Classe Maestrale (cacciatorpediniere)

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Classe Maestrale
Classe Venti
Maestral 1.jpg
Il cacciatorpediniere Maestrale
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo cacciatorpediniere
Numero unità 4
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Costruttori CNR
Cantiere Riva Trigoso e Ancona
Caratteristiche generali
Dislocamento normale: 2.025 t
pieno carico: 2.235 t
Lunghezza fuori tutto: 106,7 m
Larghezza 10,3 m
Pescaggio 4,1 m
Propulsione 3 caldaie
2 gruppi di turbine a vapore su 2 assi
Potenza 45.000 hp
Velocità 38 nodi (70 km/h)
Autonomia 4.000 n.mi. a 12 nodi
Equipaggio 168
Armamento
Artiglieria alla costruzione:
Siluri 6 tubi lanciasiluri da 533mm

[senza fonte]

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La classe Maestrale, anche nota come classe Venti, costituita da 4 unità completate nel 1934, era una serie di cacciatorpediniere per la Regia Marina, realizzati come miglioramento dei tipi precedenti come la classe Folgore (classe Dardo II serie), ma con uno scafo più lungo di ben 10 metri, per migliorare la tenuta al mare. Le unità portavano tutte nomi di venti: Maestrale, Grecale, Libeccio e Scirocco. Tutte le unità della classe vennero inquadrate nella X Squadriglia Cacciatorpediniere della II Divisione Incrociatori di base alla Spezia. Dopo la seconda guerra mondiale il Grecale, sopravvissuto al conflitto, entrò a far parte della Marina Militare.

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Maestrale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Maestrale (cacciatorpediniere).

Costruito nel Cantiere navale di Ancona, consegnato alla Regia Marina il 2 settembre 1934. Il 9 gennaio 1943, mentre scortava la motonave Ines Corrado verso Biserta, urtò una mina, con la distruzione della poppa; il cacciatorpediniere Corsaro, giunto in soccorso, affondò a sua volta per urto contro mine. Il Maestrale, rimorchiato a Biserta, subì alcune riparazioni d'emergenza e fu poi trainato a Genova per ulteriori lavori (durante il rimorchio affondarono, sempre contro mine, anche la corvetta Procellaria, che lo stava scortando, e la torpediniera Prestinari giunta in aiuto). Il 9 settembre 1943 dopo l'armistizio, essendo ancora in riparazione a Genova e dunque immobilizzato, si autoaffondò; recuperato dai tedeschi, fu da essi nuovamente autoaffondato a fine guerra [1].

Grecale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Grecale (cacciatorpediniere).

Costruito nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona, varato il 17 giugno 1934 venne consegnato alla Regia Marina il 15 novembre dello stesso anno. Il Grecale ebbe una vita operativa molto intensa sia prima che durante la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra, entrato a far parte della Marina Militare Italiana venne rimodernato tra il 1947 e il 1949 ed ebbe dei successi ammodernamenti nel 1953. Dopo essere stato classificato fregata nel 1958 venne radiato nel 1964.

Libeccio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Libeccio (cacciatorpediniere).

Costruito nel Cantiere navale di Riva Trigoso, in servizio dal 23 novembre 1934. Nel corso del secondo conflitto mondiale, il 19 novembre 1941, mentre soccorreva i sopravvissuti della battaglia del convoglio Duisburg, fu silurato dal sommergibile della Royal Navy Upholder e perse la poppa. Se ne tentò il rimorchio da parte del cacciatorpediniere Euro, ma la nave si rovesciò e affondò intorno alle 11 [2].

Scirocco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Scirocco (cacciatorpediniere).

Costruito nel Cantiere navale di Riva Trigoso, varato il 22 aprile 1934 è entrato in servizio il 31 ottobre dello stesso anno. Durante la Seconda guerra mondiale, il 23 marzo 1942, dopo aver preso parte alla seconda battaglia della Sirte, causa una violenta tempesta perse il contatto con il resto della squadra da battaglia italiana, andò in avaria e affondò, intorno alle 5.35, nonostante un tentativo di soccorso da parte del cacciatorpediniere Geniere. Vi furono solo due superstiti[1]. Fra i 234 morti il comandante, c.f. Francesco Dell'Anno. Nella stessa tempesta naufragò anche il cacciatorpediniere Lanciere.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La marina fra vittoria e sconfitta 1940-1943, p. 357

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erminio Bagnasco, M. Brescia, Cacciatorpediniere classi “Freccia/Folgore”, “Maestrale” e “Oriani”, Parma, Albertelli, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Imbarcazioni militari italiane della seconda guerra mondiale

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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