Leica M3

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Leica M3
Leica M3 mg 3608.jpg
Tipoa telemetro
Formato35 mm
Pellicola135 mm
Modalitàmanuale
Innesto obiettiviintercambiabili Leitz baionetta Leica M
Mirinoa telemetro 0,91x
Otturatoremeccanico a tendina
Esposimetrono; opzionale esterno Leicameter
Tempida 1 s a 1/1000s + posa B
Tempi meccanicitutti
Bracketingno
Blocco dell'esposizioneno
Esposizioni multipleno
Flash integratono
Tempo di sincro-flashX a 1/50 s, M anche fino a 1/1000 s, a seconda della lampada usata
Presa sincro P/Cper flash elettronici e a bulbi

La Leica M3, la cui produzione è iniziata nel 1953, è la capostipite della nuova serie di macchine fotografiche a telemetro prodotte dalla Ernst Leitz GmbH di Wetzlar con baionetta Leica M.

Macchine di grandissimo successo, nelle quali la messa a fuoco avviene in modalità manuale tramite un mirino galileiano a telemetro, attraverso l'angolo di ripresa che viene automaticamente definito da una serie di cornici adeguate all'ottica montata, settate sia automaticamente che manualmente in base ai modelli. Fu innovativo per quei tempi l'attacco a baionetta M, il cui brevetto Leitz è poi scaduto nel 2003, e quasi contemporaneamente utilizzato anche da Zeiss con la Ikon, poi da Voigtländer con le varie fotocamere ed infine da Epson con la R-D1, costruendo quindi dei corpi e delle lenti compatibili per questo standard modiale Leica M. Ancora oggi sono in produzione le ottiche ZM di Zeiss e quelle VM di Voigtländer-Cosina, due aziende che comunque collaborano a stretto contatto anche in altre produzioni.

Non avendo le limitazioni tipiche delle reflex, che devono fare i conti con uno specchio a ridosso della pellicola, la Leica M ha permesso di ottenere risultati fotografici di assoluta eccellenza, adottando ottiche con i migliori schemi a basso tiraggio, perfezionati anche dall'ottima ingegneria ottica bavarese. La M3 è infatti una macchina anche robustissima, praticamente indenne da guasti e nella sua evoluzione viene utilizzata anche con focali più corte (tra 21 e 135mm), nel ritratto a luce ambiente e spesso nel reportage. La caratteristica unica della M3 rispetto a tutte le altre versioni M, sta nell'avere un mirino ottico con ingrandimento quasi unitario, ovvero 0.91x il quale "vede" leggermente più grandangolare rispetto alla visione ad occhio nudo (1x è il riferimento assoluto per questi mirini) o rispetto alla focale normale ed infatti "vede" circa come un 38mm equivalente, dove la cornice più larga è quella per l'obiettivo da 50mm. Questi mirini son progettati per inquadrare una zona più ampia rispetto al fotogramma ripreso e le tre cornici della M3 sono adatte per gli obiettivi da 50, 90 e 135mm. Nella versione successiva, chiamata Leica M2 (prodotta da 1957), il mirino ha un ingrandimento 0.72x e quindi è ancora più ampio, presentando anche la cornice per l'obiettivo 35mm, focale molto usata nel reportage, ma perdendo quella per il 135mm (35 - 50 - 90mm). La M2 è di fatto identica alla M3, nonostante in effetti sia sempre stata considerata una versione semplificata e più economica.

Estremamente costosa, ma prodotta con una precisione meccanica da orologio svizzero, la Leica M3 è stata il cavallo di battaglia della Leica fino ai tardi anni sessanta, quando è stata sostituita dalla Leica M4. La Leica M3 è stata una delle fotocamera utilizzate anche da Henri Cartier-Bresson.

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