Alberto Magliozzi

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Alberto Magliozzi

Alberto Magliozzi (Nettuno, 17 settembre 1949) è un fotografo italiano di glamour[1][2][3]. Prediligendo il bianco e nero al colore, l'analogico al digitale[4] in una controtendenza che l'ha visto protagonista di riprese con attrezzature di medio formato, ha fotografato nella sua attività trentennale donne famose italiane ed internazionali creando in alcuni casi polemiche e scandali[5] che hanno anche avuto una risonanza internazionale[6][7][8][9][10][11]. Suoi servizi sono apparsi su diverse riviste specializzate del settore fra cui i magazine di nudo femminile Playboy e Penthouse[12][13].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Magliozzi nasce a Nettuno il 1949, primo di tre fratelli, da Gastone e Vittoria Liberati. A solo sei anni la madre Vittoria notando l'interesse di Alberto per la musica, gli fa prendere lezioni private di pianoforte e fisarmonica, ma allo stesso tempo è sempre lei a decretare che il figlio "deve studiare" per cui Alberto "subisce" anche gli studi classici al San Francesco della cittadina laziale, studi mai terminati. Lo spirito di avventura e conoscenza lo porta invece spesso in giro per il mondo soprattutto Londra, Parigi ed Amsterdam, vuole diventare un musicista, desiderio che vede consenzienti anche i genitori. Partecipe ad un concerto di Tony Esposito, rimane affascinato dalle sue percussioni e decide che vuole fare il batterista per cui nel 1967 forma una band, il Bum Group che si esibisce in diversi locali della penisola e nel 1969 anche al Tartana club di Follonica. Sempre nel 1969 incontra il chitarrista Peter Van Wood che gli propone di fare una Tournée con Renato Rascel, prima tappa è l'Isola d'Elba per una serata che proponeva musica e moda con la sfilata dello stilista Emilio Schuberth. Alberto che aveva sempre con se una Leica M3, decide di fotografare le modelle ed è proprio Schuberth a chiedergli di visionare i suoi scatti. Dopo alcune settimane i due si incontrarono a Roma, e lo stilista apprezzò tanto le sue stampe da suggerirgli di dedicarsi di più alla fotografia. Alberto segue quasi subito il suo consiglio, abbandonando il mondo della musica e trasferendosi a Milano per seguire corsi di fotografia professionale e collaborando fino al 1990 anche con il fotografo Francesco Escalar[14]. ritrattista delle star[15].

Fra moda e glamour Magliozzi farà anche cataloghi cartacei per importanti committenti come per gli occhiali della Luxottica (1990) di Leonardo Del Vecchio, Sting, del gruppo De Rigo e Diva della BrillArte con Manuela Arcuri come testimonial. Fotografa anche abiti da sposa in un catalogo intitolato Dettagli Sposa per la Schwarzkopf della Henkel, da cui trarrà anche un libro fotografico. Ma sarà, il glamour, il suo vero interesse in ambito fotografico tanto che nella sua carriera "sveste" donne italiane e straniere, modelle, donne famose ma anche donne di ogni giorno a dimostrazione che il sex appeal non può essere esclusiva prerogativa delle donne che sfilano in passerella o di solo modelle professioniste.

Le categorie fotografate dal fotografo romano sono state soprattutto modelle, attrici e show girl. Servizi esclusivi sono stati realizzati con Veronika Zemanová, Manuela Arcuri, Éva Henger, Anna Nicole Smith, Adriana Sklenaříková Karembeu, Natacha Amal, Fernanda Lima, Tyra Banks, Jane Alexander, Elenoire Casalegno, Simona Borioni, Tosca D'Aquino, Miriana Trevisan, Alessia Merz, Antonella Salvucci, Manila Nazzaro, Francesca Rettondini, Metis Di Meo, Marit Nissen, Arianna David, Milena Miconi, Maddalena Ferrara, Chiara Conti, Roberta Mancino, Stefania Orlando, Sarah Cosmi, Dajana Roncione, Caterina Balivo, Ramona Cheorleu, Chiara Giallonardo, Victoria Laufer e Barbara Bernardi (Miss Italia nel mondo 1991), Veronica Maya, Giorgia Würth, Karin Proia, Eleonora Benfatto, inoltre a festival cinematografici sono stati realizzati servizi non esclusivi con Sharon Stone, Nicole Kidman e Demi Moore.

Oltre a servizi apparsi sulle due riviste internazionali Playboy e Penthouse, servizi di Magliozzi sono apparsi su diverse altre riviste di moda e glamour come per esempio sulla rivista mensile di moda e bellezza Marie Claire, su TU Style della Mondadori, e la rivista mensile lifestyle maschile Maxim[16] oltre all'italiana Boss Magazine che dedica ai lavori di Magliozzi diverse copertine con relativi servizi interni come quella con Elenoire Casalegno (marzo 1997), con Alessia Merz (aprile 1997), con Manuela Arcuri (aprile 1999), con Manila Nazzaro (marzo 2001) e ancora con Alessia Merz (giugno 2001).

