Antonio Furlan

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Antonio Furlan
NascitaMotta di Livenza, 1906
MorteMotta di Livenza, 17 ottobre 1944
Cause della morteTorturato e impiccato dai nazifascisti
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Anni di servizio1940 - 1944
GuerreSeconda guerra mondiale
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare alla memoria
Altre caricheBracciante agricolo
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Antonio Furlan (Motta di Livenza, 1906Motta di Livenza, 17 ottobre 1944) è stato un partigiano e operaio italiano, medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di mestiere bracciante agricolo, era stato costretto ad emigrare in cerca di lavoro. Era tornato in Italia poco dopo l'inizio della Seconda guerra mondiale, per combattere la quale fu richiamato alle armi.
Dopo l'8 settembre 1943, al momento della proclamazione dell'armistizio e del conseguente sfaldamento del Regio esercito, era riuscito a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi.
Il giovane bracciante si dà alla macchia invece di rispondere alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale Italiana e si impegna attivamente nella Resistenza veneta, nell'area del Livenza. Catturato, viene giustiziato per impiccagione assieme a Angelo Artico. Il battaglione Livenza del quale era commissario politico, dopo la sua morte viene denominato Brigata Furlan

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Assertore e propugnatore dell’idea della Libertà, animato da viva fede e da puri ideali, organizzava squadre di volontari, in fondendo in essi senso del dovere e spirito di sacrificio. Partecipava al comando dei suo reparto a numerose azioni di guerra, emergendo per perizia e indomito coraggio. Caduto in una imboscata tesa gli dal nemico, esaurite le munizioni, in una strenua difesa, per impedire la cattura di importanti documenti che aveva indosso, sebbene inesperto nel nuoto, si buttava nella Livenza. Catturato fu sottoposto ad inumane torture. Né sevizie, né lusinghe lo piegarono e nella piena consapevolezza del dovere compiuto affrontava il patibolo con la serenità degli Eroi.[1]
— Motta di Livenza, 17 ottobre 1944.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quirinale - scheda - visto 9 marzo 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]