Religione popolare cinese

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Tempio di Xuanyuan a Huangling, Yan'an, Shaanxi, dedicato al culto di Huangdi, il Dio Giallo.
Tempio del Dio del Confine a Wenao, Magong, Taiwan.
Il Tempio della Dea Madre del Fiume Giallo (黄河女神 Huánghé Nǚshén), centro di culto di un nuovo sobborgo residenziale della città di Qingtongxia, in Ningxia.
Altare di Tudigong, il Signore della Terra Locale, a Quanzhou, in Fujian.

La religione tradizionale cinese, a volte detta Shenismo (神教S, ShénjiàoP), è la religione etnica dei Cinesi Han, consistente nel culto degli "shen" ( shén, "dèi" o "spiriti", i principii che generano e formano — concetto 申 shēn — gli enti), che possono essere divinità della natura e del luogo, antenati deificati come gli dèi dei lignaggi (clan), dei villaggi o delle città, della nazione cinese (eroi culturali), o gli antenati della famiglia. Tali dèi e spiriti sono considerati forme medianti del Tian (), il Cielo, che regola i fenomeni naturali e umani. Il drago (S, lóngP) è considerato un simbolo della potenza generativa nel suo principio yang (maschile, ordinatore). Narrative sacre riguardanti le più importanti di queste divinità sono state codificate nel corso del tempo nella mitologia cinese.

Della stessa tipologia e fortemente influenzate dalla religione cinese, anche se differenti per locazione geografica e contenuti etnici e storico-mitologici, sono le religioni Shinto giapponesi e quelle tradizionali vietnamite.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Tali culti sono sovente categorizzati come "Taoismo", poiché il Taoismo è scaturito da un processo di formalizzazioni dottrinali di idee già contenute nella religiosità indigena cinese; inoltre nei secoli le istituzioni taoiste hanno giocato un ruolo di amministrazione, e spesso assimilazione, dei culti locali. Il Confucianesimo nel suo aspetto religioso coincide con il culto degli antenati mediatori del Tian.

Il Confucianesimo imperiale tollerò i culti popolari, in modo non dissimile da quanto avvenne nel mondo greco antico nel rapporto tra scuole filosofiche e religione tradizionale greca. Anche se ciò avvenne in modo specularmente opposto, ovvero: nell'antica Grecia la filosofia era un fatto privato e la religione un fatto pubblico; in Cina la religione popolare era un fatto privato mentre la dottrina canonica era un fatto pubblico.[1] Osservando certi aspetti della religione tradizionale, s'evince che l'ideologia ufficiale dell'impero, colle sue caratteristiche burocratiche, l'ha sicuramente condizionata.[2]

Secondo statistiche riferite al 2010, in Cina la religione tradizionale è praticata da 932 milioni di persone (70%), di cui 173 milioni (13%) in un inquadramento rituale e/o dottrinale taoista.[3] A Taiwan, secondo statistiche del 2005, il 33% della popolazione si identifica come "taoista", comprendendo in tale definizione anche i culti locali.

I moti rivoluzionari e riformatori della Cina moderna cercarono di eliminare questa religione, ma a partire dagli anni 1980 ha vissuto una rinascita sia in Cina che a Taiwan. Oggi alcuni culti di importanza nazionale sono celebrati dal governo cinese, tra questi il culto della dea Mazu nella Cina meridionale, il culto di Huangdi (l'"Imperatore Giallo", venerato come patriarca di tutti i Cinesi, i "Figli del Drago") e Yandi, il dio dell'agricoltura Shennong, Pangu, Caishen, l'Imperatore di Giada e altre divinità.

Sette popolari[modifica | modifica wikitesto]

Un tempio della setta Yiguandao (一貫道 "Via Persistente") presso le popolazioni cinesi di Batam, in Indonesia.

Nell'alveo della religione tradizionale sono emerse, a partire dalla dinastia Song ma con una diffusione di massa a partire dal XX secolo, un enorme numero di gruppi organizzati che combinano elementi del pantheon e della cosmologia tradizionali con elementi di dottrina e morale ispirati a modelli buddisti, confuciani e taoisti.

Le maggiori tradizioni di sette comprendono il Baguaismo (八卦教 Bāguàjiào), il Luoismo (罗教 Luójiào), la Chiesa dell'Altissimo Supremo (太上会 Tàishànghuì), la Chiesa del Cielo e della Terra (天地会 Tiāndìhuì), la Chiesa Armoniosa della Tri-Unità (三一教协会 Sānyī jiào xiéhuì), lo Zailiismo (在理教 Zàilǐjiào), la Via del Cielo Anteriore (先天道 Xiāntiāndào), la Chiesa Universale della Via e della sua Virtù (万国道德会 Wànguó Dàodéhuì), il Tiandiismo (天帝教 Tiāndìjiào), la Tradizione Confuciana della Via agli Dèi (儒宗神教 Rúzōng Shénjiào), e vari altri gruppi maggiori e sottogruppi.

Secondo rapporti del governo cinese, che a partire dagli anni 1980 iniziò a tollerare l'esistenza di queste organizzazioni e a partire dagli anni 2000 a conferirvi riconoscimenti formali a livello provinciale, esse costituiscono la principale forma di religione organizzata nella Cina contemporanea.[4] Queste religioni hanno trovato una forte espansione non solo in Cina, ma anche a Taiwan e tra le popolazioni di cinesi espatriati in tutta l'Asia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Max Weber, Sociologia della religione, II, pag. 237.
  2. ^ Brunori, p. 251
  3. ^ 2010 Chinese Spiritual Life Survey conducted by Dr. Yang Fenggang, Purdue University's Center on Religion and Chinese Society. Statistics published in: Katharina Wenzel-Teuber, David Strait. People's Republic of China: Religions and Churches Statistical Overview 2011. Religions & Christianity in Today's China, Vol. II, 2012, No. 3, pp. 29-54, ISSN: 2192-9289.
  4. ^ 大陆民间宗教管理变局 Management change in the situation of mainland folk religion. Phoenix Weekly, July 2014, n. 500. Pu Shi Institute for Social Science: full text of the article.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Brunori, La Cina. Storia e civiltà del Paese di Mezzo, Milano, Mursia, 1988.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]