Le avventure di Tintin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Chang Chong Chen)
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la serie animata, vedi Le avventure di Tintin (serie animata).

« Se mi sono messo a viaggiare non è stato solamente per vedere nuovi paesaggi o per documentarmi, ma per scoprire altri modelli di vita, altri modi di pensare: insomma, per allargare la mia visione del mondo. »

(Hergé)
Le avventure di Tintin
fumetto
Tintin-chaque-jeudi.png
Logo del giornale di Tintin
Titolo orig.Les Aventures de Tintin
Lingua orig.francese
PaeseBelgio
AutoreHergé
EditoreMoulinsart
1ª edizione1929 – 1983
Albi24 (completa)
Albi it.23 (completa)
Generecommedia, giallo, avventura

Le avventure di Tintin (Les Aventures de Tintin) è una serie a fumetti belga ideata e disegnata dal 1929 al 1983 da Hergé incentrata sull'omonimo personaggio immaginario di Tintin.[1][2] Le storie della serie sono contestualizzate con la realtà storica del XX secolo a partire già dal primo episodio - ambientato nella Russia bolscevica del 1929 e nella repubblica di Weimar - e anche i successivi si svolgono in contesti realistici - come il Congo del 1930[3], il nord America del 1933, la Cina occupata dai giapponesi nel 1934, l'Inghilterra, il Belgio e la Scozia nel 1937, in uno stato immaginario situato nell'Europa dell'Est identificabile con l'ex Jugoslavia nel 1940, e poi l'Austria invasa dai tedeschi e arrivando poi, storia dopo storia, fin sulla Luna, ai dirottamenti aerei e ai dittatori sudamericani - il tutto frutto di un approfondito lavoro di ricerca dell'autore.[4] Lo stile che ne caratterizza le tavole a fumetti - un tratto limpido e netto, con vignette pulite, senza altri segni oltre a quelli essenziali denominato poi ligne claire - fanno della serie un'antesignana e un modello di riferimento per la scuola franco-belga.[5][6][7] La serie, esordita nel 1929, è ancora molto popolare e continua a essere riproposta e a vendere milioni di copie in tutto il mondo oltre ad avere ispirato trasposizioni radiofoniche, televisive, cinematografiche e un vasto merchandising.[8] Una tavola del 1954 è stata venduta a un'asta nel 2016 per un milione e mezzo di euro.[9]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tintin (rivista).

La serie è costituita da 24 storie in lingua francese delle quali l'ultima è rimasta incompiuta. Le prime otto vennero pubblicate tra il 1929 e il 1941 in bianco e nero con tavole a sei vignette e negli anni quaranta e cinquanta vennero tutte ridisegnate - tranne la prima - per renderle omogenee con le successive che venivano pubblicate in albi a colori di 48 pagine con tavole a a dodici vignette; l'ultima storia risale al 1983, anno di morte dell'autore.[8][10] La serie esordì in francese il 10 gennaio 1929 sul settimanale belga Le Petit Vingtième, supplemento del quotidiano Le vingtième siècle,[1][2] dove viene pubblicato fino al 1942 quando la serie continua la pubblicazione su Le Soir Jeunesse, supplemento al quotidiano Le Soir, fino al 1946 quando debutta su una testata propria,[1] Le Journal de Tintin ( Kuifje nella versione fiamminga).

Le storie vennero illustrate da Hergé dopo un lavoro di documentazione che comprendeva le fotografie dei luoghi e degli oggetti da disegnare. Il suo tratto, originale e personale, caratterizzato da un segno sottile, pulito ed elegante venne poi imitato da molti suoi colleghi belgi e francesi e denominato linea chiara. Prima della morte, avvenuta nel 1983, Hergé aveva chiesto che la sua serie non venisse continuata da altri.[8]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Al personaggio in Italia sono state intitolate diverse testate ed apparso in numerose altre collane e periodici. L'esordio avvenne nel 1961 con la storia Lo scettro di Ottokar, pubblicata in volume dalle edizioni Cino Del Duca; successivamente venne pubblicata la storia I gioielli della Castafiore su un supplemento della rivista Linus nel 1968 e poi su altre riviste antologiche come Il Vittorioso; la prima edizione in volume risale venne edita dal 1977 al 1986 dalla Gandus; negli anni ottanta e novanta venne ripresa inoltre dalla Comic Art e dalla de Agostini.[1] L'intera serie è stata completamente ritradotta e ristampata in italiano nel 2011 dalla Rizzoli Lizard.[11]

