni orientali e il 1,3% religioni tradizionali.

Dati Caritas-Migrantes sulla popolazione straniera
2021[20] 2020[21]
Religione % membri % membri
Cristiani 56,2 2.900.000 54,1 2.900.000
- Ortodossi 31,0 1.600.000 29,3 1.600.000
- Cattolici 17,0 866.000 20,1 1.100.000
- Protestanti 3,26 166.000 3,0 166.000
- Copti 4,9 142.000 0,3 19.000
- Altri cristiani 1,3 68.000
Musulmani 27,1 1.400.000 29,2 1.600.000
Buddhisti 2,8 144.000 3,2 174.000
Induisti 2,0 102.000 1,8 96.000
Sikh 1,9 98.000 1,0 51.000
Altre religioni 0,9 47.000 0,8 44.000
Atei e agnostici 9,0 461.000 9,9 531.000
Dati IDOS sulla popolazione straniera
Religione 2021[22] 2020[23] 2019[24] 2018[25]
Cristiani 51,7 51,9 52,2 52,6
- Ortodossi 28,7 28,9 29,2 29,6
- Cattolici 17,7 17,7 17,7 17,9
- Protestanti 4,5 4,4 4,4 4,4
- Altri cristiani 0,8 0,9 0,8 0,8
Musulmani 33,3 33,2 33,0 32,7
Ebrei 0,1 0,1 0,1 0,1
Induisti 3,1 3,1 3,0 3,0
Buddhisti 2,4 2,3 2,3 2,3
Altre religioni orientali 1,7 1,7 1,6 1,6
Religioni tradizionali 1,3 1,3 1,3 1,3
Altre religioni 1,7 1,7 1,7 1,7
Atei e agnostici 4,8 4,8 4,7 4,7

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cristianesimo in Italia.

Il cristianesimo raccoglie in Italia, nelle sue diverse confessioni la quasi totalità dei credenti.[15] La maggior parte dei cristiani italiani è cattolica, ma esistono cospicue minoranze di ortodossi, maggiormente stranieri provenienti da paesi dell'Europa orientale, di protestanti, sia italiani e sia stranieri, e di altri gruppi che si dichiarano cristiani (sebbene tale classificazione sia oggetto di controversie da parte delle chiese cristiane storiche), per la maggior parte testimoni di Geova e mormoni.[4]


Esempi di luoghi di culto delle diverse confessioni cristiane in Italia

Cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Italia.

Secondo un sondaggio Doxa, nel 2019 erano cattolici il 66,7% degli italiani, pari a circa 40 milioni di persone.[3] Secondo un sondaggio Ipsos, nel 2017 erano cattolici il 74,4% degli italiani, pari a circa 45 milioni di persone.[1] Secondo il rapporto Eurispes del 2016, il 71,1% dei cittadini italiani si dichiarava cattolico di cui il 25,4% cattolico praticante,[9] in calo rispetto al 2006, quando i cattolici erano l'87,8% della popolazione di cui i praticanti il 36,8%.[29]

Il cattolicesimo è più presente nell'Italia meridionale (78,5%), nel centro (75,6%) e nelle isole (71,0%), mentre è meno presente nell'Italia del nord-est (64,6%) e soprattutto nel nord-ovest (49,2%).[3] L'aderenza al cattolicesimo è più forte nella fascia d'età oltre i 65 anni (76,9%), mentre scende fino a circa metà della popolazione nella fascia d'età 15-34 (54,5%).[3] È inoltre più comune essere cattolico per le donne (73,7%) che per gli uomini (59,1%).[3]

Secondo dati della stessa Chiesa cattolica, nel 2017 erano presenti in Italia circa 35.000 sacerdoti, di cui 32.000 in servizio attivo[30] e alcune decine di migliaia di religiosi (20.000 uomini e 89.000 donne nel 2014[31]) in numerosi monasteri, abbazie e conventi.

Come in molti paesi occidentali, il processo di secolarizzazione è crescente, soprattutto tra i giovani, anche se non manca la presenza di numerose associazioni e movimenti cattolici, quali ad es. Azione Cattolica, Gioventù Francescana, AGESCI, Comunione e Liberazione, il Cammino neocatecumenale, il Movimento dei Focolari e di comunità laiche in cui i cattolici intendono vivere la loro religione con un particolare esperienza di vita tra le quali Comunità di Sant'Egidio, Nomadelfia, Pro Civitate Christiana e Loppiano, talvolta con difficili rapporti con le gerarchie religiose evidenti nella storia delle numerose comunità cristiana di base presenti in Italia.

Sono presenti anche comunità cattoliche di rito orientale quali ad esempio greco-cattolica ucraina[32], maronita[33], italo-bizantina e armeno-cattolica. Quest'ultima gestisce anche il monastero di San Lazzaro a Venezia (Congregazione mechitarista) e, a Roma, il Pontificio Collegio Armeno e la casa generalizia delle Suore Armene dell'Immacolata Concezione.

