Chiesa di San Francesco (Alghero)
| Chiesa di San Francesco d'Assisi | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Sardegna |
| Località | Alghero |
| Coordinate | 40°33′29.77″N 8°18′49.51″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Francesco d'Assisi |
| Diocesi | Alghero-Bosa |
| Consacrazione | XVI secolo |
| Stile architettonico | Gotico-catalano |
| Inizio costruzione | XV secolo |
| Completamento | XVI secolo |
La chiesa di San Francesco è un luogo di culto cattolico monumentale della città di Alghero e uno dei massimi esempi di architettura gotico-catalana in Sardegna. Sorge, affiancata dall'attiguo convento, in via Carlo Alberto, nel cuore del centro storico.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'arrivo ad Alghero dei frati Minori, e dunque l'edificazione del complesso conventuale, risale al XIV secolo: nel 1330, infatti, i religiosi risultano già essere presenti in città, e la costruzione dell'complesso avvenne probabilmente nella seconda metà del secolo; la chiesa venne in particolare realizzata nel 1380, sulla base di un precedente edificio religioso.[1]
Nel corso del XV secolo, la chiesa e il convento vennero riedificati in stile gotico-catalano.
Il 17 febbraio 1593[1] il corpo centrale della chiesa venne danneggiato da un crollo[1], circostanza che rese necessari lavori di restauro che rinnovarono parte del tempio secondo i canoni del classicismo rinascimentale. I lavori, che si conclusero nel 1598, interessarono anche la facciata della chiesa, che venne ingrandita[1].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa, edificata in pietra arenaria,[1] è caratterizzata esternamente dalla torre campanaria del 1632,[1] a canna esagonale su base quadrata e sormontata da una guglia,[1] simile, anche se di dimensioni più modeste, alla torre della cattedrale.
La facciata è severa, ornata solo dal bel portale con architrave di gusto classico (opera collocata in facciata già prima dei lavori di fine Cinquecento)[1], in cui è scolpito lo stemma dei Francescani attorniato da angeli recanti gli strumenti della Passione,[1] e da un piccolo rosone[1] sormontato da un oculo cieco.

L'interno, concepito nel quattrocento a navata unica con cappelle laterali, si presenta, dopo i restauri della fine del cinquecento, nell'attuale impianto trinavato[1] con cinque cappelle per lato. La navata centrale, divisa in cinque campate, è scandita da otto robusti pilastri cruciformi[1] intervallati da archi a tutto sesto[1]. Su una sporgenza del quarto pilastro a sinistra è collocata una scultura lignea del Cristo alla colonna, risalente al XVII secolo; localmente nota come rosegat, la scultura - durante la Settimana Santa - veniva portata in processione assieme a un Cristo deposto conservato nella terza campata sinistra.[1] Le cappelle ospitano alcuni sontuosi altari lignei, realizzati nel XVIII secolo in stile barocco, come quelli della Madonna degli Angeli, del Santissimo Sacramento e di Sant'Antonio da Padova.
La zona absidale, connessa alla navata centrale tramite un arco a sesto acuto su pilastri a fascio, è in stile gotico e risale all'ultimo ventennio del XV secolo. Il presbiterio è a pianta quadrata, coperto dalla bella volta stellata[1] e costolonata, da cui partono le nervature della volta dell'abside,[1] a pianta semiesagonale. L'altare maggiore, dominato dalle statue della Madonna tra quelle dei santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova, è un'opera in marmi policromi della fine del settecento realizzata dallo scultore Giovanni Battista Franco. Ai lati del presbiterio si aprono alcune cappelle, in cui si ammirano i capitelli (scolpiti con decorazioni vegetali) che reggono gli archi e i costoloni delle volte.[1] Notevole, a destra del presbiterio, la cappella del Santissimo Sacramento,[1] alla quale si accede da un arco ribassato con estradosso decorato da gigli scolpiti. Particolare la decorazione dell'arco della seconda cappella a sinistra, costituita da una teoria di piccole sfere.
Dalla navata sinistra si accede alla sacrestia, abbellita da antichi arredi e simulacri lignei,[1] che dà a sua volta accesso al piccolo e suggestivo chiostro, costituito da due ordini di arcate a tutto sesto. L'ordine superiore risale al XVIII secolo mentre quello inferiore è quattrocentesco,[1] con la serie di archi retta da un alternarsi di colonne e pilastri ottagonali. Dal chiostro si accede alla piccola cappella posta alla base del campanile,[1] che riprende in piccolo la pianta del presbiterio[1] (quadrato su cui si innesta un semiesagono), caratterizzata da capitelli scolpiti e volta ombrelliforme costolonata, dal centro della quale pende una gemma in terracotta[1] in cui è raffigurato san Francesco nell'atto di ricevere le stimmate[1].
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- San Francesco in Alghero. Chiesa e complesso monumentale, a cura di Antonio Nughes, Alghero, Edizioni del Sole, 1991.
- Francesca Segni Pulvirenti, Aldo Sari. Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale. Nuoro, Ilisso, 1994. ISBN 88-85098-31-2
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- La chiesa di San Francesco, su alghero1.org. URL consultato il 25 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2008).
- Scheda su sardegnacultura, su sardegnacultura.it.
- Foto della chiesa e del chiostro, su alghero.org.
