Ceratosaurus

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Ceratosaurus
Stato di conservazione: Fossile
Ceratosaurus mounted white background.jpg
Scheletro di Ceratosaurus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Infraordine Ceratosauria
Famiglia Ceratosauridae
Genere Ceratosaurus
Marsh, 1884
Serie tipo
Ceratosaurus nasicornis
Marsh, 1884
Sinonimi
  • Megalosaurus nasicornis (Marsh, 1884 [originally Ceratosaurus])
Specie
  • C. nasicornis
  • C. dentisulcatus
  • C. magnicornis

Il Ceratosaurus, il cui nome significa "lucertola cornuta" in riferimento al suo corno nasale, (dal greco: κερας/κερατος, keras/keratos che significa "corno" e σαυρος/sauros che significa "lucertola") era un dinosauro carnivoro di medie dimensioni, vissuto nel periodo Giurassico (dal Kimmeridgiano al Titoniano), in quelle che oggi sono le Formazione Morrison in Nord America e la Formazione Lourinhã in Portogallo.

Questo animale era caratterizzato da grandi mascelle irte di denti a forma di lame. Gli arti anteriori era molto robusti ma piccoli rispetto al resto del corpo mentre le gambe erano lunghe e muscolose, perfettamente equipaggiate per la corsa. Le ossa del bacino erano fuse insieme (Sereno 1997) (in modo molto simile agli uccelli attuali). Ciò caratterizzava veramente l'animale era il bizzarro corno nasale ,che non era altro che un'estensione delle ossa nasali, e le due strutture a forma di corna che proteggevano gli occhi, anch'esse estensioni delle ossa lacrimali, che davano all'animale un aspetto ancora più singolare. Di recente si è scoperto che questo animale possedeva una fila di osteodermi lungo il dorso.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro di Ceratosaurus nasicornis

A prima vista il Ceratosaurus può sembrare un tipico dinosauro carnivoro,[1] tuttavia presentava caratteristiche uniche tra i teropodi a partire dal cranio che risultava sproporzionato rispetto al resto del corpo[2] e presentava un corno nasale molto prominente formato dal prolungamento delle ossa nasali.[3] Oltre al grande corno nasale, il Ceratosaurus possedeva anche due piccole creste simili a corna sopra ciscun occhio formate da un prolungamento delle ossa lacrimali.[4] Al suo tempo il Ceratosaurus era l'unico teropode provvisto di un'armatura dermica, costituita da piccoli osteodermi per tutta la lunghezza del dorso.[5] La sua lunga coda rappresentava circa la metà della lunghezza complessiva dell'animale, tuttavia a differenza della coda della maggior parte dei dinosauri carnivori quella del Ceratosaurus era sottile e molto flessibile provvista di alte spine neurali.[2]

L'esemplare tipo apparteneva ad un individuo lungo circa 5,5 metri (18 ft); tuttavia non è chiaro se l'individuo fosse completamente sviluppato o fosse ancora un esemplare giovane.[5][6] Secondo gli studi del paleontologo britannico David Norman (1985) l'animale completamente sviluppato doveva raggiungere una lunghezza complessiva di circa 6,1 metri (20 ft),[7] tale teoria sarebbe supportata dal ritrovamento di un fossile di Ceratosaurus eccezionalmente grande, custodito al Cleveland-Lloyd Quarry (UMNH 5728), scoperto a metà del 1960, che avrebbe potuto raggiungere una lunghezza complessiva di 6,7 metri (22 ft).[8]

Comparazione tra le dimensioni di Allosaurus fragilis e Ceratosaurus nasicornis

Nel 1884, il noto paleontologo Othniel Charles Marsh ipotizzò che il peso del Ceratosaurus fosse circa la metà di quello dell' Allosaurus.[2]Nella monografia,"Predatory Dinosaurs of the World" pubblicata nel 1988, da Gregory S. Paul si stimò che il peso dell'olotipo di C. nasicornis dovesse pesare all'incirca 524 chilogrammi, mentre l'esemplare già citato esposto al Cleveland-Lloyd Quarry, rappresentante un individuo molto più grande e più pesante, doveva raggiungere un peso di circa 980 chilogrammi.[9]

Il sopracitato esemplare di Cleveland-Lloyd Quarry, fu poi assegnato alla specie C. dentisulcatus, dai paleontologi James H. Madsen e Samuel P. Welles.[10] Tuttavia nel 2007, John Foster paleontologo specializzato nei reperti della Formazione Morrison stimò un nuovo peso per l'animale. Dalla lunghezza del femore dell'animale, estrasse un peso approssimativo di 275 chilogrammi per la specie C. magnicornis e 452 chilogrammi per C. dentisulcatus.[4]

Scoperta e specie[modifica | modifica wikitesto]

Il Ceratosaurus è conosciuto principalmente per i fossili conservati al Dinosaur Quarry Cleveland Lloyd nello Utah e alla Cava di Dry Mesa in Colorado. La specie tipo (C. nasicornis) fu descritta nel 1884 da Othniel Charles Marsh e ridescritta nel 1920 da Gilmore.