Esempi di luoghi di culto e altri significativi luoghi cattolici in Italia

Vetero-cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese vetero-cattoliche sono un insieme di chiese indipendenti che si autodefiniscono "cattoliche" sebbene non siano in comunione con la Chiesa cattolica. In Italia sono presenti piccolissime comunità, come ad esempio la Chiesa vetero-cattolica italiana, nessuna delle quali è sotto la giurisdizione dell'Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche dalla chiusura della missione italiana nel 2011, ad eccezione della comunità di Bolzano che è stata posta sotto la giurisdizione della Chiesa vetero-cattolica d'Austria. Parrocchie e comunità che un tempo erano parte della missione ultraiactense sono oggi sotto la giurisdizione della Chiesa d'Inghilterra o della Chiesa episcopale americana.

La Chiesa vetero cattolica romana, nella quale si colloca anche la Chiesa ortodossa in Italia (chiesa autocefala nata nel 1991, da non confondere con le chiese ortodosse "storiche", con le quali non è in comunione; oggi nota come Chiesa Vecchio-Cattolica in Italia) dipende invece dalla Chiesa Cattolica Nordica (parte dell'Unione di Scranton), ed è riconosciuta dal Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e dal Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa come una "chiesa ortodossa di rito occidentale"[34].

Cristianesimo ortodosso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cristianesimo ortodosso in Italia.

La Chiesa ortodossa rappresenta in Italia la seconda confessione cristiana dopo la cattolica, con oltre 1.887.300 fedeli[4] di cui circa 900.000 sono della Chiesa ortodossa romena, 150.000 della Chiesa ortodossa ucraina, 90.000 della Chiesa ortodossa moldava e quote minori di altre Chiese ortodosse (russa, russa all'estero, greca, bulgara, serba, montenegrina, macedone, ucraina ecc.). Il suo numero è cresciuto molto nel primo decennio del XXI secolo, a seguito della forte immigrazione da paesi dell'Europa orientale.

Inoltre è presente anche una piccola comunità di ortodossi vecchio-calendaristi che gestiscono il Monastero di San Serafino di Sarov a Pistoia[35].

Cristianesimo ortodosso orientale (monofisismo)[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono presenti piccole comunità e alcuni luoghi di culto delle chiese monofisite (pre-calcedoniane) copta[36], etiope[37], eritrea[38] e armena[39].

Protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Protestantesimo in Italia, Storia della Riforma protestante in Italia e Luteranesimo in Italia.

Il protestantesimo conta in Italia circa 620.000 fedeli compresi gli stranieri, suddivisi in molte confessioni. I pentecostali sono i più numerosi con 250.000 fedeli al 2020[4] e comprendono le Assemblee di Dio in Italia — che costituiscono la più grande organizzazione protestante in Italia — ed altri fedeli suddivisi in altre correnti pentecostali minori fra le quali la Federazione delle chiese pentecostali con circa 50.000 fedeli, la Chiesa apostolica italiana con circa 9.800 membri e le Congregazioni cristiane pentecostali, e chiese legate a specifici gruppi etnici come ad esempio la Chiesa universale del Regno di Dio, legata alla comunità brasiliana.

Seguono le altre confessioni protestanti, soprattutto i "protestanti storici" con 71.000 fedeli nel complesso, contando però in questo numero anche gli anglicani (che generalmente sono invece considerati una corrente a sé stante), oltre che: valdesi, battisti, luterani, metodisti, calvinisti, presbiteriani e altri.[4] Seguono la Chiesa cristiana evangelica dei fratelli o assemblee dei fratelli con 23.900 seguaci, e i "protestanti radicali", quali ad esempio quaccheri e unitariani.[4]

Anglicanesimo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa anglicana è una congregazione eterogenea composta da gruppi più o meno vicini al cattolicesimo o al protestantesimo, storicamente definite nelle due principali correnti di Chiesa Alta (filocattolica) e Chiesa Bassa (filoprotestante)[40]. Oggi le principali correnti sono: anglo-cattolici ("via media"), neo-liberali, riformati, evangelicali, pentecostali/carismatici.

In Italia sono presenti venti cappellanie e congregazioni della chiesa anglicana[41] e delle sue derivazioni episcopali[40] che si stima offrano servizi religiosi a fino a 100.000 persone all'anno[42].

Anabattismo[modifica | modifica wikitesto]

L'anabattismo (da non confondere con il successivo battismo) è un movimento religioso nato in Europa nel XVI secolo, nell'ambito della Riforma radicale, e che presenta notevoli differenze rispetto al protestantesimo "storico".

Anche in Italia sorsero nel Cinquecento, soprattutto nella Repubblica di Venezia, fiorenti comunità anabattiste e nel 1550 ebbe addirittura luogo, a Venezia, un Sinodo anabattista con sessanta delegati[43].

Tuttavia, oggi l'anabattismo è quasi assente in Italia, contando meno di 400 membri[44] suddivisi in diverse congregazioni tra i quali i mennoniti[45].

Restaurazionismo e altri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Restaurazionismo in Italia.

