Xiphos

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Xiphos
ξίφος
Xiphos italico (Piceno)
Xiphos italico (Piceno)
Tipo Spada
Origine Grecia
Magna Grecia
Anatolia
Sicilia
Impiego
Utilizzatori Micenei
Achei
Greci
Conflitti Guerra di Troia
Guerre greco-puniche
Guerre persiane
Guerra del Peloponneso
Guerre messeniche
Guerre Sacre
Produzione
Data progettazione ca. XIII secolo a.C.
Descrizione
Lunghezza 70-75 cm
Lama 60 cm

[senza fonte]

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Xiphos micenei - ricostruzione.
Xiphos (fig. 1-3) e Makhaira (fig. 4) - Ill. da Burton, Richard (1884), The Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus.

Lo xiphos (in greco antico ξίφος) era la spada utilizzata dalle forze di fanteria della Grecia antica. Forma originaria della spada micenea nell'Età del Bronzo, nell'Età del Ferro divenne parte della panoplia dell'oplita greco, che la utilizzava come arma di seconda scelta, quando la dory (lancia) non era più utilizzabile. Aveva impugnatura ad una mano e lama a doppio taglio lunga anche 60 centimetri.

Gli opliti spartani svilupparono una variante dello xiphos corta (30 cm), atta a colpire solo di punta nelle serrate mischie della fanteria pesante ellenica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Menzione dello xiphos si trova già nell'Iliade di Omero, ove il vocabolo compare con il significato di "spada"[1] e trova riscontro nel vocabolo di lingua micenea qsiphos, ove indica appunto genericamente la spada. Lo xiphos sarebbe dunque stato il nome dato nell'Antica Grecia e nell'arcipelago Egeo alla prima tipologia di arma bianca manesca apparsa durante l'Età del Bronzo, mantenuto in uso con il medesimo significato nella successiva Età del Ferro.

Nello specifico, il qsiphos miceneo doveva essere arma atta a colpire prevalentemente di punta, una sorta di antenato dello stocco. La spada a lama diritta, affilata su ambo i lati, da utilizzarsi per colpire di punta e di taglio era invece il phasgana (phasganon) con lama a foglia. Nei secoli tardi dell'Età del Bronzo questa distinzione venne meno e la parola greca xiphos, derivata da qsiphos, passò ad indicare sia le spade a lama sottile sia quelle a lama più larga, atte ad una scherma più variegata[2].

La spada degli opliti[modifica | modifica wikitesto]

Tra VIII e VII secolo a.C., quando in Grecia si originò e diffuse lo schieramento a falange, lo xiphos, fosse esso con lama in bronzo o in ferro, venne inquadrato nella panoplia dell'oplita greco come arma di seconda scelta, da utilizzarsi nella mischia a distanza ravvicinata quando la pesante lancia da combattimento, la dory, era ormai troppo ingombrante.

Tra i ranghi degli hippikon (cavalleria), allo xiphos venne preferita un'altra tipologia di spada monofilare più adatta per i colpi di taglio, il makhaira.

(EL)
« ὡς δὲ τοὺς ἐναντίους βλάπτειν, μάχαιραν μὲν μᾶλλον ἢ ξίφος ἐπαινοῦμεν: ἐφ' ὑψηλοῦ γὰρ ὄντι τῷ ἱππεῖ κοπίδος μᾶλλον ἡ πληγὴ ἢ ξίφους ἀρκέσει. »
(IT)
« Ma per ferire i nemici, a mio parere, è molto meglio il makhaira che lo xiphos, perché venendo il colpo dall'alto più profonda sarà la ferita inferta dal makhaira, arma che ferisce di taglio, che dallo xiphos»
(Senofonte, Sull'equitazione - XII, 11-12)

Gli Spartani svilupparono uno xiphos più corto, lungo circa 30 cm, utile nel combattimento ravvicinato tra le prime file dei due schieramenti di opliti[3]. L'arma ebbe larga diffusione tra gli eserciti greci a partire dalla Guerra del Peloponneso (431 a.C.-404 a.C.), come ben dimostrato dai disegni artistici di quel periodo. La variante lunga dell'arma restò comunque in uso, diffondendosi, unitamente al modello bellico greco, sulle coste del Mediterraneo e raggiungendo, tramite la Magna Grecia, gli Etruschi e gli Italici.

Nel corso del IV secolo a.C., il generale ateniese Ificrate, grande riformatore della falange oplitica, armò i suoi soldati nella Guerra di Corinto contro gli spartani con una variante più lunga dello xiphos[4].

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il testo omerico, narrante fatti ipoteticamente databili al 1250 a.C. ma redatto in età più recente, fornisce ampia descrizione dello xiphos, o meglio, delle tipologie di xiphos contemporanee all'autore (IX-VIII secolo a.C.) ma da lui inscritte nelle panoplie degli eroi achei e troiani:

  • La lama poteva essere diritta e sottile o larga, in foggia di foglia, nel modello phasganon. In epoca storica, lo xiphos aveva lama "a foglia di salice" allungata o leggermente lanceolata, onde garantire efficacia sia ai colpi di taglio che alle stoccate;
  • L'impugnatura, ad una mano, poteva presentare un ricco fornimento. Omero parla di una spada dal manico inanellato d'oro per Agamennone di Micene e di chiodi d'argento ornanti lo xiphos di Achille brandito da Patroclo nel suo scontro mortale con il troiano Ettore[5]. Negli esemplari del V secolo a.C., l'impugnatura dello xiphos ha caratteristica impugnatura a "T";
  • Il fodero, come l'impugnatura, poteva essere in metallo pregiato ma era più spesso in legno.

In epoca storica, lo xiphos veniva portato dagli opliti sul fianco sinistro, il fodero assicurato ad un balteo che correva sul petto del guerriero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omero, Iliade, I, vv. 194, 210, 220 - a semplice titolo di esempio.
  2. ^ Omero, Iliade, XX : rabbioso per la scomparsa dell'odiato Ettore dal campo di battaglia, Achille fa strage dei troiani e dei loro alleati armato di lancia, di xiphos e di phasgana. Quest'ultima è l'arma con cui Troo figlio di Alastore viene eviscerato del suo fegato. Echeclo, il giovane figlio di Agenore, muore con il cranio spaccato dal pesante xiphos del Pelide. Invece Deucalione viene prima colpito al gomito da una lancia di Achille e poi decapitato con un fendente di phasgana
  3. ^ Plutarco, Moralia, 191 E, 216 C; Idem, Vite parallele, Licurgo e Numa Pompilio, 19.2.
  4. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, XV, 144.
  5. ^ Omero, Iliade, XVI, 135 : ἀμφὶ δ' ἄρ' ὤμοισιν βάλετο ξίφος ἀργυρόηλον χάλκεον (Indi la spada di bei chiovi d’argento aspra e lucente dall’omero sospese)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • Burton, Richard (1884), The Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus PDF.
  • Hanson, Victor Davis (2009), The Western Way of War: Infantry Battle in Classical Greece, Berkeley, University of California Press, ISBN 978-0-520-26009-2 [1].
  • Stone, George Cameron (1999) [e] LaRocca, Donald J., A glossary of the construction, decoration and use of arms and armor in all countries and in all times. Together with some closely related subjects, Mineola (NY), Courier Dover Publications, ISBN 0-486-40726-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]