Lo scettro di Ottokar

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Lo scettro di Ottokar
fumetto
Titolo orig. Le sceptre d'Ottokar
Lingua orig. francese
Paese Francia/Belgio
Autore Hergé
Preceduto da L'isola nera
Seguito da Il granchio d'oro

Lo scettro di Ottokar (Le sceptre d'Ottokar) è l'ottavo albo della serie a fumetti de Le avventure di Tintin.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In questa avventura Tintin, giovane reporter e protagonista, accompagna il professor Barbotti, uno studioso di sigillografia, in Syldavia, immaginario stato dei Balcani. Una volta sul posto, il giovane scopre una congiura che vuole rovesciare il legittimo re Muskar XII, per instaurare un regime autoritario. Per fare ciò, i complici hanno rubato lo scettro di Ottokar, primo re syldavo, scettro senza il quale il monarca non ha il diritto di regnare. Con l'aiuto del fedele cane terrier Milù e dei due imbranati poliziotti Dupond e Dupont, Tintin riuscirà alla fine a sventare il colpo di Stato, e a salvare il trono di Muskar XII.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa avventura, scritta agli inizi del 1939, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, costituisce una critica ai regimi totalitari di stampo nazifascista[senza fonte]; il capo del complotto si firma Müsstler, sorta di ibrido fra Mussolini ed Hitler, i due dittatori dell'epoca. Non è la prima volta che l'autore, il fumettista belga Hergé, si interessa di temi di questo tipo (cfr Il loto blu), malgrado sia stato più volte sospettato di simpatie xenofobe da parte di alcuni critici[senza fonte].

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