Fossile parziale di C. magnicornis

Nel 2000 furono descritte altre due specie: C. magnicornis (dal Fruita Paleontontological Area, Colorado) e C. dentisulcatus.[11]

  • Il C. magnicornis possedeva un corno nasale più rotondo, tuttavia nonostante ciò era molto simile a C. nasicornis
  • Il C. dentisulcatus, invece, era la specie di dimensioni maggiori (oltre i 7 metri), tuttavia non si sa quale forma avesse il suo corno (ammesso che lo avesse). I resti di questa specie provengono prevalentemente dalla Formazione Lourinã, in Portogallo (Mateus et al 2000;. 2006).

Tuttavia, la validità come specie di C. magnicornis e C. dentisuclatus è contestata da diversi paleontologi,[12][13][14] i quali sostengono che le differenze tra le presunte specie possano essere in realtà differenze tra individui della stessa specie o dimorfismo sessuale. La specie C. meriani, invece, è un dubium nomen.[15]

Le specie C. ingens e C. stechowi furono descritte da materiale frammentario. La prima potrebbe essere identificata come un genere dubbio di carcharodontosauride; la seconda potrebbe rappresentare un genere dubbio di ceratosauro o uno spinosauride.[16] I fossili di Ceratosaurus sono stati scoperti negli strati 2 e 4-6 della Formazione Morrison.[17]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Resti della mano fossile di C. nasicornis (AMNH 27631)

Tra gli animali più simili a Ceratosaurus figurano il Genyodectes serus, l' Elaphrosaurus e gli abelisauridi come il Carnotaurus sastrei. La classificazione di Ceratosaurus e degli animali affini è stato a lungo oggetto di un intenso dibattito. Difatti sembra che i ceratosauri siano un gruppo a sé stante; condividono alcuni tratti primitivi con coelophysis, ma condividono anche alcuni tratti con altri teropodi tetanuri. I suoi parenti più stretti sembrano essere gli abelisauri.

In passato si pensava che Ceratosaurus, gli abelisauri e i coelophysis, per via delle loro caratteristiche primitive facessero parte di un unico gruppo chiamato Ceratosauria, che comprendeva "i teropodi più vicini al Ceratosaurus che agli uccelli". Tuttavia Ceratosaurus sembra essere più evoluto e simili agli uccelli, come il suo contemporaneo Allosaurus.

Il seguente cladogramma basato sull'analisi filogenetica condotta da Diego Pol e Oliver WM Rauhut nel 2012,[18] mostra le relazioni di Ceratosaurus:

Ceratosauria 

Berberosaurus


Deltadromeus


Spinostropheus


Limusaurus


Elaphrosaurus




 Neoceratosauria 
 Ceratosauridae 

Ceratosaurus


Genyodectes



 Abelisauroidea 

Noasauridae


Abelisauridae







Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di Ceratosaurus nasicornis, mentre si nutre di una carcassa

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Ceratosaurus visse insieme a dinosauri molto famosi e ben conosciuti come l' Allosaurus, il Torvosaurus, l' Apatosaurus, il Diplodocus e lo Stegosaurus. Con una lunghezza di 6,7 metri e un peso di 980 chilogrammi, il Ceratosaurus era molto più piccolo di altri grandi predatori come l' Allosaurus e il Torvosaurus e probabilmente occupava una nicchia ecologica diversa. Si potrebbe quindi paragonare il Ceratosaurus, ad una iena attuale, in grado di cacciare piccoli dinosauri o fare da spazzino divorando le carcasse dei grandi predatori. I fossili di Ceratosaurus sono molto meno comuni di quelli dell' Allosaurus, da cui probabilmente subiva una forte concorrenza. Il Ceratosaurus, tuttavia, possedeva un corpo molto più flessibile con una coda lunga e anch'essa molto flessibile, simile a quella di un moderno coccodrillo.[5] Ciò fa pensare che Ceratosaurus fosse un nuotatore migliore rispetto ad Allosaurus che invece possedeva una coda rigida per bilanciarsi durante la corsa. Un recente studio condotto da Robert Bakker ipotizza che il Ceratosaurus potesse essere un predatore di animali acquatici, come pesci e coccodrilli, ma poteva benissimo cacciare anche grandi prede terresti. Sempre secondo questa teoria il Ceratosaurus potrebbe essere stato un animale gregario che viveva e cacciava in piccoli gruppi familiari.[19]