Sebbene le chiese cristiane "storiche" contestino la definizione di "cristiano" per molte confessioni afferenti al restaurazionismo, esse si autodefiniscono generalmente tali. Tra i movimenti del restaurazionismo i più numerosi sono i testimoni di Geova con 425.000 membri al 2020,[46] che iniziarono a stampare la Torre di Guardia già dal 1903, i mormoni con 28.100 fedeli e che nel 2019 hanno inaugurato il grande Tempio di Roma Italia, e le chiese dell'avventismo che contano circa 20.000 membri al 2020. Sono inoltre presenti numerose altre chiese minori, ad esempio gli scismi dei testimoni di Geova, quali la Chiesa del Regno di Dio e altri.

In Italia sono presenti anche movimenti del New Tought e loro derivazioni[47], tra i quali ad esempio il Cristianesimo scientista, presente fin dal 1897[4] e la Scienza religiosa.

Dal 2010 è attiva in Italia anche la Federazione delle Assemblee Rastafariane[48].

Alcune di queste chiese sono legate a specifiche comunità etniche, come ad esempio la Iglesia ni Cristo, tipicamente filippina.

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ebraismo in Italia e Storia degli ebrei in Italia.

La religione più antica presente in Italia è l'ebraismo, di cui a Roma è segnalata una presenza ininterrotta fin dai tempi precedenti la comparsa del cristianesimo. La sinagoga di Ostia Antica, del I secolo e di cui sono oggi visibili resti archeologici, è stata la più antica sede di culto ebraico in Europa occidentale e una dei più antichi luoghi di culto e della diaspora ebraica, posteriore solo alla sinagoga di Delo[49]. La seconda più antica d'Italia, di cui sono stati rinvenuti resti, è stata invece la Sinagoga di Bova Marina, del IV secolo[50].

La comunità ebraica in Italia si aggira intorno alle 41.500 persone nel 2020, di cui 5.000 sono stranieri residenti.[4]

Esempi di luoghi di culto e altri significativi luoghi ebraici in Italia

Ebraismo ortodosso[modifica | modifica wikitesto]

L'Ebraismo ortodosso (da non confondere con il successivo Ebraismo Ultraortodosso, cioè le varie correnti del Charedì, Chassidismo e Ortodossia Moderna) è la denominazione più antica e maggioritaria dell'ebraismo rabbinico. La maggior parte delle comunità italiane aderenti all'Unione delle comunità ebraiche si riferiscono a questa scuola.

Ebraismo riformato[modifica | modifica wikitesto]

L'Ebraismo riformato, chiamato anche Liberale o Progressista, ha avuto origine nel XIX secolo in Germania. In Italia sono presenti comunità ebraiche riformate a Milano, Firenze e Roma.

Ebraismo ultraortodosso[modifica | modifica wikitesto]

L'Ebraismo ultraortodosso è un insieme di correnti religiose tra le quali Charedì, Chassidismo e Ortodossia Moderna, che si basano su una strettissima osservanza di precetti religiosi. In Italia esistono piccole comunità e luoghi di culto ultraortodossi, specialmente del movimento Chabad Lubavitch[51] (ramificazione del Chassidismo), che è presente a Bologna, Camaiore (LU), Firenze, Milano, Roma, Trieste, Valenza (AL) e Venezia[52].

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Islam in Italia.

La storia dell'Islam in Italia ha radici antiche ed è legata al dominio arabo sulla Sicilia tra l'827 e il 1091; successivamente la presenza musulmana scomparve, ma negli ultimi decenni il numero di fedeli è cresciuto in Italia anche a seguito dell'immigrazione proveniente dai paesi islamici. L'Islam è la seconda religione più numerosa in Italia dopo il cattolicesimo, con circa 2.200.000 fedeli, ma dei quali solo 457.500 sono cittadini italiani al 2020[4]. L'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (UCOII) è la più diffusa e radicata organizzazione islamica italiana riunendo 122 associazioni sia territoriali sia di settore e gestendo circa 80 moschee e 300 luoghi di culto non ufficiali.[53]

Il primo luogo di culto islamico moderno in Italia fu un piccolo locale in pieno centro storico di Perugia, chiamata "moschea di Via dei Priori", tuttora in funzione. Sempre negli anni '70, a Roma nacque il Centro culturale islamico d'Italia (CCII), con l'appoggio e il coinvolgimento degli ambasciatori di paesi sunniti presso l'Italia o la Santa Sede. Al CCII si devono i primi progetti per la Grande Moschea di Roma, realizzati dell'architetto Paolo Portoghesi a partire dal 1974. La mosche fu poi costruita tra il 1984 e il 1995.

Nel 1980 fu invece inaugurata a Catania la prima moschea ufficiale italiana, la Moschea di Omar, oggi chiusa in quanto sostituita nel 2012 dalla Moschea della Misericordia.

Esempi di luoghi di culto e altri significativi luoghi islamici in Italia

Sunnismo[modifica | modifica wikitesto]

La quasi totalità dei musulmani in Italia sono sunniti e per la maggior parte, circa il 60%, arrivati in Italia dai paesi balcanici (in maggioranza da Albania, Kosovo e Bosnia ed Erzegovina), in seguito alle instabilità politico-sociali venutesi a creare nelle regioni dopo le guerre jugoslave e la guerra del Kosovo;

Sciismo[modifica | modifica wikitesto]

Si stima il numero complessivo di sciiti in Italia in 15.450 unità, cioè circa l'1,48% del totale dei musulmani[54]. Le due principali associazioni[55] di questa corrente sono l'Associazione Islamica Ahl-al-Bait[56] e l'Associazione islamica Imam Mahdi[57].