Elenco episodi[modifica | modifica wikitesto]

titolo francese titolo italiano anno di pubblicazione
1 Tintin au pays des Soviets Tintin nel paese dei Soviet 1930
2 Tintin au Congo Tintin in Congo 1931
3 Tintin en Amérique Tintin in America 1932
4 Les Cigares du pharaon I sigari del faraone 1934
5 Le Lotus bleu Il loto blu 1936
6 L'Oreille cassée L'orecchio spezzato 1937
7 L'ile noire L'isola nera 1938
8 Le Sceptre d'Ottokar Lo scettro di Ottokar 1939
9 Le Crabe aux princes d'or Il granchio d'oro 1941
10 L'Étoile mystérieuse La stella misteriosa 1942
11 Le Secret de la Licorne Il segreto del Liocorno 1943
12 Le Trésor de Rackam le Rouge Il tesoro di Rakam il Rosso 1944
13 Les Sept Boules de cristal Le sette sfere di cristallo 1948
14 Le Temple du Soleil Il tempio del sole 1949
15 Tintin au pays de l'or noir Tintin nel paese dell'oro nero 1950
16 Objectif Lune Obiettivo Luna 1953
17 On a marché sur la Lune Uomini sulla Luna 1954
18 L'Affaire Tournesol L'affare Girasole 1956
19 Coke en stock Coke in stock 1958
20 Tintin au Tibet Tintin in Tibet 1960
21 Les Bijoux de la Castafiore I gioielli della Castafiore 1963
22 Vol 714 pour Sydney Volo 714 destinazione Sydney 1968
23 Tintin et les Picaros Tintin e i Picaros 1976
24 Tintin et l'Alph-Art Tintin e l'Alph-Art 1986

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La geografia e la storia del 1900 creano per Hergé la sceneggiatura e le ambientazioni mentre le trame sono fatte di comicità e storie avvincenti, legate da personaggi strambi e speciali a volte surreali. Tintin è un eroe acculturato, dotato di spirito di avventura ma anche di osservazione e sete di conoscenza che lo porta a capire e apprendere la cultura di ciascun popolo con cui entra in contatto.