Il glamour come pretesto sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il glamour concepito da Magliozzi è da sempre soft. Le sue foto a suo avviso possono definirsi "maliziose", "sexy", molte volte "provocatorie", ma mai "hard". Volti e corpi femminili anche per lavori apparentemente inconcilianti con i suoi temi fotografici, perfino "installazioni" temporanee viventi, in location "naturali" disparate, ma quasi mai precostruite ed artificiose.

Elenoire Casalegno, 1997: Penthouse di novembre 1997 dedicò la copertina a questa foto di Magliozzi[13]

Per esempio, vino e sensi, sono a suo avviso un binomio imprescindibile e vuole dimostrarlo con un reportage realizzato nel 2015 sui vini più famosi delle cantine sarde, quando attraversa con le sue modelle l'isola usando come fece rilevare l'Unione Sarda proprio le «cantine più prestigiose della Sardegna» come location naturali[17].

Ma si può usare il glamour come pretesto per affrontare temi sociali? Magliozzi ne è convinto:

Usa il glamour come mezzo di provocazione sarcastica come nel caso del suo calendario Weapon of mass distraction realizzato nella base americana in Germania in cui il fotografo si era proposto proprio con «lo scopo pacifista»[18] di dimostrare come una bella donna sexy poteva essere molto più "attraente" di un qualsiasi mezzo offensivo e distruttivo come un carro armato o un qualsiasi altra arma da guerra.

Il glamour a suo avviso può anche essere usato come mezzo di denuncia sociale affrontando temi come la droga, la violenza e la pace in contrapposizione alla guerra. Lo fa con il suo libro fotografico Ritratti di vita, ristampato nel tempo da tre diversi editori, dedicando quattro sezioni diverse proprio alla droga, alla violenza e alla pace con una quarta sezione in cui le modelle simulano il "sogno", il "sogno" di aspettative migliori per risolvere i tre precedenti problemi che Magliozzi vuole denunciare tardano ad essere pienamente affrontati e risolti[19].

Nell'ambito della comunicazione, Magliozzi ha guidato come presidente il «vertice della giuria esaminatrice dei lavori» di uno dei più grandi concorsi fotografici mai svoltosi a Trieste che aveva proprio come tema: Comunicare con immagini: la fotografia. Il concorso come spiegava Il Piccolo, il principale quotidiano del capoluogo friulano era un «"concorso di idee", un piccolo laboratorio di colore, spunti, tecnica e interpretazioni per dare risalto all'intero territorio di Trieste, ai suoi angoli più noti o alle nicchie da riscoprire [...] rientra nel novero delle recenti proposte varate da " Il Giulia per Trieste", una forma di supporto alla valorizzazione cittadina»[20]

Gli scandali: da "Madonne" a "Weapon of mass distraction"[modifica | modifica wikitesto]

«Uno scomodo che ha della professione un concetto "militante" [...] l'uso dell'immagine in chiave di denuncia. Bisogna essere poco accomodanti se si vogliono raccontare le cose del mondo che sono poi quelle che ci circondano»

(La Repubblica su Magliozzi[5])

Pacifista, credente ma convinto anticlericale, Magliozzi ha usato soprattutto i suoi calendari come mezzi di denuncia e di protesta suscitando più volte l'indignazione e le reazioni, anche internazionali, delle istituzioni coinvolte. Nel 2003 è la volta del calendario "Madonne" realizzato nelle chiese sconsacrate dei Sassi di Matera da modelle e giovani ragazze del luogo fotografate seminude e affrontando il tema religioso della "Madonna" intesa come semplice donna "svestita" dal significato religioso attribuitole da alcune Chiese. Nel 2009 è la volta del sexy calendario Weapon of mass distraction in cui fotografa la allora sconosciuta italiana Alessandra Bosco, moglie di un sergente della base aerea statunitense di Katterbach Kaserne in Germania[18].

Francesca Tritto, 2003, una delle modelle del discusso calendario "Madonne"

Dissacrante il primo calendario (stampato in 40.000 copie[6][21]) tanto che «Alberto Magliozzi si beccò una scomunica dal Vescovo di Matera per aver ambientato in alcune chiese sconsacrate dei Sassi il calendario erotico “Madonne” realizzato da modelle del posto»[22]. La notizia viene ripresa da diversi media di Europa e degli Stati Uniti. La tedesca RTL Television gli dedica un ampio servizio nel programma televisivo Extra con una intervista a lui, a prelati e a gente comune tedesca in transito per la Città del Vaticano[7]. Il circuito britannico ITN (Independent Television News) distribuisce il servizio sul "calendario blasfemo"[23] alle principali emittenti televisive del mondo anglofano[6] con le relative foto fornite dalla consociata agenzia di stampa britannica Reuters[24].