Corno nasale[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano della testa di un giovane Ceratosaurus

Othniel Charles Marsh (1884) considerava il corno nasale del Ceratosaurus come un "arma potente" sia per scopi difensivi che offensivi.[2][5] Tuttavia, tale interpretazione oggi è considerata molto improbabile.[20] Norman (1985) riteneva che il corno non era un'arma usata contro gli altri predatori, ma più probabilmente veniva usata per i combattimenti intraspecifici tra i maschi di Ceratosaurs per il dominio sulle femmine e/o per il territorio.[7] Nel 1988 Paul ipotizzò una funzione simile pensando che il corno venisse usato dai maschi per cozzare violentemente con le teste tra di loro.[9] Rowe e Gauthier (1990) ipotizzarono che il corno nasale del Ceratosaurus (allo stesso modo delle creste del Dilophosaurus e della vela dello Spinosaurus) fosse usato unicamente come display sessuale, inibendone l'uso durante i combattimenti; probabilmente il maschio con il corno più grande si aggiudicava il diritto sulle femmine e sul territorio.[3] Se ciò fosse vero probabilmente il corno doveva essere vivacemente colorato, per attrarre le femmine.[4]

Paleopatologia[modifica | modifica wikitesto]

Olotipo di C. nasicornis

Nel 2001, Bruce Rothschild pubblicò uno studio sulle fratture da stress nei dinosauri teropodi. In Ceratosaurus è stata ritrovata una singola frattura da stress all'interno di un osso del piede dell'animale.[21]

L' olotipo di C. nasicornis, (USMN 4735) presenta il II e il IV metatarso sinistro fusi insieme. Non si sa se ciò sia dovuto ad una patologia o se fosse lo stadio naturale delle ossa. La soluzione arrivò nel 1890, quando si scoprì che le ossa fuse ritrovate in un fossile di Balaur erano il risultato di una frattura guarita. Quindi si pensa che la fusione tra le due ossa sia il risultato di una patologia.[22]

Una specie non identificata di Ceratosaurus conservava un dente rotto, che mostra ancora dei segni di usura, dopo essersi spezzato.[22]

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione artistica di Ceratosaurus

Grazie al suo aspetto, facilmente riconoscibile grazie al suo vistoso corno nasale, il Ceratosaurus è uno dei dinosauri più famosi e apprezzati dai paleontologi e dagli appassionati di dinosauri. Pertanto appare in alcuni documentari e cartoni riguardanti i dinosauri, come ad esempio:

