Corythosaurus

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Corythosaurus
Carnegie Corythosaurus.jpg
Scheletro di C. casuarius, al Carnegie Museum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Sottordine † Ornithopoda
Famiglia † Hadrosauridae
Tribù † Lambeosaurini
Genere Corythosaurus
Brown, 1914
Nomenclatura binomiale
† Corythosaurus casuarius
Brown, 1914
Sinonimi

Corythosaurus excavatus ?
Gilmore, 1923
Stephanosaurus intermedius
Parks, 1923
Procheneosaurus erectofrons
(Parks, 1931 [originariamente Tetragonosaurus])
Tetragonosaurus erectofrons
Parks, 1931
Corythosaurus bicristatus
Parks, 1935
Corythosaurus brevicristatus
Parks, 1935

Specie

Corythosaurus (il cui nome significa "lucertola dall'elmo") è un genere estinto di dinosauro adrosauride lambeosaurino vissuto nel Cretaceo superiore, circa 77-75,7 milioni di anni fa (Campaniano), in quello che oggi è l'Alberta, Nord America. Il genere contiene due specie riconosciute: la specie tipo C. casuarius e C. intermedius. Collocato all'interno di Lambeosaurinae, Corythosaurus è imparentato con Nipponosaurus, Velafrons, Hypacrosaurus e Olorotitan. Un Corythosaurus adulto poteva raggiungere una lunghezza stimata di 9 metri (30 piedi), e il cranio, inclusa la cresta, era alto 70,8 centimetri (27,9 pollici).

Il Corythosaurus è conosciuto da molti esemplari completi, incluso l'olotipo quasi completo ritrovato da Brown nel 1911. Lo scheletro olotipico manca solo dell'ultima sezione della coda e parte degli arti anteriori, ma si è conservato con impressioni di scaglie poligonali. Una delle caratteristiche più evidenti di Corythosaurus è la sua cresta a elmetto corinzio, e simili superficialmente a quella del casuario. Si pensa che la sua funzione più probabile fosse la vocalizzazione. Come in un trombone, le onde sonore viaggiavano attraverso molte camere nella cresta, amplificandosi quando l'animale espirava. Un esemplare particolarmente ben conservato di Corythosaurus conserva ancora il suo ultimo pasto nella cavità toracica. All'interno della cavità c'erano resti di aghi di conifere, semi, ramoscelli e frutti.

Entrambe le specie di Corythosaurus vissero in strati leggermente diversi della Formazione Dinosaur Park, coesistendo con altri grandi ornitishi e teropodi, come Daspletosaurus, Brachylophosaurus, Parasaurolophus, Scolosaurus e Chasmosaurus.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni delle specie C. casuarius e C. intermedius, a confronto con un uomo.

Nei suoi studi Benson et al. (2012) hanno stimato che un Corythosaurus adulto poteva raggiungere una lunghezza media di 9 metri (30 piedi).[1] La precedente stima delle dimensioni, pubblicata da Richard Swann Lull (1942), stimò una lunghezza totale leggermente più lunga, di 9,4 metri (31 piedi), dimensione simili a quelle di Lambeosaurus lambei, un altro lambeosaurino canadese.[2] Nel 1962, Edwin H. Colbert usò modelli di dinosauri specifici, incluso Corythosaurus, per stimare il loro peso. Il modello di Corythosaurus utilizzato, venne modellato da Vincent Fusco sulla base di uno scheletro montato, e supervisionato da Barnum Brown. Dopo il test, si è concluso che il peso medio di Corythosaurus era di circa 3,82 tonnellate (3,76 tonnellate lunghe, 4,21 tonnellate corte).[3] Stime più recenti sulle dimensioni di Corythosaurus, pubblicate nel 2001, hanno rivelato che l'animale è uno dei più grandi hadrosauridi conosciuti, superato in dimensioni solo da Shantungosaurus e Parasaurolophus. La lunghezza totale dell'esemplare di Corythosaurus AMNH 5240 è stata stimata a 8,1 metri (27 piedi), con un peso di 3,0785 tonnellate (3,0299 tonnellate lunghe, 3,3935 tonnellate corte).[4]

Proporzionalmente, il cranio è molto più corto e piccolo di quello di Edmontosaurus (precedentemente conosciuto come Trachodon), Kritosaurus o Saurolophus, tuttavia quando nella sua superficie vi si include la cresta, la sua area superficiale diviene quasi altrettanto grande.[5]

Cranio[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro montato dell'esemplare ROM 845, di Corythosaurus cf. intermedius cf. excavatus (Parks, 1935), al Royal Ontario Museum.