Sufismo[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti anche confraternite sufi, tra le quali la Muridiyya che secondo una stima riunisce circa due terzi dei senegalesi in Italia[58].

Ahmadiyya[modifica | modifica wikitesto]

L'Ahmadiyya è un movimento religioso musulmano, nato nel 1889 a Qadian, nel Punjab, e oggi diffuso a livello internazionale. In Italia il movimento è registrato come associazione, con il nome di “The Ahmadiyya Muslim Jama’at Italia”, con sede nazionale a San Pietro in Casale (BO)[59].

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Buddhismo in Italia.

Il buddhismo in Italia ha una storia relativamente recente, legata agli sviluppi culturali e sociali del XX secolo, fin dalle attività della Società Teosofica. L'interesse per il buddhismo, tuttavia, si afferma in maniera consistente in Italia soprattutto a partire dagli anni '60 e '70, da una parte grazie alle numerose traduzioni di testi chiave delle diverse scuole buddhiste — ma anche con il contributo di popolari opere letterarie e cinematografiche come Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci, dall'altra tramite il crescente influsso migratorio proveniente da paesi come Cina e Sri Lanka.

In base ai dati statistici del CESNUR, nel 2020 vi erano nella penisola italiana 208.800 buddhisti tra i cittadini italiani, cui vanno aggiunti i 124.000 buddhisti tra i residenti stranieri di origine asiatica/estremo-orientale, per un totale di 332.000 buddhisti che rappresentano lo 0,55% della popolazione della penisola.[4]

In Italia sono presenti diverse correnti del Buddhismo, la maggior parte delle quali, come ad esempio Theravāda, Mahāyāna, Vajrayāna, Zen e Seon, si sono riunite nel 2000 nell'Unione Buddhista Italiana,con sede a Roma[60].

Esempi di luoghi di culto e altri luoghi significativi delle diverse correnti buddhiste in Italia

Buddhismo Theravāda[modifica | modifica wikitesto]

Il buddhismo Theravāda è particolarmente diffuso tra la comunità srilankese. In Italia è presente dagli anni '90 con lcuni monasteri tra i quali il Santacittarama di Sezze (LT), aperto nel 1990[61].

Buddhismo cinese[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni afferenti al buddhismo cinese, principalmente Mahāyāna, sono ampiamente diffuse tra i cinesi in Italia. A tali tradizioni appartengono numerosi templi tra i quali il Tempio Buddhista Cinese Putuoshan dell'Esquilino, il Tempio Buddhista Huayi, anch'esso a Roma e il Tempio Buddhista Puhua di Prato.

Buddismo tibetano[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto concerne le tradizioni buddhiste tibetane, cioè Mahāyāna e Vajrayāna, in Italia sono presenti prestigiose istituzioni, quali ad esempio l'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (PI) e Merigar West (Tempio della Grande Contemplazione), ad Arcidosso (GR), nel cui perimetro sorge anche un grande stūpa.

Buddhismo giapponese e zen[modifica | modifica wikitesto]

Il buddismo giapponese tradizionale è rappresentato in Italia soprattutto dalle correnti zen e Nichiren (di origine Mahāyāna). Questa tradizione religiosa si è evoluta a partire dalla tradizione Mahāyāna, prima in Cina e poi nel sud-est asiatico e in Giappone. In Italia sono presenti numerosi templi dove si pratica questa forma di buddhismo, ad esempio il tempio Shinnyoji di Firenze, afferente al monastero giapponese Daijoji[62]. La comunità Enso-ji Il Cerchio gestisce due monasteri della scuola zen Sōtō-shū: uno a Milano e uno a Berceto, nei pressi di Parma.

Sono presenti anche organizzazioni afferenti al buddhismo Nichiren quali la la Nichiren-shū, che ha un proprio Tempio (Tempio Renkoji) a Cereseto; la Nipponzan Myohoji, che ha provveduto all'edificazione di un grande stūpa e la Honmon Butsuryu Shu, già afferente alla Japan Buddhist Federation e che nel 2014 è entrata a far parte dell'Unione buddhista italiana, che conta un tempio principale (Kofuji) a Firenze e diverse comunità sul territorio.

Soka Gakkai[modifica | modifica wikitesto]

Il Soka Gakkai è un nuovo movimento religioso[63] che si è separato dal Nichiren Shōshū giapponese[63] e che in Italia conterebbe fino a 85.000 fedeli.[60] Pur essendo membro dell'Unione Buddhista Europea, non è parte dell'Unione Buddhista Italiana.

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Induismo in Italia.
Prabhupada Desh, tempio Hare Krishna ad Albettone (VI).

L'altra religione di origine indica, l'induismo, in Italia è praticata quasi esclusivamente da residenti originari dal subcontinente indiano, 163.000 al 2020, mentre i cittadini italiani indù sono 50.000, per un totale di 213.000 induisti nella penisola italiana, lo 0.35% della popolazione[4], inclusi anche i membri del movimento Hare Krishna e dei vari gruppi del Viṣṇuismo gauḍīya[64]. In Italia sono presenti numerose scuole induiste afferenti a diverse tradizioni[65].

