Colli Piacentini Vin Santo

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Colli Piacentini
Dettagli
StatoItalia Italia
Resa (uva/ettaro)100 q
Resa massima dell'uva35,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
10,5%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
16,0%
Estratto secco
netto minimo
20,0‰
Riconoscimento
TipoDOC
Istituito con
decreto del
18/07/1984  
Gazzetta Ufficiale del22/12/1984,
n 351
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Colli Piacentini Vin Santo è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Piacenza.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • colore: giallo paglierino dorato
  • odore: intenso, aromatico, caratteristico, etereo
  • sapore: secco o dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico, tranquillo

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la conservazione della viticoltura piacentina fu garantita dall'opera meritoria dei monaci di San Colombano, che introdussero il nuovo tipo di vinificazione odierna in uso ai popoli celtici, che producevano vini leggeri e dissetanti[1] e li conservavano in botti di legno[2]. Avevano operato in tal senso fin dal VI secolo in tutta la Francia merovingia iniziando dall'abbazia matrice di Luxeuil, dall'epoca longobarda opereranno anche nel centro-nord Italia dal VII secolo, e soprattutto in epoca carolingia, facendo della potente Abbazia matrice di Bobbio (attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione del Papa), fondata in epoca dal santo abate irlandese Colombano nel 614, un centro monastico di primaria importanza europea per tutto il medioevo grazie al suo ricco e vasto feudo reale ed imperiale monastico.

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Provincia, stagione, volume in ettolitri

  • nessun dato disponibile

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federico Fiandro, La storia del vino in Canavese pag. 9, Grafica Santhiatese, 2003
  2. ^ Strabone, 5, 1, 12)