Škoda 10 cm K10

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Škoda 10 cm K10
Cannone da 100/47
Tipocannone navale e costiero
OrigineAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Impiego
UtilizzatoriAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Italia Italia
Francia Francia
ConflittiPrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
ProgettistaŠkoda
Data progettazione1910
Entrata in servizio1912
Ritiro dal servizio1945
VariantiŠkoda 10 cm K11
Descrizione
Peso2 020 kg
Lunghezza canna4 700 mm
Rigatura26 righe
Calibro100 mm
Tipo munizionicartoccio-granata
Peso proiettile26,02 kg
Cadenza di tiro8-10 colpi/min
Velocità alla volata880 m/s
Gittata massima11 000 m
Elevazione-4°/+18°
Angolo di tiro360°
Sviluppi successivi100/47 Mod. 1924
[1]
voci di armi presenti su Wikipedia

Lo Škoda 10 cm K10, con la sua versione migliorata K11, era un cannone navale austro-ungarico impiegato sugli incrociatori leggeri della k.u.k. Kriegsmarine durante la prima. Fu impiegato anche dalla Regia Marina italiana come cannone costiero, che da esso derivò la numerosa famiglia dei cannoni da 100/47[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il pezzo fu sviluppato dalla Škoda di Plzeň nel 1910. A partire dal 1912 equipaggiò, in complessi singoli, gli incrociatori leggeri classe Helgoland e i cacciatorpediniere classe Tátra. Queste due classi di unità nel corso della prima guerra mondiale si rivelarono ideali per la guerra marittima nel Mare Adriatico. Le unità superstiti furono consegnate come riparazione di guerra al Regno d'Italia e alla Francia[2]. Gli esploratori SMS Helgoland e SMS Saida andarono a costituire la classe Venezia. Sette dei dieci Tátra furono incorporati dalla Regia Marina come "classe Fasana"; poco impiegati, furono declassati a torpediniere nel 1929. Tutte queste navi ex-austriache furono radiate nel 1937 e i pezzi da 10 cm K10 sbarcati (così come i Škoda 7 cm K10) furono assegnati alle batterie della Milizia marittima di artiglieria. Allo scoppio della seconda guerra mondiale risultavano ancora in servizio 41 bocche da fuoco[3].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 100/47.

Nonostante lo scarso utilizzo delle navi ex-austriache, il pezzo Škoda 10 cm K10 impressionò gli italiani, che lo copiarono realizzando la famiglia di cannoni navali 100/47 che, nelle varie versioni, sarebbe stati prodotti fino agli anni della seconda guerra mondiale.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

La bocca da fuoco era costituita dalla canna in acciaio e dall'otturatore a cuneo orizzontale; essa impiegava una munizione separata a "cartoccio-bossolo" pesante 26,2 kg, dei quali 13,75 kg rappresentati dalla granata. La cadenza di tiro andava dagli 8 ai 10 colpi al minuto.

La bocca da fuoco era installata su un affusto a piedistallo scudato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella nomenclatura italiana il primo numero indica il calibro espresso in millimetri, il secondo la lunghezza in calibri. Questo secondo valore è inferiore a quello tedesco e anglosassone poiché gli italiani calcolavano la lunghezza della canna escludendo la camera di scoppio.
  2. ^ Da NavWeaps.com.
  3. ^ Le artiglierie italiane della seconda guerra mondiale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Naval Institute Press, 1985.
  • Aldo Fraccaroli, Le navi da battaglia italiane della seconda guerra mondiale, Storia illustrata, 1976.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]