Il secondo calendario, voleva essere nelle intenzioni del fotografo, ironico e pacifista, lo titola "Distrazioni di massa" (Weapon of mass distraction) e non si affida ad una modella professionista ne tantomeno ad un personaggio famoso, ma fotografa una giovane signora semivestita con un glamour molto soft mentre posa vicino ad un carro armato, a camionette militari e in un campo di addestramento militare. L'ironico proposito è quello di "distrarre", tramite il servizio fotografico presentato nel calendario, tutti i militari dalle giornaliere attività di preparazione ed addestramento alla difesa e alla guerra affidandosi ad immagini sexy e maliziose che dovrebbero riuscire nel proposito, una bella e sensuale donna (moglie di un sergente della base) che posa per ironia proprio presso (o sopra) quei "mezzi" per fare la guerra. Realizzato presso la base americana, il servizio fotografico crea immediatamente una reazione imprevedibile non solo da parte dei militari divertiti ma anche delle loro «mogli gelose»[18] oltre che grande indignazione da parte dei vertici delle autorità militari, tanto che ad occuparsi di quel "caso scandaloso" è «perfino l'autorevole rivista Stars and Stripes»[18][25][26][27] il quotidiano statunitense del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America.

Libri fotografici[modifica | modifica wikitesto]

I Calendari[modifica | modifica wikitesto]

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dalla Henger alla Arcuri, il sogno sexy nelle foto di Magliozzi, su archivio.panorama.it. URL consultato il 27 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  2. ^ Francesca Tritto, su pictures.reuters.com. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  3. ^ Madonne, su pictures.reuters.com. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  4. ^ a b Inedita Manuela, ecco l'Arcuri mai vista, su repubblica.it. URL consultato il 30 gennaio 2017.
  5. ^ a b La moglie del sergente fa il calendario, su repubblica.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  6. ^ a b c d ITALY: Photographer Alberto Magliozzi Depicts A Naked Madonna On His 2003 Calendar, su itnsource.com. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  7. ^ a b RTL television, su youtube.com. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  8. ^ Botrányt okozott a katonafeleség erotikus naptára, su index.hu. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  9. ^ Mulher de militar dedica calendario sexy a soldados, su noticias.terra.com.br. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  10. ^ Vatican outraged over nude calendar of Virgin Mary!, su books.google.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  11. ^ Naked Madonnas outrage Rome, su scotsman.com. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  12. ^ TV: Per la prima volta Manuela Arcuri nuda su 'Playboy', su www1.adnkronos.com. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  13. ^ a b Penthouse novembre 1997, su ebay.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  14. ^ Al Maxxi 'Glamour 'n soul', le foto di Francesco Escalar tra cinema e moda, su adnkronos.com. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  15. ^ Morto al Pertini Francesco Escalar, 49 anni, ritrattista delle star, su romatoday.it. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  16. ^ Manuela Arcuri, su venividivici.us. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  17. ^ Le modelle di Alberto Magliozzi in giro per le cantine sarde, su unionesarda.it. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  18. ^ a b c d La moglie del sergente è in lingerie. Scandalo per il sexy calendario, su repubblica.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  19. ^ Libri, “RITRATTI DI VITA” in CONSIGLIO REGIONALE, su met.provincia.fi.it. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  20. ^ Trieste si rifà l'immagine. In foto, su ricerca.gelocal.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  21. ^ Va a ruba il calendario sexy dei Sassi, su altamurgia.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  22. ^ Matera 2019, capitale europea dell’erotismo, su basilicatamagazine.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  23. ^ Manuela Arcuri chiamata in causa da Alberto Magliozzi il fotografo di "Madonne Nude", su telefree.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  24. ^ ITN SOURCE, su itnsource.com. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  25. ^ Ombudsman: Army spouse’s sexy calendar draws jibes, su stripes.com. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  26. ^ Soldier’s wife offers 12 months of distractions, su stripes.com. URL consultato il 26 gennaio 2017.
  27. ^ Letters to the editor for Wednesday, May 28, 2008 - Other spouses more worthy / Military gear for calendar girl?, su stripes.com. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  28. ^ Ritratti di vita.
  29. ^ a b Alberto Magliozzi, su opac.bncf.firenze.sbn.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  30. ^ L'arte, il vino, i sensi / Laura Moriconi e Alberto Magliozzi, su opac.bncf.firenze.sbn.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  31. ^ L'accezione erotica / fotografie di Alberto Magliozzi, su opac.bncf.firenze.sbn.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  32. ^ SexyGossip: 2002, in calendario c'è Stefania Orlando, su gossip.it. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  33. ^ a b Manuela Arcuri, foto sexy: topless da urlo, su net1news.org. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  34. ^ Sexy Gossip: dodici volte Miriana Trevisan, su gossip.it. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  35. ^ “C'è una festa porta un'amica”. Lyudmyla: sesso, droga e potere, su affaritaliani.it. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  36. ^ a b Lunedi 28 maggio 2007 - La produzione, su ragazzicontrolaviolenza.blogspot.it. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  37. ^ Military Spouse Offers One Year Of Distraction, su prlog.org. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  38. ^ Il fotografo Alberto Magliozzi a Berlino con uno scatto storico dedicato ai Sassi di Matera, su sassilive.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.

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