Bernardo Melacci

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Bernardo Melacci

Bernardo Melacci (Foiano della Chiana, 19 gennaio 1893Nocera Inferiore, 7 dicembre 1943) è stato un anarchico e antifascista italiano. Poeta libertario, perseguitato politico. Figura popolare dell'antifascismo in Valdichiana.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Nasce in una famiglia di idee socialiste. Dopo le scuole elementari aiuta il padre nell'officina del paese. A 17 anni emigra a Genova per lavorare come meccanico alla Ansaldo. Qui, inserito in un'importante realtà industriale, frequenta ambienti sovversivi e partecipa a numerose agitazioni operaie. Richiamato in Marina trascorre da imbarcato gli anni della guerra. Matura le sue idee anarchiche dopo aver conosciuto personalmente Errico Malatesta durante una navigazione. Tornato al paese fonda il gruppo anarchico "Pietro Gori" di Foiano della Chiana.

Gli anarchici in Val di Chiana sono molto attivi e impegnati contro lo squadrismo e nelle lotte delle leghe contadine. Così in località Renzino rimangono uccisi tre fascisti di ritorno da una spedizione punitiva. Segue una sanguinosa rappresaglia contro la popolazione. Melacci è arrestato e incarcerato.

Gravissime le imputazioni per i 35 accusati dell'imboscata. Il processo si svolge nel 1924 alla Corte d'Assise di Arezzo. Il tribunale commina complessivamente oltre tre secoli di carcere. Melacci è condannato a 30 anni (che sconterà fino al 1935) passando da Arezzo alle carceri di Pesaro; e poi ai penitenziari di Imperia, Portolongone,[1] Parma e Pianosa.

Dimesso dal carcere in seguito ad amnistia ritorna a casa. Ma solo per tre giorni. Gli vengono inflitti tre anni di confino.[2] Inviato alle Tremiti nel 1937 si dedica alla propaganda delle idee anarchiche fra i numerosi giovani confinati facendosi iniziatore di una rivolta contro l'imposizione del saluto romano. Arrestato insieme ad altri cento e imputato di essere stato il promotore della protesta. L'ultimo periodo di carcerazione dà il colpo di grazia alla sua salute già minata dai lunghi anni di reclusione. Condannato ad altri cinque anni, nel 1938 viene ricoverato in manicomio. Durante le varie detenzioni scrive lettere e poesie. Muore nel Manicomio di Nocera Inferiore.

Nel 2005 si pubblicheranno le sue poesie. A Foiano della Chiana nella sua casa natale è stata apposta una lapide alla memoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tribunale speciale, sentenza n. 31 del 29.4.1930 contro Bernardo Melacci e altri (“Nel reclusorio di Portolongone nel novembre del 1929 gli imputati offendono Mussolini e fanno l'apologia dell'attentato di De Rosa al principe ereditario”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. I, p. 410-411
  2. ^ Commissione di Arezzo, ordinanza del 9.3.1937 contro Bernardo Melacci (“Dopo aver scontato circa quindici anni di carcere per motivi politici, è ritenuto ancora pericoloso e confinato”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. III, p. 1036

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Sacchetti, L'imboscata. Foiano della Chiana, 1921: un episodio di guerriglia sociale, ANPI Licio Nencetti e Comune di Foiano della Chiana, Arti tipografiche toscane Cortona, 2000;
  • Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani, opera diretta da G. Berti, vol. II, ad vocem, a cura di G. Sacchetti, Pisa, edizioni Biblioteca Franco Serantini (BFS), 2004;
  • C. Cardinali, E. Raspanti (a cura di), Bernardo Melacci: poeta libertario; introduzione di G. Sacchetti, Firenze, Regione Toscana, Consiglio Regionale, 2005;
  • P. Gabrielli, L. Gigli, Arezzo in guerra. Gli spazi della quotidianità e la dimensione pubblica, Roma, Carocci editore, 2006;
  • Giorgio Sacchetti, Sovversivi e squadristi. 1921: alle origini della guerra civile in provincia di Arezzo, Roma, Aracne, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]