Classe Liuzzi

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Classe Liuzzi
RSMG Console Generale Liuzzi.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo sommergibile
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Cantiere Franco Tosi - Taranto
Impostazione 1938-1939
Varo 1939
Entrata in servizio 1939-1940
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione 1484 t
Dislocamento in emersione 1166 t
Lunghezza 76,1 m
Larghezza 6,98 m
Pescaggio 4,55 m
Profondità operativa collaudo: 100 m
Propulsione 2 motori diesel da 3500 hp complessivi, 2 motori elettrici da 1500 hp totali
Velocità in immersione  8 nodi
Velocità in emersione  18 nodi
Autonomia 13000 miglia a 8 nodi;
108 miglia a 4 nodi in immersione
Equipaggio 7 ufficiali, 50 sottufficiali e marinai
Armamento
Artiglieria
Siluri 4 tubi lanciasiluri anteriori da 533mm, 4 posteriori

dati presi da:[1][2][3]

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La classe Liuzzi era una classe di sommergibili oceanici della Regia Marina, costruita in 4 esemplari entrati in servizio a partire dal 1938 che combatterono durante la seconda guerra mondiale.

Unità[modifica | modifica wikitesto]

La classe era composta da quattro unità:

Console Generale Liuzzi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Console Generale Liuzzi.

Varata nel 1938, l'unità venne destinata ad operare nel Mediterraneo orientale il 16 giugno 1940. Dopo 9 giorni di missione (il 25 giugno) ne venne ordinato il rientro e l'unità venne intercettata da una squadriglia di cacciatorpediniere britannici, composta da HMS Dainty, HMS Ilex, HMS Decoy, HMS Defender, HMS Voyager[4][5].Per sfuggire alle cariche di profondità, il capitano fece immergere il battello fino a 180mt di profondità, nonostante fosse collaudato "solo" fino a 100mt. A causa dei danni subiti dalle cariche di profondità venne costretto ad emergere e dato il mare grosso il battello non poté usare il cannone contro le unità britanniche. Riemerso, il comandante fece uscire i marinai che vennero catturati dagli inglesi. Assicuratosi che tutti fossero in salvo, chiuse i portelli e affondò il battello alle ore 20 del 27 giugno nelle acque di Creta, Perirono 10 membri dell'equipaggio e il capitano di corvetta Lorenzo Bezzi cui verrà conferita la medaglia d'oro al valor militare[4].

Alpino Bagnolini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Alpino Bagnolini.

Allo scoppio della guerra operò in mediterraneo, sotto il comando del CC L. F. Tosoni Pittoni, affondò l'incrociatore della marina britannica HMS Calypso (D61) (4.180 t), il 12 giugno 1940.[6] Successivamente, il 18 settembre 1940, affondò il mercantile inglese Cabo Tortosa. Trasferito a Bordeaux lo stesso settembre iniziò ad operare in atlantico e, sotto il comando del CC M. Tei, affondò il mercantile inglese Amicus (3.660t) il 19 dicembre 1940. Nella primavera del 1943 fu trasformato in sommergibile da trasporto. All'armistizio fu catturato dai tedeschi presso Bordeaux e denominato U IT 22.[6]

Capitano Tarantini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Capitano Tarantini.

Nel teatro del mediterraneo, sotto il comando del CC A. Iaschi, affondò il mercantile panamense Beme (3.040t) l' 11 luglio 1940. Trasferito nell'agosto 1940 a Bordeaux, fu affondato dal sommergibile della marina britannica Thunderbolt il 15 dicembre 1940, lasciando 5 superstiti.[6]

Reginaldo Giuliani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Reginaldo Giuliani (sommergibile).

Dopo un'attività in mediterraneo priva di risultati, fu trasferito in Atlantico presso la base di Bordeaux, sotto il comando del CC R. d'Elia. Dal giugno 1941 al maggio 1942 fu inviato presso la base di Gotenhaven alla sezione tattica sommergibili Marigammason per l'addestramento degli equipaggi sommergibilisti italiani alle procedure della marina tedesca.[6]

Nel 1942 tornò alle missioni di guerra in atlantico sotto il comando del CF G. Bruno. Il 10 agosto 1942 affondò il mercantile inglese Medon (5.445t), il 13 agosto 1942 sia il California (5.441t) statunitense che il Sylvia de Larrinaga (5.218t) inglese.[6]

All'inizio del 1943 fu trasformato in trasporto materiali. Partì il 23 maggio 1943 da Bordeaux, sotto il comando del CC M. Tei, verso Singapore con 130t di materiali. Arrivò a Singapore il primo agosto 1943. All'armistizio fu preso dai giapponesi e consegnato alla marina tedesca che lo utilizzò sotto la denominazione U IT 23.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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