Sono stati ritrovati più di venti crani di Corythosaurus, e come gli altri lambeosaurini, l'animale possedeva una cresta d'osso alta ed elaborata sulla cima del cranio, che al suo interno alloggiava i setti nasali allungati dell'animale.[6] I passaggi nasali si estendevano all'interno della cresta, prima in tasche separate ai lati, poi in una singola camera centrale e, infine, nell'apparato respiratorio.[1][6] Il cranio dell'esemplare tipo non presenta impressioni di pelle sulla cresta. Durante la fossilizzazione, il cranio è stato compresso lateralmente, quindi ora la larghezza è di circa due terzi di ciò che sarebbe stato l'animale in vita. Secondo Brown, la compressione della fossilizzazione ha spostato i passaggi nasali che ora premono sui premascellari, chiudendo completamente le narici.[5] Eccezion fatta per la compressione laterale, il cranio rimane comunque in ottime condizioni e mostra ancora la sua forma originale.[5] Contrariamente a quanto asserito da Brown, le aree interessate erano pienamente parte delle premascella.

La cresta del Corythosaurus assomiglia molto alla cresta dell'odierno casuario, in quanto entrambe hanno una forma che ricorda un elmo corinzio.[1] La cresta è formata dalla premascella, ossa nasali, prefrontali e frontali, come in Saurolophus, ma anziché proiettare la cresta verso il retro del cranio, questa si erge verso l'alto, per raggiungere il suo punto più alto sopra l'orbita. Le due metà della cresta sono separate da una sutura mediana. Di fronte all'orbita, la cresta è composta da ossa spesse.[5]

Cranio dell'esemplare tipo.

Le ossa nasali costituiscono la maggior parte della cresta. Brown ipotizzò che si estendessero dalla punta del becco al punto più alto lungo la cresta e che, a differenza di quelli di altri generi, i nasali si incontrassero nel centro e che non rimanessero separati di fronte a un processo premascellare ascendente. Brown tuttavia, scambiò i premascellari per i nasali; il muso è in realtà formato in gran parte dalle ossa premascellari che vengono separate dalle ossa nasali. Brown ha anche pensato che sulla parte superiore e posteriore della cresta, l'intera faccia esterna fosse coperta dalle ossa frontali. Tuttavia commise un altro errore: quelli che supponeva essere i frontali erano in realtà i nasali. I nasali terminano sul retro delle ossa squamosali in un processo breve e agganciato.[5] I prefrontali fanno anch'essi parte della cresta; tuttavia, Brown scambiò il ramo superiore inferiore della premascella per il prefrontale. L'effettivo prefrontale, di forma triangolare, si trova sul lato della base della cresta, erroneamente identificato da Brown come una parte dell'osso frontale. Le vere ossa frontali, in gran parte interne alla struttura di base della cresta, non sono visibili lateralmente.[7]

La bocca dell'olotipo di Corythosaurus è stretta e allungata. Le ossa premascellari formano ciascuna due lunghe pieghe. Le pieghe racchiudono passaggi d'aria che estendono i canali respiratori alla parte anteriore del muso. Lì finiscono in piccole aperture, a volte chiamate "pseudonares", o false narici ossee. Queste vennero scambiate da Brown per le vere narici dell'animale. Come in Saurolophus, la porzione espansa del premascellare di fronte all'apertura dello pseudonaris è allungata: al confronto, in Kritosaurus, il becco è corto e gli pseudonares si estendono molto in avanti. In Corythosaurus, i due pseudonares si uniscono in uno.[5] A causa della sua errata identificazione, Brown presumeva che il processo inferiore della premascella dell'olotipo fosse più corta rispetto a Kritosaurus e Saurolophus, e che il processo non si unisse al lacrimale.[5] La premascella in effetti tocca il lacrimale e si estende all'indetro, ben oltre l'orbita dell'occhio.

La mandibola dell'olotipo è lunga circa 66,9 centimetri (26,3 pollici) e profonda 10 centimetri (3,9 pollici). La lunghezza totale della cresta, dal becco all'estremità superiore, dell'esemplare tipo è di 83,7 centimetri (33,0 pollici), e la sua lunghezza totale è di 81,2 centimetri (32,0 pollici), per 70,8 centimetri in altezza (27,9 pollici).[8]

Tessuti molli[modifica | modifica wikitesto]

Impressione di tessuti molli addominali, di Brown (1916).

All'interno dell'olotipo di C. casuarius, il lato e la coda del corpo sono coperti da squame di diversi tipi, tubercolari poligonali, ricoperte da piccole protuberanze, di dimensioni variabili lungo tutta la lunghezza del corpo. Le squame coniche sono conservate solo su una piega di pelle preservata sul dorso della tibia, anche se probabilmente vengono dal fondo del ventre, piuttosto che dalla gamba.[8] A separare le scale poligonali di C. casuarius sono presenti degli scaglie più grandi e simili a tubercoli, disposte vicini tra loro in file.[9] Come nella maggior parte degli hadrosauridi, sono presenti vari tendini ossificati su tutte le vertebre, con l'eccezione di quelli nella regione cervicale, che manteneva il corpo e la coda rigidi. In nessuna delle vertebre i tendini si estendono al di sotto dei processi trasversali. Ogni tendine è appiattito alla sua origine e trasversalmente ovoidale nella barra centrale, che termina in un punto arrotondato.[10]