Tintin è un giovane reporter in giro per il mondo; si trova a vivere avventure nelle quali sventa le trame di malvagi personaggi offrendo aiuto a chi ne ha bisogno. Insieme a lui c'è l’irascibile capitano Haddock, un vecchio marinaio; il professor Girasole, uno scienziato geniale quanto distratto; la cantante d’opera Bianca Castafiore, invaghita del capitano; due poliziotti, Dupont e Dupond, e il cane Milù.[8]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tintin: è il protagonista, un simpatico e sveglio giovanotto dai capelli rossi con il ciuffo davanti.
  • Milù: il cane di Tintin, un piccolo terrier bianco.
  • Capitano Haddock: un lupo di mare con capelli e barba nera, molto amante degli alcolici e delle imprecazioni fantasiose.[12]
  • Professor Trifone Girasole: chiamato anche "Tornasole" in riferimento alla cartina tornasole usata nei laboratori di chimica, è uno scienziato geniale e ostinato ma sordo come una campana.
  • Dupont e Dupond: due imbranati e baffuti poliziotti, agenti della Sûretè. Sono quasi sempre in giacca e bombetta; in alternativa, indossano travestimenti pacchiani che riflettono la loro stereotipata "conoscenza" dei paesi stranieri, contrapposta a quella profonda di Tintin.
  • Nestore: maggiordomo della tenuta di Moulinsart, leale e imperturbabile, in principio egli serviva i loschi antiquari Passeretti, che arrivavano persino a rapire Tintin, ma era all'oscuro delle loro malefatte, viene quindi mantenuto a servizio dal nuovo proprietario del maniero. Esordisce per la prima volta ne Il segreto del Liocorno, dove è il maggiordomo dei fratelli Passeretti, primi proprietari del castello i quali avevano rapito Tintin. Trovato in casa da Nestore, Tintin sostiene di essere il nuovo segretario dei Passeretti e Nestore sembra credergli fino a quando i fratelli citofonano per avvertirlo della presenza di un intruso nel castello. Segue poi una serie di inseguimenti nel castello tra Tintin, i Passeretti e Nestore che lealmente sostiene i suoi padroni. Gli amici arrivano appena in tempo per salvare Tintin e le attività criminali dei fratelli vengono scoperte. Il fatto che essi avevano detto a Nestore che Tintin era un ladro dimostra che egli non era a conoscenza delle loro nefande attività, ciò che alla fine l'inchiesta dimostra. Dupont e Dupond hanno qualche dubbio che Nestore fosse all'oscuro e lo sospettano varie volte di essere disonesto. Nestore riprende il suo lavoro come maggiordomo quando Haddock compra il castello. Con il suo aspetto molto ordinato, con indosso una livrea è diventato l'archetipo del maggiordomo nella cultura francese[senza fonte], sempre gentile, discreto, paziente, devoto al suo padrone e sempre imperturbabile.
  • Chang Chong Chen: giovane cinese, appare in due avventure ed è ispirato a un reale amico di Hergé, da lui consultato per rendere più realistiche e prive di stereotipi le storie ambientate in Cina. Durante il viaggio del protagonista in Cina - nella storia Il Drago Blu - Tintin lo salva da un annegamento e strinɡono una profonda amicizia divenendo compaɡni di viaɡɡio. Chen salva la vita al protaɡonista falsificando un mandato di cattura in possesso dei Dupondt. Ha partecipato all'arresto della banda di trafficanti di oppio e dei loro leader e Rastapopoulos e Mitshuirato a fianco del "figlio del drago".
  • Oliveira de Figueira: mercante portoghese attivo fra il Mediterraneo e il Medio Oriente; appare in diverse delle più "esotiche" avventure di Tintin.
  • Serafino Lampion: espansivo e impiccione venditore di polizze assicurative; appare a più riprese nel ruolo, per lui adattissimo, di "scocciatore".
  • Generale Alcazar: alternativamente dittatore della repubblica di San Theodoros o capo dei ribelli che cercano di prendere il potere, in continua competizione col suo arcinemico Generale Tapioca.
  • Emiro Ben Kalish Ezab: governante del ricco stato petrolifero del Khemed, appare in due avventure, nella seconda delle quali viene temporaneamente spodestato dal suo rivale, lo sceicco Bab el Ehr.
  • Abdallah: figlio preadolescente dell'Emiro del Khemed; è una vera e propria "piccola peste" e ama mettere al centro dei suoi continui scherzi soprattutto il capitano Haddock, da lui chiamato "Mille Bombarde" (per via della sua consueta esclamazione).
  • Bianca Castafiore: un soprano italiano (detto «l'usignolo milanese») esordisce in Lo scettro di Ottokar, ed è anche presente in Le sette sfere di cristallo, L'affare Girasole, I gioielli della Castafiore, Tintin e i Picaros e sarebbe apparsa nell'incompiuto album Tintin e l'Alph-Art. Nelle storie di Tintin, la cantante occupa quasi sempre ruoli di contorno o di cameo. Dotata di voce particolarmente squillante (è un soprano di fama internazionale), nella storia I gioielli della Castafiore viene indicata dai giornalisti come sentimentalmente impegnata con il capitano Haddock, che si mostra scontento delle conseguenze di questo gossip infondato. La diva, abituata alle invenzioni della stampa, si mostra invece indifferente a queste voci.
  • Piotr Huff: pilota mercenario contraddistinto da una benda nera sull'occhio che gli dà un'aria particolarmente "piratesca"; appare in due avventure.
  • Rastapopoulos: è uno dei principali antagonisti e compare in molte storie: esordisce ne I sigari del faraone dove, in un primo momento sembra che voglia aiutare Tintin ma successivamente, dall'episodio successivo, Il drago blu, divengono note le sue vere intenzioni. È l'antagonista che compare in più avventure insieme al Capitano Allan e al dottor Müller. Durante la sua giovinezza manda in rovina la famiglia. Ne I sigari del faraone, gira un film nel deserto e salva Tintin quando egli fugge da un gruppo di contrabbandieri. Dopo un violento inseguimento con Tintin, precipita in un crepaccio sfugge però miracolosamente alla morte. Tintin è ignaro del fatto che il malvivente che crede morto sia lui e continua a reputarlo onesto. Ne Il drago blu si scopre che Rastapopoulus è il capobanda di un mercato nero di oppio in Cina insieme a Mitshuirato. Grazie all'intervento di Tintin e dei suoi amici, viene arrestato insieme al resto della banda. Riappare poi nell'albo Coke in stock dove, sotto il falso nome di marchese Cammembert, è a capo di un traffico di schiavi. Nella storia Volo 714 destinazione Sydney rapisce un miliardario dirottando il suo aereo privato dove, per caso, si trovano Tintin, il capitano Haddock e il professor Trifone Girasole.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

