Necropoli di Anghelu Ruju

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Necropoli di Anghelu Ruju
Alghero, necropoli di Anghelu Ruju (102).jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneAlghero-Stemma.svg Alghero
Altitudine20 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie13 000 
Amministrazione
Sito webwww.coopsilt.it
Mappa di localizzazione
Coordinate: 40°37′57″N 8°19′36″E / 40.6325°N 8.326667°E40.6325; 8.326667

La necropoli di Anghelu Ruju è un sito archeologico prenuragico situato a nord della città di Alghero, in località I Piani, a lato della strada provinciale 42 dei Due Mari al km 21+390.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1904 l'archeologo Antonio Taramelli aveva condotto uno scavo che è considerato il primo di ampio respiro e che aveva prodotto esiti apprezzabili, in particolare si poté provare che la tomba era attribuibile alla Cultura di san Michele[1], pubblicati nel 1909[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta della più vasta necropoli della Sardegna prenuragica[3].

La necropoli fu scoperta casualmente nel 1903 durante gli scavi per la costruzione di una casa colonica nell'area della azienda vinicola di Sella&Mosca. Furono in quell'occasione trovati un cranio umano e un vaso tripode.

In seguito a questi ritrovamenti l'archeologo Antonio Taramelli effettuò, l'anno seguente, i primi scavi del sito su dieci domus de janas. In seguito ne vennero alla luce altre 21 ed ulteriori lavori di ricerca portarono a 38 le domus scoperte; i picchi di pietra utilizzati per scavarle furono ritrovati numerosi all'interno delle tombe.

Una statuetta prenuragica della Dea madre.

I numerosi ritrovamenti (vasi, statuette di dea madre, armi, vaghi di collana ed altro ancora) permettono di ascrivere la necropoli al Neolitico finale (cultura di Ozieri 3200-2800 a.C.) e attestano il suo utilizzo fino all'età del Rame e del Bronzo (culture di Abealzu-Filigosa, di Monte Claro, del Vaso campaniforme, di Bonnanaro: tra il 2800 e il 1600 a.C.).

La necropoli è costituita da due gruppi, di 7 e 31 unità, di domus de janas ipogee; una soltanto è monocellulare mentre le altre hanno planimetrie più articolate e una di esse contiene fino a undici vani. Sono del tipo "a proiezione verticale e orizzontale", ossia accessibili attraverso un pozzetto verticale oppure un dromos discendente, quasi sempre provvisto di gradini, che immettono nel vestibolo.

Elementi decorativi-cultuali[modifica | modifica wikitesto]

Tomba XXVIII[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della tomba sono presenti elementi decorativi cultuali. L'ipogeo è costituito da sette ambienti e da un ingresso a pozzetto, da qui si accede ad un locale a pianta elissoidale: sulla parete di fondo, ai lati del portello, sono scolpite a bassorilievo due protomi. Quella di destra si compone di doppie corna ad arco che sovrastano la testa rettangolare e, all'interno della testa, sono scolpiti a martellina due cerchi concentrici[4].

Antropologia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Studi antropologici effettuati sui resti umani rinvenuti nella necropoli e appartenenti alla cultura del vaso campaniforme e di Bonnanaro, hanno rilevato la presenza di due tipi umani principali: uno maggioritario dolicomorfo (84%) indigeno e uno minoritario brachimorfo (16%) tipico dei portatori del vaso campaniforme, l'altezza media era di 1,62 cm con un'oscillazione fra il 1,42 m e il 1,72 m[5].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome, Angelo Ruju, è quello del proprietario della tenuta in cui furono scoperte. Anghelu Ruju è anche il nome di un vino prodotto dalla cantina di Sella&Mosca, che si trova nelle immediate vicinanze del sito. Ha circa 18 gradi alcolici e rientra nella categoria dei vini rossi liquorosi.[6]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Tanda, J. Mangold, L'arte delle Domus de Janas, Sassari, 1985, p.15
  2. ^ A. Taramelli, Alghero: nuovi scavi nella necropoli preistorica di Anghelu Ruju, in Monumenti Antichi dei Lincei, XIX, 1909
  3. ^ Alghero, Necropoli di Anghelu Ruju
  4. ^ G. Tanda, J. Mangold, L'arte delle Domus de Janas, Sassari, 1985, p.190
  5. ^ Sardegna Archeologica - Giovanna Maria Demartis - La necropoli di Anghelu Ruju Archiviato il 16 dicembre 2007 in Internet Archive.
  6. ^ Sella & Mosca, Scheda del vino Anghelu Ruju, su sellaemosca.com. URL consultato il 31/05/2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Taramelli, Scavi nella necropoli a grotte artificiali di Anghelu Ruju, in Notizie degli Scavi di Antichità, 1904, pp. 301–351;
  • A. Taramelli, Alghero: nuovi scavi nella necropoli preistorica di Anghelu Ruju, in Monumenti Antichi dei Lincei, XIX, 1909, coll. 397-540;
  • Doro Levi, La necropoli di Angelu Ruju e la civiltà eneolitica della Sardegna, in Studi Sardi, X-XI, 1952, pp. 5–51;
  • Jacques Audibert, Préhistoire de la Sardaigne-Résultats de mission archéologique, in Bulletin di Museé d'Anthropologie préhistorique de Monaco, 5, 1958, pp. 189–246;
  • Ercole Contu, Notiziario Sardegna, in Rivista di Scienze Preistoriche, 1968, pp. 421–430;
  • Giuseppa Tanda, Jngeborg Mangold, L'arte delle Domus de Janas, Chiarella, Sassari, 1985

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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