Oltre a quelle ritrovate in Corythosaurus casuarius, sono state ritrovate estese impronte di pelle anche in Edmontosaurus annectens, mentre altri notevoli tegumenti sono stati ritrovati in Brachylophosaurus canadensis, Gryposaurus notabilis, Parasaurolophus walkeri, Lambeosaurus magnicristatus, L. lambei, Saurolophus angustirsotris e su altri ornithopodi non identificati. Di questi, L. lambei, C. casuarius, G. notabilis, P. walkeri e S. angustirsotris presentano squame poligonali, molto simili tra di loro. L'esemplare tipo di Corythosaurus è uno tra i pochissimi hadrosauridi che conservano impressioni di pelle su arti e piedi posteriori. Uno studio del 2013 ha dimostrato che tra gli adrosauridi, Saurolophus angustirostris conserva il tegumento migliore e più completo del piede e degli arti, sebbene altre specie come S. osborni, Edmontosaurus annectens e Lambeosaurus lambei (=L. clavinitialis) condividano una buona quantità di tessuto conservato in quelle regioni.[9]

Una volta si pensava che questo dinosauro vivesse principalmente in acqua, per via della scoperta di mani e piedi palmati nell'esemplare tipo.[11] Tuttavia, è stato successivamente scoperto che le cosiddette "palmature" erano in realtà dei cuscinetti mal interpretati, molto simili a quelle che si trovano in molti mammiferi terrestri moderni.[1][12]

Apparato sensoriale[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione obsoleta di un coritosauro, imagination come rettile acquatico, la cui cresta fungeva da snorkel.

Il coritosauro molto probabilmente faceva affidamento sul suo eccellente udito e su una buona vista. Verosimilmente, il coritosauro spaventava predatori e avversari con la mostra dell'imponente cresta ed emettendo forti richiami. Il coritosauro aveva un'alta e stretta cresta la cui forma ricorda un po' quella dell'elmo di un oplita. Nel cranio di questo dinosauro le canne nasali correvano dalle narici al retro della gola, passando attraverso l'ampia cresta, grazie alla quale era capace di emettere una gran varietà.

Apparato dentario[modifica | modifica wikitesto]

Il coritosauro si nutriva di ramoscelli e radici, come pure delle pigne delle conifere e di semi più duri, oltre a foglie naturali. Questo cibo era duro da mangiare, ma il dinosauro aveva denti capaci di masticare anche le piante più coriacee che raggiungeva con il muso lungo e stretto. Quando un coritosauro perdeva un dente subito ne cresceva uno nuovo al suo posto. Questo dinosauro aveva un gran numero di denti strettamente vicini tra loro in file in modo da formare una superficie simile a una grattugia. Il coritosauro strappava i germogli con il suo becco corneo tagliente con estrema facilità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d p. 345 in Benson et al. (2012).
  2. ^ R.S. Lull e N.E. Wright, Hadrosaurian Dinosaurs of North America, in Geological Society of America Special Papers, vol. 40, 1942, pp. 1–272, DOI:10.1130/SPE40-p1.
  3. ^ E.H. Colbert, The Weight of Dinosaurs, in American Museum Novitates, vol. 2076, 1962, pp. 1–16.
  4. ^ F. Seebacher, A New Method to Calculate Allometric Length-Mass Relationships of Dinosaurs (PDF), in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 21, nº 1, 2001, pp. 51–60, DOI:10.1671/0272-4634(2001)021[0051:ANMTCA]2.0.CO;2.
  5. ^ a b c d e f g p. 561 in Brown, B. (1914).
  6. ^ a b Dodson, Peter & Britt, Brooks & Carpenter, Kenneth & Forster, Catherine A. & Gillette, David D. & Norell, Mark A. & Olshevsky, George & Parrish, J. Michael & Weishampel, David B. (1994). The Age of Dinosaurs. Publications International, LTD. p. 137. ISBN 0-7853-0443-6.
  7. ^ Weishampel, D.B., Dodson, P., Osmólska, H., & Hilton, Richard P., 2004, The Dinosauria. University of California Press. p. 450
  8. ^ a b p. 563 in Brown, B. (1914).
  9. ^ a b P. R. Bell, Standardized terminology and potential taxonomic utility for hadrosaurid skin impressions: A case study for Saurolophus from Canada and Mongolia, in PLoS ONE, vol. 7, nº 2, 2012, pp. e31295, DOI:10.1371/journal.pone.0031295, PMC 3272031, PMID 22319623.
  10. ^ p. 711 in Brown, B. (1916).
  11. ^ pp. 712–715 in Brown, B. (1916).
  12. ^ Schmitz, L. and Motani, R., Nocturnality in Dinosaurs Inferred from Scleral Ring and Orbit Morphology, in Science, vol. 332, nº 6030, 2011, pp. 705–8, DOI:10.1126/science.1200043, PMID 21493820.

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