Culatta

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il salume tipico della Provincia di Parma simile al Culatello, vedi Culatta (salume).
Kinematik Vergleich zwischen Patronenlager mit und ohne Gasentlastungsrillen bei einer kraftschlüssig dynamisch verriegelten Feuerwaffe mit Flaschenhalshülse horizontale Version CC BS-SA 4.0.svg

La culatta è quella parte delle armi da fuoco destinata a chiudere geometricamente la camera di scoppio dell'arma al momento dello sparo e a contribuire alla tenuta dei gas sviluppati dalla carica di lancio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle artiglierie primitive e a retrocarica la culatta era staccata dalla bocca da fuoco, ovvero si caricava e poi si fissava contro l'anima del pezzo.

Avendo il sistema a retrocarica dato cattivi risultati per la grossolana costruzione delle parti e per la scarsa genialità nelle costruzioni meccaniche, si ritornò all'artiglieria ad avancarica che resistette fino alla metà del XIX secolo.

Caratteristiche e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Nelle artiglierie ad avancarica ed in quelle a retrocarica la culatta, quando chiusa, è geometricamente solidale con la canna ed è dimensionata opportunamente per resistere alle pressioni sviluppate dalla carica di lancio, pressioni che sono massime quando il proietto, nel suo avanzare lungo la canna, è ancora vicino alla culatta.

La culatta delle armi da fuoco,in genere, è costruita separatamente dalla canna, solo successivamente le due parti vengono unite meccanicamente con varie metodologie. I più comuni sistemi di chiusura della culatta sono: ad otturatore cilindrico oppure tronco conico oppure a cuneo trasversale. Tutti i tipi di culatta contengono i congegni di sparo, siano essi elettrici o meccanici.

Svolgendo la funzione di chiusura della camera di cartuccia dove le pressioni sono più alte, ha i maggiori spessori resistenti di tutta l'arma, cosa che determina uno spostamento significativo verso di essa del baricentro della canna. Alla culatta è collegata la mensola di caricamento del proietto e delle cariche di lancio che possono essere tenuti insieme da un bossolo (cartuccia completa), oppure essere separate.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

La culatta può essere:

  • Fissa, nelle armi da fuoco primitive ed antiche la culatta faceva corpo con la canna che era in quel punto più grossa/spessa.
  • Mobile, in seguito, specie con l'adozione della capsula fulminante, le armi da fuoco portatili ebbero la culatta chiusa a mezzo del vitone, il quale conteneva il luminello e costituiva il fondo di culatta e lo si poteva in certo qual modo considerare come una culatta mobile . Nelle armi da fuoco moderne è universalmente adottata la culatta mobile che , oltre a garantire la tenuta ai gas di combustione , porta il sistema di caricamento , di otturazione e di sparo.
    Nelle pistole a rotazione la culatta è costituita dal " castello " dell'arma , che può essere di tipo apribile o chiuso , il cilindro - tamburo reca gli alloggiamenti per le cartucce . Al momento dello sparo , le pressioni sviluppate dalla combustione della carica di lancio sono supportate in egual misura dalle pareti del cilindro - tamburo e dal castello dell'arma , su cui poggia il fondello della cartuccia esplosa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ministero della Guerra. Comando del Corpo di Stato Maggiore. Nozioni sulle armi portatili, sugli esplosivi, sulle artiglierie e sul tiro per le Scuole Allievi Ufficiali di Complemento. Volume: I-II-III. Roma, 1930;
  • Sacchi Emilio – Pepino Anrico. Balistica interna e costruzione delle artiglierie. Schioppo, Torino, 1933.
  • Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito: Cavaciocchi Alberto Come e quando furono introdotti i cannelli fulminanti per innescare le artiglierie. In: Memorie Storiche Militari 1909. Roma, 1910, pp. 89;
  • Manganosi Carlo. Armi da fuoco portatili e materiali d'artiglieria. Nozioni generali. Parte I: Le armi da fuoco in genere. Parte II: Le armi da fuoco portatili. Enrico Schioppo, Torino, 1927.

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