  • Il Ceratosaurus appare brevemente nel film Jurassic Park III, cercando di attaccare i protagonisti ma viene spaventato dall'odore delle feci di un terribile Spinosaurus;
  • Il Ceratosaurus appare in due episodi di Jurassic Fight Club, dove viene visto come l'antagonista dell' Allosaurus;
  • Il Ceratosaurus appare anche nel documentario L'impero dei dinosauri, dove cerca di cacciare dei Dryosaurus, venendo poi ucciso da un' Allosaurus;
  • Un gruppo di Ceratosaurus appare nel cartone Disney Fantasia, dove attacca i dinosauri impantanati nel fango;
  • Il Ceratosaurus appare brevemente nel cartone Dinosaur King;
  • Il Digimon Greymon è basato su un Ceratosaurus;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ O.C. Marsh, Restorations of Claosaurus and Ceratosaurus in American Journal of Science, vol. 44, nº 262, 1892, pp. 343–349, DOI:10.2475/ajs.s3-44.262.343.
  2. ^ a b c d O.C. Marsh, Principal characters of American Jurassic dinosaurs, part VIII: The order Theropoda in American Journal of Science, vol. 27, nº 160, 1884, pp. 329–340, DOI:10.2475/ajs.s3-27.160.329.
  3. ^ a b Rowe, T.; Gauthier, J., Ceratosauria in Weishampel, D.B.; Dodson, P.; Osmólska, H. (a cura di), The Dinosauria, University of California Press, 1990, pp. 151–168, ISBN 0-520-06726-6.
  4. ^ a b c John Foster, Gargantuan to Minuscule: The Morrison Menagerie, Part II in Jurassic West: The Dinosaurs of the Morrison Formation and Their World, Indiana University Press, 2007, pp. 162–242, ISBN 0-253-34870-6.
  5. ^ a b c d C.W. Gilmore, Osteology of the carnivorous Dinosauria in the United States National Museum, with special reference to the genera Antrodemus (Allosaurus) and Ceratosaurus in Bulletin of the United States National Museum, vol. 110, 1920, pp. 1–154, DOI:10.5479/si.03629236.110.i.
  6. ^ Tykoski, R.S.; Rowe, T., Ceratosauria in Weishampel, D.B.; Dodson, P.; Osmólska, H. (a cura di), The Dinosauria: Second Edition, University of California Press, 2004, pp. 47–70, ISBN 0-520-24209-2.
  7. ^ a b D.B. Norman, Carnosaurs in The Illustrated Encyclopedia of Dinosaurs, Salamander Books Ltd, 1985, pp. 62–67, ISBN 0-517-46890-5.
  8. ^ Michael Mortimer, C.dentisulcatus. URL consultato il 2 marzo 2013.
  9. ^ a b Gregory S. Paul, Ceratosaurs in Predatory Dinosaurs of the World, Simon & Schuster, 1988, pp. 274–279, ISBN 0-671-61946-2.
  10. ^ Madsen, J.H.; Welles, S.P., Ceratosaurus (Dinosauria, Theropoda): A Revised Osteology, Utah Geological Survey, 2000, pp. 1–80, ISBN 1-55791-380-3.
  11. ^ Madsen JH, Welles SP. Ceratosaurus (Dinosauria, Therapoda), a Revised Osteology. Miscellaneous Publication. Utah Geological Survey. ISBN 1-55791-380-3
  12. ^ B. B. Britt, D. J. Chure, T. R., Jr. Holtz, C. A. Miles e K. L. Stadtman, A reanalysis of the phylogenetic affinties of Ceratosaurus (Theropoda, Dinosauria) based on new specimens from Utah, Colorado, and Wyoming in Journal of Vertebrate Paleontology, 20 (suppl.) 32A, 2000.
  13. ^ O. W. M. Rauhut, The Interrelationships and Evolution of Basal Theropod Dinosaurs in Special Papers in Palaeontology, Wiley, 2003, p. 25.
  14. ^ Matthew T. Carrano e Scott D. Sampson, The Phylogeny of Ceratosauria (Dinosauria: Theropoda) in Journal of Systematic Palaeontology, vol. 6, January 2008, pp. 192, DOI:10.1017/S1477201907002246, ISSN 1477-2019.
  15. ^ http://dml.cmnh.org/2000May/msg00490.html
  16. ^ Oliver W. M. Rauhut, Theropod dinosaurs from the Late Jurassic of Tendaguru (Tanzania) in Special Papers in Palaeontology, vol. 86, 2011, pp. 195–239, DOI:10.1111/j.1475-4983.2011.01084.x.
  17. ^ Foster, J. (2007). "Appendix." Jurassic West: The Dinosaurs of the Morrison Formation and Their World. Indiana University Press. pp. 327-329.
  18. ^ DOI: 10.1098/rspb.2012.0660
  19. ^ Bakker RT, Bir G, Dinosaur Crime Scene Investigations in Currie PJ, Koppelhus EB, Shugar MA, Wright JL (a cura di), Feathered Dragons, Indiana University Press, 2004, pp. 301–342, ISBN 0-253-34373-9.
  20. ^ D.F. Glut, Ceratosaurus in Dinosaurs: The Encyclopedia, McFarland & Company, 1997, pp. 266–270, ISBN 0-89950-917-7.
  21. ^ Rothschild, B., Tanke, D. H., and Ford, T. L., 2001, Theropod stress fractures and tendon avulsions as a clue to activity: In: Mesozoic Vertebrate Life, edited by Tanke, D. H., and Carpenter, K., Indiana University Press, p. 331-336.
  22. ^ a b Molnar, R. E., 2001, Theropod paleopathology: a literature survey: In: Mesozoic Vertebrate Life, edited by Tanke, D. H., and Carpenter, K., Indiana University Press, p. 337-363.

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