100/47

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Cannone da 100/47
Operation Pedestal, August 1942 HU53129.jpg
Tipo cannone navale
Origine Italia Italia
Impiego
Utilizzatori Italia Italia
Argentina Argentina
Grecia Grecia
Spagna Spagna
Svezia Svezia
URSS URSS
Conflitti Guerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista Ansaldo
Odero-Terni-Orlando
Data progettazione 1924
Ritiro dal servizio 1945
Descrizione
Peso 2 177 kg
Lunghezza 4 985-4 940 mm
Rigatura 26 righe
Calibro 100 mm
Tipo munizioni cartoccio-granata
Peso proiettile 26,02 kg
Cadenza di tiro 8-10 colpi/min
Velocità alla volata 840-880 m/s
Gittata massima 12 600-15 400 m
Angolo di tiro 360°
Sviluppata da Škoda 10 cm K10
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Il cannone da 100/47 era un cannone navale italiano, impiegato nel ruolo antiaereo ed antinave sulle unità sottomarine e di superficie della Regia Marina durante la seconda guerra mondiale. La denominazione comprende una famiglia di pezzi e di impianti navali diversi, tutti derivati dallo Škoda 10 cm K10 austro-ungarico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della Grande Guerra il Regno d'Italia ricevette dall'Austria-Ungheria, come riparazione dei danni di guerra, gli incrociatori leggeri classe Helgoland e i cacciatorpediniere classe Tatra. Queste unità erano armate con l'ottimo Škoda 10 cm K10 da 100 mm, il quale tanto impressionò la Regia Marina, che ne fu prodotta una copia dalla Odero-Terni-Orlando, il 100/47 Mod. 1924[1]. Questo cannone e le versioni successive Mod. 1927 e Mod. 1928, a differenza dello Škoda, erano impianti binati e vennero installati sulle navi da battaglia classe Conte di Cavour ricostruite[2] e su quasi tutti gli incrociatori.

Nel 1930 dieci impianti binati OTO Mod. 1928 furono forniti all'Unione Sovietica ed installati sugli incrociatori leggeri Krasnyi Kavkaz e Chervona Ukraina[3]. Queste bocche da fuoco erano incavalcate su un affusto antieareo a ginocchiello variabile, progettato da Minisini[4], cosicché i pezzi in Russia furono soprannominati Minizini.

Per le unità minori, quali torpediniere e corvette, la OTO realizzò due bocche da fuoco leggermente modificate, impiegate su diversi impianti singoli: al primo modello, il OTO Mod. 1931 seguirono gli impianti OTO Mod. 1935 e RM Mod. 1937, che usavano la stessa bocca da fuoco. L'OTO Mod. 1937 montava invece un'arma leggermente migliorata.

Infine, per i sommergibili la OTO realizzò dei derivati del Mod. 1928 in impianto singolo con canna leggermente accorciata, denominati Mod. 1931, Mod. 1935 e Mod. 1938.

Oltre che dalla Russia, il cannone da 100/47 fu impiegato anche da diverse marine estere: venne utilizzato dalla Svezia sulle sue due torpediniere classe Spica, dall'Argentina sui due incrociatori ARA Almirante Brown e ARA Veinticinco de Mayo e dalla Spagna sul Baleares. Dopo l'armistizio di Cassibile, esso venne ceduto con alcune unità navali alla Grecia. Nel dopoguerra continuò ad equipaggiare la Marina Militare sulle corvette Spica, Orsa e Gabbiano.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Le bocche da fuoco da 100/47 furono sviluppate dalla OTO come copie del pezzo Škoda 10 cm K10 e quindi ne riproducevano abbastanza fedelmente le caratteristiche. La canna in acciaio e dall'otturatore a cuneo orizzontale ma, a differenza dell'originale austriaco, aveva l'anima rigata sfilabile[1]. I vari modelli impiegavano la stessa munizione separata a "cartoccio-bossolo" pesante 26,2 kg, dei quali 13,75 kg rappresentati dalla granata.

Sulle installazioni binate Mod. 24, Mod. 27 e Mod. 28 le bocche da fuoco erano sostenute una culla unica, incavalcata su affusti a piedistallo scudati inchiavardati ai ponti delle unità maggiori (navi da battaglia ed incrociatori).

Le corvette e le torpediniere erano dotate invece dei Mod. 31, Mod. 35, Mod. 37 e R.M. Mod. 37, affusti singoli, a candeliere, muniti di scudatura[5].

Le bocche da fuoco per sommergibili Mod. 31, Mod. 35[6] e Mod. 38[7] erano leggermente accorciate. Inoltre montavano un diverso gruppo di freni di sparo, più piccoli ed incassati nel blocco di culatta. Esse erano incavalcate su affusti singoli a piedistallo, privi di scudatura, con elevazione ridotta che ne limitava l'uso alla funzione antinave.

Tipo di impianto Modello impianto Bocca da fuoco Peso Lunghezza Elevazione Gittata Classi di navi
Affusto binato a piedistallo scudato OTO Mod. 1924 Mod. 1924 2 177 kg 4 985 mm -5°/+85° 15 240 m Classe Trento[8]
OTO Mod. 1927 Mod. 1927 Pola[9]
OTO Mod. 1928 Mod. 1928 classe Conte di Cavour[2], RN Bolzano[10], RN San Giorgio[11] classe Zara[12], classe Condottieri[13]
SpagnaBaleares[14]
ArgentinaARA Almirante Brown, ARA Veinticinco de Mayo
URSSKrasnyi Kavkaz[3], Chervona Ukraina[3]
Affusto singolo a piedistallo scudato OTO Mod. 1931 Mod. 1931 ND 4 985 mm -6°/+45° 15 400 m classe Spica (I serie)[15]
classe Spica serie Climene[16]
classe Spica serie Perseo[17]
OTO Mod. 1935 Mod. 1931 6 300 kg -10°/+60° poco impiegato, sostituito dai Mod. 1937
RM Mod. 1937 Mod. 1931 ND poco impiegato, sostituito dai Mod. 1937
OTO Mod. 1937[18] Mod. 1937 6 800 kg classe Spica serie Alcione[19]
classe Ariete[20]
classe Orsa[21]
classe Gabbiano[22]
Affusto singolo a piedistallo per sommergibile OTO Mod. 1931 ND ND 4 940 mm -5°/+35° 12 600 m classe Glauco[23], classe Sirena[24], classe Argo[25]
OTO Mod. 1935[6] classe Perla[26], classe Adua[27]
OTO Mod. 1938[7] classe Marcello[28], classe Liuzzi[29], classe Marconi[30], classe Ammiragli[31], classe Platino[32], classe Tritone I[33], classe Tritone II[34], classe Foca modernizzati[35], classe Brin modernizzati[36], classe Panigaglia[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Naval Institute Press, 1985.
  • Aldo Fraccaroli, Le navi da battaglia italiane della seconda guerra mondiale, Storia illustrata, 1976.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

OTO 100/47

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]