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Culto degli antenati

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Altare del sacrificio all'interno di un tempio ancestrale del lignaggio Tong, a Qiantong, provincia dello Zhejiang.

L'espressione culto degli antenati o culto degli avi si riferisce a quei sistemi di pratiche e dottrine religiose che prevedono il culto reso a persone divine considerate fondatrici e generatrici di un lignaggio familiare o di una tradizione spirituale. In tali sistemi l'antenato è una divinità e continua a vivere nel lignaggio che ha generato, i suoi discendenti costituendone il corpo manifesto. Il culto reso all'antenato è considerato influire positivamente sulla vita dei singoli discendenti mentre la cessazione di tale culto è considerata portare alla dissoluzione dei legami morali. L'esempio paradigmatico di tale forma di religiosità è quello, molto sviluppato, proprio della religione tradizionale cinese, ma il culto degli antenati si trova anche in altre culture. Non è da confondersi con la commemorazione dei morti propria della tradizione cristiana, nella quale il progenitore (in genere la commemorazione è riservata ai soli ascendenti immediati e non a mitici fondatori divini) non è considerato essere influente sulla vita dei discendenti.

Nell'Estremo Oriente[modifica | modifica wikitesto]

In Cina, il culto degli antenati (拜祖 bàizǔ, o 敬祖 jìngzǔ), ha lo scopo di onorare l'antenato comune a un lignaggio familiare o una tradizione spirituale più ampia, come quella di un intero gruppo di lignaggi costituenti un popolo, oppure ancora la tradizione spirituale di un fenomeno religioso di tipo non-genealogico. Anche gli dèi del mondo circostante sono considerati degli antenati, antenati degli stessi antenati umani in quanto garanti dell'ordine circostante che accolse questi ultimi e i loro atti di fondazione. Nella scala dei valori della morale cinese tradizionale, la pietà filiale (che comprende la venerazione degli antenati prossimi e dei progenitori antichi), 孝 xiào, è la principale. L'uomo pietoso riconosce e onora nei genitori, negli anziani e negli antenati la causa ultima della propria esistenza. In questo senso, la venerazione per gli antenati in Cina è elemento fondamentale nel Confucianesimo. Vengono allestiti altari in templi in onore degli antenati, nei quali si svolgono riti religiosi, offerte e sacrifici, almeno in specifiche festività (per esempio durante il Qingming).

Nell'Antico Egitto[modifica | modifica wikitesto]

Gli Antichi Egizi credevano in una vita ultraterrena raggiungibile dopo diverse prove. Si paragonavano i morti a degli Dei e si credeva potessero fare qualsiasi cosa. Si credeva che se un uomo avesse subito un dispetto da qualcuno e fosse morto prima, potesse vendicarsi rinascendo sotto forma di animale feroce, infliggendo punizioni severissime

« Mi trasformerò in uccello dorato e ti piomberò addosso e col becco ti staccherò la testa »

(Tutankhamon)

« Sarai morso dal serpente, punto dallo scorpione, calpestato dall'ippopotamo, sbranato dal leone e ingoiato dal coccodrillo »

(tomba della moglie di un architetto)

Perciò gli egizi dettero grande importanza al culto dei morti, per assicurarsi la benevolenza dei defunti.

I defunti potevano anche apparire in sogno e avvertire la gente di un tremendo futuro

Le lettere ai Morti[modifica | modifica wikitesto]

Proprio per assicurarsi la benevolenza dei morti e per scoprire il futuro gli egizi inventarono le lettere ai morti in cui si scriveva ai cari deceduti per salutare o per fare una richiesta.

« Stai bene? l'Occidente si prende cura di te? »

(lettere ai morti)

« Per favore, fammi avere un figlio sano »

(lettere ai morti)

« Mi riconosci? Sono Ankhesenamon, la sorella tua che tanto hai amato! Perché mi hai lasciata sola in questo mondo‽‽‽ Oh, perché sei partito per questo viaggio senza ritorno verso occidente senza portare anche me! »

(Lettera al morto scritta a Tutankhamon da sua moglie)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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