L'autore venne accusato di razzismo per la caratterizzazione delle popolazioni africane in maniera caricaturale - uomini rozzi con occhi spalancati e labbra gonfie che si prostrano davanti a Tintin - data storia del 1930 Tintin in Congo, e di antisemitismo per il personaggio del finanziere ebreo Mr. Blumenstein in La stella misteriosa, una storia scritta nel 1941. In questo caso Hergé, quando si accorse che il suo personaggio era soggetto a fraintendimenti, cambiò nome a Blumenstein e gli diede una nuova nazionalità.[13] Nella biografia di Hergé del 2007 scritta da Philippe Goddin, viene analizzata la storia nella sua prima edizione serializzata su Le Soir nella quale compariva una striscia sul panico scatenato da un gigantesco meteorite che sembrava avrebbe colpito la Terra e due ebrei si rallegravano del fatto che, se il mondo fosse finito, non avrebbero dovuto rimborsare i loro creditori. Hergé cancellò poi il disegno degli ebrei di sua iniziativa quando la storia venne pubblicata in volume. Nella corrispondenza di Hergé si trova scritto che egli si riteneva neutrale: «Non sono né pro-tedesco, né pro-britannico», ha scritto, «Dato che non posso fare assolutamente nulla per affrettare la vittoria di Inghilterra o Germania, guardo, osservo e mastico le cose. Con calma e senza passione» e che il suo obiettivo era quello di rimanere un uomo onesto, scriveva Hergé, il che non significava gridare "Heil Hitler" o fare volontariato per le SS.[13]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella storia Tintin in Tibet, il personaggio deve ritrovare il suo amico cinese Tchang, disperso dopo un incidente aereo. Tchang è stato realmente un amico di Hergé; i due si conobbero nel 1934 ma dopo qualche anno dovettero separarsi per lungo tempo. Georges Remi sfrutta questa storia di Tintin per cercare, letterariamente, l'amico. Solo nel 1981 i due si poterono ritrovare, dopo ben 42 anni.
  • I personaggi di Tintin compaiono in una storia scritta e disegnata da Corrado Mastantuono, Bum Bum e l'artista liberato (in Topolino n. 2501 del 2003), dove Tintin si chiama Denden, Milou diventa Piciou e Haddock diventa Hadciuck.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d TINTIN, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  2. ^ a b FFF - TINTIN, su www.lfb.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  3. ^ allora colonia belga
  4. ^ (IT) Agostino Gramigna, Dall’Urss alla Luna la storia vista da Tintin, in Corriere della Sera. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  5. ^ Tintin, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  6. ^ (IT) Tintin nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  7. ^ (IT) Hergé nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  8. ^ a b c d (IT) Tintin in "Enciclopedia dei ragazzi", su www.treccani.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  9. ^ 'Tintin' da record, una tavola venduta per 1,5 milioni di Euro, in Repubblica.it, 19 novembre 2016. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  10. ^ FFF - HERGÉ, su www.lfb.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  11. ^ (IT) L’integrale di Tintin finalmente in libreria! - afnews.info, in afnews.info, 13 luglio 2011. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  12. ^ Hergé, Il segreto del Liocorno, Lizard edizioni, p. 29
  13. ^ a b A very European hero, in The Economist, 18 dicembre 2008. URL consultato il 6 dicembre 2017.
  14. ^ Bum Bum e l'artista liberato, su it.paperpedia.wikia.com. URL consultato il 10 luglio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN183133961 · GND (DE4306653-7 · BNF (FRcb16534464s (data)
Fumetti Portale Fumetti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fumetti