Induismo tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Ad Altare (SV) si trova il monastero induista tradizionale Swaami Gitananda Ashrama Marici[66], che comprende il grande matha (tempio) di Śrī Lalitā Maha Tripurasundarī[67]. Sono inoltre presenti in Italia alcuni templi, tra i quali Shri Hari Om di Pegognana[68].

Hare Krishna e altri movimenti neoinduisti[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono presenti diversi movimenti neoinduisti, tra i quali il principale è quello Hare Krishna, presente con nove centri[69].

Nel paese si annoverano anche affiliati ai movimenti Self-Realization Fellowship Ananda Marga e seguaci degli insegnamenti di Sathya Sai Baba.

Sikhismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sikhismo in Italia.
Il gurdwara Singh Sabha di Reggio Emilia

Nel corso del XIX e XX secolo si sono diffusi in Italia altri movimenti religiosi, in particolare il sikhismo, anche a causa della forte immigrazione. I sikh e movimenti da essi derivati contano 21.500 aderenti nel 2020.[4] Il sikhismo è una religione monoteista, e il loro libro sacro è il Guru Granth Sahib Ji.

In Italia sono presenti circa 40 gurdwara (templi).

Altre religioni orientali e iraniche[modifica | modifica wikitesto]

Al 2020, il CESNUR stima a circa 98.000 i seguaci di altre religioni orientali, includendo in questo gruppo le religioni cinesi, le religioni giapponesi (3.600), tra le quali il Sûkyô Mahikari, e lo zoroastrismo iraniano.[4] Varie forme di religione tradizionale cinese contano fedeli tra i cinesi residenti in Italia.[70] Sarebbero presenti anche un centinaio di seguaci del Falun Gong,[71] che anche in Italia veicola il proprio credo tramite le performance della compagnia teatrale Shen Yun Performing Arts.[72] Inoltre è presente una comunità bahá'í di circa 4.500 persone.[4] Invece, a differenza di altri paesi europei, in Italia è quasi totalmente assente il giainismo.

Bahaismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bahai in Italia.

La fede bahá'í è è una religione monoteistica nata in Iran durante la metà del XIX secolo, i cui membri seguono gli insegnamenti di Bahá'u'lláh (1817-1892). Questa religione è presente in Italia dagli inizi del Novecento, portata da credenti americani e iraniani che soggiornavano nella penisola durante i loro pellegrinaggi per raggiungere 'Abdu'l-Bahá in Terra Santa. La comunità bahá'í in Italia si aggira intorno alle 4.500 persone nel 2020, presenti in 300 località sparse sul territorio nazionale.[4]

Radha Soami[modifica | modifica wikitesto]

Il Radha Soami è una religione nata a fine XIX secolo, che si pone come sintesi tra il Sikhismo (religione contenente anche elementi dell'Islam Sufi) e l'Induismo di corrente Sat Mat. La sua classificazione è oggetto di controversie tra chi la considera una religione a sé stante e chi una branca del Sikhismo. Talvolta è invece considerata un'organizzazione induista. In Italia sono presenti dagli anni '70 con quattro gruppi.[73].

Taoismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Taoismo in Italia.

Il taoismo è rappresentato in Italia da alcune organizzazioni: la Chiesa Taoista d'Italia fondata nel 2013 dal maestro Li Xuanzong (Vincenzo di Ieso), l'Associazione taoista italiana fondata nel 2015 dal gran maestro cinese You Xuande e presieduta dal maestro You Lidao (Giuseppe Siani), e l'associazione Il Grande Risveglio retta dal maestro Chen Feilong (Marco Montagnani). La Chiesa taoista d'Italia e l'Associazione taoista italiana afferiscono entrambe al taoismo della scuola Xuanwu dei Monti Wudang (Wǔdāng Xuánwǔ pài). L'associazione Il Grande Risveglio rappresenta invece la dottrina sincretica della Via per Rinvenire l'Autentico (Xiu Zhen Dao), di base taoista, ma integrante altre tradizioni cinesi e non cinesi.

La Chiesa taoista d'Italia ha sede a Caserta presso il Tempio della Suprema Armonia. L'Associazione taoista italiana ha sede a Roma e ha contribuito alla fondazione dell'Associazione taoista europea nel 2017, con sede in Sardegna. L'associazione Il Grande Risveglio ha sede a Chiusi della Verna (AR), presso il Tempio delle Sei Armonie, fondato nel 2012 e residenza di una comunità semi-monastica.

Yiguandao[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione religiosa cinese Yiguandao è presente tra i Cinesi in Italia. Il primo luogo di culto dello Yiguandao è stato inaugurato nel 2011 nel quartiere di Torpignattara di Roma.[74] Lo Yiguandao affonda le radici in un'antica tradizione cinese di organizzazioni religiose popolari di salvazione: il culto è reso alla Venerabile Madre Eterna (Wúshēng Lǎomǔ), matrice suprema primordiale anche detta Splendente Deità Suprema (Míngmíng Shàngdì), attraverso una serie di intermediari tra cui il dio delle arti marziali Guangong e la dea della misericordia Guanyin. Lo Yiguandao è anche caratterizzato da una dottrina millenaristica rappresentata da Maitreya, atteso come futuro messaggero della Madre Eterna.

Shintoismo[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene in Italia non ci siano luoghi di culto ufficiali dello Shintoismo giapponese affiliati alla Jinja Honcho del Giappone, a Massarosa (LU) è presente un jinja (santuario shintoista) dedicato ad Amaterasu, la dea del sole, edificato dalla Fondazione Scibetta e cosiddetto "galleggiante" perché il sacrario principale è costruito su un isolotto artificiale in un laghetto. L'intera area sacra è accessibile passando attraverso un torii[75] dal quale parte il sandō che conduce alla parte più sacra dell'area. In prossimità dell'ingresso, è presente anche un chōzuya (tempietto per i riti di purificazione)[76]. Il luogo di culto è indicato anche come "tempio buddhista shintoista"[77], secondo la tradizione shinbutsu shūgō.

Rajneeshismo[modifica | modifica wikitesto]

Tra i nuovi movimenti religiosi, il movimento di Osho Rajneesh (i cosiddetti "arancioni"), spiritualità con caratteristiche sincretiche di origine gianista ma che incorpora elementi di svariate tradizioni e filosofie, è tra i più significativi numericamente[78], contando secondo alcune stime fino a 4.000 aderenti[4].

Movimenti del potenziale umano, religioni ufologiche, New Age e Next Age[modifica | modifica wikitesto]

Il CESNUR al 2020 stima 30.000 membri di movimenti del potenziale umano tra scientology (che è anche una religione ufologica, cioè la cui fede si basa su entità aliene), e 20.000 membri di movimenti New Age e Next Age, comprendente una grande varietà di organizzazioni che combinano sincreticamente concetti tratti dalle religioni storiche.[4]

Tra le realtà New Age più significative, si annovera la Federazione Damanhur, a Vidracco (TO), dove è presente anche il Tempio dell'Umanità.

Un'altra religione ufologica della quale è presente in Italia un piccolo gruppo di seguaci è il movimento raeliano.

Antica sapienza esoterica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati forniti dal CESNUR nel 2020 circa 13.300 persone aderiscono a movimenti di "antica sapienza esoterica". Tra questi: 2.850 teosofi, 2.100 rosacrociani, 2.000 martinisti, ermetici, kremmerziani e aderenti ad altri gruppi di magia cerimoniale e della via della mano sinistra o della mano destra, come ad esempio quelli di derivazione thelemica[79] che ebbero proprio in Italia uno dei loro principali centri, 1.500 gnostici, 1.000 spiritisti, e 350 satanisti.[4]

Di questi ultimi sono presenti sia organizzazioni strutturate, anche a diffusione internazionale, come ad esempio l'Ordine dei Nove Angoli o il Tempio di Set, di impostazione laveyana, sia piccoli gruppi locali. Nonostante l'esiguità del loro numero, hanno avuto grande eco mediatica a causa dei terribili omicidi rituali commessi da alcuni di loro, tra i quali i più noti sono quelli delle Bestie di Satana tra il 1998 ed il 2004 e il martirio di una suora cattolica a Chiavenna nel 2000 ad opera di tre sataniste.

Sono infine presenti numerosi circoli archeosofici e altri gruppi minoritari, quali ad esempio quelli di derivazione gurdjieffiana[80].

Neopaganesimo, neodruidismo, neosciamanesimo e neostregoneria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Neopaganesimo in Italia.
Tempio neopagano di Minerva Medica a Pordenone, costruito dall'Associazione Tradizionale Pietas[82]

Secondo i dati del CESNUR nel 2020 in Italia vi erano circa 3.200 aderenti a religioni neopagane, neodruidiche, neosciamaniche o di neostregoneria.[4]

Il neopaganesimo romano-italico è rappresentato dalla Via romana agli dei, cui aderiscono organizzazioni come l'Associazione Tradizionale Pietas, Communitas Populi Romani, il Movimento Tradizionale Romano, la Societas Hesperiana pro Culto Deorum, e la Federazione Pagana di Claudio Simeoni.

Vi sono poi neopagani afferenti ad altre religioni europee, come l'etenismo germanico cui aderiscono la Comunità Odinista, il Tempio del Lupo (Wolfsangismo), l'associazione Άsa-Ódhinn (ramo italiano dell'Asatru Folk Assembly), l'Associazione Bosco di Chiatri e la Tribù Winniler – Cerchio Bragafull (Vanatrú); il kemetismo tradizionalista rappresentato dall'associazione del Kemetismo ortodosso solare; il druidismo rappresentato dal Cerchio Druidico Italiano, dall'Ordine Druidico Italiano Bosco dell'Awen e dai Movimento Spirituale Riformato dei Nativi d’Insubria (Celtismo) e l'ellenismo[83].

Tra i movimenti classificabili come neosciamanici, sono presenti in Italia alcuni piccoli gruppi che si rifanno al misticismo dell'America precolombiana[84] e altri afferenti al Movimento della Dea, come il Tempio della Grande Dea[85] di Roma e il Tempio della Dea a Torino[86] ed a Sassari.

Per quanto riguarda la neostregoneria, la wicca è presente con coven appartenti a diverse tradizioni: wicca britannica tradizionale (gardneriana e alexandriana), Black Forest, Tempio di Ara, Fratellanza Minoica, NY Wica Tradition, seax-wica, wica italica, Tempio di Callaighe e Wicca dianica. Dal 2002 è attivo il Circolo dei Trivi, una delle prime associazioni wiccan italiane, che gestisce il Tempio della Luna a Milano.

Religioni tradizionali africane e afroamericane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle comunità di immigrati africani, come ad esempio quella nigeriana, si annoverano alcuni seguaci di religioni tradizionali, come il Juju e altre religioni animiste.

Sono presenti in Italia anche piccole comunità di fedeli di religioni afroamericane a altre religioni sincretiche come la Santeria[87], l'Umbanda[88], il Vudù[89], il Canbomblé[90], la Chiesa del Santo Daime[91], il culto della Santa Muerte[92] e altri ancora.

Le religioni tradizionali, animiste e sincretiche africane e afroamericane, sebbene molto minoritarie anche tra gli stessi immigrati africani, hanno avuto grande eco sui mass media[93], anche a seguito di indagini di polizia che hanno riguardato la malavita africana in Italia[94].

Irreligiosità, ateismo e agnosticismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irreligiosità in Italia.

Secondo il sondaggio SWG del 2021, i credenti senza religione di riferimento sarebbero l'8% della popolazione[10]. Essi sono costituiti da variegate forme di spiritualità non istituzionale, come ad esempio i deisti[95].

In Italia esistono anche organizzazioni di ateismo, umanesimo secolare e agnosticismo, quali l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti e l'Associazione nazionale del libero pensiero "Giordano Bruno".

Non vi sono dati precisi circa la consistenza numerica degli atei e degli agnostici, in quanto entrambe le categorie sono spesso mescolate tra loro e con la categoria generica dei non religiosi (che può comprendere anche credenti che non si identificano in nessuna religione istituzionale).

Secondo il sondaggio Ipsos del 2017, gli italiani che non si identificano in nessuna religione (compresi credenti che non aderiscono nessun culto in particolare, atei e agnostici) sarebbero il 22.6% degli italiani, pari a circa 13 milioni di persone,[1]

Concordato e Intese[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Concordato e Intesa.

La costituzione italiana sancisce il diritto per tutti di professare liberamente qualunque fede religiosa (art. 3, 19, 20 e 21), tuttavia i rapporti tra lo stato con le singole confessioni religiose vengono regolati da appositi accordi, richiamati nell'art. 7 per la Chiesa Cattolica e nell'art. 8 per tutte le altre confessioni non cattoliche. Per quanto riguarda la prima, tale accordo prende il nome di Concordato, redatto nel 1929 (Patti Lateranensi) e modificato nel 1984. Gli accordi con le altre religioni prendono invece il nome di Intese e possono essere richieste con apposita procedura da tutti gli enti di culto, dotati di personalità giuridica, che abbiano chiesto e ottenuto lo status di "confessione religiosa" in base alla legge 1159/1929[96] e al suo regolamento di attuazione, il regio decreto 28 febbraio 1930, n.289[97].

La Chiesa Cattolica e le confessioni che hanno stretto un'Intesa godono di diversi vantaggi, tra i quali la ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF. Si possono inoltre dedurre ai fini fiscali atti di liberalità fino a 1032,91 € a loro favore[98].

Intese approvate con legge ai sensi dell'art. 8 della Costituzione[modifica | modifica wikitesto]

Intese firmate e mai perfezionate[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni casi, come ad esempio con l'UCOII, non si è ancora riusciti ad arrivare ad una bozza di intesa nonostante l'apertura delle trattative[99][100], mentre in altri, esse sono state firmate ma successivamente non sono perfezionate dal parlamento, e pertanto non sono mai entrate in vigore:

  • Congregazione cristiana dei testimoni di Geova (conclusa il 20 marzo 2000, revisione conclusa il 4 aprile 2007).
  • terza revisione dell'intesa con l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno (conclusa il 23 aprile 2004, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
  • terza revisione dell'intesa con la Tavola Valdese (conclusa il 27 maggio 2005, revisione conclusa il 4 aprile 2007)

Intese firmate e in attesa di perfezionamento legislativo[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente risultano firmate e in attesa di perfezionamento legislativo le seguenti intese[101]:

Enti di culto ufficialmente riconosciuti come confessione religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lista di enti di culto acattolici disciplinati dalla legge 1159/1929.

Ad oggi, alcune altre decine di enti di culto sono riconosciuti ufficialmente come confessione religiosa in base alla legge 1159/1929, passo necessario per la successiva eventuale stipula di un'intesa con lo stato italiano. Qualunque ente di culto può fare domanda di riconoscimento sottoponendo il proprio statuto al prefetto della provincia dove ha sede, il quale avvierà la pratica. In caso di esito positivo della stessa, verrà emanato un apposito decreto del presidente della repubblica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g I cattolici tra presenza nel sociale e nuove domande alla politica - novembre 2017 (PDF), in Ipsos MORI, 17 novembre 2017. URL consultato il 22 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2018).
  2. ^ Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana che apporta modificazioni al Concordato Lateranense.
  3. ^ a b c d e f g h i Italia sempre meno religiosa, in cinque anni credenti diminuiti del 7%, su Tgcom24, 10 maggio 2019. Per comparazione: Doxa 2019, Doxa 2014.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Massimo Introvigne, PierLuigi Zoccatelli. "Dimensioni del pluralismo religioso in Italia" (archiviato). CESNUR, aggiornato al 2020. Enumerazione dei membri delle religioni tra cittadini italiani e residenti stranieri.
  5. ^ Eurispes 2006
  6. ^ Rapporto Eurispes: sempre più italiani si dicono cattolici non praticanti, in Toscana Oggi. URL consultato il 17 aprile 2017.
  7. ^ a b Special Eurobarometer 516, in Eurobarometro Speciale, Unione europea, Commissione europea, 2021. URL consultato il 24 settembre 2021. Ospitato su European Data Portal (Volume C: Country/socio-demographics: IT: Question D90.2.).
  8. ^ "Rapporto Italia 2006". Istituto Eurispes.
  9. ^ a b c Rapporto Italia 2016. Istituto Eurispes. Indagine condotta sui soli cittadini italiani.
  10. ^ a b c Sondaggi SWG, diminuiscono i cattolici, ma aumentano i superstiziosi, su Termometro Politico, 21 luglio 2021.
  11. ^ Rapporto Italia 2010, su eurispes.it. URL consultato il 22 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2010).
  12. ^ Sondaggio BiDiMedia: l'orientamento religioso degli italiani, su Sondaggi BiDiMedia, 16 aprile 2021.
  13. ^ ZA7500: European Values Study 2017: Integrated Dataset (EVS 2017), su zacat.gesis.org. URL consultato il 20 agosto 2019.
  14. ^ Eurobarometer 90.4 (December 2018): Attitudes of Europeans towards Biodiversity, Awareness and Perceptions of EU customs, and Perceptions of Antisemitism, in Eurobarometro Speciale, Unione europea, Commissione europea, 2018. URL consultato il 9 agosto 2019. Ospitato su GESIS – Leibniz Institute for the Social Sciences.
  15. ^ a b c (EN) Being Christian in Western Europe - Results, p.22 (PDF), in Pew Research Center, 29 maggio 2018. URL consultato il 1º giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2019).
  16. ^ Sondaggio Community Media Research, La Stampa, "A quale confessione religiosa senti di appartenere? (?)" (PDF), su communitymediaresearch.it.
  17. ^ DISCRIMINATION IN THE EU IN 2015, in Eurobarometro Speciale, 437, Unione europea, Commissione europea, 2015. URL consultato il 15 ottobre 2017. Ospitato su GESIS.
  18. ^ Osservazioni religiose: Aspetti della vita quotidiana: Regioni e tipo di comune, su ISTAT, 2018.
  19. ^ APPARTENENZA E PRATICA RELIGIOSA TRA I CITTADINI STRANIERI, Anno 2011-2012 (PDF), su istat.it.
  20. ^ XXX RAPPORTO IMMIGRAZIONE CARITAS-MIGRANTES (PDF), su migrantes.it.
  21. ^ XXIX Rapporto Immigrazione 2020 (PDF), su migrantes.it.
  22. ^ Dossier Statistico Immigrazione 2021 (PDF), su dossierimmigrazione.it.
  23. ^ Dossier Statistico Immigrazione 2020 (PDF), su dossierimmigrazione.it.
  24. ^ Dossier Statistico Immigrazione 2019 (PDF), su dossierimmigrazione.it.
  25. ^ Dossier Statistico Immigrazione 2018 (PDF), su dossierimmigrazione.it.
  26. ^ 20 curiosità sul Duomo di Milano, la chiesa più grande d'Italia, su Aleteia.org - Italiano, 15 novembre 2018. URL consultato il 3 dicembre 2021.
  27. ^ Chiesa Russa di Sanremo, su chiesarussasanremo.it.
  28. ^ Super User, Primo Tempio Mormone a Roma, su dimarzio.info. URL consultato il 3 dicembre 2021.
  29. ^ Rapporto Italia 2006, su Eurispes, p. 1114. URL consultato il 24 marzo 2019.
  30. ^ Quanti sono i preti della Chiesa cattolica? (PDF), su sovvenire.chiesacattolica.it.
  31. ^ In Italia ci sono sempre meno frati e suore, su lastampa.it, 8 gennaio 2014. URL consultato il 7 luglio 2022.
  32. ^ Greco-cattolici ucraini: in Italia 145 comunità e 62 sacerdoti. Fedeli in aumento, su agensir.it.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Legge 24 giugno 1929, n. 1159 - Disposizioni sull'esercizio dei culti ammessi nello Stato e sul matrimonio celebrato davanti ai ministri dei culti medesimi.
  • Regio Decreto 28 febbraio 1930, n. 289 - Norme per l'attuazione della legge 24 giugno 1929, n. 1159, sui culti ammessi nello Stato e per il coordinamento di essa con le altre leggi dello Stato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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